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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Idomeni: tensione e caos al confine con la Macedonia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

idomeniNel campo di Idomeni, al confine con la Macedonia, sono bloccate più di 11.000 persone e solo a circa 100 persone al giorno è permesso di passare. MSF sta attualmente spendendo 50.000 euro al giorno per fornire ripari, sacchi a pelo, tende e assistenza di base.
Il 29 febbraio una protesta è degenerata rapidamente quando la polizia macedone ha iniziato a lanciare gas lacrimogeni sui rifugiati: i nostri team hanno trattato 22 casi, inclusi nove bambini, affetti da problemi respiratori. C’erano anche sette persone ferite dal filo spinato, inclusi tre bambini.Le persone sono ansiose e stressate perché hanno visto l’attuazione di restrizioni inaspettate contro gli afghani e vogliono attraversare il confine prima che sia troppo tardi per loro. Questa tensione al confine è il risultato di strategie irresponsabili messe in atto da pochi stati europei e balcanici per arginare il flusso di persone che cerca protezione in Europa, ad ogni costo, senza alcuna considerazione per le loro esigenze umanitarie e di protezione.Gli effetti prevedibili di queste restrizioni, di cui siamo testimoni adesso a Idomeni, sono un maggiore caos e ulteriore sofferenza per gli uomini, donne e bambini che hanno già vissuto la guerra e affrontato viaggi molto pericolosi in cerca di sicurezza.
Migliaia di uomini, donne e bambini sono bloccati tra Grecia e Balcani dopo l’improvvisa imposizione di nuove, arbitrarie restrizioni per i rifugiati afghani lungo la rotta balcanica. A queste persone, bloccate alle frontiere, non viene data alcuna informazione, l’assistenza umanitaria è quasi nulla e sono a rischio di violenza e abusi.“Abbiamo denunciato più volte le conseguenze umanitarie di questo effetto domino alle frontiere, ma i governi europei continuano a inventare criteri nuovi e arbitrari con l’unico scopo di ridurre il flusso di persone sulla rotta balcanica, a qualunque costo e senza alcuna considerazione dei loro bisogni umanitari” ha detto Stefano Argenziano, coordinatore dei progetti di MSF per la migrazione. “Il fallimento dei governi europei nel trovare risposte collettive e umane sta producendo caos, arbitrarietà e discriminazione.” Le prime restrizioni sono state attuate a novembre, quando la possibilità di muoversi lungo i Balcani è stata limitata alle sole persone di nazionalità siriana, irachena o afgana. Ma nel fine settimana, le autorità della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM), Serbia, Croazia, Slovenia e Austria hanno implementato una nuova serie di criteri per ridurre ulteriormente il flusso di rifugiati e migranti nei loro territori. Per esempio agli afgani, che rappresentano fino al 30% degli arrivi in Grecia, viene ora impedito di attraversare sia la frontiera tra Grecia e FYROM, sia la frontiera tra FYROM e Serbia. (foto: idomeni)

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