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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

“Perché ancora stentano a decollare le terapie avanzate con cellule staminali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2016

cellule staminaliRoma dal 9 all’11 marzo 2016 sesto Congresso C.O.R.T.E. presieduto dal prof. Nicolò Scuderi presso il Palazzo dei Congressi di Roma Eur. Intervento della prof.ssa Cinzia Marchese. “L’utilizzo di cellule staminali adulte per applicazioni di terapia cellulare avanzata, rappresenta oggi uno dei settori della medicina di maggior interesse. “La capacità plastica delle cellule staminali ha dimostrato non solo di essere in grado di riparare organi o tessuti danneggiati da malattie o traumi – precisa Cinzia Marchese, ordinario di Medicina di Laboratorio e presidente del Corso di Laurea di Tecniche di Laboratorio Biomedico e direttore del Laboratorio di Biotecnologie Cellulari del Dipartimento Medicina Sperimentale dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma – ma anche di ripristinare la funzionalità di questi organi, o almeno di migliorarla. L’elevato potenziale proliferativo in vitro, il trofismo, la capacità antinfiammatoria ed in modo particolare la possibilità di transdifferenziare verso cellule specializzate, se im-piantate nel giusto contesto, fanno si che le cellule staminali da midollo o derivate dal tessu-to adiposo (Mesenchimal Stem Cells – MSC) possano essere considerate un valido stru-mento per la rigenerazione di tessuti, malattie degenerative e malattie rare. Nonostante ciò, l’identificazione delle terapie cellulari con una nuova categoria di farmaci biologici, basati su cellule e tessuti che si sono dimostrati efficaci nella cura di una patologia, ha fatto si che queste terapie avanzate (TA) siano state collocate sotto l’egida dell’Agenzia Italiana del Farmaco AIFa. Tale regolamentazione se da un lato impone criteri specifici e selettivi atti a garantire, in primo luogo, la sicurezza del prodotto finale poiché destinato alla somministra-zione a pazienti, dall’altro cozza con la mancata valorizzazione della prestazione da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Infatti ad oggi non esistono DRG dedicati che attribuiscano ‘valore’ alle terapie avanzate anche se spesso queste sono l’unica alternativa alla mancanza di strategie terapeutiche percorribili. La medicina rigenerativa nelle malattie rare. La medi-cina rigenerativa è caratterizzata da una forte innovazione tecnologica e scientifica svilup-pata nel corso degli anni e si avvale delle competenze scientifiche e del rigore metodologico impiegato nella realizzazione di prodotti di terapia cellulare a base di cellule autologhe da utilizzare per la rigenerazione di tessuti danneggiati da patologie destruenti o assenti per mancato sviluppo, come nel caso delle malattie rare. Un esempio è rappresentato dalla realizzazione di mucosa vaginale autologa a partire dalle cellule isolate dalla biopsia del vesti-bolo vaginale in pazienti con Sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser (MRKH). La MRKH è caratterizzata da agenesia congenita dell’utero e della vagina in donne che mo-strano uno sviluppo normale dei caratteri sessuali secondari e un cariotipo normale 46, XX e colpisce almeno 1 su 4.500 donne. Il trattamento di elezione consiste nella creazione di una neovagina ed è in genere proposto per consentire i rapporti sessuali ed il miglioramento della qualità di vita delle pazienti attraverso il superamento definitivo della propria menoma-zione.La ricostruzione del canale vaginale ed il rivestimento con lembi di mucosa autologa ricostruita in vitro, se confrontate con metodiche che usano lembi di cute o tratti del sigma, rappresenta il trattamento di elezione in quanto è contraddistinto da aspetti di minore invasività, assenza di esiti cicatriziali e risultati ottimali da un punto di vista sia fisiologico che psicologico. Le indicazioni a questo tipo di intervento possono essere allargate anche ad al-tre patologie come la Sindrome di Morris e più in generale a patologie dello sviluppo dei dot-ti Mulleriani, fino a patologie oncologiche in cui la radioterapia mirata abbia procurato danni severi. E’ da sottolineare che la ricostruzione della mucosa vaginale con prodotti di terapia cellulare è indicata nell’ambito di patologie rare in cui non sia presente una valida alternativa terapeutica e solo quando il trattamento di correzione conservativa (uso di dilatatori) non sia percorribile. Le limitazioni dimensionali del servizio di medicina rigenerativa unitamente alla mancanza di DRG regionali, che definiscano il valore della prestazione, non consentono di fare fronte alla domanda di prestazioni in continuo aumento non riuscendo a garantire una risposta adeguata alla richiesta dei pazienti. Tutti i prodotti di medicina rigenerativa non so-no ad oggi erogati all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e pur rappresentando un ele-mento di eccellenza e di unicità per l’Azienda Policlinico Universitario Umberto I soffrono della limitazione di fondi disponibili per la certificazione ed il mantenimento delle strutture dedicate.

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