Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Destra sinistra centro

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2016

benedetto croceOrmai è diventato chiaro come le categorie politiche identificate in una collocazione ben precisa, non hanno più ragione di esistere, non tanto per doveroso invecchiamento, quanto per la confusione che si è generata intorno a tali identificazioni. Si transita indifferentemente dalla Destra alla Sinistra, transitando per un Centro incerto, come se si trattasse di un “mestolo di idee” buono per tutte le stagioni. Così, profittando dell’intelligenza degli amici lettori de “L’Obiettivo”, propongo un luogo di incontro, utile per esprimere le proprie idee, conoscere quelle altrui e, insieme, dibatterne i contenuti.
L’argomento è tutto nel titolo “Destra, Sinistra, Centro”, cosa rappresentano ancora oggi, cosa suggeriscono ideologicamente, quali principi, se ancora ce ne dovessero essere, condizionano la loro esistenza ? Un chiarimento concettuale risulta indispensabile al fine di rendere intelligibile una volontà politica di rinnovamento che guarda alla Storia e alle evoluzioni che essa impone. Lo schema della politica in questi ultimi 150 anni non ha fatto grandi passi in avanti, ha, bensì, segnato il passo intorno alla vetusta impostazione di “destra”, “sinistra”, “centro”, ma senza offrire chiarimenti ben distinti, generando spesso più confusione che trasparenza.“Farsi capire” diventa un imperativo categorico, il solo che possa elevarsi a viatico sia dello sviluppo e del progresso che della conservazione di valori non soggetti a trattative e/o compromessi.
Per dare un senso alle vecchie identificazioni di destra, sinistra e centro non possiamo che guardare ad un passato, ormai remoto, quando menti eccelse impostarono la dialettica politica, trasferendo il dibattito dalla pura concezione teorica alla prassi politica.
La mente eccelsa per antonomasia fu certamente Benedetto Croce, al quale non si fa riferimento più per ignoranza documentata che per maldestro convincimento ideologico.Fu proprio Benedetto Croce che cercò di dare un chiarimento alle “categorie” concettuali per trasferirle nell’incontro politico che già era scivolato nelle scontro.
Era il 1951 quando il filosofo partenopeo indirizzò, a “coloro che si determinavano a iscriversi al Partito liberale”, una lettera nella quale poneva, senza mezzi termini, l’esigenza di una collocazione del pensiero “liberale”, diventato PLI, come unico partito avente il diritto/dovere di collocarsi al “centro”, ma un centro mobile, in grado di dialogare con la destra conservatrice e liberale e con la sinistra progressista: un Centro filosofico, virtuale più che virtuoso. (Rosario Amico Roxas)

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