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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Corruzione, Cantone: in sanità un enorme giro di affari

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2016

Ministero salute«La sanità, per l’enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma». A sferzare il duro commento è il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, alla presentazione dei dati dell’indagine realizzata da Transparency International Italia, Censis, Ispe-Sanità e Rissc. Secondo le cifre, infatti, nel 37% delle aziende sanitarie, si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni e in circa un terzo dei casi non sono stati affrontati in maniera appropriata. Ad affermarlo sono gli stessi dirigenti delle 151 strutture che hanno partecipato all’indagine sulla percezione della corruzione. I dati, presentati a Roma nel corso della prima Giornata nazionale contro la corruzione in sanità, hanno evidenziato come siano due gli ambiti che si prestano maggiormente alle pratiche corruttive, quello degli appalti e quello delle assunzioni di personale: al primo posto, l’83% dei dirigenti sanitari indica i rischi che si annidano negli acquisti di beni e servizi e il 66% nella realizzazione di opere e infrastrutture, mentre il 31% sottolinea la possibilità che si seguano scorciatoie illecite nelle assunzioni. «Il tema della corruzione in sanità – ha precisato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – lo abbiamo aggredito fin dall’inizio del mio mandato e abbiamo promosso e attuato ogni iniziativa per combattere contro criminali che, come ripeto sempre, quando rubano in sanità commettono un reato ancora più grave perché i loro atti finiscono con l’incidere in modo diretto sulla qualità di assistenza e cura delle persone più fragili. Rubano allo Stato e il loro atto diventa ancora più odioso perché commesso in danno dei malati». Molto è stato fatto negli ultimi anni per prevenire i casi di corruzione in ambito sanitario: il 97% delle strutture sanitarie ha adottato uno specifico Codice di comportamento dei dipendenti integrativo rispetto a quello previsto per i dipendenti pubblici, il 93% ha predisposto un Regolamento per le procedure d’acquisto, il 92% afferma che nella propria struttura esistono procedure trasparenti per l’aggiudicazione degli appalti, l’85% ha previsto procedure per la segnalazione di casi di corruzione e azioni a tutela dei dipendenti che le effettuano (i whistleblower). «Con l’Autorità Anticorruzione -aggiunge il ministro – e con l’ausilio di Agenas, abbiamo recentemente lavorato per varare la nuova Sezione del Piano Nazionale Anticorruzione dedicata alla sanità. Fra qualche giorno io e il Presidente Cantone sottoscriveremo un apposito Protocollo per attuare controlli congiunti per garantire la piena e puntuale attuazione del citato Piano». Per la Lorenzin, insomma, il grande strumento contro la corruzione è la circolazione, la condivisione e dunque la trasparenza dei dati. Per questo nel Patto per la salute 2014-2016 sono stati previsti non soltanto il rafforzamento dei controlli nelle aziende sanitarie, ma anche un Patto per la sanità digitale e un piano di evoluzione dei flussi informativi del nuovo sistema informatico sanitario. Per Federico Gelli, responsabile sanità del pd, questo settore è oggetto di corruzione «anche perché conta su una spesa pubblica che, sebbene in contrazione, mantiene una quota importante». Ma a cavalcare l’onda dei dati sulla corruzione e l’avvertimento di Cantone, che indica come una delle maggiori criticità la non troppa trasparenza delle liste d’attesa, è il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Tornando sul tema delle liste d’attesa e della libera professione medica, sulla quale intende agire proponendo una legge di iniziativa popolare, Rossi dichiara sulla sua pagina Facebook di essere d’accordo con Cantone poiché «il superamento dell’intramoenia e ancor più l’abolizione dell’extramoenia possono costituire un passo avanti enorme in direzione della trasparenza e della equità di accesso». (Rossella Gemma fonte: doctor33)

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