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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Sparò ai ladri, paga con il carcere l’essere stato vittima di furto

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2016

maccari-cie-kr5“E’ impossibile reprimere l’istinto di difendersi quando si subisce un male ingiusto, specie se è già successo più di una volta, specie se è forte il senso di impunità e di insicurezza che si percepisce quando sembra che, nei fatti, non conti molto il fatto che rubare non è un diritto. Far scontare in carcere ad una persona il fatto di essere stata vittima di un’aggressione è qualcosa che stride fortemente con il sentimento reale di una cittadinanza stufa di non trovare risposte certe e severe nei confronti di chi viola leggi e regole che le persone offese, invece, seguono nel corso della loro vita. E tutte le difficoltà e le limitazioni che il sistema sicurezza soffre, unite ad un’innegabile incertezza della pena che deriva da un sistema giustizia che non assicura la soddisfazione dei diritti delle troppe vittime dell’arrogante violenza altrui, non fanno che peggiorare le cose esponenzialmente. Lo abbiamo detto spesso e lo ripetiamo: il diffuso sentire quasi come una necessità il fatto di doversi fare giustizia da soli rappresenta un problema reale e molto grave, ed espone i cittadini che noi siamo chiamati a servire ad una duplice nefasta conseguenza se loro malgrado essi restano vittime di atti criminali. Le Istituzioni hanno l’obbligo di fare di più per tenere i cittadini al riparo da quelle nefaste conseguenze, rimettendo davvero loro e la loro sicurezza al primo posto”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo che nel casertano Raffaele Villano, 52enne di Trentola Ducenta (Caserta), è stato condotto in carcere a seguito della sentenza definitiva di condanna a 5 anni e tre mesi di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa inflittagli per aver sparato ai ladri che stavano rubando nel suo bar, uno dei quali morì poco dopo. Era il 21 maggio 2012 quando Villano, uno dei titolari del bar Blue Moon di San Marcellino (Caserta), sparò a un giovane rom che stava rubando dei videogiochi del locale tra i più noti della zona. L’uomo, che già dieci giorni prima aveva subito un furto nell’esercizio da parte di ladri che gli spararono contro con una pistola che lui non sapeva essere caricata a salve, la notte di quel 21 maggio fu svegliato dall’antifurto del bar mentre dormiva nella sua casa al piano di sopra. Affacciatosi, Villano notò quattro giovani che, dopo avere scassinato il locale, stavano caricando su un’auto una macchinetta di quelle che cambiano le banconote in monete per le slot machine. A quel punto impugnò un revolver, legalmente detenuto, e fece fuoco quattro volte. Il giovane rom, che stava entrando nell’auto dal portellone tirandosi dietro la macchinetta mangiasoldi, fu colpito mortalmente (raggiunto al torace e a una gamba) mentre uno dei complici rimase ferito. Dopo quasi quattro anni la condanna definitiva e il carcere per il titolare del bar.“Impossibile non dire che quest’uomo – conclude Maccari – ha avuto la vita veramente rovinata e segnata in maniera indelebile da quei delinquenti che hanno deciso, un giorno, di poter disporre liberamente delle sue cose, della sua proprietà, dei suoi diritti, pur essendo ben coscienti delle possibili conseguenze cui andavano incontro ma convinti, certamente, di poterla fare franca. Eppure, il gesto di ladri che in questa maniera possono distruggere da un momento all’altro l’intera esistenza delle loro vittime viene perseguito e punito in maniera estremamente meno severa di quanto lo Stato adesso non faccia con l’onesto titolare di un bar che ha dedicato la propria vita al lavoro”.

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