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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 11 aprile 2016

Francesco Piemontesi al Lac

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

Francesco PiemontesiPhoto: Marco Borggreve

Francesco PiemontesiPhoto: Marco Borggreve

Lugano il 12 aprile alle 20.30 presso la Sala Teatro LAC di Lugano vede come protagonista un artista svizzero-italiano, Francesco Piemontesi, affermato solista e camerista, nonché direttore artistico delle prestigiose Settimane Musicali di Ascona. Piemontesi propone un programma nel solco della grande tradizione pianistica, con pagine di Mozart, Kreisleriana di Schumann e la Toccata di Busoni. «Una combinazione di tecnica superlativa e straordinario gusto» ha scritto qualche anno fa di lui la Neue Zürcher Zeitung. Francesco Piemontesi, dopo gli studi con Cécile Ousset, Alfred Brendel, Murray Perahia e Alexis Weissenberg, è emerso alla ribalta al Concorso Reine Elisabeth di Bruxelles del 2007. Non si contano da allora i successi raccolti in tutto il mondo: dagli Stati Uniti all’Asia senza dimenticare la partecipazione a importanti iniziative europee quali il Progetto Martha Argerich, il Festival La Roque d’Anthéron e i BBC Proms. Avvezzo a lavorare con maestri della grandezza di Zubin Mehta, Roger Norrington, Charles Dutoit, il pianista svizzero-italiano è anche direttore artistico delle Settimane Musicali di Ascona. Densa la sua attività cameristica accanto a musicisti come Jurij Bašmet, Angelika Kirchschlager, Emmanuel Pahud ed Heinrich Schiff. Nel 2012 ha firmato un contratto con Naïve Classique pubblicando un primo disco dedicato ai Concerti di Schumann e Dvorák, mentre lo scorso anno ha visto la luce la pubblicazione dei Préludes di Debussy.Per il suo récital al LAC, Piemontesi sceglie un percorso nel cuore della grande letteratura mitteleuropea, partendo da Mozart, con la Sonata in la maggiore n. 11 KV 331, una delle più note del maestro salisburghese, coronata dal celeberrimo Rondò “Alla Turca”. Composta nel 1783 e pubblicata l’anno seguente, la Sonata fa parte di un gruppo di lavori pensati da Mozart per la propria attività concertistica, ma anche per un’utenza amatoriale di alto livello.
Segue, dello stesso autore, l’intenso Rondò in la minore KV 511, terminato l’11 marzo 1787. Nato all’ombra del Don Giovanni, questo pezzo si mostra lontanissimo dal virtuosismo brillante e alla moda che al tempo affascinava l’aristocrazia viennese. Si tratta di una pagina sorprendente, sobria nella scrittura; l’elemento più innovativo è quello del cromatismo, che pervade tutta l’invenzione tematica del pezzo, con un pathos che per certi versi anticipa gli umori del Romanticismo. Pienamente romantico è invece lo spirito di Kreisleriana, capolavoro di Robert Schumann del 1838. Kreisler è un personaggio creato da E.T.A. Hoffmann, un maestro di cappella dal carattere tormentato e fantastico, con il quale Schumann non poté che stabilire una sintonia profonda. Kreisleriana può essere quindi pensata come un autoritratto musicale di Schumann: otto pezzi non divisibili tra loro, ora febbrili e allucinati, ora distesi e apparentemente sereni. Ad accogliere, in Italia, l’eredità della grande tradizione austro-tedesca sarà, tra Ottocento e Novecento, Ferruccio Busoni, eccelso pianista e compositore affascinato dalla lezione di Bach. La Toccata BV 287, del 1921, sintetizza alla perfezione il suo amore per la tastiera e per Bach. Suddivisa in tre movimenti (Preudio, Fantasia e Ciaccona), ultima pagina dedicata da Busoni al suo strumento, presenta una spiccata propensione contrappuntistica che rimanda al Barocco, mentre la tecnica trascendentale richiesta all’interprete ne fa una prova spiccatamente virtuosistica. (foto: piemontesi)

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La galleria Wilkinson di Londra è la vincitrice della seconda edizione del Premio Herno

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

galleria WilkinsonLa giuria del Premio Herno – composta da Lionel Bovier, Direttore del MAMCO, Musée d’art moderne et contemporain di Ginevra, Anna Colin, Curatore Associato alla Fondation Galeries Lafayette di Parigi e Co-direttore della Open School East di Londra, Annie Fletcher, Curatore delle mostre al Van Abbemuseum di Eindhoven e Jens Hoffmann, Vice Direttore e Head of Exhibitions and Public Programs al Jewish Museum di New York – ha annunciato il nome della galleria vincitrice della seconda edizione del premio, destinato allo stand con il miglior progetto espositivo, pensato, allestito e curato in tutti i dettagli come una mostra e capace di coniugare elevate componenti di ricerca, qualità e accuratezza del disegno allestitivo.
Si tratta della galleria Wilkinson di Londra, che con il suo stand nella nuova sezione Decades dedicato agli anni Ottanta si aggiudica quindi il Premio Herno, del valore di 10.000 euro. La giuria, profondamente colpita dalla chiarezza e dal rigore dell’allestimento dello stand, ha deciso di assegnare il premio all’unanimità.In particolare, è stato apprezzato il progetto espositivo, legato a ZG Magazine, la prima rivista d’arte “ ibrida”, che spaziava tra arte, cinema, moda e musica: la galleria Wilkinson infatti presenta una selezione di opere rarissime di alcuni artisti – Dara Birnbaum, Jimmy Desana, Derek Jarman, Joan Jonas e Laurie Simmons – che confrontandosi su temi quali identità sessuale, identità sociale e gender hanno definito il numero estivo del 1984 proprio della rivista ZG Magazine, pubblicato quell’anno in un clima di preoccupazione sociale anticipata dall’omonimo romanzo di Orwell.La giuria ha inoltre sottolineato la solidità e l’alta qualità di miart 2016, particolarmente evidente soprattutto nella proposta delle gallerie. Pertanto, la giuria ha ritenuto di assegnare una menzione d’onore alla galleria Greene Naftali di New York, presente nella sezione Established con la mostra personale di Gedi Siboni, alla galleria Zero… di Milano, sempre nella sezione Established, per la coraggiosa personale di Pietro Roccasalva, e infine alla galleria Richard Saltoun di Londra, nella sezione Decades, per l’approfondita e raffinata ricerca sulle artiste femministe degli anni Settanta.Con il Premio Herno, appuntamento fisso all’interno della fiera, miart e Herno S.p.A., sottolineano il fondamentale valore dell’exhibition making e del concetto di display, puntando su valori condivisi. La ricerca di qualità assoluta e il saper fare che stanno alla base della migliore arte contemporanea e di un prodotto manifatturiero d’eccellenza sono solo un necessario punto di partenza, che deve poi essere seguito da un’altrettanta importante capacità di esporre e catturare l’attenzione, creando un perfetto equilibrio tra creatività, estetica, funzionalità e fruibilità. In questo modo il Premio Herno ha parallelamente l’obiettivo di evidenziare il ruolo – sia storico che contemporaneo – della galleria come luogo di produzione di conoscenza attraverso il format della mostra. (Ufficio stampa Fiera Milano) (foto: galleria Wilkinson)

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Assegnato a garcía galería di Madrid, il premio per la sezione “Emergent”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

garcía galeríaGarcía galería – con sede a Madrid – si aggiudica quest’anno il premio “Emergent”, il riconoscimento riservato alla galleria ritenuta più meritevole per l’attività di promozione di giovani artisti, attribuito oggi all’interno di miart 2016.
La giuria internazionale, composta da Luis Silva, co-direttore della Kunsthalle di Lisbona, Polly Staple, direttore della Chisenhale Gallery di Londra, Mirjam Varadinis, curatore alla Kunsthaus di Zurigo ha motivato così la scelta all’unanimità:
“garcía galería ha presentato una proposta articolata, esponendo il lavoro del danese Rasmus Nilausen e dello spagnolo Karlos Gil – due artisti molto forti anche presi singolarmente – con un allestimento capace di creare un dialogo profondo e interessante tra gli artisti, completari sia per l’approccio formale, che per quello linguistico, quanto e per la materialità del loro lavoro.”
Emergent è la sezione di miart, curata da Nikola Dietrich, curatrice Indipendente di Berlino, che dall’edizione 2013 della fiera è riservata alle giovani gallerie d’avanguardia e che si è imposta come punto di riferimento internazionale per le giovanissime generazioni di galleristi e artisti. (foto: garcía galería)

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Una nuova libertà per il corpo: Workshop con Qudus Onikeku

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

Qudus OnikekuGenova Venerdì 15 aprile, ore 18-20 Sabato 16 aprile, ore 10-12 Teatro Akropolis Via Mario Boeddu, 10. La ricerca sul corpo e l’azione di Qudus Onikeku si basa in gran parte su una filosofia che cerca nella danza la sua natura convulsa e schizofrenica. Un approccio che, cioè, trovi la possibilità di creare dualità e opposizioni, e consenta al corpo di acquisire la capacità di farsi veicolo di molteplici espressioni. Il tutto passa attraverso regole base di improvvisazione e un’attenzione particolare alla ripetizione e al parossismo, alla forza e alla fluidità, alla quiete e al nulla. Un approccio che, inoltre, esamina come i vincoli, le restrizioni e le limitazioni aprano la porta ad un nuovo tipo di libertà per il corpo, e, nel processo, creino nuovi modi di muoversi.
L’esplorazione delle connessioni naturali del corpo, dei modi con cui utilizzare la gravità e il suolo come un vero partner nella danza e con cui sviluppare una forte armonia con ciò che ci circonda, costituiscono una possibilità di equilibrio tra ciò che possiamo controllare e ciò che invece ci trascende.
Qudus Onikeku, uno dei più brillanti danzatori e coreografi della nuova generazione di artisti a cavallo fra Africa e Francia, nasce a Lagos (Nigeria) nel 1984, e attualmente vive e lavora tra Parigi e la Nigeria. A Parigi si è formato presso il Centre National des Art du Cirque. Ha lavorato in Africa, Europa, Asia, Stati Uniti, America Latina e Caraibi, con coreografi di fama mondiale come Heddy Maalem, Sidi Larbi Cherkaoui e Jean Claude Galotta. Nel 2004 crea la sua prima performance da solista e nel 2010 presenta il pluripremiato My Exile is in my Head, prima parte di una trilogia e vincitore della categoria di solo presso la Danse L’Afrique Danse 2010 a Bamako.
Nel 2007 Qudus fonda YKProjects, un’organizzazione internazionale con sedi a Parigi e Lagos, il cui scopo è produrre, diffondere e organizzare svariati progetti che riguardano l’arte e la danza. Dalla sua fondazione YKProjects ha seguito progetti in tutto il mondo.
Il workshop è a iscrizione obbligatoria. Costo: 60 Euro. (foto: Qudus Onikeku)

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Mercato unico europeo: città e regioni vogliono che funzioni meglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

SchengenIl pieno rispetto dell’accordo di Schengen e del principio «pensare anzitutto in piccolo» è di cruciale importanza per il buon funzionamento del mercato unico europeo per portare benefici concreti ai cittadini e alle piccole e medie imprese (PMI). Questi i messaggi principali del parere elaborato dal Presidente della Provincia di Mantova, Alessandro Pastacci, e approvato dai leader locali e regionali nella sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni dell’8 Aprile.
“Il mercato unico europeo è una delle più grandi conquiste dell’Unione europea, per cui non dovremmo metterlo a repentaglio. Dobbiamo, al contrario, sfruttare appieno le sue potenzialità, e per farlo abbiamo bisogno di riforme economiche e strutturali. Le regioni svolgono un ruolo importante in quanto regolatori e operatori economici e la loro esperienza in fatto di cooperazione transfrontaliera è fondamentale per individuare gli ostacoli, a livello locale ma anche europeo, alla libera circolazione. Mettere in discussione Schengen e la libera circolazione non solo produrrebbe costi amministrativi elevati, ma ostacolerebbe fortemente la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro”, osserva Alessandro Pastacci (IT/PSE), relatore sul parere del CdR “Migliorare il mercato unico” e presidente della provincia di Mantova.Il relatore, inoltre, è favorevole a includere il pilastro del mercato unico nell’ambito del semestre europeo, nonché ad una serie di misure a favore delle PMI e delle start-up. Pastacci esorta ad applicare il principio «pensare anzitutto in piccolo», che in concreto significa tener presenti le imprese più piccole quando si elabora una nuova normativa, ridurre gli oneri in materia di registrazione IVA e d’informazione per le PMI e le start-up, soprattutto se attive a livello transfrontaliero, e applicare la direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. L’europarlamentare Lara Comi – la cui relazione sulla strategia per il mercato unico sarà votata il 21 aprile dalla commissione IMCO del PE – ha accolto con favore il parere del CdR in quanto “prezioso contributo per il suo lavoro” e ha sottolineato la necessità di ulteriori misure a sostegno delle PMI: “è necessario”, ha dichiarato, “prevedere forme di compensazione per i ritardi nei pagamenti da parte degli organismi pubblici; inoltre, dovremmo introdurre un regime IVA forfettario per il settore del commercio elettronico e appoggiare la proposta di un passaporto per i servizi che consenta ai fornitori di accedere ai mercati di altri Stati membri mediante un unico documento valido in tutta l’UE”. Per quanto concerne gli appalti pubblici, i leader locali e regionali chiedono di ridurre il massimale di 700 milioni di euro per la valutazione volontaria ex ante in relazione agli appalti per progetti infrastrutturali di grandi dimensioni. Inoltre, prima che l’OMC accordi alla Cina lo status di economia di mercato entro la fine del 2016, i membri del CdR vorrebbero esaminare un’analisi dell’impatto economico, sociale e territoriale che questo avrebbe sul mercato unico. Riguardo poi all’economia sociale, che nell’UE rappresenta 11 milioni di posti di lavoro e 2 milioni di imprese, i membri del CdR esprimono il loro rammarico per il fatto che di essa non si tenga conto nella proposta della Commissione per migliorare il mercato unico. Per quanto riguarda, infine, l’industria siderurgica, il CdR dedicherà un parere specifico alle sfide che essa deve affrontare – parere che sarà presentato da Isolde Ries, prima vicepresidente del parlamento regionale del Saarland, nella riunione della commissione ECON del CdR del 22 aprile.
Il 28 ottobre 2015 la Commissione europea ha presentato una nuova strategia per il mercato unico, che, per realizzare “un mercato unico più equo e approfondito”, si propone di:
ammodernare i sistemi di norme,
rafforzare il mercato unico delle merci,
ridurre gli ostacoli in settori chiave quali i servizi alle imprese, le costruzioni e il commercio al dettaglio,
impedire la discriminazione dei consumatori sulla base della nazionalità o del luogo di residenza,
garantire più a monte il rispetto della normativa europea riformando la procedura di notifica,
consentire lo sviluppo dell’economia collaborativa.
Il semestre europeo è il ciclo annuale di orientamento e monitoraggio, a livello UE, della politica economica degli Stati membri. Esso definisce le priorità economiche e sociali generali per l’anno successivo e fornisce agli Stati membri orientamenti politici allo scopo di favorire la crescita e impedire squilibri macroeconomici eccessivi.

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Renzi double face

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

Enrico Cisnetto, “Cortina InConTra”

Enrico Cisnetto

Ma perché fa così? Mannaggia, Matteo Renzi non aveva fatto in tempo a stupirci positivamente con la sua coraggiosa sortita nei confronti della magistratura sulla vicenda degli affari petroliferi lucani, perfettamente coerente con la giusta rivendicazione del primato della politica da lui sempre evocata (e non sempre praticata), facendoci sperare che avrebbe finalmente aperto il dossier della giustizia da riformare di cui finora si è dimenticato, che eccolo (ri)cadere nella solita trappola del consenso comprato con una manciata di euro, questa volta accarezzando l’idea di concedere il bonus da 80 euro già distribuito ai lavoratori dipendenti anche ai pensionati con assegno minimo. Commettendo così più errori (gravi) in uno, e proprio mentre nel Paese monta un clima di stanchezza e ribellione che è il perfetto terreno di coltura di un’alleanza all’insegna del populismo più sfrenato tra Movimento 5stelle e Lega, intesa finora non si dice indagata, ma neppure nominata (se non da Terza Repubblica e da qualche sparuto commentatore “cane sciolto”), eppure più che mai in corso di organizzazione.
Partiamo dal “caso Guidi”. Dopo avervi detto la settimana scorsa, a caldo, che riteniamo giusto e opportuno il famoso emendamento “Guidi-Boschi”, non esserci vergognati di evocare la giustizia ad orologeria per la scelta di aver reso note intercettazioni fatte nel 2014 e tenute nel cassetto in attesa del loro “miglior uso” e aver rivendicato il buon diritto di praticare la “astensione consapevole” (per far vincere il no) nel referendum del 17 aprile che si è voluto condizionare montando ad arte questo caso “ambientalistico-mediatico-giudiziario”, non potevamo che cogliere con sollievo la scelta del presidente del Consiglio di attribuirsi la paternità del provvedimento. E di sfidare i magistrati – quelli del “traffico di influenze illecite” e del “disastro ambientale” di questa vicenda, come di tutti – a portare a conclusione le indagini e condannare gli eventuali colpevoli in tempi ragionevoli.
Se non fosse che l’accostamento è un po’ blasfemo, vi confessiamo che ci è venuto alla mente quando negli anni Settanta scoppiò lo scandalo per il finanziamento dei petrolieri (sempre loro) ai partiti e Ugo La Malfa chiese di essere ricevuto dalla Procura della Repubblica per dire “Quei soldi li ho presi io, li ho dati al partito e ne rispondo io perché il segretario del Pri sono io”. Non venne neanche ascoltato, ma in quelle parole – ribadite a Oriana Fallaci in un’intervista in cui spiegò: “l’importante è non accettare condizionamenti” – c’era tutta la forza di una rivendicazione ben lontana dall’invertebrato atteggiamento della classe politica degli anni di Tangentopoli all’insegna del “speriamo che il mio nome non esca”.
Insomma, bene o male il Renzi “arrogante” (Brunetta), “stalinista” (D’Alema), “cattivo” (Berlusconi), “ubriaco” (Pansa), lasciava il passo al Renzi “statista”. Certo, è d’obbligo ricordare al presidente del Consiglio che è in carica da oltre due anni e che finora nulla ha fatto per cancellare la cattiva giustizia – quella che non riesce quasi mai ad arrivare a sentenza “definitiva, cioè vera” (sono parole di Renzi) – e superare l’ormai venticinquennale il conflitto tra politica e magistratura, ripristinando un ordinato rapporto tra poteri dello Stato. Non basta auspicare che la giustizia sia veloce, che la carcerazione sia effettiva post sentenza e non preventiva e poi inesistente, che le intercettazioni (specie di natura privata) non finiscano in pasto all’opinione pubblica, e così via. Occorre – specie se ci si presenta come rottamatori della vecchia politica – mettere al centro della propria azione di governo un tema che non solo merita priorità per quel vale in sé, ma per gli effetti sistemici – si pensi all’economia – che è destinato ad avere.
Tuttavia, dicevamo, non si fa in tempo a coltivare un germoglio di speranza – magari sforzandosi di allontanare da sé l’idea che la sortita su Potenza fosse solo finalizzata a difendere se stesso e il suo clan, così come il giudizio che sbloccare lavori fermati da vincoli e pastoie amministrative assurde non mediante un cambio delle regole ma caso per caso, infilando codicilli fra centinaia di comma illeggibili, non è il massimo del buon governo – ed ecco spuntare come un fungo la sortita sulle pensioni minime. Un’operazione da circa 4 miliardi, che non ci sono e che se anche ci fossero andrebbero spesi diversamente se si vuole un minimo di ripresa economica decente. “È solo un depistaggio mediatico”, hanno detto in molti. Se è così, peggio che andar di notte: con le pensioni e le aspettative delle persone non si gioca. Se invece fosse un altro tassello della già inefficace politica economica renziana, sarebbe un “diabolico perseverare”. Perché finanziare gli italiani sperando che aumentino i loro consumi e che di conseguenza si rimetta in moto l’economia, è speranza vana, oltre che insana. Due tentativi sono già falliti, farne un terzo sarebbe suicida. E ha ragione da vendere Enrico Zanetti, che dall’interno del governo (è viceministro all’Economia) della maggioranza (è leader di quel che resta di Scelta Civica), non le manda a dire a Renzi: “si rischia di affiancare all’esasperato populismo di opposizione, un populismo di governo di cui non abbiamo bisogno”. Renzi, per riprendere una suggestione di Galli della Loggia, deve smettere di rappresentare a se stesso e agli italiani un’Italia che non c’è perché “non ha né rimesso in moto il Paese né risvegliato il senso dell’interesse nazionale contro privilegi e corporativismi”. Il Def, il documento che dovrebbe essere di programmazione economica e che ormai è ridotto ad una inutile sequela di slide, presentato ieri sera fotografa una realtà in regressione rispetto agli annunci e alle aspettative create, ma – ahinoi – è ancora troppo ottimista quando riduce “solo” di un quarto (da +1,6% a +1,2%) la stima di crescita del pil quest’anno. Perché, a parte la congiuntura internazionale in via di peggioramento e l’assenza di uno straccio di politica europea (a parte quella di Draghi, che comunque fatica a dispiegare i suoi benefici effetti), è proprio la mancanza di una politica economica nazionale coraggiosa e rigorosa al tempo stesso, che ci mantiene in sostanziale stagnazione.Per questo nuvole minacciose si stanno addensando sull’orizzonte del governo, e Renzi farebbe bene a preoccuparsi di resettare la panoplia delle sfide lanciate, ad adottare finalmente un progetto programmatico di respiro, rivoluzionando il quadro delle priorità, e a riannodare il dialogo con quella parte del Paese, la maggioranza, che gli ha dato fiducia o vorrebbe tanto dargliela per non essere costretta a cadere nelle spire del populismo arrembante. Sappia che se si va o si andrà a votare in queste condizioni, Grillo (o chi per lui) e Salvini si alleeranno, e saranno dolori. (Enrico Cisnetto direttore TerzaRepubblica Il quotidiano online di Società aperta)

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Binetti: “Formazione specialistica resti in Università, sindacati facciano il loro ruolo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

Ministero salute“La formazione in sanità è cosa seria a tutti i livelli, non per motivi di lobby ma per dare concretezza ad un principio di rango costituzionale che riconosce la salute come bene individuale e come interesse di tutta la collettività. Garantire qualità alla formazione è quanto le facoltà di Medicina cercano di fare da sempre, anticipando i processi innovativi anche a livello ministeriale. Ed è per questo che meritano la massima attenzione quando sollevano alcuni problemi di interesse generale e accendono i riflettori su questioni delicatissime come ad esempio quelle che riguardano gli specializzandi. La formazione non è roba di sindacati, a cui competono molte altre questioni altrettanto importanti, ma di genere decisamente diverso. E’ di pochi giorni fa la nota della Giunta della Conferenza dei rettori italiani in merito alle proposte fatte dai sindacati sul ddl in materia di gestione e sviluppo delle risorse umane del “Patto per la Salute”. Creare un canale parallelo per una formazione extra universitaria degli specializzandi significa ghettizzarli in un contesto di serie B, da cui sul momento possono anche trarre qualche vantaggio, ma in cui resteranno imprigionati per il resto della loro carriera professionale. La CRUI è il massimo organo di governo a cui rispondono le università italiane e non può certo essere accusato di conflitto d’interessi”.Lo afferma la deputata di Area popolare Paola Binetti, che continua: “Determinare metodi per gestione, fabbisogni, reclutamento e formazione specialistica del personale impegnato nelle attività assistenziali, al fine di regolamentare i rapporti con il SSN/SSR, è un obiettivo necessario che richiede un monitoraggio continuo. Ma proprio per questo non è praticabile e risulta didatticamente inadeguato l’inserimento degli specializzandi medici e delle altre categorie sanitarie all’interno del sistema SSN/SSR attraverso un percorso differente o complementare al percorso didattico-formativo previsto dalle rispettive Scuole di Specializzazione. Tocca infatti ad ogni Scuola di Specializzazione l’individuazione del profilo specialistico, l’articolazione del profilo didattico e gli obiettivi formativi funzionali al conseguimento delle necessarie conoscenze culturali ed abilità professionali. L’autonomia dell’università è garanzia di libertà e di eccellenza nella scelta di obiettivi di alto profilo formativo anche in ambito strettamente legato alla cura dei pazienti oltre che alla prevenzione delle varie patologie. Ma non c’è cura senza ricerca, non è possibile immaginare un aggiornamento costante dei percorsi di diagnosi e cura senza un contestuale progresso scientifico. Ed è per questo che i sindacati non possono penalizzare i giovani laureati in medicina avviandoli su di un binario vecchio, che potrebbe diventare facilmente un binario morto”.

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Oltre 6.000 i visitatori di “Studiare a Parma. L’Università in Open Day”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

biblio università parmaParma mercoledì 11 maggio, ci sarà dopo questa 23ª edizione di “Studiare a Parma L’Università in Open Day”, il prossimo grande appuntamento di informazione e orientamento: la prima edizione dell’Open Day dedicato ai corsi di laurea magistrali, che si svolgerà nel Palazzo Centrale dell’Ateneo.
Oggi possiamo fare un bilancio positivo con oltre 6.000 i visitatori di “Studiare a Parma. L’Università in Open Day”: l’evento di informazione e orientamento dell’Università si è concluso infatti con numeri eccellenti. Gran folla tra gli stand e alle presentazioni dei corsi di laurea, tanto interesse su tutta l’offerta dell’Ateneo, dai corsi ai servizi. Oltre 6.000, dunque, i visitatori, con una crescita del 25% rispetto all’edizione 2015. Un pubblico numeroso ed eterogeneo, composto in gran parte da alunni iscritti alle classi quarte e quinte superiori. Giovani provenienti non solo da Parma e dai territori limitrofi ma da tutta Italia, arrivati con la classe, con gli amici o con la famiglia. Ai visitatori delle province vicine (da Reggio Emilia a Piacenza, da Modena a Mantova) se ne sono affiancati altri da città più lontane: da Verona ad Ancona, da Napoli a Trento, da Benevento a Taranto, da Roma a Milano, da Chieti a Catanzaro; molti di questi raccontano di essere attirati sia dal prestigio dell’Ateneo che dalla vivibilità di Parma.A questi si aggiungono gli oltre 2.000 che, non potendo essere fisicamente presenti all’Open Day, hanno seguito nel corso delle tre giornate le presentazioni dei 44 corsi di studio in diretta streaming.Grande quindi la soddisfazione dell’Ateneo, che ha visto collaborare per l’ottima riuscita dell’evento più di 200 persone tra docenti, studenti e personale tecnico amministrativo. «La grandissima affluenza di visitatori all’Open Day, così fortemente in crescita rispetto allo scorso anno – afferma soddisfatto il Rettore Loris Borghi -, testimonia che la strada intrapresa verso il rinnovamento della nostra Università comincia a dare frutti tangibili: il nostro Ateneo si conferma un polo di attrazione importante per gli studenti di tutta Italia, a vantaggio anche della nostra città».Tra le novità di quest’anno, che hanno incontrato il particolare favore dei visitatori, la scelta di prolungare l’apertura anche alla giornata di sabato e le presentazioni dedicate ai 44 corsi di laurea triennali e magistrali, ripetute consecutivamente nei tre giorni di durata.

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I paradisi fiscali vanno in Parlamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

camera deputatiRoma Interrogazione alla Camera dopo la denuncia di Donzelli sulla realizzazione degli outlet: “Chi c’è dietro le off-shore di Panama e Cipro?” Operazioni sulle quali c’è una “evidente ambiguità” per cui è necessario “verificare se sussistano conflitti d’interessi o sistemi mirati ad eludere il fisco”, “quali siano gli orientamenti del ministro” e “verificare i trasferimenti finanziari collegati ai cosiddetti paradisi fiscali, accertando, tra l’altro, i nominativi di coloro che sono collegati alle società in questione”. E’ quanto chiede il deputato di “Fratelli d’Italia – Terra Nostra” Walter Rizzetto, in una interrogazione presentata oggi alla Camera in seguito alla denuncia del coordinatore dell’esecutivo nazionale e capogruppo in Toscana di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, pubblicata dalla stampa, su movimenti anomali e l’utilizzo dei paradisi fiscali in alcune società legate ai soci del papà e ai finanziatori del premier Matteo Renzi. “Si tratta di passaggi di denaro anomali per 12,5 milioni di euro di cui 8,1 milioni provenienti dai paradisi fiscali e finiti nelle casse di tre società, la Mall Re, la Egnazia Shopping Mall e la Dil Invest, impegnate nella realizzazione di outlet a Reggello (Firenze), Fasano (Brindisi) e Sanremo (Imperia), operazioni nelle quali ha avuto un ruolo anche il padre del premier, Tiziano Renzi – spiega Rizzetto – il governo ha il dovere di spiegare le anomalie in cui sono coinvolti personaggi vicini al Presidente del Consiglio. Vogliamo sapere chi c’è dietro a queste società con sede nei paradisi fiscali, a cosa siano mirati i passaggi di quote e se siano state condotte per evadere il fisco – conclude Rizzetto – il governo lo deve ai cittadini onesti che lavorano e pagano le tasse più alte d’Europa”.

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Oltre 22.000 bambini migranti e rifugiati bloccati in Grecia

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

ateneDall’entrata in vigore dell’accordo UE-Turchia (lo scorso mese) oltre 22.000 bambini migranti e rifugiati sono rimasti bloccati in Grecia e devono far fronte ad un futuro incerto, quando non persino a forme di detenzione. I bambini non accompagnati o separati sono la categoria più a rischio e rappresentano circa il 10% della popolazione migratoria minorile presente attualmente in Grecia: se ne stimano circa 2.000, ma non tutti sono registrati. Fra gennaio e metà marzo di quest’anno, in Grecia sono stati registrati 1.156 minorenni non accompagnati, con un incremento del 300% rispetto al medesimo periodo del 2015.
Mentre prosegue il processo di rinvio dei migranti e dei rifugiati dalle isole greche verso la Turchia, in applicazione del recente accordo tra Unione Europea e Turchia, l’UNICEF ricorda il dovere degli Stati di prendersi cura e proteggere tutti i bambini e di offrire loro una possibilità equa e piena di essere ascoltati al momento di prendere decisioni sul loro futuro.
L’UNICEF plaude alla nuova norma entrata in vigore in Grecia lo scorso 4 aprile, che esenta dalle cosiddette “procedure frontaliere straordinarie” o rinvii una serie di categorie particolarmente vulnerabili: i minorenni non accompagnati o separati dagli adulti, quelli con disabilità, le vittime di traumi, le donne in gravidanza e quelle che hanno partorito da poco. Tuttavia, occorre fare molto di più.
L’UNICEF chiede che siano messi in atto procedimenti per determinare il superiore interesse per ciascun minorenne e che siano soddisfatti i bisogni basilari di tutti i bambini: un alloggio adeguato, assistenza medica e protezione da sfruttamento o tratta, in linea con quanto prevedono il diritto internazionale e le norme europee.I bambini hanno ragioni specifiche per avere diritto alla tutela internazionale: è il caso ad esempio di quelli che fuggono dall’arruolamento o da matrimoni forzati. La Commissione Europea ha preso l’impegno che i rinvii verso la Turchia saranno effettuati in accordo con il diritto internazionale e con le normative UE. «Qualsiasi decisione su ogni minorenne, che sia un neonato o un adolescente, con o senza famiglia, dev’essere guidata dal principio del superiore interesse del bambino» afferma Marie-Pierre Poirier, Coordinatore UNICEF per la crisi di migranti e rifugiati in Europa. «Bisogna che questi bambini siano ascoltati. Una decisione sbrigativa di rimandarli indietro può significare gettarli nuovamente in uno scenario di terrore e violenze.»La capacità delle strutture greche di accogliere e tutelare i minorenni non accompagnati è al limite del collasso. In mancanza di alloggi adeguati, molti di essi sono ospitati in centri di “custodia protettiva temporanea”, di fatto centri di detenzione, in ambienti chiusi all’interno di posti di polizia, e per periodi non brevi.
«Siamo preoccupati per le notizie di minorenni che vengono reclusi a causa del loro status di migranti. Fuggire da una guerra e cercare di sopravvivere non può mai essere considerato un reato» ribadisce Marie-Pierre Poirier. Nel corso di questa settimana, i partner dell’UNICEF hanno monitorato al porto di Dikili, nella provincia turca di Izmil, i primi rinvii provenienti dalle isole greche. L’UNICEF continuerà ad offrire assistenza umanitaria, cooperando strettamente con le autorità turche. Attualmente la Turchia ospita oltre 2,7 milioni di rifugiati siriani. L’UNICEF è impegnato ad aiutare i bambini e le famiglie siriane rifugiate all’estero fin dal 2012. Nel solo 2015 l’UNICEF, collaborando con governi e società civile di diversi paesi, ha garantito istruzione, protezione e servizi di base per oltre 400.000 bambini siriani rifugiati.

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Incrementare i flussi turistici

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

TURISMO“Per incrementare i flussi turistici dobbiamo intercettare nuovi target. In questo senso le dichiarazioni dell’agenzia per il turismo Rosturism, che ha affermato che i russi non torneranno in Turchia e in Egitto, possono favorire le mete italiane. Dobbiamo puntare al mercato russo”. A dirlo è Dorina Bianchi, sottosegretario al Ministero dei Beni culturali e del Turismo, oggi a Pietrarsa per gli Stati Generali del Turismo. “In Italia – continua – la Russia è al nono posto tra i mercati di provenienza con più di 6 milioni di presenze. Del resto, proprio di recente, alla Borsa Italiana del Turismo ho siglato con il viceministro russo al turismo Alla Malinova, un accordo per promuovere e facilitare il turismo culturale tra Italia e Russia”.
“In quell’occasione – conclude – si è parlato di mettere in itinere iniziative tra i nostri Paesi. Il nostro protocollo siglato con la Russia è da esempio sia per i francesi che per gli spagnoli. Ora dobbiamo attuare quello che è sulla carta e non farci battere sul tempo”.

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BNL Media Art Festival

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

manifestoRoma MAXXI, 13 aprile 2016 ore 11 via Guido Reni, 4 conferenza stampa e apertura della mostra. Intervengono:
∙ Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo
∙ Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio
∙ Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale
∙ Luigi Abete, presidente BNL Gruppo BNP Paribas
∙ Gerfried Stocker, managing director Ars Electronica Linz
∙ Siegfried Zielinski, founding rector Academy of Arts & Media Cologne, rector University of Arts & Design Karlsruhe
∙ Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI
Dal 13 al 17 aprile, arriva il BNL Media Art Festival, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitale in co-produzione con BNL Gruppo BNP Paribas per esplorare nuove frontiere dell’arte e della tecnologia. In mostra oltre 70 artisti provenienti da 21 paesi, 5000 studenti coinvolti e più di 60 ospiti per tavole rotonde, lecture, pitch e workshop: oltre 20 eventi in 8 location per un Festival diffuso che diventa l’evento internazionale di riferimento nel settore delle arti digitali. (manifesto)

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Quali politiche per un futuro sostenibile?

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

universita-la-sapienza-romaRoma giovedì 14 aprile 2016 alle ore 16.00 presso il Grand Hotel Plaza di Via del Corso 126, Francesco Daveri, professore ordinario di Politica Economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Marco Salvi, Presidente di Fruitimprese, e Andrea Olivero, Vice Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali approfondiscono le sfide, le opportunità e le occasioni che il sistema ortofrutticolo italiano sta affrontando e deve saper cogliere per affermarsi in modo sempre più sostenibile sul mercato interno e sui mercati esteri. Dalle ore 17.30 alle ore 18.30 Gino Peviani, Past President di Fruitimprese, Mario Guidi, Presidente di Confagricoltura, Claudio Mazzini, Responsabile settore ortofrutta di Coop Italia, Ulrich Spieckermann, Amministratore Delegato di Euro Group Italia e Stefano Mantegazza, Segretario Generale UILA, sono i protagonisti della Tavola Rotonda che rappresentano le diverse fasi della filiera e discuteranno dei temi proposti nelle relazioni introduttive al fine di delineare le strategie di sviluppo sostenibile per l’ortofrutta italiana nei prossimi anni.
“I dati ISTAT sul consuntivo 2015 testimoniano un’ottima performance dell’export ortofrutticolo. Il comparto dell’ortofrutta fresca e trasformata rappresenta la prima voce dell’export agroalimentare italiano. Le nostre imprese confermano un’attitudine e una tradizione consolidata ad operare sul mercato internazionale e hanno dimostrato dinamicità ed elasticità ad adeguarsi ai repentini cambiamenti dei flussi commerciali. – precisa Marco Salvi, Presidente di Fruitimprese -Tuttavia la singola abilità imprenditoriale e l’intraprendenza commerciale non possono più essere le sole leve su cui fare forza nell’affrontare le sfide commerciali future. E’ necessario fare sistema, innanzitutto fra le imprese e, conseguentemente, anche come sistema paese. Il convegno del 14 aprile rappresenta l’occasione per discutere i punti salienti e per trovare strade percorribili per lo sviluppo dell’export delle nostre produzioni. In particolare guardando ai nuovi mercati che potenzialmente possono remunerare adeguatamente il lavoro di tutta la filiera. Un sistema che deve capitalizzare al meglio il ruolo di leader che l’Italia detiene in tema di sostenibilità ambientale delle produzioni, e che deve fare della sostenibilità sociale la cifra della propria crescita futura.”
I numeri di Fruitimprese:
300 imprese
Fatturato: 4,5 miliardi di € di cui
Oltre 1,6 miliardi in esportazione, incidendo quasi per il 40% sul totale dell’export nazionale.
5 milioni di tonnellate di prodotti trattati di cui
1,6 milioni indirizzate all’estero
Le imprese associate occupano circa 50.000 addetti

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Italia inguaribilmente fascista?

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

Due milioni di poveri in una Nazione di 60 milioni sono una sufficiente percentuale per farci escludere da quel lusso che mortifica le democrazie. La classe operaia è al limite della sopravvivenza e la classe media è proletariato di frontiera. La democrazia non è una condizione politica statica ma va difesa da quelle classi dirigenti che nell’affermazione del proprio potete riducono voce alle minoranze.La riforma della scuola è stata la conferma che le nuove generazioni devono essere piegate ad una preparazione che non potrà far crescere il loro senso critico.Conosciamo Rousseau ma l’esercizio del potere è questione diversa dal governare. Il decisionismo di Renzi e la presunta necessità della governabilità non giustificheranno mai la negazione del pluralismo.Il nostro cancro non è stato l’immobilismo ma un sistema corrotto e clientelare che Renzi ha consolidato e l’apoteosi di questo sistema è stata la presenza del figlio di Riina in TV, che dopo mafia capitale qualifica il potere italiano come inscindibile da quello criminale/mafioso. Tutti i provvedimenti assunti finora da Renzi confermano l’ansia di repressione del dissenso e questo è fascismo. (D.A.)

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Greenpeace: I “giochini” di Renzi sulle trivelle si e no

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

trivelleColpo di scena: il primo ministro Matteo Renzi cambia idea sul referendum del 17 aprile e invita gli italiani a votare Sì per rottamare le trivelle. Non è un pesce d’aprile giunto in ritardo, ma una provocazione di Greenpeace: un finto volantino elettorale che da oggi i volontari dell’associazione ambientalista distribuiranno in 30 città per ricordare gli impegni presi da Renzi in materia di energia appena due anni fa, e oggi platealmente smentiti dal sostegno alle trivelle e dai tanti provvedimenti che sfavoriscono le rinnovabili.Sul volantino di Greenpeace è ritratto il volto sorridente del primo ministro, incorniciato dalle scritte “Al referendum del 17 aprile vota Sì” e .”Rottamiamo le trivelle”. Segue una lettera immaginaria in perfetto stile renziano, dove si legge: “Abbiamo una sfida dinanzi a noi: dare spazio al cambiamento, non alla rassegnazione. Questa sfida passa per il referendum del 17 aprile sulle trivelle”. E ancora: “Il 17 aprile la rottamazione continua. Liberiamo i nostri mari, rottamiamo le trivelle”.Soltanto sul retro del volantino Greenpeace chiarisce il senso del trivelle1messaggio: “Solo due anni fa Matteo Renzi voleva far crescere le fonti rinnovabili fino al 50% per rivoluzionare il sistema energetico italiano. Se le promesse non fossero solo parole, oggi Renzi ti avrebbe certamente invitato a votare Sì al referendum contro le trivelle del 17 aprile. Invece sta boicottando il voto per difendere gli interessi dei petrolieri”.
Greenpeace ricorda che nel 2012 in Italia erano entrati in esercizio quasi 150 mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel primo anno dell’era Renzi sono stati appena 722. L’anno scorso si sono persi 4 mila posti di lavoro nel solo settore eolico. Come riporta il Fondo monetario internazionale, nel 2014 l’Italia ha incentivato le fonti fossili con 13,2 miliardi di dollari, un dato addirittura in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013. E mentre la Germania incentiva le rinnovabili con oltre 23 miliardi, in Italia gli incentivi non superano gli 11 miliardi. «Con questa iniziativa abbiamo voluto ricordare la promessa che Renzi aveva fatto appena due anni fa», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. «Pensiamo che anche chi ha sostenuto la sua ascesa politica possa convintamente votare Sì al referendum sulle trivelle. È solo questione di riconoscersi ancora, senza alcuna “crisi di identità”, in ciò che Renzi annunciava di voler promuovere: un sistema energetico sostenibile, moderno e innovativo. Se il primo ministro avesse a cuore la coerenza, oggi avrebbe certamente inviato agli italiani una lettera molto simile a quella di Greenpeace». Il volantino sarà distribuito a mano e finirà nelle cassette postali di decine di migliaia di italiani. Greenpeace ricorda che votando Sì al referendum del 17 aprile gli elettori potranno liberare, nel corso dei prossimi anni, i mari più vicini alle coste dalla presenza di 88 piattaforme vecchie e improduttive, che garantiscono pochissimi posti di lavoro e che in tre casi su quattro estraggono così poco da non dover versare neppure un centesimo di royalties nelle casse pubbliche. (foto: trivelle)

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Momordica ipoglicemizzante

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

MomordicaLa Momordica charantia, conosciuta anche come bitter melon (o zucca amara) è una pianta rampicante tropicale e sub-tropicale della famiglia Cucurbitaceae, particolarmente diffusa in Asia ed Africa per i frutti commestibili. Nella medicina ayurvedica il suo utilizzo è indicato per varie problematiche quali costipazione, infiammazioni ed infezioni, patologie respiratorie. Ad oggi è invece nota soprattutto per il trattamento dell’iperglicemia: delle 228 specie chimiche isolate infatti alcune hanno mostrato significativi effetti ipoglicemizzanti. È il caso dei momordicosidi, in grado di stimolare la traslocazione del trasportatore GLUT4 alla membrana negli adiposità, e di momordicilina e momordenolo, che inibiscono invece una glicogeno sintesi chinasi (GSK-3); il polipeptide-p infine ha dimostrato effetti ipoglicemizzanti in vivo. Un altro importante componente attivo recentemente scoperto è un polipeptide in grado di attivare il recettore dell’insulina, detto mcIRBP, il cui meccanismo d’azione è stato oggi pienamente delucidato. La frazione attiva di questo peptide è il residuo di 19 aminoacidi carbossiterminale, caratterizzato da una struttura beta-hairpin in grado di interagire con il recettore insulinico (IR) ed incrementarne la sensibilità all’insulina. Si ottiene così sia -in vitro- un aumento dell’intake di insulina da parte di cellule adipose in coltura, sia -in vivo- una aumentata clearance del glucosio ed una incrementata tolleranza in topi diabetici di tipo 1 e di tipo 2. Studi in database proteomici hanno infine rivelato che motivi simili per sequenza e struttura tridimensionale sono contenuti in peptidi presenti in molte specie vegetali quali zucca, riso, pompelmo, vite e rosmarino. Lo studio, ancorché precilinico, è molto interessante non solo per la buona qualità metodologica espressa ma anche per il potenziale impatto su una delle patologie più diffuse al mondo, che affligge 387 milioni di persone e causa quasi 5 milioni di morti l’anno causando inoltre ingentissime spese per qualsiasi sistema sanitario nazionale. Confermando questi studi sull’uomo si potrebbe infatti produrre una nuova classe farmaceutica dal basso costo e dagli scarsissimi effetti collaterali. (Lo,H., et al. Food Chem. 2016 Aug 1;204:298-305. doi: 10.1016/j.foodchem.2016.02.135. Matteo Floridia CERFIT Biotecnologo AOU Careggi – Università di Firenze da fitoterapia33) (foto: Momordica)

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La generazione social vuole una casa pratica, a misura d’abitante, di design e con zona living

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

CasafotovoltaicaHanno tra i 18 e i 34 anni, sono sempre connessi, twittano e condividono fotografie ed emozioni sui social network, hanno una concezione della casa “mordi e fuggi” e sono alla perenne ricerca di relazioni e nuove sfide: si chiamano Millennials e sono i nuovi protagonisti del mercato immobiliare. Cosa cercano e dove cercano? Qual è la loro casa ideale?
Casa.it (www.casa.it) ha tracciato una fotografia scoprendo che la voglia di rendersi indipendenti è sempre più forte: nell’ultimo anno è cresciuta del +8,3% la domanda di affitto e del +4,3% quella di acquisto da parte di giovani. Le città preferite? Come conferma anche il rapporto ‘Vita da Millennials’ del Censis, le città preferite in cui cercar casa sono quelle che si caratterizzano per maggior dinamicità dal punto di vista lavorativo e in cui si concentrano la maggior parte delle start-up innovative. Oltre a Milano – che nell’immaginario collettivo rimane sinonimo di vitalità, energia, innovazione e propensione alla crescita – i Millennials guardano anche a Torino, Bologna e Roma.
In città si sa, gli appartamenti sono più piccoli, ma questo non preoccupa i Millennials. Secondo l’analisi di Casa.it, ben quattro su dieci si orientano su tagli piccoli come i bilocali, un chiaro segnale dell’approccio pratico ed essenziale dei Millennials, che cercano abitazioni con spazi progettati sulla base delle necessità di chi vive la casa. La casa ideale deve essere funzionale e preferibilmente di design: nessuno oggetto superfluo e nessuno spazio inutilizzato. “Dalle ricerche spariscono quasi del tutto solai e cantine, e anche il garage: soprattutto nelle grandi città, i più giovani si spostano con la bicicletta, usano i trasporti pubblici o il car sharing – spiega Alessandro Ghisolfi, Responsabile del Centro Studi Casa.it. – È una generazione in movimento che non teme di dover fare qualche scala con i sacchetti della spesa: l’ascensore non è più una priorità fra le caratteristiche dell’immobile ricercato”.
La casa è un luogo di condivisione dove ritrovarsi con gli amici e coltivare i propri interessi. Nell’ 80% delle richieste l’elemento che non può mancare è la zona living con cucina a vista, uno spazio ampio dove poter vivere appieno la convivialità di un pranzo o di una cena. La cucina si fonde con la sala da pranzo, ma non perde la sua centralità. Cucinare diventa un evento social, da condividere con le persone più care. “Come emerge anche dal rapporto Censis – prosegue Ghisolfi – questi giovanissimi sono dei Foodies, amano cucinare perché li rilassa e li diverte, e amano tutto ciò che è fatto in casa”
Comportamento dei Millennials nelle quattro città più innovative: Milano, Torino, Bologna e Roma. Se nell’affitto i Millennials che cercano casa a Milano, Torino, Bologna e Roma si orientano prevalentemente su bilocali, a prescindere dall’età, quando si parla di acquisto gli orientamenti cambiano. In questa categoria sono compresi, infatti, sia giovani studenti sia lavoratori che, superato lo scoglio della prima occupazione, sono alla ricerca della soluzione abitativa definitiva. I giovani tra i 18 e i 24 anni che vogliono acquistare casa, spesso con l’aiuto di mamma e papà, puntano ai bilocali, mentre chi è più cresciuto (25-34 anni) e decide di compiere questo passo cerca trilocali, con una camera in più, che in attesa di allargare la famiglia viene adibita a studio.

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Il valore di un voto e un voto per un valore

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

elezioniRoma. “Intensamente partecipate le attività che precedono le prossime elezioni amministrative, anche se sembrano più orientate a capire cosa stiano facendo gli avversari che non determinate a spiegare con esattezza cosa faranno i vari candidati sindaco. C’è un pacchetto proposte-denuncia che sono uguali per tutti, perché raccolgono il grido di dolore dei romani, esasperati anche dalla vicenda dell’invasione dei topi fuori da alcuni ristoranti. Dire no al malgoverno e al malaffare è d’obbligo; dire cosa si potrebbe fare per far crescere il Buon governo e azzerare il malaffare è tutta un’altra cosa! Ne abbiamo parlato oggi pomeriggio con un gruppo di giovani fedelissimi di Etica & Democrazia, per provare a chiedersi non tanto e non solo in che cosa consista la responsabilità del Sindaco, ma fino a che punto debba spingersi la responsabilità dei futuri consiglieri comunali, compresi quelli che entreranno a far parte delle varie circoscrizioni.” Lo afferma la deputata di Area popolare Paola Binetti, che coordina le attività della Associazione Etica & Democrazia. “Si parla troppo di questo e di quel sindaco, immaginando scenari diversi a seconda di chi sarà eletto e si trascura completamente la responsabilità di ogni singolo membro che entrerà a far parte della Giunta e del Consiglio comunale. Come sempre assistiamo ad una eccessiva concentrazione sul leader, vizi e virtù, e dimentichiamo che il valore aggiunto delle prossime amministrative dovrebbe essere la qualità della squadra, intesa non come un gruppo di gregari, ma come teste pensanti capaci di dire di si, ma anche di no!, a chi governa, senza temere ricatti e ritorsioni. Non ci sarà lotta al malgoverno e al malaffare se non c’è la certezza che ognuna delle persone elette sarà capace di assumersi in prima persona il compito di collaborare a migliorare lo stato della Casa comune, come ama ripetere Papa Francesco, senza mai rinunciare ad esercitare in tempo reale il suo ruolo propositivo in una autentica rivoluzione morale. Le recenti vicende che hanno condotto alle dimissioni del ministro Guidi, mostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che quello che è venuto meno è stata la responsabilità collegiale dei molti che vedevano, che ascoltavano e che sapevano. Noi vorremmo che le nuove amministrative fossero davvero un autentico laboratorio di buona politica e da lì ripartiremo con i giovani decisi a mettersi in gioco e a tentare questa avventura coraggiosa del governo di Roma Capitale”.

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Electro Power Systems conferma il piano di sviluppo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

electro power systemIl Consiglio di Amministrazione di Electro Power Systems S.A. (“EPS”, o, unitamente alle proprie controllate, il “Gruppo”, quotata su Euronext di Parigi: EPS.PA), società specializzata in sistemi e soluzioni di stoccaggio di energia a zero impatto ambientale, ha esaminato ed approvato in data odierna i risultati consolidati al 31 dicembre 2015, che sono stati soggetti a revisione ai sensi degli IFRS e certificati. Il Consiglio di Amministrazione di Electro Power Systems Manufacturing S.r.l., (“EPS Italia”) ha approvato i risultati al 31 dicembre 2015 di EPS Italia, soggetti a revisione ai sensi degli Italian GAAP e certificati.“Il 2015 è stato un anno cruciale nella trasformazione di EPS. Dopo soli otto mesi dalla quotazione, Electro Power Systems è riuscita a imporsi come uno dei principali player mondiali nel settore dell’energy storage – ha dichiarato Carlalberto Guglielminotti, amministratore delegato del Gruppo. – “Abbiamo lavorato duramente per soddisfare le aspettative del mercato e accelerare la crescita. Le installazioni che abbiamo già completato nei primi mesi del 2016, tramite la nostra controllata Elvi Energy, oltre alla crescente diversificazione della base clienti sono una chiara testimonianza del successo della nostra strategia. Grazie agli investimenti fatti nel 2015, il Gruppo ha verticalizzato completamente la catena del valore tecnologico e il modello di business, rafforzando la sua organizzazione, la leadership tecnologica e la competitività, ed ora è pronto ad operare come leader nel mercato globale dell’energia”.

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Prima Mondiale della Berlinetta a Monte Carlo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

BerlinettaPrincipato monegasco dal 14 al 17 aprile Il Salone Top Marques di Monaco ospiterà il debutto mondiale della Effeffe Berlinetta che, dopo uno sviluppo durato oltre tre anni, ha raggiunto la sua forma definitiva ed è pronta per la produzione in piccola serie.La Berlinetta – nata dalla passione dei fratelli Leonardo e Vittorio Frigerio – non è la replica nostalgica di una coupé degli Anni ’60 e, sebbene sia concepita secondo gli schemi delle granturismo Alfa Romeo di quell’epoca, è stata progettata e sviluppata con tecnologie computerizzate d’avanguardia e modernissima dal punto di vista telaistico, però costruita interamente a mano, nel pieno rispetto della tradizione dell’alto artigianto italiano.La carrozzeria interamente in alluminio ricopre un telaio in tubi in acciaio e honeycomb, le sospensioni anteriori inboard sono di tipo push road, mentre l’assale rigido posteriore è guidato da un parallelogramma di Watt. Il peso totale su strada della Berlinetta è inferiore agli 800 kg. La vettura esposta a Top Marques, dipinta nella nella classica livrea Rosso Corsa delle granturismo italiane, monta un motore 2 litri Alfa Romeo e un cambio ravvicinato a 5 rapporti, entrambi preparati dallo specialista di fama mondiale Carlo Facetti.«La Berlinetta è figlia di una grande passione ma anche l’esempio perfetto di come si possano coniugare lo spirito delle granturismo italiane degli Anni ’60, l’attenzione costruttiva dei maestri artigiani che le realizzavano allora e le moderne tecniche progettuali e industriali». (Leonardo Frigerio)
Effeffe Cars è una piccola factory automobilistica italiana nata nel 2014, per iniziativa di Leonardo e Vittorio Frigerio, con l’obiettivo di produrre vetture sportive nella tradizione del grande artigianato italiano degli Anni ’50 e ’60 ma progettate e sviluppate con l’ausilio delle più avanzate tecniche computerizzate. La sede è a Verano Brianza, in provincia di Monza, Italia. La Berlinetta, che sarà seguita da altri modelli già in fase di sviluppo, ha fatto la sua prima apparizione come concept car al Concorso di Eleganza di Villa D’Este del 2014. (foto: Berlinetta)

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