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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Binetti: “Formazione specialistica resti in Università, sindacati facciano il loro ruolo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

Ministero salute“La formazione in sanità è cosa seria a tutti i livelli, non per motivi di lobby ma per dare concretezza ad un principio di rango costituzionale che riconosce la salute come bene individuale e come interesse di tutta la collettività. Garantire qualità alla formazione è quanto le facoltà di Medicina cercano di fare da sempre, anticipando i processi innovativi anche a livello ministeriale. Ed è per questo che meritano la massima attenzione quando sollevano alcuni problemi di interesse generale e accendono i riflettori su questioni delicatissime come ad esempio quelle che riguardano gli specializzandi. La formazione non è roba di sindacati, a cui competono molte altre questioni altrettanto importanti, ma di genere decisamente diverso. E’ di pochi giorni fa la nota della Giunta della Conferenza dei rettori italiani in merito alle proposte fatte dai sindacati sul ddl in materia di gestione e sviluppo delle risorse umane del “Patto per la Salute”. Creare un canale parallelo per una formazione extra universitaria degli specializzandi significa ghettizzarli in un contesto di serie B, da cui sul momento possono anche trarre qualche vantaggio, ma in cui resteranno imprigionati per il resto della loro carriera professionale. La CRUI è il massimo organo di governo a cui rispondono le università italiane e non può certo essere accusato di conflitto d’interessi”.Lo afferma la deputata di Area popolare Paola Binetti, che continua: “Determinare metodi per gestione, fabbisogni, reclutamento e formazione specialistica del personale impegnato nelle attività assistenziali, al fine di regolamentare i rapporti con il SSN/SSR, è un obiettivo necessario che richiede un monitoraggio continuo. Ma proprio per questo non è praticabile e risulta didatticamente inadeguato l’inserimento degli specializzandi medici e delle altre categorie sanitarie all’interno del sistema SSN/SSR attraverso un percorso differente o complementare al percorso didattico-formativo previsto dalle rispettive Scuole di Specializzazione. Tocca infatti ad ogni Scuola di Specializzazione l’individuazione del profilo specialistico, l’articolazione del profilo didattico e gli obiettivi formativi funzionali al conseguimento delle necessarie conoscenze culturali ed abilità professionali. L’autonomia dell’università è garanzia di libertà e di eccellenza nella scelta di obiettivi di alto profilo formativo anche in ambito strettamente legato alla cura dei pazienti oltre che alla prevenzione delle varie patologie. Ma non c’è cura senza ricerca, non è possibile immaginare un aggiornamento costante dei percorsi di diagnosi e cura senza un contestuale progresso scientifico. Ed è per questo che i sindacati non possono penalizzare i giovani laureati in medicina avviandoli su di un binario vecchio, che potrebbe diventare facilmente un binario morto”.

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