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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Mercato unico europeo: città e regioni vogliono che funzioni meglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

SchengenIl pieno rispetto dell’accordo di Schengen e del principio «pensare anzitutto in piccolo» è di cruciale importanza per il buon funzionamento del mercato unico europeo per portare benefici concreti ai cittadini e alle piccole e medie imprese (PMI). Questi i messaggi principali del parere elaborato dal Presidente della Provincia di Mantova, Alessandro Pastacci, e approvato dai leader locali e regionali nella sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni dell’8 Aprile.
“Il mercato unico europeo è una delle più grandi conquiste dell’Unione europea, per cui non dovremmo metterlo a repentaglio. Dobbiamo, al contrario, sfruttare appieno le sue potenzialità, e per farlo abbiamo bisogno di riforme economiche e strutturali. Le regioni svolgono un ruolo importante in quanto regolatori e operatori economici e la loro esperienza in fatto di cooperazione transfrontaliera è fondamentale per individuare gli ostacoli, a livello locale ma anche europeo, alla libera circolazione. Mettere in discussione Schengen e la libera circolazione non solo produrrebbe costi amministrativi elevati, ma ostacolerebbe fortemente la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro”, osserva Alessandro Pastacci (IT/PSE), relatore sul parere del CdR “Migliorare il mercato unico” e presidente della provincia di Mantova.Il relatore, inoltre, è favorevole a includere il pilastro del mercato unico nell’ambito del semestre europeo, nonché ad una serie di misure a favore delle PMI e delle start-up. Pastacci esorta ad applicare il principio «pensare anzitutto in piccolo», che in concreto significa tener presenti le imprese più piccole quando si elabora una nuova normativa, ridurre gli oneri in materia di registrazione IVA e d’informazione per le PMI e le start-up, soprattutto se attive a livello transfrontaliero, e applicare la direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. L’europarlamentare Lara Comi – la cui relazione sulla strategia per il mercato unico sarà votata il 21 aprile dalla commissione IMCO del PE – ha accolto con favore il parere del CdR in quanto “prezioso contributo per il suo lavoro” e ha sottolineato la necessità di ulteriori misure a sostegno delle PMI: “è necessario”, ha dichiarato, “prevedere forme di compensazione per i ritardi nei pagamenti da parte degli organismi pubblici; inoltre, dovremmo introdurre un regime IVA forfettario per il settore del commercio elettronico e appoggiare la proposta di un passaporto per i servizi che consenta ai fornitori di accedere ai mercati di altri Stati membri mediante un unico documento valido in tutta l’UE”. Per quanto concerne gli appalti pubblici, i leader locali e regionali chiedono di ridurre il massimale di 700 milioni di euro per la valutazione volontaria ex ante in relazione agli appalti per progetti infrastrutturali di grandi dimensioni. Inoltre, prima che l’OMC accordi alla Cina lo status di economia di mercato entro la fine del 2016, i membri del CdR vorrebbero esaminare un’analisi dell’impatto economico, sociale e territoriale che questo avrebbe sul mercato unico. Riguardo poi all’economia sociale, che nell’UE rappresenta 11 milioni di posti di lavoro e 2 milioni di imprese, i membri del CdR esprimono il loro rammarico per il fatto che di essa non si tenga conto nella proposta della Commissione per migliorare il mercato unico. Per quanto riguarda, infine, l’industria siderurgica, il CdR dedicherà un parere specifico alle sfide che essa deve affrontare – parere che sarà presentato da Isolde Ries, prima vicepresidente del parlamento regionale del Saarland, nella riunione della commissione ECON del CdR del 22 aprile.
Il 28 ottobre 2015 la Commissione europea ha presentato una nuova strategia per il mercato unico, che, per realizzare “un mercato unico più equo e approfondito”, si propone di:
ammodernare i sistemi di norme,
rafforzare il mercato unico delle merci,
ridurre gli ostacoli in settori chiave quali i servizi alle imprese, le costruzioni e il commercio al dettaglio,
impedire la discriminazione dei consumatori sulla base della nazionalità o del luogo di residenza,
garantire più a monte il rispetto della normativa europea riformando la procedura di notifica,
consentire lo sviluppo dell’economia collaborativa.
Il semestre europeo è il ciclo annuale di orientamento e monitoraggio, a livello UE, della politica economica degli Stati membri. Esso definisce le priorità economiche e sociali generali per l’anno successivo e fornisce agli Stati membri orientamenti politici allo scopo di favorire la crescita e impedire squilibri macroeconomici eccessivi.

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