Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

“Liberiamoci da corruzione e povertà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2016

corruzione_urlo“Stiamo parlando della festa del 25 aprile 2016 sulla Liberazione, con un gruppo di universitari e di giovani professionisti e ci si chiede con un interesse rinnovato da cosa siamo stati liberati, chi ci ha liberato e come é stato possibile restare tanto tempo sotto un giogo da cui non aspettavamo altro che essere liberati. Non sono solo i fatti storici ad appassionare il gruppo di giovani, con la fine del fascismo e l’inizio della Repubblica come snodo cruciale a metà del secolo scorso. Ci si chiede soprattutto come possa un popolo libero scivolare progressivamente nel meccanismo stritolante della dittatura, abdicando ai propri diritti. Ma la domanda che più di ogni altra è sospesa nel cuore del dibattito è quella di chi chiede se una simile iattura potrebbe verificarsi ancora…”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che con l’Associazione Etica e Democrazia mantiene vivi i legami con un gruppo di giovani sempre più esteso.
“Nessuno di noi crede che in Italia si possa ripresentare una dittatura come quella, ma tutti siamo convinti che il processo di liberazione iniziato allora sia ancora in atto. Prima di tutto – prosegue Binetti – dobbiamo liberarci dalla corruzione che contamina ogni processo democratico, facendo apparire legale ciò che ne é chiaramente l’antitesi. Poi dobbiamo cercare di liberarci dai pregiudizi di false forme di nazionalismo che ci rendono ostili e respingenti verso chi si avvicina all’Italia fuggendo dalle loro dittature, dalla povertà e dalla miseria. E poi dobbiamo liberarci da una povertà che colpisce una famiglia su quattro; che impedisce a due giovani su quattro di trovare lavoro; che rende difficile ad un anziano su tre di potersi curare decentemente. La democrazia – conclude Binetti – per essere vera deve dare spazio ai diritti di tutti, a cominciare dal diritto alla vita, alla salute e, ovviamente, alla libertà. Per cui domani, sia pure con motivazioni diverse da quelle di 70 anni fa festeggeremo aspettando una nuova liberazione, come nuovo impegno politico da parte di tutti noi, non solo della classe politica”.

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