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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Una cura “a misura di persona” per il disturbo narcisistico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

ospedale bresciaBrescia. Il disturbo narcisistico di personalità è una patologia davvero molto complessa, sia per la varietà delle caratteristiche cliniche e sintomatologiche, sia per le difficoltà legate al trattamento. Per questo, il 22 aprile all’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, si è svolto un corso su “I disturbi metacognitivi nel disturbo narcisistico di personalità: valutazione clinica e tecniche di intervento” (accreditato Ecm), con l’obiettivo di individuare, attraverso l’utilizzo di esemplificazioni cliniche, le principali caratteristiche e gli schemi comportamentali più ricorrenti dei pazienti, per esempio il bisogno di primeggiare, la difficoltà a riconoscere i bisogni dell’Altro, la tendenza a denigrare o banalizzare le esperienze dell’Altro. «Il disturbo narcisistico è descritto – spiega la dottoressa Roberta Rossi dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – come la malattia de Sé grandioso, dando cioè una grande enfasi agli aspetti di autoesaltazione, di sfida, al bisogno di sentirsi “speciali” e di essere ammirati. Tuttavia, gli individui che presentano questo disturbo presentano una profonda sofferenza, spesso caratterizzata da gravi sintomi depressivi che spesso sono il motivo della loro richiesta di aiuto. Aggiungiamo che il disturbo narcisistico di personalità ha il suo esordio entro la prima età adulta: i tratti narcisistici possono essere piuttosto comuni negli adolescenti e, tuttavia, non indicare necessariamente che in età adulta l’individuo andrà incontro ad un disturbo narcisistico di personalità. Chi soffre di tale disturbo, inoltre, può presentare difficoltà notevoli nell’adattarsi all’insorgenza di limitazioni fisiche e/o lavorative inerenti al processo di invecchiamento. Circa il 50-75% degli individui a cui è stato diagnosticato un disturbo narcisistico di personalità è di sesso maschile e le stime della prevalenza di tale disturbo variano dal 2% al 16% nella popolazione clinica e risultano meno dell’1% nella popolazione generale». Il meeting bresciano è uno degli eventi formativi promossi dall’Irccs in occasione del XX anniversario dalla fondazione dell’Irccs. Durante il corso, è stata prestata attenzione alla gestione della relazione terapeutica, ovvero alla capacità di creare, tra terapeuta e paziente, un clima di reciproca fiducia e rispetto, a partire dalla condivisione del processo di cura (formulazione del problema, scopi stabiliti, strategie perseguite, tecniche utilizzate, compiti assegnati), allo scopo di trovare dei percorsi terapeutici il più possibile “personalizzati” e di favorire la partecipazione attiva del paziente. Inoltre, verranno analizzati anche i cicli disfunzionali che più comunemente vengono attivati (distacco, competizione, idealizzazione-svalutazione). Come docenti, sono intervenuti il dottor Antonino Carcione, fondatore e direttore scientifico del III Centro di psicoterapia cognitiva di Roma, e la dottoressa Corinna Porteri, responsabile del servizio di bioetica dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia.

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