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Melchioni: tre acquisizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 Maggio 2016

melchioni“Tre anni fa la Melchioni rischiava di restare immobile di fronte alle crisi globali e alla forte richiesta di innovazione – racconta Armando Melchioni, presidente della società commerciale fondata dal padre Mario – Il pericolo era restare quel brand prestigioso e storico sul mercato, ma senza prospettive per il futuro. Anziché rinchiuderci in noi stessi, difendendo l’esistente, abbiamo scelto la via dello sviluppo. In pochi mesi abbiamo acquisito tre aziende: Comprel, BMV e Acsel (componentistica elettronica). Ci siamo rinforzati anche grazie alle sinergie con i nuovi partner e oggi abbiamo i numeri per affrontare la distribuzione da leader e non da inseguitori”.
Il 2015 si è chiuso con un fatturato complessivo di gruppo di 120 milioni, un balzo in avanti rispetto ai 100 milioni del 2014. Gli obiettivi sono ambiziosi: 135 milioni di euro per il 2016 e almeno 150 nel 2017. “Siamo ancor oggi un’azienda famigliare, fondata da mio padre Mario. Mio figlio, che porta lo stesso nome, mi affianca come amministratore delegato. – prosegue il presidente – ed è questa la miglior garanzia di un forte impegno di sviluppo”. Dal punto di vista organizzativo Melchioni ha puntato su una divisionalizzazione spinta. I direttori di divisione sono veri e propri capi azienda, profondi conoscitori di una materia indubbiamente difficile. Il team che ogni giorno si batte in Italia e da adesso in Francia e in Cina è formato da “ingegneri della consulenza”, persone che si dedicano, giorno dopo giorno, ai clienti piccoli e medi. Basti pensare che vengono distribuiti 30 mila prodotti a 6.000 clienti.
Nel pieno della crisi economica, Melchioni ha avviato un processo di acquisizione di aziende nel settore della componentistica industriale che diventa sempre di più il core business dell’azienda. “Abbiamo iniziato da BMV,distributore di componenti passivi che permette a Melchioni di crescere come distributore nazionale per i prodotti TDK – continua Mario Melchioni – Successivamente l’azienda acquisisce da Esprinet Comprel, storica azienda del settore che, grazie ai suoi quasi 40 milioni di fatturato, ci permette di diventare il primo distributore indipendente in Italia nella componentistica industriale. E’ stata poi la volta di Acsel, specializzata nel lighting. L’acquisizione permette un grande sviluppo nel mercato dei LED industriali, già di per sè in forte crescita”.
Nel 2016 nuove sfide: Melchioni Asia e Melchioni Cina sono ormai pronte per fornire i prodotti ai clienti europei che hanno deciso di investire nel Far East. Melchioni Francia è in fase di start up. L’operazione consentirà di uscire dagli abituali confini territoriali permettendo di acquisire una dimensione europea con ulteriori prospettive di crescita. “Nel frattempo stiamo investendo nel mercato della videosorveglianza e della sicurezza – dice ancora l’ad – dove puntiamo a diventare, nel giro di pochi anni, uno dei principali player. Stessi obiettivi nel mercato dell’illuminazione che, grazie ai nuovi prodotti LED, cresce in maniera esponenziale. Abbiamo un nuovo B2B che ci consente maggiore capillarità nella distribuzione attraverso la nostra rete di clienti italiani e stranieri. Ne beneficerà soprattutto la vendita di ricambi auto e dei prodotti elettronici di consumo. Stiamo muovendoci anche nel campo del risparmio energetico. Grazie alle nostre lampade industriali a LED abbiamo conquistato clienti nelle grandi reti di logistica, nella grande distribuzione, nei siti industriali. Un esempio: il Gruppo Finmeccanica ha scelto i prodotti e i progetti Melchioni per illuminare i suoi stabilimenti produttivi.
Mario Melchioni, fondatore dell’azienda, distribuì dal 1947 un prodotto innovativo e destinato a cambiare le abitudini degli italiani: il rasoio elettrico Philishave. Nel 1955 fu la volta dei televisori, sempre della Philips. Le intuizioni sull’elettronica portano Melchioni a sviluppare rapporti con marchi di straordinaria notorietà nelle rispettive epoche: gli Hi-fi DenonToshiba; i videogiochi Atari; i computer Commodore; i monitor al plasma di Fujitsu. E poi componenti elettronici di Nec, Philips, Hitaci, Matsushita ed Elna; i mitici orologi Timex; i sistemi audio-video Irradio. Negli anni si sviluppano progetti sulle innovazioni tecnologiche e sul risparmio energetico. Oggi lo sguardo è puntato sulle auto elettriche. Un mondo illuminato a basso costo, più pulito e più sicuro. (foto: melchioni)

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