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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Università: “Colmare ritardi comunicazione bandi specializzazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2016

ospedale-san-camillo“La medicina richiede oggi competenze sempre più sofisticate che non è possibile acquisire nei sei anni di studio previsti dal curriculum e che rendono indispensabile accedere ad una scuola di specializzazione per essere in grado di esercitare con un discreto livello di autonomia la professione medica. Per uno studente di medicina accedere ad una scuola di specializzazione e portare almeno a dieci gli anni della sua formazione di base è diventato un obiettivo irrinunciabile. Molte battaglia sono state fatte in questi anni per aumentare il numero dei posti nelle scuole di specializzazione e renderlo coerente con il numero degli studenti che ogni anno si laureano sulla base di un numero programmato. Si è lavorato al concorso nazionale per ridurre certe forme di clientelismo che con il tempo avevano fatto della baronia accademica una ipoteca pesantissima per i neo laureati che a qualsiasi titolo non ne facevano parte”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare e da sempre molto vicina alle esigenze di tutti gli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia.
“Il Miur si mostra sempre distratto, fin troppo, rispetto alle legittime attese dei giovani neolaureati che vorrebbero avere regole chiare, date fisse e possibilità di progettare il loro futuro in modo responsabile. Ad esempio: oggi 3 maggio 2016 – prosegue Binetti – non c’è ancora nessuna notizia del bando di concorso per l’accesso alle SSM la cui pubblicazione era prevista per il 30 aprile. E la cosa desta viva preoccupazione, perché disattende promesse fatte ai più alti livelli decisionali e crea una ansietà diffusa su quale sarà il futuro di coloro a cui nel giro di cinque anni sarà affidata in parte significativa la salute degli italiani. Nel frattempo vale la pena ricordare al ministro Giannini un progetto su cui si è lungo lavorato e che recupererebbe una situazione ampiamente diffusa in anni precedenti: quella di avere anche per il corso di Laurea in Medicina e chirurgia una laurea abilitante, con il risultato immediato – conclude Binetti – di accorciare di quasi un anno l’iter complessivo che separa il momento dell’ingresso in facoltà con il momento in cui se ne esce da medici specialisti, unica condizione possibile per accedere ad una serie di opportunità professionali in Italia e in Europa”.

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