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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Resistenza agli antimicrobici (RAM): scenario ed epidemiologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2016

resistenza microbica11La scoperta degli antibiotici e la loro diffusa disponibilità dopo la seconda guerra mondiale hanno rivoluzionato la sanità. A ragione gli antibiotici sono considerati una delle scoperte mediche più rilevanti del XX secolo. Tuttavia, nel tempo molti batteri hanno imparato a difendersi da quegli stessi farmaci messi a punto per combatterli.
In anni recenti, il fenomeno della resistenza agli antimicrobici (RAM), chiamata antibiotico-resistenza quando è riferita specificamente alla resistenza dei batteri agli antibiotici, è cresciuto fino a diventare un problema drammatico, perché la velocità alla quale vengono scoperte nuove molecole è drasticamente ridotta, mentre l’impiego di antibiotici è in costante aumento in tutti i Paesi del mondo.La RAM si verifica quando un microrganismo diventa resistente a un farmaco che in origine veniva usato per trattare le infezioni causate da quello stesso germe che può essere un batterio, un virus, un parassita o un fungo. In generale, i batteri si dividono in due gruppi: i Gram-positivi e i Gram-negativi e la principale differenza tra questi è lo spessore della loro parete cellulare.
La RAM è divenuta un problema di sanità pubblica globale per una serie di motivi, primo tra tutti il crescente, spesso inappropriato, uso degli antibiotici. Questo fenomeno comporta una considerevole riduzione delle possibilità di prevenire e trattare una ampia gamma di infezioni microbiche della pelle, del tratto respiratorio, del sangue circolante e delle vie urinarie, in quanto i germi una volta diventati resistenti perdono la sensibilità al farmaco e si adattano al medicinale che usualmente viene impiegato per ucciderli.
Secondo recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i “superbug” saranno, nel 2050, la principale causa di morte. La RAM può mettere a repentaglio la maggior parte delle procedure mediche, come ad esempio un intervento di anca, con rischi molto elevati per i pazienti. Tutte le procedure dai trapianti d’organo, alla chemioterapia e chirurgia maggiore verrebbero compromesse gravemente senza la possibilità di attuare un efficace trattamento antibiotico.
Globalmente, le infezioni da germi antibiotico-resistenti rappresentano una emergenza sanitaria. Un problema gravissimo è rappresentato dalle infezioni intra-ospedaliere (HAIs) che riguardano l’8-12% dei pazienti ricoverati.
resistenza microbica14In Europa, si verificano annualmente 4 milioni di infezioni da germi antibiotico-resistenti che causano oltre 37.000 decessi e sono responsabili di un significativo assorbimento di risorse (sanitarie e non) che ammontano a circa € 1,5 miliardi/anno; negli Stati Uniti sono 2 milioni i soggetti colpiti da un’infezione resistente agli antibiotici con circa 50.000 morti e una spesa che supera i 20 milioni di euro.
In Italia, la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate in Europa e quasi sempre al di sopra della media europea. Nel nostro Paese ogni anno, dal 7% al 10% dei pazienti va incontro a un’infezione batterica multiresistente con migliaia di decessi. Le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) colpiscono ogni anno circa 284.100 pazienti causando circa 4.500-7.000 decessi. Le più comuni infezioni sono polmonite (24%) e infezioni del tratto urinario (21%).
I costi associati all’incremento dei giorni di ospedalizzazione nel nostro Paese variano da 4.000 euro (ricovero in Medicina) a 28.000 euro (Terapia Intensiva).
L’infezione da Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) è la principale causa nel mondo di infezioni comunitarie e di cure sanitarie. Colpisce oltre 150.000 pazienti ogni anno nella sola Europa, che costano al sistema sanitario europeo in spese extra-ospedaliere 380 milioni di euro. Solo le setticemie da MRSA variano negli Stati membri dall’1% a più del 50%, sebbene negli ultimi 5 anni i tassi di batteriemia da MRSA siano calati in modo significativo nei 10 Paesi europei con le maggiori percentuali di endemicità per questa pericolosa infezione. L’infezione da MRSA spiega il 44% di HAIs, il 22% di morti in più e il 41% di giorni in più di ospedalizzazione associati a questa infezione.
La percentuale di ceppi di Staphylococcus aureus invasivi resistenti alla meticillina oscilla tra lo 0% in Islanda e il 64,5% in Romania. Anche in Italia si registrano valori elevati, al di sopra della media (36%).
In Europa la percentuale di ceppi invasivi di Escherichia coli, causa di infezioni del tratto urinario e del torrente circolatorio, resistenti ai fluorochinoloni oscilla tra il 10,9% in Norvegia e il 52% a Cipro. In Italia si registrano valori elevati, circa 42,2%.
La Klebsiella pneumoniae causa polmoniti, infezioni del torrente circolatorio e del tratto urinario. La percentuale di ceppi invasivi resistenti alle cefalosporine di terza generazione oscilla tra lo 0% in Islanda e il 70% in Grecia. Elevati i valori per l’Italia (55,1%).
Si stima che la RAM possa far perdere più dell’1% del PIL, mentre i costi indiretti sarebbero tre volte tanto la spesa sanitaria sostenuta per i costi diretti. Se i governi e le istituzioni non intraprenderanno forti azioni incrociate volte a contrastare questa drammatica e pericolosa emergenza sanitaria, oltre 10 milioni di vite all’anno andranno perse a partire dal 2050 nel mondo, più del numero dei decessi che si verificano correntemente ogni anno per cancro.
Le infezioni causate da microrganismi resistenti agli antimicrobici spesso non rispondono ai trattamenti standard, esitano in malattie prolungate e comportano un maggior carico di spese sanitarie e, soprattutto, un più elevato rischio di decesso che può essere anche doppio; infatti, i pazienti sono esposti ad un rischio aumentato di esito sfavorevole e consumano più risorse sanitarie rispetto ai malati con infezioni non resistenti ai farmaci.
La resistenza agli antibiotici rappresenta una delle principali priorità da affrontare in tema di salute pubblica a livello internazionale. Programmi di sorveglianza e piani di azione sono stati avviati da Governi e Istituzioni sovranazionali come l’OMS, che ha lanciato un Piano d’azione globale, e l’European Centre for Disease Control and Prevention.
Negli USA è stato direttamente il presidente Barack Obama a illustrare il piano d’azione, fissando gli obiettivi da raggiungere entro il 2020. In Italia l’antibiotico-resistenza, insieme al tema delle infezioni correlate all’assistenza, costituisce uno dei temi prioritari di azione definiti nel Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018.

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