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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Intitolata a Marta Montanini la rinnovata Biblioteca di Psicologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2016

biblio università parmaParma 12 maggio 2016. La Biblioteca di Psicologia dell’Università di Parma ora porta il nome di Marta Montanini. L’intitolazione è avvenuta questa mattina nel Plesso universitario di borgo Carissimi, nel corso di una cerimonia in cui sono intervenuti il Rettore Loris Borghi, le docenti del Dipartimento di Lettere, Arti, Storia e Società Laura Fruggeri e Paola Corsano e la dirigente dell’Area Ricerca, Internazionalizzazione, Biblioteche e Musei Barbara Panciroli.
A Marta Montanini sarà dedicata anche uno studio in programma per giovedì 12 maggio dalle ore 10 alle ore 13 nell’Aula B del Polo Didattico di Via del Prato. Organizzata dall’Università e dal Dipartimento di Lettere, Arti, Storia e Società – LASS in collaborazione con l’Associazione Italiana di Psicologia, l’iniziativa verterà su “Linguaggi e narrazioni nella riflessione teorica sullo sviluppo”
In linea con l’approccio di Marta Montanini, volto a sollecitare la connessione tra i dati di ricerca (linguaggi della psicologia dello sviluppo) e le teorie di riferimento sullo sviluppo, l’incontro intende promuovere uno spazio di riflessione teorica di ampio respiro su alcune tematiche della psicologia evolutiva.
La mattinata (a partecipazione libera) inizierà con i saluti del Direttore del Dipartimento di Lettere, Arti, Storia e Società – LASS Luigi Allegri e con l’apertura dei lavori a cura di Laura Fruggeri, docente di Psicologia delle relazioni familiari. A seguire gli interventi di Paola Corsano dell’Università di Parma (“Raccontare lo sviluppo”), Andrea Smorti dell’Università di Firenze (“Narrare e Ricordare. Come raccontare influenza la memoria”), Beatrice Benelli dell’Università di Padova e Carmen Belacchi dell’Università di Urbino (“Cognizione, linguaggio e definizioni di parole”). Verso le ore 12 sono previsti quattro brevi contributi preordinati di commento: Stefano Cacciamani (Università della Valle d’Aosta), Marco Papotti (Proges-Parma), Gian Luca Barbieri (Università di Parma), Giuseppina Speltini (Università di Bologna). Intorno alle 12.30 la conclusione dei lavori, affidata a Silvia Perini dell’Università di Parma.
L’intenzione di intitolare la rinnovata biblioteca di Psicologia a Marta Montanini era stata manifestata da alcune sue colleghe (Silvia Perini, Laura Fruggeri, Paola Corsano, Ada Cigala, Luisa Molinari, Tiziana Mancini) sin dall’avvio dei lavori di ristrutturazione del plesso di Borgo Carissimi (che prevedevano anche l’ampliamento e la risistemazione della biblioteca), per lasciare un ricordo tangibile dell’opera da lei svolta non solo tra coloro che l’hanno conosciuta direttamente ma anche nei luoghi da lei frequentati per molti anni e, oggi, risistemati, a disposizione di nuove generazioni di studenti.
Da quando negli anni Ottanta la prof.ssa Montanini ha preso servizio all’Università di Parma si è subito impegnata per trasformare il piccolo nucleo di psicologi presenti in un gruppo sempre più numeroso e diversificato al suo interno tra i vari settori delle discipline psicologiche. Con questo gruppo ha poi dato vita a un corso di laurea in Psicologia, a un dottorato di ricerca, a corsi di specializzazione e perfezionamento, i quali nel loro insieme hanno contribuito a diffondere a Parma, in Ateneo e in città, una scuola di psicologia a orientamento educativo, sociale e clinico oggi ampiamente riconosciuta e ben radicata nel territorio.
Dopo la scomparsa della prof.ssa Montanini la sua famiglia ha donato all’allora Dipartimento di Psicologia la sua biblioteca di volumi psicologici, poi confluita nel “Fondo Montanini”. Ora proprio la biblioteca a lei intitolata sarà il luogo dove tutti, anche coloro che non l’hanno conosciuta, potranno ricordarla.
L’obiettivo è duplice: da un lato riflettere sulla possibilità di costruire conoscenza sullo sviluppo a partire da diversi tipi di dati, e dall’altro focalizzare l’attenzione sui modelli di pensiero e le teorie di riferimento del ricercatore che orientano sia la raccolta sia la riflessione sui dati.

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