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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 14 maggio 2016

Brasile: Senato approva impeachment, Rousseff sospesa. Subentra Temer

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

Rousseff-TemerLa presidente brasiliana Dilma Rousseff è stata sospesa oggi dal suo incarico e dovrà affrontare un processo per l’impeachment, dopo anche il Senato del Brasile ha appena approvato la sua destituzione. Il Senato ha approvato il procedimento di impeachment con 55 voti favorevoli e 22 contrari. L’attuale vicepresidente e avversario politico della Rousseff, Michel Temer (nella foto con la Rousseff), assume le funzioni ad interim di capo dello Stato. (fonte: Web Tv “Il Mondo come io lo vedo”) (foto: Rousseff-Temer)

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Tiroide: un viaggio nella vita

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

tiroideMilano, Circolo della Stampa Martedì, 17 maggio 2016 – ore 12.00 Ne parleremo con:
Antonella Olivieri, Responsabile Scientifico Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia (OSNAMI) presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS)
Alfredo Pontecorvi, Presidente Associazione Italiana della Tiroide (AIT)
Paolo Vitti, Presidente Eletto Società Italiana di Endocrinologia (SIE)
Rinaldo Guglielmi, Presidente Associazione Medici Endocrinologi (AME)
Mohamad Maghnie, Past President Società Italiana di Endocrinologia e diabetologia Pediatrica (SIEDP)
Onelio Geatti, Presidente Associazione Italiana Medici Nucleari (AIMN)
Luciano Pezzullo, Presidente Associazione delle Unità Endocrinochirurgia Italiane (Club delle UEC)
Matteo Cannizzaro, Presidente Società Italiana di Endocrinochirurgia (SIEC)
Rocco Bellantone, Direttore Unità Operativa di Chirurgia Endocrina e Metabolica, Policlinico “A. Gemelli”, Roma.
Furio Pacini, Presidente European Thyroid Association (ETA)
Paola Polano, Presidente Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini (CAPE)

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Biosearch Life obtains Friend of the Sea certification for Omega-3 products

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

alimentareBiosearch S.A – biotechnology company that manufactures innovative and functional foods – has obtained Friend of the Sea certification for Omega-3 products originating from European sardine, Peruvian anchovy and Yellowfin tuna. A leader in biotechnology, the Spanish company has created a unique range of products rich in Omega-3 EPA and DHA fatty acids, using crude fish oils received from Friend of the Sea approved suppliers.The company purifies raw materials in its industrial facilities, based in Spain, preparing them to be incorporated, in a stable manner and with an excellent flavor, into a variety of products, including bakery, dairy products, beverages and others, available worldwide.“The Friend of the Sea certificate places Biosearch Life one step forward in its environmental commitment and helps expand the market with clients whose motivation coincides with the same goals of fostering the future of the marine species,” says Jose Maria Roset, CEO of Biosearch Life.
Biosearch Life is a leading biotechnology company focused on providing innovation in healthy ingredients from natural sources to clients in over thirty countries. The company offers a wide range of high quality products and services, all of which revolve around the concept of a healthy life, including Eupoly-3®, a range of Omega-3 supplemented foods. Continuous innovation, research ambition and strong relationships with clients are among the core business values that allow Biosearch Life to optimize industrial processes and manufacture new unique products.

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Sculpture & European Works of Art

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

oggetti d'arteParis – Le 15 juin 2016, Christie’s proposera sa vente annuelle parisienne de sculpture et d’objets d’art européens. Parmi les 179 lots proposés, figurent notamment les deux derniers pleurants en marbre provenant du tombeau de Jean de France, duc de Berry, estimés entre 4.5 et 5.5 millions d’euros (lire le communiqué de presse dédié). Cette troisième vente uniquement consacrée à la sculpture et aux objets d’art européens à Paris comprendra un nombre important de collections particulières, révélant le goût avéré des collectionneurs qui les ont constituées au fil des années.

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WOC responds to Pope’s commission to study women deacons

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

vaticanoThe Women’s Ordination Conference (WOC) applauds the women religious of the International Union Superior Generals (UISG) for brazenly dialoguing with Pope Francis on leadership and ministerial roles for women in the Church, including the opening of the diaconate to women. In response to the sisters’ questions, Pope Francis agreed to launch a Vatican Commission to study the diaconate to include women, stating: “It would be good to clarify this.”
Opening a commission to study the diaconate for women would be a great step for the Vatican in recognizing its own history. Decades of research on this topic has already been published by renowned feminist voices. WOC recommends that the Vatican’s commission include the following scholars: Gary Macy, Dorothy Irving, Ida Raming, Sr. Christine Schenk, John Wijngaards, and Phyllis Zagano.
Biblical evidence names several women deacons, working alongside men in the early Church including: Phoebe, St. Olympias, Dionysia, St. Radegund and St. Macrina. Such a commission, similar to the Pontifical Biblical Commission of 1976 that concluded there is no scriptural barrier to women’s priestly ordination, could begin to restore the Gospel values of equality and justice.
Pope Francis also stated that a woman cannot be in Persona Christi, and therefore cannot preach or preside over the Eucharist. WOC rejects this flawed interpretation that a male body is a necessary condition of representing the Body of Christ. Upholding this discrimination, as though it were the will of God, is simply indefensible.
While WOC celebrates this step from the Vatican, until women are included in all decision-making structures and as priests and Bishops of the Church, equality remains painfully denied.
May 22nd marks the 22nd anniversary of the Vatican’s Ordinatio Sacerdotalis, banning all discussion on the ordination of women. WOC advocates that a new commission on the diaconate include discussions on priestly ordination for women in the Roman Catholic Church.

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Soluzioni a problemi della sfera sessuale e della terza età con la ginecologia estetica e funzionale

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

chirurgia esteticaNon è solo una ‘moda’ quella della ginecologia estetica e funzionale: aspetto e funzione dell’area vulvo-vaginale sono fra loro strettamente legati e oggi i provvedimenti di cura più evoluti ed attuali possono migliorare la qualità dei tessuti e/o variarne l’aspetto e concedere alle donne uno stato di benessere esteso anche alla vita sessuale e alla terza età. A questi ‘delicati’ aspetti è dedicato il corso ECM precongressuale in collaborazione con AIGEF ‘HI-TECH GENITALIA – Live Tutorial’ al 37° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica SIME, grazie ad un’idea del presidente della Sime Emanuele Bartoletti e dal Segretario Generale Aigef, Elena Fasola. Obiettivo fornire ai medici estetici, dermatologi, ginecologi e chirurghi plastici gli strumenti teorici e pratici per ristabilire il delicato equilibrio tra estetica e funzione dell’organo genitale femminile, compromesso principalmente dall’invecchiamento. La sua complessità anatomica, così strettamente correlata alla funzione, fa della regione vulvo-vaginale, un organo da inquadrare sotto più aspetti. Il corso diretto dall’Associazione Italiana di Ginecologia Estetica e Funzionale AIGEF è un’occasione di condivisione delle esperienze tra più specialisti, nazionali ed internazionali, che si confrontano sulle tecniche d’avanguardia nel trattamento del dolore vulvo-vaginale mediante laser di ultimissima generazione, sull’incontinenza urinaria lieve attraverso trattamenti non chirurgici, sulla chirurgia plastica estetico-funzionale del piccolo labbro (ninfoplastica) e sul rimodellamento medico estetico e chirurgico del grande labbro (filler e lipofiling), per comprendere le indicazioni e le controindicazioni ai vari tipi di trattamento medico e chirurgico, nel rispetto della sicurezza delle pazienti e dell’obiettivo estetico e terapeutico da raggiungere; imparare le tecniche mediche più innovative e le tecniche chirurgiche più aggiornate in ginecologia estetica e funzionale; assimilare il concetto che la collaborazione tra più specialisti, anche nella pratica quotidiana, è la scelta giusta per il benessere della paziente e compreso come questo tipo di disciplina iperspecialistica è considerata eticamente e scientificamente a livello internazionale, grazie alla presenza di un ospite d’eccezione, Troy Robbin Hailparn, membro dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG).
“La Società Italiana di Medicina Estetica sta cercando di promuovere questo tipo di trattamenti sia tra i propri soci che per il pubblico – commenta Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – perché il benessere psicologico è imprescindibile dal benessere dell’area urogenitale in un mondo in cui la vita sessuale di coppia si è allungata moltissimo. E non dimentichiamo che, in quest’ambito più che in altri, l’estetica è strettamente legata alla funzione. In questo caso, è particolarmente importante informare il pubblico perché, data la ancora scarsa conoscenza su questo tipo di trattamento e la delicatezza dell’argomento, rimane tuttora più facile che una paziente si rivolga al medico estetico lamentando una ruga piuttosto che un problema ginecologico”. Per curare molti disturbi sono oggi disponibili diverse terapie innovative, utilizzabili singolarmente o in variabile associazione. Il metodo di cura più valido deve essere personalizzato ed è auspicabile possa sempre discendere dalla stretta, contemporanea e costante collaborazione delle diverse competenze professionali che AIGEF ha avvicinato. Per quanto riguarda i sintomi correlati al climaterio e all’età post-menopausale (secchezza e prurito vulvo-vaginale con rapporti sessuali dolorosi o impossibili, incontinenza urinaria), le novità in campo medico sono rappresentate dall’introduzione di nuove creme estrogeniche utilizzabili anche da donne a rischio potenziale di cancro mammario, di formulazioni di acido Jaluronico di nuova generazione, iniettabili e specifiche per la vulva e la vagina, del Plasma Ricco di Piastrine (PRP), della tossina botulinica di tipo A iniettata in vescica per il trattamento dell’incontinenza urinaria da urgenza, di particolari tipi di laser ad utilizzo endovaginale – laser CO2 e Laser Erbium-Yag frazionati – utilizzabili per migliorare i sintomi dell’atrofia vaginale ma anche per il recupero di un normale tono vaginale e la correzione di alcuni tipi di perdite urinarie. Si tratta in tutti i casi di trattamenti ripetibili ed eseguibili ambulatorialmente, e patologie quali il lichen sclero-atrofico ed il lichen planus possono beneficiare del PRP e del lipofilling (innesto di tessuto adiposo prelevato dalla stessa paziente). L’aspetto armonioso e proporzionato dei genitali esterni femminili (piccole e grandi labbra, cappuccio clitorideo, monte di Venere) favorisce una maggior autostima della donna ed il recupero di una vita relazionale e sessuale soddisfacenti e contribuisce a mantenere funzionale l’anatomia che protegge gli organi interni. Dismorfie congenite (ad esempio piccole labbra eccessivamente sviluppate favorenti possibili disturbi e fastidi da frizione ed imbarazzi nell’indossare alcuni indumenti) oppure dovute all’invecchiamento (perdita di turgore delle grandi labbra, esaltazione dell’ipertrofia delle piccole labbra e loro iperpigmentazione, adiposità del monte di Venere) possono essere corrette con interventi chirurgici ambulatoriali eseguibili anche in anestesia locale. In quest’ambito il chirurgo deve possedere oltre ad una specifica preparazione tecnica, una capacità progettuale che gli consenta l’ottenimento di risultati naturali e armoniosi. Non ultimo il problema delle amputazioni dei genitali esterni esitate a chirurgia oncologica o a procedure tribali diffuse in molte donne africane trasferitesi nel nostro continente (MGF) possono essere corrette con interventi chirurgici ricostruttivi di competenza del chirurgo plastico e del ginecologo che abbiano perseguito una particolare specializzazione in tale ambito.

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Musica in Santa Cristina

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

santa cristina

 Chiesa di Santa Cristina. La veduta della chiesa durante un concerto.

Bologna Domenica 15 maggio, alle ore 20.30, Chiesa di Santa Cristina della Fondazza (Piazzetta Morandi) prosegue l’appuntamento con la rassegna Musica in Santa Cristina – IX edizione. Il concerto di questa settimana realizzato in collaborazione con il Collegium Musicum Almae Matris, vedrà protagonisti l’orchestra a fiati dell’University of North Carolina Greensboro Wind Ensemble insieme al coro femminile del Collegium Musicum. Il coro e i musicisti eseguiranno musiche di D. Shostakovick, J.P. Sousa, G. Holst, E. Whitacre e B. Smetana.
University of North Carolina Greensboro Wind University of North CarolinaEnsemble d. shostakovich Ouverture festiva (1906-1975) g. holst Prima suite in Mi bemolle maggiore (1874 – 1934) 1. Chaconne
2. Intermezzo 3. March e. whitacre Ghost Train (1970) b. smetana Marcia rivoluzionaria n.1 (1824-1884) p. graham The Red Machine
(1958)
Coro femminile del Collegium Musicum Almae Matris r. de cia Tre mottetti per coro femminile a cappella (1982) 1. Salve festa dies
2. In praesentatione Beatae Mariae Virginis
3. Lilium floruit
University of North Carolina Greensboro Wind Ensemble
b. balmages Fanfare Canzonique (1975)
r. hultgren Whirr, Whirr, Whirr (1953)
d. steigers The Red Machine (1899-1950)
f. ticheli Blue Shades (1958)
y. goto Finiculi-Finicula Rhapsody (1958) j. p. sousa Hands Across the Sea (1958)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili. Non è consentito l’ingresso a concerto iniziato (foto: santa cristina, University of North Carolina)

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Il ritorno di Uto Ughi al Teatro di San Carlo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

Teatron di San Carlo - Uto Ughi violino, Alessandro Specchi pianoforte

Teatron di San Carlo – Uto Ughi violino, Alessandro Specchi pianoforte

Daniel Smith ConductorPhoto: Marco Borggreve

Daniel Smith ConductorPhoto: Marco Borggreve

Napoli Domenica 15 maggio ore 20.30 e martedì 17 maggio ore 18.00, Uto Ughi torna al Teatro di San Carlo per il nuovo appuntamento della stagione sinfonica 20XV/ 20XVI The Golden Stage. Assieme all’Orchestra stabile, diretta dal giovane maestro australiano Daniel Smith, Ughi eseguirà due grandi capolavori: la Romanza per violino e orchestra n.2 in fa maggiore, op. 50 di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827) e il Concerto per violino e orchestra in mi minore, op.64 di Felix Mendelsshon Bartholdy (1809 – 1847).
In chiusura inoltre verrà eseguita la Sinfonia n. 41 in do maggiore, K 551 “Jupiter” di Wolfgang Amadeus Mozart (1756- 1791).Interprete tra i più amati e riconosciuti a livello internazionale, Ughi ronnova il suo affettuoso legame con il San Carlo, dove un pubblico particolarmente affezionato gli ha sempre tributato calorosi

teatro san carlo

consensi. Straordinario talento musicale e protagonista delle vicende culturali del nostro Paese, Ughi ha suonato, nel corso della sua lunga carriera, con le più importanti orchestre sinfoniche: quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra, la Philahrmonia Orchestra di Londra, solo per citarne alcune.
Daniel Smith, giovane direttore d’orchestra australiano, al suo debutto sul podio del Lirico di Napoli, ha già diretto l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, l’Orchestra del Mariinsky di San Pietroburgo, la London Philharmonic, la Hr-Sinfonieorchester di Francoforte.Ad aprire il concerto sarà uno dei più popolari brani per violino e orchestra, la Romanza n.2 in fa maggiore, op. 50 di Ludwig van Beethoven (1770 – 1827), scritta tra il 1795 e il 1802, la più eseguita tra le due romanze del compositore. È un adagio cantabile, caratterizzato da grande lirismo e da una melodia raffinata.A seguire il Concerto per violino e orchestra in mi minore, op.64 di Felix Mendelsshon Bartholdy (1809 – 1847), dedicato dall’autore al carissimo amico Ferdinand David, primo violino dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia ed eseguito per la prima volta il 13 marzo 1845 sotto la direzione di Niels Gade; lavorando alla partitura, Mendelssohn più volte si avvalse della collaborazione di Ferdinand David e si crede che buona parte della Cadenza del primo movimento sia stata scritta proprio dallo stesso violinista. In questo vero gioiello della letteratura musicale, Mendelssohn abbandona la tradizionale esposizione orchestrale, facendo iniziare il concerto dal solista, assoluta novità per l’epoca.Infine sarà eseguita la Sinfonia n. 41 in do maggiore, K 551 “Jupiter” di Wolfgang Amadeus Mozart (1756- 1791). Assieme alle Sinfonie k.543 e K.550, la Sinfonia “Jupiter” fu scritta intorno alla metà del 1788, tre anni prima della morte del compositore, e deve il suo soprannome, postumo ed apocrifo, all’olimpico equilibrio interno dei due grandi movimenti estremi, animati da una dialettica che si risolve nella conciliazione degli opposti. In sintesi, le ultime tre Sinfonie di Mozart rappresentano la summa di quanto il XVIII secolo aveva espresso in campo sinfonico. (foto: ughi, teatro san carlo, Daniel Smith)

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Intervista con il professor Nicolò Scuderi Direttore della Cattedra di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Università “La Sapienza” di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

Nicolò ScuderiD. Che differenza esiste con gli altri filler?
R. A differenza degli altri filler, Algeness è 100% naturale e biodegradabile. Algeness permette di raggiungere gli effetti volumizzanti che danno un aspetto giovane senza l’aggiunta di sostanze chimiche aggiuntive, solventi o agenti cross linkati, viene inoltre assorbito in modo completo e sicuro nel corso del tempo grazie ai meccanismi naturali del corpo.
D. Quali zone potrebbero rivelarsi problematiche con l’utilizzo di Algeness?
R. Non iniettare mai Algeness in superficie. Si raccomanda fortemente di non utilizzare i filler Algeness nell’area periorbitale.
D. In quali strati della pelle è possibile iniettare Algeness?
R. I filler Algeness a più alta concentrazione dovrebbe essere iniettata in profondità e mai in superficie. Si raccomanda perciò di utilizzare le formule VL e DF esclusivamente nella zona subdermica, sottocutanea o del sovra periosteo.
D. Esiste una differenza nella tecnica iniettiva tra Algeness e HA?
R. Esiste una lieve differenza nell’iniettabilità dell’HA in confronto ad Algeness dovuta alla differenza di densità del materiale e alla profondità di iniezione. Si consiglia di iniettare Algeness lentamente e massaggiare in profondità per evitare la formazione di grumi ed ottenere da subito i risultati desiderati.
D. E’ possibile iniettare Algeness in un’area in cui è stato iniettato Radiesse (o filler simile) un anno prima?
R. Non esiste motivo per cui Algeness non possa essere iniettato in un’area in cui già altri filler siano stati utilizzati. Tuttavia ciò richiede ulteriori analisi considerata la probabile interazione con il componente di calcio contenuto in Radiesse. Non si sono riscontrate interazioni sfavorevoli con altri innesti assorbibili.
D. E’ doloroso?
R. Tutte le iniezioni possono causare fastidio; tuttavia, il dottore potrebbe decidere di applicare una crema anestetizzante sulla zona trattata per intorpidirla.
D. Che tipo di risultato può attendersi il paziente?
R. Il filler sottocutaneo Algeness consente di ottenere un aspetto giovane e naturale riempiendo le linee attorno alla bocca, le pieghe nasolabiali così come le zampe di gallina e le rughe della fronte. Consente inoltre di rimodellare e aggiungere volume alle labbra e sollevare le guance.
D. Quanto dura l’effetto?
R. Gli effetti correttivi di Algeness durano solitamante circa 12 mesi o più, in base alla quantità iniettata e alla profondità di iniezione.
D. Quali sono gli effetti collaterali?
R. A seconda dell’area trattata, la procedura è relativamente indolore, sebbene possa causare lieve fastidio in corso di trattamento nelle zone sensibili del naso e delle labbra. Potrebbe verificarsi del rossore attorno al sito iniettato per 1-2 giorni. Grazie alla sua esclusiva biocompatibilità, le reazioni allergiche post-trattamento sono minime.
D. Quali sono i tempi di recupero?
R. I tempi per la procedura possono variare dai 20 ai 25 minuti, a seconda del livello di correzione richiesto dal paziente. I tempi di recupero possono variare da poche ore a diversi giorni in base all’area trattata. Di norma i pazienti trattati con Algeness possono tornare alle loro normali attività subito dopo il trattamento. (By Andrea Sermonti)

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Giornata Nazionale del Mal di Testa

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

emicraniaIl Mal di Testa nell’adulto può assumere circa 200 diverse forme racchiuse in due grandi categorie, cefalee primarie e cefalee secondarie. Tra le primarie la più diffusa è l’emicrania che rappresenta la terza malattia in termini di prevalenza e la sesta causa di disabilità al mondo. In Italia ne soffrono 7,2 milioni di persone, il 12% della popolazione in generale e ben il 18% di quella femminile.In occasione della Giornata Mondiale del Mal di Testa in programma per domani 14 maggio, la Società Italiana di Neurologia fa il punto della situazione sulle terapie per la cura di questi disturbi che spesso condizionano la vita di chi ne soffre.Negli ultimi anni la ricerca scientifica neurologica è molto impegnata sia per comprendere la patogenesi dell’emicrania sia per individuare le strategie più idonee non solo terapeutiche ma anche preventive.“Dal punto di vista patogenetico – afferma il Prof. Pietro Cortelli, Professore Ordinario di Neurologia e Direttore Scuola di specialità di Neurologia DIBINEM, Alma Mater Studiorum Università di Bologna IRCCS-ISNB – nel corso degli ultimi anni un numero crescente di studi con neuro-immagini svolte dal gruppo del Prof. Gioacchino Tedeschi dell’Università di Napoli, ha permesso una più approfondita conoscenza dei meccanismi di base delle cefalee ed in particolare dell’emicrania, identificando le regioni cerebrali coinvolte nel trasmettere l’insorgenza del dolore emicranico e dei sintomi associati. Da questi studi, infatti, è emerso che meccanismi di modulazione cerebrale modifichino l’ipersensibilità visiva, olfattiva e al dolore nei pazienti emicranici. Dal punto di vista terapeutico – prosegue il Prof. Cortelli – uno studio internazionale, a cui partecipa anche l’Italia, ha dato ottimi risultati sulla possibilità di prevenire gli attacchi di emicrania attraverso la somministrazione mensile di una terapia in grado di ridurre il numero di attacchi. Si tratta degli anticorpi contro il CGRP1, il recettore che ha assunto un ruolo chiave nell’insorgenza dell’emicrania”.Inoltre, tra i trattamenti non invasivi una nota di merito va alla neuro stimolazione esterna. Uno studio in doppio cieco indica l’efficacia e l’assenza di eventi avversi gravi e pericolosi per le tre modalità di neuro stimolazione non invasiva: stimolatore transcutaneo sopraorbitario, stimolazione magnetica transcranica e stimolatore esterno del nervo vago. Tra questi, la stimolazione del nervo vago è stata usata non solo nel trattamento acuto e preventivo dell’emicrania ma anche in quello della cefalea a grappolo.

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Algeness, nuovo filler dermico 100% naturale e biocompatibile

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

Wake Forest UniversityIl filler 100% naturale Algeness dal punto di vista scientifico. Algeness è l’apice di 10 anni di ricerca scientifica e clinica condotta con l’intento di trovare un materiale quanto più naturale e biocompatibile per il riempimento delle rughe e compensare la perdita di volume nei tessuti molli del viso. L’estesa ricerca aveva come obiettivo il tenere sotto controllo la correlazione tra la struttura di agarosio e la risposta fisiologica; di fatto, utilizzando differenti concentrazioni di agarosio è stato possibile ottenere tre differenti strutture dimensionali che interagivano in modo diverso coi parametri vitali e funzionali della cellula. L’agarosio di Algeness deriva dalla purificazione dell’Agar-Agar, il quale a sua volta deriva dalle alghe rosse del gene gelidium. L’agarosio, altamente purificato, ha eliminato tutte le frazioni di proteine, fonte di gran parte dei batteri, rendendolo altamente biocompatibile. Le formule di agarosio creano gel stabili con piccole quantità di materiale (1% di agarosio e 99% di acqua salina che rende il prodotto capace di venire modellato per un aspetto giovanile più definito). L’agarosio chimico è un polisaccaride costituito da una lunga catena di unità disaccaridi, formate da due anelli di 6 atomi. In ogni anello vi è un atomo di ossigeno e 5 di carbonio e solo un gruppo OH. L’agarosio, essendo chimicamente inerte, non lega ioni e non precipita quando viene iniettato nel sottocute.
Quali sono i benefici del filler volumizzante 100% naturale Algeness?
– Gel idrocolloide 100% biocompatibile e biodegradabile
– Effetto volumizzante immediato: “Ciò che vedi è ciò che ottieni”. Dottori e pazienti possono osservare e valutare i risultati dell’iniezione non appena la procedura è conclusa.
– Non c’è bisogno di aspettare per vedere la reazione idrofillica come avviene con tutti i filler a base di HA, i quali possono impiegarci dalle 2 alle 4 settimane per mostrare un effetto completo.
– Privo di solventi e sostanze sintetiche; completamente naturale.
– Risultati di durata superiore ai 12 mesi come dimostrato da studi clinici.
– Anallergico; Algeness offre un elevato grado di tollerabilità e biocompatibilità, e al contempo una reazione immunologica trascurabile.
– Irritazione e infiammazione minime grazie all’assenza di reazioni da corpo estraneo.
– Effetto migratorio ridotto, il prodotto rimane nell’area in cui è stato iniettato con eccellente persistenza.
Algeness: una gamma completa di filler 100% naturali per il ringiovanimento del viso
Attualmente esistono 3 studi pubblicati e una serie di studi non pubblicati eseguiti sul nuovo Algeness 3.5% DF. La Wake Forest University negli Stati Uniti ha condotto nel 2013 e nel 2014 studi su animali con 2.5% Algeness VL e 3.5% Algeness DF in comparazione a Restylane, Juvederm e Radiesse. Lo studio comparativo della Wake Forest ha dimostrato che dopo 6 mesi le formule 2.5% e 3.5% producevano risultati migliori rispetto agli altri filler, dimostrando che Algeness durava di più, non mostrava cambiamenti imprevisti dovuti a reazioni infiammatorie o assorbimento d’acqua, e minore effetto migratorio. Nel 2016 comincerà uno studio su 30 pazienti in relazione agli effetti volumizzanti di Algeness e Voluma, condotto in Belgio dal Dottor Joan Vandeputte, in Italia dal Dottor Giovanni Salti e in Germania dalla Dottoressa Tatjana Pavicic. Nello stesso anno è in cantiere uno studio randomizzato, controllato all’interno dello stesso soggetto in relazione all’efficacia e la sicurezza di Algeness VL 2.5%, filler sottodermico naturale di gel di agarosio in comparazione con il gel iniettabile Restylane Perlane, in relazione alla correzione delle pieghe nasolabiali di moderata e seria entità. Lo studio verrà principalmente condotto da Nicolò Scuderi, MD, Professore di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all’Università ‘La Sapienza’ di Roma.

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Bartoletti: “Medicina estetica è sempre meno aggressiva”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

Rome Cavalieri Waldorf Astoria’Oltre 2.500 partecipanti previsti, 460 abstract di relatori provenienti da 20 paesi non solo europei e oltre 100 aziende espositrici. Numeri da congresso ‘monstre’ quelli del 37° congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) che si tiene al ‘Rome Cavalieri Waldorf Astoria’ dal 13 al 15 maggio 2016, che quest’anno comprenderà anche l’11° European congress of Aesthetic Medicine e l’11° congresso dell’Accademia Italiana di Medicina Anti Aging (AIMAA). “Uno sforzo organizzativo enorme quanto l’attesa dei risultati che emergeranno dal confronto internazionale – sottolinea il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – una soddisfazione grande che gratifica tutti noi medici estetici”. Molti, ovviamente, i temi che verranno affrontati al congresso, e molte anche le novità su cui si confronteranno gli esperti. A partire dai nuovi ‘Boxing ring’ in cui due esperti si confronteranno su temi ‘caldi: uno su ‘Biostimolazione con sostanze esogene (acido ialuronico e PDRN) versus biostimolazione autologa (cellule staminali derivate da grasso e plasma arricchito in piastrine)’ e un altro sulla crescente richiesta di ‘sollevamento’ degli zigomi di questi ultimi anni ‘Filler versus fili: quando usare i primi e quando i secondi?’ Ma vediamo quali sono i temi più interessanti e importanti del congresso, secondo il presidente Emanuele Bartoletti.
I peeling. Sono una metodologia storica sempre più utilizzata in medicina estetica. La ricerca scientifica ha realizzato una serie di prodotti molto interessanti: il vantaggio è quello di riuscire ad ottenere con i nuovi metodi gli stessi risultati che una volta si ottenevano con peeling molto più aggressivi. La minor ‘aggressività’ si basa sull’interazione di diverse sostanze: si abbassa la percentuale dei vari elementi caustici che la compongono – ovviamente stiamo sempre parlando di soft peeling, non di interventi ‘importanti’ – e però l’effetto migliora rispetto al passato. L’acido glicolico ha un’efficacia minore se utilizzato da solo anziché insieme ad altri acidi. Mantenendo sempre la sicurezza. Anche il peeling al fenolo – oggetto di una sessione al congresso – è importante perché fatto in sala operatoria, e le rughe… le cancella bene! E’ sicuramente un impegno fisico importante per il paziente, ma i risultati sono migliori di qualsiasi laser (anche ablativo). I risultati su rughe e macchie sono veramente eccezionali: senza dimenticare che essendo un poco più aggressivo può dare qualche effetto collaterale anche ‘importante’. E per questo è necessario che venga utilizzato solo da persone esperte.
La tossina botulinica non segue più le zone fisse di infiltrazione ma tiene conto del fatto che ogni viso ha ‘esigenze’ diverse: non esistono due pazienti che corrugano la fronte nello stesso modo. Opinion leader internazionali si confrontano su ‘massimo risultato con il minimo utilizzo di materiali’, perché oggi studiando i punti delle iniezioni e le quantità di prodotti si possono ottenere grandi risultati con l’utilizzo di minor quantità di ‘materiali’. Le ultime indicazioni degli esperti estetici dicono che è meglio utilizzare meno tossina e più di frequente (anche se mai ripetere il trattamento prima dei 4 mesi) piuttosto che in grandi quantità per far durare di più il risultato con effetti però paralizzanti e risultati poco naturali. Molto probabilmente dal congresso partirà la richiesta di una vera e propria ‘consensus conference’ per fissare delle linee guida condivise.
Verranno presentati i risultati – a dire il vero ‘ottimi’ – sul miglioramento del tono cutaneo in questi distretti ottenuti con fili di biostimolazione, fili di sospensione e sostanze come l’acido polilattico o l’idrossiapatite di calcio debitamente diluite rispetto a quelle che si usano sul viso, per ottenere una produzione di collagene in grado di riportare un vero ‘ricompattamento’ cutaneo.
La cute delle palpebre è molto delicata e interessa sia la chirurgia che la medicina estetica. Ovviamente in questo campo l’acido ialuronico la fa da padrone, ma oggi ci sono acidi ialuronici specificamente indicati per questa regione. L’area di più difficile trattamento è quella delle occhiaie, e debbo dire che ad oggi i risultati migliori a livello delle occhiaie si ottengono con infiltrazioni di cellule staminali di tessuto adiposo associate a plasma arricchito di piastrine. E’ cosa diversa dal lipofilling che si faceva una volta, troppo ‘grossolano’ per correggere una zona con pelle molto delicata e adesa all’osso sottosante e, qualche volta, pigmentata. Il plasma arricchito riesce addirittura a migliorare la pigmentazione cutanea, e le cellule staminali di tessuto adiposo riescono a migliorare l’ispessimento del tessuto delle occhiaie, senza rischio di effetti collaterali indesiderati. Al massimo il trattamento va ripetuto un’altra volta in tempi più brevi del previsto. Si va avanti in maniera progressiva con le nuove scoperte della medicina rigenerativa.
Sia il prelievo di tessuto adiposo che il suo reinnesto sono sempre meno ‘chirurgici’, perché le metodologie sono studiate per essere sempre meno invasive. Oggi riusciamo a fare il riempimento delle zone identificate di una paziente in maniera talmente poco invasiva che poterebbe quasi andare a cena fuori la sera stessa! Mentre in chirurgia plastica ricostruttiva l’utilizzo delle cellule staminali è rimasto un poco ‘bloccato’ – anche perché non ancora previste dai DRG ospedalieri – in medicina estetica il loro utilizzo è molto più avanzato perché riesce a dare risultati ottimi. E s’intravede un futuro radioso all’orizzonte, soprattutto perché la vera medicina estetica è orientata al ‘mantenere’ più che al ‘modificare’.
Grazie al grande sforzo informativo della stampa e alla nostro capillare aggiornamento ai medici oggi tutti hanno capito che l’utilizzo dei filler permanenti è assolutamente da evitare. Stiamo trattando i casi di complicanze da filler permanenti già utilizzati qualche anno fa, perché ormai di nuovi casi se ne vedono pochi.
L’ambulatorio delle complicanze strutturato all’ospedale Fatebenefratelli dell’isola Tiberina di Roma fornisce al paziente un approccio diagnostico completo: addirittura ora abbiamo un ecografista ultrastrutturale. Un poco sono i medici che di fronte ad una complicanza inviano il paziente a questo ambulatorio, un poco sono i pazienti stessi che vi si rivolgono direttamente. Ormai c’è una media di un nuovo paziente al giorno, e si cominciano a vedere complicanze da filler riassorbibili. L’unica sostanza che ha un antidoto è l’acido ialuronico – la ialuronidasi – che se iniettata in loco lo scioglie istantaneamente. E questo lo rende molto più facile da utilizzare e ‘tranquillo’. Le complicanze non sono solo noduli e granulomi, ma anche iniezione intravascolare con necrosi cutanea: e con l’acido ialuronico posso sempre intervenire, mentre con altri prodotti ho sicuramente più problemi.
Le ultime novità. In testa a tutto ci sono i nuovi filler – l’agarosio, importante alternativa all’acido ialuronico – e il collagene come biostimolazione, pratica che invece fino ad oggi è stata fatta solo con acido ialuronico. Questa trasformazione di un prodotto che si usa in chirurgia plastica per la cura delle ferite trasformato in iniettabile per la biostimolazione è una novità importante, con studi molto ben fatti: un esempio di come dovrebbero presentarsi i nuovi prodotti. La nostra società scientifica chiede sempre che le aziende facciano delle sperimentazioni cliniche importanti prima della messa in commercio dei prodotti.

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Nasce l’ambulatorio FIF per le complicanze da filler

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

La presenza di sempre più numerose sostanze iniettabili per uso estetico e l’aumento di operatori del settore ha determinato un aumento dell’incidenza di complicanze da filler. Questo ha reso necessario un accordo di linee guida il più ampio possibile tra gli operatori del settore utilizzatori di sostanze iniettive per uso estetico (Linee Guida – La medicina Estetica – Anno 32 Numero 1/2008) e di costituire nel tempo un centro di eccellenza che rappresenti un punto di riferimento sul territorio per la gestione delle complicanze da filler. Le raccomandazioni di comportamento clinico, prodotte attraverso un processo sistematico, hanno lo scopo di assistere medici e pazienti nel decidere quali siano le modalità di assistenza più appropriate in specifiche circostanze. I suggerimenti delle linee guida evidenziano l’importanza delle caratteristiche primarie che un filler deve avere: non sensibilizzante, totalmente riassorbibile, non cancerogeno, atossico, non immunogeno, non migrante, di consistenza il più simile possibile al tessuto ospite, con ampia e probante documentazione scientifica. Il non rispettare le suddette caratteristiche e le controindicazioni assolute e relative all’impiego di filler aumenta sicuramente il rischio di complicanze meno gravi come ematomi, gonfiori, bruciori, dolore e prurito e più gravi come noduli, granulomi e necrosi. Lisola-tiberina3a costituzione di un ambulatorio dedicato alla gestione delle complicanze da filler nell’ambito dell’Ambulatorio di Medicina Estetica dell’Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma, polo di riferimento sul territorio, rende possibile da un lato una maggiore sensibilizzazione degli operatori del settore a rispettare i suggerimenti delle linee guida e dall’altro a far gestire da esperti il trattamento delle complicanze più gravi. Nell’ambito della struttura ambulatoriale il paziente viene valutato dal punto di vista clinico, con esame ecografico del derma (che permette una precisa caratterizzazione del danno e del materiale presente nel distretto indagato). In alcuni casi possono essere prescritte ulteriori indagini (ematochimiche, radiologiche, ecc). I pazienti pervenuti con diagnosi di complicanza da filler vengono trattati con terapia specifica (farmacologica e/o chirurgica) fino alla risoluzione del caso. Tutti i pazienti sono sottoposti a follow up nel corso del tempo. “L’ambulatorio, da me voluto nel 2009 e affidato da 2 anni alla dottoressa Gloria Trocchi, ha rappresentato un momento fondamentale nella crescita del SAMEst – dice il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – Dal 2009 abbiamo visitato oltre 150 pazienti, la maggior parte con danni da filler permanenti, soprattutto nei primi anni. Oggi, grazie anche alla nostra campagna contro i filler permanenti, assistiamo ad una riduzione delle complicanze dovute a queste sostanze. Anche se purtroppo, essendo filler permanenti, possono creare problemi anche dopo anni dall’impianto”.

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Al via “Verità è Bellezza” Campagna informativa SIME

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

bartolettiDalla corretta informazione alla valutazione delle alternative, dalla prevenzione ai risultati, 10 regole e consigli concreti per avvicinare la medicina estetica nella maniera più corretta e sicura possibile: è l’intento con cui nasce il ‘Decalogo della SIME’, primo atto della nuova campagna della SIME ‘Verità è Bellezza’. L’iniziativa nasce in risposta alle tante polemiche e al grande interesse mediatico suscitato dal mondo dei trattamenti estetici, con la conseguente confusione nei confronti della disciplina, mentre per la SIME l’obiettivo è quello di accompagnare e aiutare i pazienti nella comprensione delle potenzialità e dei limiti della Medicina Estetica.
“Come voi ben sapete – dice Emanuele Bartoletti, presidente SIME – siamo nell’era della comunicazione, e purtroppo i suoi canali si sono talmente moltiplicati che essa tende a volte ad essere distorta: soprattutto quando la materia è così delicata e di attualità giornaliera. La Società Italiana di Medicina Estetica ha deciso di intraprendere una campagna di comunicazione basata sui principi etici che l’hanno sempre accompagnata. Perché La VERITA’ è che sono 40 anni che ci occupiamo della BELLEZZA. La nostra campagna di comunicazione si fonda infatti su queste due parole: VERITA’ è BELLEZZA. Attraverso il ‘Decalogo per conoscere la medicina estetica’ io e gli altri componenti del nostro consiglio direttivo abbiamo voluto comunicare direttamente con i nostri pazienti. Cosa essi debbano aspettarsi da noi. La Verità sulla loro bellezza. Una verità fatta di attenzione alla prevenzione degli inestetismi e su un corretto e sano stile di vita. Una verità fatta dall’utilizzo di materiali di provata sicurezza ed efficacia. Una verità basata sulle evidenze scientifiche. La Società italiana di Medicina Estetica è formata da un gruppo di professionisti seri di ogni parte d’Italia che ogni giorno dedicano tempo e passione ai loro pazienti. Rispondendogli, consigliandoli ed educandoli. Il nostro congresso è l’occasione che abbiamo per incontraci e confrontarci per un arricchimento professionale mirato proprio alla salute dei nostri pazienti. E proprio in questa sede – conclude Bartoletti – voglio lanciare questo nostro messaggio e l’intento di questa campagna: fare conoscere la medicina estetica per quello che è veramente. Una disciplina che coniuga bellezza e benessere psico-fisico”.
Ricordando le parole che il prof. Carlo Alberto Bartoletti, fondatore della Società, scriveva già nel 1977, ovvero alle origini del movimento scientifico e a cui ancora oggi ispira la disciplina: “La Medicina Estetica realizza un programma di medicina sociale, preventiva, curativa e riabilitativa al servizio della collettività. Il suo scopo ultimo è la costruzione e la ricostruzione dell’equilibrio psicofisico.” La SIME guarda anche ai medici: gli aderenti alla Società di Medicina Estetica sottoscrivono un codice etico e deontologico e sono ammessi come membri ordinari solo dopo aver seguito un corso di formazione specifico in Medicina Estetica, perché solo dopo un serio percorso formativo il medico matura le competenze sufficienti per poter operare con sicurezza in questo campo della Medicina in cui i pazienti sono sani e in cui il margine di sicurezza deve essere il più ampio possibile, come elevato deve essere anche il comportamento etico del medico di riferimento. Per questo prende invece le distanze e condanna quei medici che commettono abusi clinici, ad esempio utilizzando nella propria pratica clinica sostanze non autorizzate o macchinari non idonei, magari senza formazione specifica, quindi improvvisandosi, mettendo troppo spesso a repentaglio la salute del paziente.

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La nuova legge sul consumo del suolo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

suolo«La legge sul consumo del suolo licenziata dalla Camera non può lasciare soddisfatti: dopo due anni di dibattito e confronto era lecito attendersi un provvedimento più coraggioso, che lasciasse realmente intravedere un radicale cambio di prospettiva per la questione ambientale in Italia. Troppe le modifiche e le limature che sono state apportate al testo originario: ne scaturisce il solito compromesso al ribasso tipico della storia recente del nostro Paese. Difficile ipotizzare che nel passaggio al Senato il testo possa essere migliorato sensibilmente».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Ciò che lascia più perplessi – prosegue Simoncini – è il fatto che non si sia voluto vincolare in modo più stringente i Comuni a rendere più vantaggioso intervenire sul patrimonio edilizio esistente rispetto alla costruzione di nuovi fabbricati. Discorso simile per la semplificazione amministrativa e i meccanismi premiali per la rigenerazione, sui quali il Governo lascia troppo margine di manovra agli enti locali. In questo modo, contrariamente a quanto hanno scelto di fare tanti Paesi europei, le nostre città continueranno ad espandersi disordinatamente verso l’esterno, lasciando che interi quartieri storici decadano inesorabilmente e creando enormi periferie senza adeguati servizi e infrastrutture.
Tralasciando le ambiguità riguardo ad alcune competenze, che potrebbero dare luogo a sovrapposizioni o contrapposizioni fra i vari livelli amministrativi, va stigmatizzata la decisione di non comprendere tra i fattori di consumo di suolo le miniere, le grandi opere della Legge Obiettivo o le strutture scolastiche e sanitarie. Troppe, inoltre, le eccezioni alla definizione di superficie agricola, con la conseguenza, ad esempio, che anche terreni che separano due insediamenti industriali potranno scomparire in favore dell’edificazione. Se non si capisce una volta per tutte che la cementificazione va drasticamente ridotta, l’Italia è condannata a sopportare con sempre maggiore frequenza gli effetti di politiche sciagurate. Ogni giorno viene consumata una quantità di suolo equivalente a quella della Città del Vaticano: un’enormità. Quasi il 90% dei Comuni è a elevato rischio di frane e alluvioni e addirittura 7 regioni e 51 province presentano un territorio a totale pericolosità idraulica. Ben 7 milioni di persone potrebbero trovarsi da un momento all’altro in condizioni di estrema insicurezza a fronte di fenomeni meteorologici di intensità leggermente superiore al normale. Per invertire la rotta ci vogliono provvedimenti legislativi ben più incisivi di quello appena varato».(Giorgio Giuliani)

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“Lake Como School of advanced studies”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

villa del grumelloComo 16 – 20 maggio Villa del Grumello, si terrà la seconda scuola della “Lake Como School of advanced studies”, iniziativa promossa dalla Fondazione Alessandro Volta di Como che realizza attività di formazione post universitaria rivolte soprattutto a giovani ricercatori nel campo delle teorie dei sistemi complessi.
Tema di questa seconda attività didattica sarà “Complex networks: theory, methods, and applications”.
Molti sistemi reali possono essere rappresentati come reti (“networks”), i cui nodi sono gli elementi costitutivi del sistema stesso mentre le connessioni rappresentano le interazioni tra gli elementi. Un insieme ancora più grande di sistemi può essere modellizzato come un processo dinamico che evolve sulla rete, la cui struttura può a sua volta essere influenzata dalla dinamica. Le reti risultano quindi essere la struttura portante di molti sistemi complessi e la loro analisi, teorica e computazionale, rende possibile approfondire importanti conoscenze in molti settori applicativi. Le reti sono infatti un prezioso strumento di modellistica ed analisi in quasi tutte le discipline – sociologia, trasporti, economia e finanza, biologia e innumerevoli altre – e lo studio della cosiddetta “network science” è quindi diventato una componente cruciale di una moderna istruzione superiore in ambito scientifico.
La scuola “Complex Networks: Theory, Methods, and Applications” offre una qualificata introduzione alla “network science”. È organizzata mescolando lezioni teoriche ad analisi di risultati applicativi in specifici settori ed è aperta a tutti gli studiosi, provenienti da qualunque settore scientifico o tecnologico, che desiderino studiare i fondamenti teorici e metodologici dell’analisi delle reti complesse.
La terza scuola, “Cancer Development and Complexity”, si terrà a Villa del Grumello dal 24 al 27 maggio. Novità di quest’anno sono le conferenze aperte al pubblico a ingresso libero. La prima conferenza pubblica si terrà lunedì 30 maggio alle 21, presso la biblioteca comunale di Como. Durante l’incontro Giovanna Tinetti della University College London, Department of Physics and Astronomy, parlerà di “Mondi nuovi: i pianeti di altre stelle”.
Martedì 31 maggio, sempre in biblioteca a Como alle 21, si terrà invece l’incontro con Nuccio Ordine, Professore Ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università della Calabria, sul tema “Varcare ogni limite: cosmologia, arte, letteratura in Giordano Bruno”. (foto: villa del grumello)

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Diversificare l’accesso al credito per le PMI

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

incontroAvere, insieme, un sistema produttivo in cui il 95% delle imprese ha meno di 9 dipendenti e in cui il credito, quasi interamente, si basa sulle banche, «ci deve spingere, in Italia, a rivedere le politiche di supporto al sistema del credito e a considerare strumenti alternativi e innovativi, di accesso, garanzie e controgaranzie». Il presidente della Cciaa di Udine Giovanni Da Pozzo ha introdotto oggi l’incontro formativo in Sala Valduga, realizzato nell’ambito di Enterprise Europe Network (Een), la più grande rete europea di supporto alle Pmi, di cui la Camera di Udine è sportello sul territorio. L’incontro ha voluto presentare agli imprenditori i principali strumenti, alternativi ai prestiti bancari, «che ci sono e vanno diffusi e utilizzati ancora di più, tra Fondo europeo per gli investimenti, Fondo centrale di garanzia, Confidi, mini-bond, nuove misure messe a disposizione dalla Regione e buone prassi individuate da Ocse. A maggior ragione in un periodo così complesso, in cui questa crisi bancaria sta comportando un impoverimento del nostro tessuto produttivo, anche in un’area, come il Nordest, sempre stata tra le più vitali», ha evidenziato Da Pozzo, sottolineando poi che, «soprattutto tra i nostri partner del Nord Europa, la nostra coincidenza di “bancocentrismo” e quasi totalità di micro imprese è difficile da far interpretare e capire. Taluni percorsi in ambito europeo non sono certo favorevoli a sostenere il sistema economico italiano e si pone perciò il tema politico: quanto il sistema bancario, soprattutto in queste situazioni, può e deve avere un sostegno pubblico? Anche recentemente, come nel caso della Nordbank di Amburgo, abbiamo visto l’Europa avere atteggiamenti ben diversi da quelli dimostrati nei confronti delle banche italiane. Si parla tanto di Unione europea, ma spesso i livelli di adeguamento delle misure, nei vari Paesi, sono molto diversi». Bisogna quindi «pensare a strumenti e politiche diversi dal passato», ha concluso il presidente, introducendo gli interventi tecnici del pomeriggio in Sala Valduga, moderato dal giornalista Marco Ballico. Sulle facilitazioni per l’accesso al credito bancario tramite il sostegno del Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei) è intervenuto Alessandro Gargani, Business Development and Mandate Manager del Fei Lussemburgo, seguito daDaniele Righele, Responsabile Mercato Sviluppo Nordest Credem, e Fabrizio Vencato, Responsabile Mercato Corporate Nordest Credem, che hanno approfondito il ruolo degli intermediari finanziari e gli strumenti del Programma Europeo per la Piccola e Media Impresa (Cosme) e Innovfin”. Di misure nazionali di facilitazione all’accesso al credito, come il Fondo Centrale di Garanzia e i Confidi hanno parlato Roberto Olivieri, di Mediocredito Italiano, e Pierpaolo Ciuoffo, Direttore Fin.Promo.Ter e sugli interventi della Regione a sostegno delle imprese del territorio, con i fondi di rotazione regionali per la concessione di prestiti agevolati, si è soffermato Diego Angelini, Direttore del Servizio per l’accesso al credito delle imprese. Mini-bond e cambiali finanziarie e altri nuovi canali di finanziamento complementari al credito bancario, da considerare come valore in termini prospettici e soprattutto per diversificare, sono stati al centro dell’intervento di Roberto Calugi, Direttore del Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza, e infine Lucia Cusmano, Senior economist dell’Ocse ha presentato le best practice comunitarie riguardo ai finanziamenti in ambito non-banking. (Foto: incontro)

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Italian Sounding Alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

sicurezza alimentareÈ stato lanciato in chiusura di Cibus il primo Osservatorio Internazionale sull’Italian Sounding Alimentare. L’Osservatorio, nato dall’impegno di Federalimentare e Fiere di Parma, è il primo atto concreto a testimonianza del potenziamento del Salone internazionale dell’alimentazione, previsto anche nel rinnovo del contratto fra Federalimentare e Fiere di Parma per il decennio 2016-2026, che vedrà sempre più Cibus come piattaforma per la promozione e la salvaguardia del Made in Italy nel mondo.L’Italian Sounding è una fra le più subdole forme di comunicazione ingannevole per il consumatore, è un fenomeno non facilmente contrastabile e si riferisce all’attribuzione ad un prodotto di un’origine italiana che in realtà non ha. Una falsa evocazione di italianità mediante bandiere, foto, nomi posti su prodotti in realtà non fabbricati in Italia. Un giro d’affari, e quindi un relativo danno per il vero Made in Italy, che in passato è stato stimato sui 60 miliardi di euro, un valore che però oggi appare decisamente inappropriato.
“Se pensiamo che solo in America il fenomeno vale circa 23 miliardi (7 prodotti su 8 sono venduti come italiani ma non lo sono) – dice Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare e coordinatore dell’Osservatorio – ecco che il valore complessivo e quindi il danno economico per l’industria alimentare italiana è ben più alto”. L’Osservatorio sull’Italian Sounding studierà questo fenomeno ben identificabile ma non adeguatamente approfondito, avvalendosi della consulenza scientifica di un advisor di livello in ambito studi/osservatori, e a dati di fonti accreditate. Analizzerà le modalità e le tipologie del fenomeno, ma soprattutto monitorerà i mercati geografici e i canali, dove e attraverso cui l’Italian Sounding prolifera. L’obiettivo finale di questo innovativo percorso di tutela dei nostri prodotti, che sarà sviluppato anche attraverso tutte le possibili sinergie con Ice e con le autorità competenti, sarà quello di favorire interventi repressivi e legali mirati per fermare il dilagare del finto prodotto italiano. Un primo rapporto dell’Osservatorio verrà presentato in occasione di Cibus Connect 2017.
L’industria alimentare italiana auspica da tempo che Bruxelles intervenga contro il fenomeno. In tal senso è positivo che Parlamento europeo abbia approvato una risoluzione finalizzata a fermare l’inganno dei prodotti alimentari stranieri spacciati per Made in Italy auspicando l’indicazione obbligatoria del Paese d’origine o del luogo di provenienza per alcuni prodotti alimentari. E’ questa la strada, dichiara Scordamaglia, una norma comunitaria valida per tutti a cui non possono sfuggire i furbetti degli altri paesi mentre una norma nazionale solo italiana non raggiungerebbe lo scopo anzi sarebbe controproducente. Sito web: http://www.cibus.it/

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Sovrappeso: rischi per la salute e consigli pratici

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

obesoMilano giovedì 19 Maggio gli esperti del Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos condurranno a Milano, in via Paisiello 24, la conferenza “Sovrappeso: rischi per la salute e consigli pratici”. L’incontro, ad ingresso libero, sarà l’occasione per acquisire informazioni pratiche sul coretto piano alimentare da seguire e sullo stile di vita da condurre. «Ad esempio, nel caso di malattie cardiovascolari vanno evitati gli zuccheri semplici presenti nei dolci, perché possono aumentare il rischio di obesità e di conseguenza di patologie aterosclerotiche; alcuni tipi di grassi, come gli acidi grassi trans e i grassi saturi, presenti negli insaccati, nella carne rossa e nei formaggi stagionati» spiegano gli specialisti di Cerifos. «Di contro, seguire una dieta mediterranea, ricca di cereali integrali, legumi, proteine vegetali, frutta e verdura, è fondamentale nel modificare l’evoluzione della patologia e nella riduzione dei fattori di rischio». La conferenza, dunque, mira a fare vera prevenzione: è, infatti, la terza in calendario del ciclo di incontri “Dal disturbo alla malattia – dal rimedio naturale al farmaco di sintesi”, organizzate dal Centro di Ricerca e Formazione Scientifica, Cerifos, proprio per divulgare la cultura della prevenzione della salute, per insegnare a distinguere il “disturbo” dalla “malattia” e per riuscire a comprendere quando è sufficiente ricorrere ad un sostegno naturale e quando, invece, è il caso di optare per un farmaco di sintesi.

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