Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

La legge sui diritti civili vista dai luterani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2016

Heiner BludauLa Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, rende noto un commento del Decano Heiner Bludau relativo all’approvazione, da parte della Camera dei Deputati del Parlamento italiano, del DDL sulle Unioni Civili altrimenti noto come Legge Cirinnà. “Esprimo soddisfazione per l’approvazione della legge che finalmente riconosce e regolamenta le unioni civili perché, come luterano, lo ritengo un contributo fondamentale alla costruzione di una società che consente a tutti di vivere con pienezza i valori cristiani di fiducia, fedeltà e responsabilità – dichiara il Decano Bludau – Come già affermato in passato, credo infatti che il riconoscimento ufficiale delle comunioni di vita differenti dal matrimonio assicura a tutte le coppie di vivere un’unione in dignità e certezza di diritto. E questo non significa affatto svalutare il concetto di famiglia, anche quando l’unione viene celebrata in coppie dello stesso sesso. Per tanti, troppi secoli le chiese hanno discriminato le persone omosessuali: come CELI, riconosciamo da tempo questa colpa e accompagniamo tutti e indifferentemente nel proprio cammino di fede e di vita.” La dichiarazione del Decano Bludau esprime l’evoluzione della posizione della CELI che, attraverso una delibera del Sinodo già nel 2011, diede il via libera alla benedizione delle persone in unioni di vita non tradizionali, anche omosessuali, sancendo che è compito di una Chiesa l’accompagnamento di ogni tipo di coppia, purché viva la propria relazione responsabilmente, volontariamente e continuativamente. Con la benedizione e il sostegno di Dio, le persone possono sentirsi creature amate e accettate indipendentemente dal giudizio altrui e ricevere la forza di vivere serenamente il loro rapporto.Il Decano Bludau aggiunge: “Personalmente auspico ora che la tutela di tali diritti fondamentali, sancita ieri dal legislatore, sia presto seguita da analoghi provvedimenti di salvaguardia dei diritti dei bambini che crescono all’interno di queste famiglie, a partire dal riconoscimento della cosiddetta stepchild adoption.
Pur ribadendo la mia ferma contrarietà a pratiche di maternità surrogata, più note come utero in affitto, non si devono ignorare le esigenze di protezione di bambini comunque già nati o che verranno. Non appare giusto, ad esempio, che bambini che crescono affettivamente insieme all’interno di famiglie omogenitoriali siano fratelli in tutto ma non per la legge. O, peggio, che risultino palesemente svantaggiati, in caso di separazione o di morte di uno dei due partner.“ (foto: Heiner Bludau)

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