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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for 17 maggio 2016

Roma Capitale: Metro C

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

Foro romanoRoma. Doveva essere pronta per il Giubileo del 2000. Siamo nel Giubileo del 2016 e ancora non e’ pronta. Sara’ pronta per il Giubileo del 2025? Abbiamo dei dubbi. Scriviamo della metro, linea C, di Roma Capitale. Un costo inverosimile, 3.739 miliardi di euro distribuiti tra Stato (70%), Regione (12%) e Comune (18%).Occorre mettere in fila le responsabilità politiche che si sono succedute, dai sindaci (Rutelli, Veltroni, Alemanno e Marino), ai presidenti di Regione Lazio (Badaloni, Storace, Marrazzo e Zingaretti) e ai presidenti del Consiglio (Prodi, D’Alema, Amato, Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti e Renzi). Il trionfo dell’incapacità. Quei soldi sono del cittadino contribuente che al danno subisce la beffa.Oggi si scopre che è stata trovata un imponente caserma romana in corrispondenza della fermata della costruenda linea C. Costruire la metro ad una profondita’ tale da rendere impossibile trovare resti antichi, si diceva. Va bene, ma dalla profondità delle viscere occorre far risalire in superficie i passeggeri e, allora, nell’area della futura stazione si dovevano fare, in anticipo, le opportune ricerche (carotaggi). Visto che il progetto ha “una notevole aleatorieta’”, come dice l’Autorita’ anticorruzione, oggi ci troviamo con i lavori bloccati e con un probabile aumento di spesa. A carico del contribuente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Monte Cofano: Vivere la natura

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

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Custonaci (Trapani). Si svolgerà il 18 maggio è organizzato dalla Regione Siciliana- Assessorato dell’ Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, dalla Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano Ente Gestore Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale – Servizio 19 Ufficio servizio per il Territorio di Trapani e dal Comune di Custonaci un’escursione tra i sentieri della Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano. Per chi volesse partecipare all’escursione gratuita il raduno è previsto alle ore 9 presso la cala Bukuto Cornino con partenza alle 9,30 attraverso il sentiero del mare.
Il programma prevede: Un’escursione gratuita tra i sentieri della Riserva di Monte Cofano in compagnia di due esemplari di asino pantesco.
Ore 9.30: Escursione sentiero del mare (Torre San Giovanni-Grotta del Crocifisso-Torre della Tonnara)
Ore 12.30: Visita Torre tonnara – incontro con operatori del territorio per la valorizzazione della riserva
Ore 13.00: I sapori del territorio
La Riserva di Monte Cofano è dotata di due ingressi che si raggiungono: o da Palermo dalla A29 (Palermo- Mazara del Vallo) sino a Castellammare del Golfo e, quindi Via Statale 187 sino a Castelluzzo e Cornino; o da Trapani, attraverso la Statale 187 o la strada Provinciale Trapani – Custonaci. L’escursione avrà inizio dall’ingresso Lato Cornino (Cala Bukuto). Per coloro i quali volessero partecipare esclusivamente all’incontro con gli operatori del territorio e le autorità l’ingresso sarà dal lato Castelluzzo.
Nel territorio di Custonaci ricade un’area di grande interesse naturalistico, la Riserva Naturale Orientata Monte Cofano, con aspre baie marine incontaminate; essa è percorribile attraverso sentieri che offrono scorci panoramici di incomparabile bellezza. Il territorio compreso tra il golfo di Cala Bukutu e la frazione di Tono, accoglie quella che dal 1997 è stata denominata ” Riserva Naturale Orientata del Monte Cofano”, un vero e proprio paradiso naturalistico che si estende per 537 ettari.
Sono presenti differenti esempi vegetazionali: la prateria di ampelodesma e la gariga a palma nana con la presenza di lembi di leccio (Quercus ilex). I numerosi endemismi tra cui la Brassica drepanensis, l’Euphorbia bivonae, lo Hieracium cophanense e il Delphinium emarginatum definiscono condizioni di pregio naturalistico, specialmente in primavera quando è possibile vedere fiorite le orchidee selvatiche. In tali aree ricadono zone di interesse comunitario SIC e ZPS per la protezione degli uccelli. Vi stanziano infatti il falco pellegrino, il gheppio, la poiana, il corvo imperiale, il colombo selvatico e il gabbiano comune. Nel percorso la Torre di San Giovanni, costruita nel 1595, faceva parte di un sistema di torri progettato per difendere le coste della Sicilia da attacchi nemici. Grotta raggiungibile attraverso un sentiero che costeggia Monte Cofano è la Grotta del Crocifisso cosiddetta perché sovrasta la piccola cappella del Crocifisso, è formata da un corridoio ogivale che si allarga verso l’interno in un ristretto cunicolo orizzontale. Altro punto di interesse la Torre della Tonnara che si trova in contrada Tono-Custonaci: una torre costiera risalente al XVI secolo che faceva parte del sistema di torri costiere della Sicilia, a pianta quadrata stellare a quattro punte, rappresenta con le sue pareti concave un impianto unico in Sicilia. La Torre oggi è adibita a centro visitatori. (Simona Licata)

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Presentata a New York TriestEspresso 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

trieste espressoNew York. Dal 20 al 22 ottobre si terrà a Trieste l’ottava edizione di TriestEspresso Expo. L’evento presentato a New York alla presenza della presidente del Fvg Serracchiani avrà una nuova sezione dedicata all’attrazione degli investimenti. La più importante fiera dedicata all’espresso ritorna per l’edizione 2016 all’interno del Porto Vecchio di Trieste e vede già opzionato l’80% degli spazi espositivi.
Edizione dopo edizione questa fiera biennale ha acquisito seguito di pubblico, raggiungendo la cifra record di 10.782 operatori professionali nell’ultima edizione del 2014 (10.238 nel 2012 e 8.757 nel 2010) e si è affermata come l’appuntamento da non perdere per presentare e trovare le ultime novità di mercato, dato che il 43% dei visitatori sono general manager, presidenti o proprietari di aziende operanti nel settore del caffè. L’86% dei visitatori ha un ruolo attivo nei processi d’acquisto e il 68% di loro cerca nuovi prodotti o fornitori. Sono queste percentuali che fanno di TriestEspresso Expo il più importante evento b2b focalizzato sulla filiera del caffè espresso a livello europeo…Oggi la risposta da parte degli operatori di settore in merito alle trieste espresso1adesioni a TriestEspresso 2016 è già ampiamente positiva. Ben l’80% degli spazi espositivi sono già stati opzionati a conferma dell’importanza a livello internazionale dell’unico evento biennale che rappresenta l’intera filiera del caffè espresso, dal caffè verde, alle macchine, ai servizi per i torrefattori e i baristi.Alle partnership con le più prestigiose associazioni internazionali di settore, dall’International Coffee Organization (ICO) alla Speciality Coffee Association Europe (SCAE) si aggiunge per l’edizione 2016 un’importante novità. La fiera ospiterà infatti le semifinali e le finali dell’Espresso Italiano Champion 2016, curato dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano (Inei). Confermata, inoltre, la presenza dei più importanti brand di settore, dai torrefattori ai produttori di macchine da caffè, macchinari e accessori, che stanno rapidamente spingendo oltre 200 il numero degli espositori, vero cuore dell’evento.
Questa è l’ottava edizione di una manifestazione ormai consolidata nel mondo. E quest’anno TriestEspresso Expo aprirà agli investimenti. <L’evento avrà una sezione speciale destinata a creare valore aggiunto e capitale sul territorio. La filiera del caffè a Trieste – ha proseguito Paoletti – crea delle condizioni particolari per gli investimenti, una sorta di Coffee Valley che trova il suo volano nella filiera del caffè che parte dal porto e dal “chicco” che arriva dai Paesi produttori usufruendo delle vantaggiose condizioni doganali del Punto Franco, per attraversare poi tutte le fasi di produzione e ricerca collegate al caffè stesso>.Il regime di Punto Franco industriale consente alle aziende di ottenere vantaggi di carattere doganale e fiscale anche nella lavorazione del prodotto “estero su estero”. A queste condizioni fertili per l’insediamento di aziende che operano nel settore caffè si affiancano i numerosi strumenti finanziari messi a disposizione dalla Regione Friuli Vnezia Giulia proprio per favorire e sostenere nuovi insediamenti di imprese sul territorio della provincia di Trieste.
TriestEspresso Expo porta a Trieste i maggiori player del comparto da oltre 80 Paesi interessati a incontrare produttori di caffè tostato, di macchine da caffè, macchinari, accessori e servizi. Non mancheranno infine i produttori di caffè verde in arrivo dalle più importanti aree di produzione. (foto: trieste espresso)

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Minority Business Development Agency awards $31.5 million in grants

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

washingtonThe U.S. Department of Commerce’s Minority Business Development Agency (MBDA) is awarding $31.5 million in federal funding to 21 grant recipients as part of its MBDA Business Center Program (29). The program is designed to help minority-owned firms create jobs, compete in the global economy and grow their businesses. “For more than 40 years, MBDA has led efforts to support minority firms and provide them with the tools and technical expertise they need to excel. This is the very foundation on which this Agency was founded back in 1969. It’s the core of who we are and what we represent,” said MBDA National Director Alejandra Y. Castillo. “This funding goes far beyond just the monetary aspect. This is a long-term investment in our community and in our nation.”According to data from the U.S. Census Bureau’s 2012 Survey of Business Owners, minority-owned firms in the U.S. increased from 5.8 million in 2007 to 8 million in 2012, and employed 7.2 million people in 2012.Since 2009, MBDA Business Centers have assisted minority firms with gaining access to more than $31 billion in capital and contracts, while creating and retaining nearly 142,000 jobs.The grant recipients will join an established network of MBDA Business Centers across the United States and Puerto Rico. The recipients of the grants include:
Georgia Tech Research Corporation ($298,255) to operate the MBDA Business Center in Atlanta.
Chicago Minority Supplier Development Council, Inc. ($312,750) to operate the MBDA Business Center in Chicago.
Dallas Fort Worth Minority Supplier Development Council ($301,675) to operate the MBDA Business Center in Dallas.
Rocky Mountain Minority Supplier Development Council, Inc. ($306,300) to operate the MBDA Business Centre in Denver.
Michigan Minority Purchasing Council ($310,225) to operate the MBDA Business Center in Detroit.
El Paso Hispanic Chamber of Commerce ($285,400), to operate the MBDA Business Center in El Paso, Texas.
University of Hawaii ($291,275) to operate the MBDA Business Center in Honolulu.
Houston Community College ($321,775) to operate the MBDA Business Center in Houston.
University of Southern California ($317, 900) to operate the MBDA Business Center in Los Angeles.
Mid-South Minority Council TADP, Inc. ($285,400) to operate the MBDA Business Center in Memphis, Tenn.
Southern Florida Minority Supplier Development Council ($301,975) to operate the MBDA Business Center in Miami.
Metropolitan Economic Development Council ($302,400) to operate the MBDA Business Center in Minneapolis.
South Bronx Overall Economic Development Association ($321, 800) to operate the MBDA Business Center in New York or northern New Jersey.The Enterprise Center ($304,475) to operate the MBDA Business Center in Philadelphia.
Arizona Hispanic Chamber of Commerce ($291,900) to operate the MBDA Business Center in Phoenix.
North Carolina Institute of Minority Economic Development ($294,100) to operate the MBDA Business Center in Raleigh, Charlotte, or Durham, N.C.
The University of Texas at San Antonio ($285,400) to operate the MBDA Business Center in San Antonio.
ASIAN, Inc. ($377,875) to operate the MBDA Business Center in San Jose, Calif.
Asociación Productos De Puerto Rico, Inc. ($285,400) to operate the MBDA Business Center in San Juan, Puerto Rico.
City of Tacoma ($304,525) to operate the MBDA Business Center in Seattle.
Capital Region Minority Supplier Development Council, Inc. ($310,550) to operate the MBDA Business Center in Washington, D.C., or Northern Virginia.

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Teen Star Academy con John Savage, Blanca Blanco e Bret Roberts approda al Festival di Cannes

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

JOHN SAVAGECannes 17 maggio alle ore 18 sarà presentata in anteprima mondiale al cinema Olympia (5 Rue D’Antibes) “Teen Star Academy”, family musical film prodotto da Enrico Pinocci, scritto da Francesco Malavenda e diretto da Cristian Scardigno, con uno straordinario cast internazionale capitanato da John Savage, Bret Roberts (Pearl Harbor) e Blanca Blanco (Star Trek Equinox). Girato nelle suggestive location di Montecarlo, Beaulieu, Menton e Nizza, il film vede anche il debutto cinematografico del noto DJ, conduttore radiofonico e produttore discografico Dr. Feel X, che ne firma anche la colonna sonora.
La storia, che ha per protagonisti ben 55 teenagers di talento provenienti da tutto il mondo e selezionati nei più autorevoli Actors Studio di Montecarlo e Nizza, è ambientata in una scuola molto speciale, la “Teen Star Academy”, di una città della costa del Sud della Francia da dove escono giovani provetti artisti e future Star nella musica, danza, canto e moda.
L’Accademia, fondata e diretta da Mister Burt (John Savage), si avvale di bravissimi insegnanti tra i quali il famoso D.J. Dr. Feel X e, per la danza, di Julia (Blanca Blanco). Varie storie di competizione, amicizia e sentimento s’intrecciano anche fuori dalla scuola ed in particolar modo nella “spiaggia”, gestita dal simpaticissimo Nathan (Bret Roberts) e coadiuvato dall’assistente Jonathan Bagoro.
Il cast, che sarà presente alla proiezione, è reduce dalle riprese, sempre in Costa Azzurra, di “SIX children and ONE grandfather”, secondo film americano comedy – family prodotto da Pinocci e diretto da Yann Thomas, con l’Oscar nominee Burt Joung.
L’uscita ufficiale della pellicola è prevista per l’American film Market, novembre 2016. (foto: JOHN SAVAGE)

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Stato, diritto ed elezioni: Le regole e il bacio in fronte

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

consiglio di statoIl Consiglio di Stato ha riammesso alle competizioni elettorali comunali di Roma e Milano le liste, rispettivamente di Fassina e Fratelli d’Italia nonostante mancassero le date nella vidimazione su cui moduli sono state raccolte le firme necessarie alla presentazione delle liste.
Premesso. Di questi due raggruppamenti politici -per quanto ora manifestiamo la nostra indignazione- non siamo interessati ai loro contenuti politici. Ci interessa solo la forma, che in democrazia dovrebbe contare molto per tutti, secondo i principi di uguaglianza stabiliti dalla Carta Costituzionale. Ma evidentemente non e’ così.
Chi scrive e’ stato nel secolo scorso, per decenni, impegnato su raccolta di firme, essenzialmente per referendum abrogativi, che hanno -secondo me e la cosiddetta opinione diffusa- contribuito a rendere migliore il nostro Paese. Decine e decine di referendum sulla cui raccolta, io tra altri, sono sempre stato un “pasdaran” del diritto: le regole vanno rispettate, figuriamoci se non devono esserlo da parte di coloro che chiedono una modifica popolare/elettorale dell’ordinamento. E su queste regole ho forgiato, in compagnia sempre buona (destra, sinistra, centro, estremisti e non, comunque amanti e rispettosi del diritto e delle regole), la nascita, la crescita, lo sviluppo del cosiddetto “homo cives”, quello che si confronta rispettando le regole del gioco.
Per capire, quando si gioca a monopoli o simili con dei bambini, i grandi, pur di far vincere i pargoli, fanno finta di sbagliare o, dall’autorevolezza del loro essere grandi, declamano regole che sono il contrario di quelle stabilite per quel gioco. Perche’ questo avviene? Per i grandi -sbagliando a mio avviso anche in questo caso- vogliono far crescer i propri piccoli con la felicita’ della vittoria, mettendo da parte la scontata delusione di non aver prestato attenzione alle regole. E poi, questi bambini crescono, crescono e crescono… fino a raccogliere le firme per presentare le liste alle elezioni ed eleggere quelli che poi fanno e/o mettono in pratica gli ordinamenti della nostra vita quotidiana; e sono quelli che hanno somatizzato e continuano a mettere in pratica le regole della vita come se stessero continuando a giocare a monopoli coi grandi, che anche quando sono grandi, per l’appunto, consentono loro di vincere non rispettando le regole. E cosi’ che vengono formati i cittadini italiani, dove aggiungiamo che a questa lezione di vita famigliare, l’assenza dell’insegnamento di educazione civica fin dai primi anni della scuola (o l’insegnamento con maestri che dicono delle fesserie che neanche i manuali dei piu’ inetti -dal punto di vista di diritto e Costituzione- raggruppamenti politici si sognerebbero di dire). Aggiungiamo ancora. Se io, comune mortale, non pago una multa entro il 60mo giorno dalla notifica, l’importo mi raddoppia. Se presento un qualche documento presso una qualunque Pubblica Amministrazione e sgarro di un giorno o di una firma o dimentico un codicillo, sono dolori per il mio portafogli e per l’istanza presentata. Ma io sono per l’appunto un comune mortale. Condizione, evidentemente, che non vale per chi si candida per fare ed amministrare le leggi.
L’altro giorno mia figlia, che e’ in quinta elementare, ha fatto una verifica di educazione civica. Le lezioni dell’insegnate in merito -a mio giudizio e a quello dei libri- erano disastrose. Alla riottosita’ della ragazzina a far proprie le norme del funzionamento dello Stato e della formazione della Repubblica (si chiedeva praticamente solo l’apprendimento mnemonico), dietro mia insistenza, che le ho spiegato nella pratica cosa volessero dire e quale importanza rivestissero per la nostra vita quotidiana, la ragazza si e’ impegnata e, quasi come un gioco piacevole, mi sembrava preparata. Ebbene, ha fatto la verifica ed ha preso 10-. Le ho chiesto cosa volesse dire quel “meno”. Premesso: la ragazza studia, oltre all’inglese nella scuola dell’obbligo, anche il francese privatamente. E lei mi ha risposto: babbo, alla domanda in quale giorno era stata liberata la repubblica dal fascismo (notare: la repubblica italiana il 25 aprile del 1943 non esisteva….), invece di rispondere 25 aprile, ho scritto 14 luglio… e solo dopo la consegna della verifica mi sono resa conto che era il giorno della presa dalla Bastiglia a Parigi. Ho abbracciato mia figlia e le ho stampato un bacio sulla fronte. Chissa’ da chi e come saranno baciati Fassina per le liste romane e Meloni per per quelle milanesi. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Madrid: Concerto del duo Palermo-carbonara

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

madridMadrid 17 maggio 2016 andrà in scena a Madrid, dalle ore 20 al Teatro Missoni presso l’Istituto Italiano di Cultura, il concerto del duo composto da Calogero Palermo (clarinetto) e Michelangelo Carbonara (pianoforte).L’appuntamento rientra nella III edizione di “Suono Italiano”, la grande kermesse musicale che vede come protagonisti alcuni dei più significativi interpreti italiani. L’iniziativa è promossa dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.Il programma del concerto vedrà l’esecuzione di Sonata n. 2 in Mib M op. 120, Allegro amabile, Allegro appassionato e Andante con moto di Johannes Brahms, Sonata, Allegro deciso, Andante e Rondò ‐ Allegro spiritoso di Carlos Guastavino, Suite op. 10, Improvvisata, Barcarola, Elegia, Danza campestre, Tema variato e Serenata di Ferruccio Busoni, Sonata, Allegro tristamente, Romanza e Allegro con fuoco di Francis Poulenc.”Ancora – spiega LUCIO FUMO, presidente del CIDIM – un appuntamento a Madrid per il nostro progetto Suono Italiano. Ad esibirsi in questa occasione sarà il duo Palermo-Carbonara che regalerà al pubblico spagnolo una serata di grande musica”.

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Mostra del fumetto italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

fumettoMilano 20 maggio – 10 luglio 2016 Palazzo della Permanente conferenza stampa Giovedì 19 maggio, ore 11.30. L’esposizione è una panoramica sull’arte del fumetto che ha l’intento di portare all’attenzione del pubblico le opere che, indipendentemente dalla veste editoriale e dai generi, possono fregiarsi, per la qualità dei testi e dei disegni, della qualifica di romanzi.
La panoramica, composta da quaranta romanzi grafici scritti e disegnati da altrettanti autori, prende il via dal 1967, anno in cui iniziò la pubblicazione di “Una Ballata del Mare Salato”, capolavoro di Hugo Pratt, in cui appare per la prima volta Corto Maltese, e prosegue nei decenni successivi con straordinari lavori tra i quali “Sheraz-De” di Sergio Toppi, “Le Straordinarie avventure di Pentothal” di Andrea Pazienza, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti, “Max Fridman” di Vittorio Giardino, “Cinquemila chilometri al secondo” di Manuele Fior, “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare, passando dal romanzo a puntate ai graphic novel.
La mostra presenta circa trecento tavole originali, disposte in ordine cronologico e per la prima volta affiancate, di romanzi a fumetti scritti e disegnati da un unico autore: da Hugo Pratt a Altan, Carlo Ambrosini, Ausonia, Dino Battaglia, Paolo Bacilieri, Roberto Baldazzini, Sara Colaone, Marco Corona, Elfo, Luca Enoch, Guido Crepax, Manuele Fior, Otto Gabos, Massimo Giacon, Gabriella Giandelli, Vittorio Giardino, Francesca Ghermandi, Gipi, Igort, Piero Macola, Magnus, Milo Manara, Lorenzo Mattotti, Attilio Micheluzzi, Marino Neri, Leo Ortolani, Giuseppe Palumbo, Andrea Pazienza, Tuono Pettinato, Sergio Ponchione, Davide Reviati, Filippo Scozzari, Davide Toffolo, Sergio Toppi, Pia Valentinis, Sebastiano Vilella, Vanna Vinci, Fabio Visintin, Zerocalcare.Il progetto espositivo indaga generi narrativi molto diversi tra loro – romanzi d’azione, romanzi psicologici, romanzi biografici o storici, romanzi satirici, romanzi tratti da classici della letteratura, romanzi contenuti in un solo volume, romanzi seriali – ma che, grazie al percorso espositivo, risultano come suggestivi capitoli di un lungo racconto fatto di immagini e di parole fusi assieme dal linguaggio alchemico delle vignette.Lungo le sale del Palazzo della Permanente il visitatore potrà immergersi in un mondo di personaggi unici, di scenari mutevoli, di tavolozze colorate, di nero di china e di bianchi abbaglianti alla scoperta dei lavori dei Maestri del fumetto di ieri e di oggi. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati da sempre e un’ottima occasione per chi vuole avvicinarsi e approfondire la “nona arte” in tutte le sue molteplici espressioni.Il progetto “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” è una co-produzione di Agema® SpA e ViDi. La mostra è curata da Paolo Barcucci e da Silvano Mezzavilla con la consulenza scientifica di Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Stefano Cristante, Enrico Fornaroli, Pier Luigi Gaspa, Giulio Giorello e Luca Raffaelli.Accompagna l’esposizione un catalogo edito da Skira che, oltre a saggi sull’argomento, porta all’attenzione del pubblico gli incipit – composti dalle prime cinque pagine in bianco/nero e a colori – di tutti i romanzi disegnati trattati. (foto: fumetto)

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Street art e diritto

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

STREET ARTBologna Mercoledì 18 maggio 2016 alle ore 18 a Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna (via Castiglione, 8) si terrà il quinto incontro del ciclo di conferenze organizzate in occasione della mostra Street Art – Banksy & Co. L’arte allo stato urbano.
La conferenza di questa settimana affronterà il tema Street art e diritto (ingresso gratuito).Nell’incontro verranno analizzati gli aspetti giuridici relativi all’arte urbana illegale, dal punto di vista del diritto d’autore e dal punto di vista del diritto penale.
Interverranno l’Avvocato Andrea Pizzi, esperto di diritto dell’arte e autore di diversi saggi in materia; il Prof. Alberto Musso, ordinario di Diritto Commerciale dell’Università di Bologna ed esperto di diritto d’autore; l’Avvocato Domenico Melillo, penalista patrocinatore di molti artisti urbani e artista anch’egli (con lo pseudonimo “Frode”).Proseguono ogni venerdì, con due turni di visita alle ore 18.15 e alle ore 19.15, gli Aperitivi in mostra: i visitatori verranno accompagnati in una speciale visita guidata all’esposizione per poi fermarsi al Caffè del Museo. Costo: 16€ a partecipante (compreso biglietto d’ingresso, visita guidata e consumazione). (foto: STREET ART)

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Twittando Da Vinci

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

geologia di leonardo(Fidest) E’ il titolo del libro della geologa Ann C. Pizzorusso. Per l’autrice se “Leonardo da Vinci avesse avuto un account Twitter, forse centinaia di anni prima della loro effettiva scoperta, avremmo avuto l’aeroplano, l’attrezzatura da sub, i robot, i sistemi di identificazione degli uragani e un’idea esatta del come si sia formata la Terra”. In effetti dobbiamo molto all’informazione che ci perviene via web per favorire la diffusione delle notizie, delle ricerche e degli studi di fattibilità che arrivano da ogni parte del mondo e s’intrecciano con le nostre conoscenze e ne favoriscono l’interscambio per consentire al più lontano degli umani di concorrere a comporre il complesso puzzle della nostra esistenza e per intendere meglio dove siamo e cosa facciamo. Ma il libro della Pizzorusso non solo elogia la potenza dell’informazione che viaggia sulle ali del web, ma si rivela un prezioso e insostituibile strumento di conoscenza attraverso la carta stampata. E’ un testo che non solo si può leggere tutto d’un fiato, per smentire soprattutto coloro che credono che la geologia sia solo una disciplina arida e noiosa, ma è anche capace di rivelarci un aspetto della professione del geologo non solo incentrata sull’osservazione dei fenomeni terrestri ma anche per essere in grado di verificarli con gli eventi storici ambientali e i suoi mutamenti e associandoli con la contestuale presenza umana e le sue interferenze non sempre appropriate come sta accadendo nel nostro tempo.
A questo riguardo il riferimento letterario e culturale a Leonardo Da Vinci da parte della Pizzorusso non è solo strumentale nel momento in cui lo elegge a “guida personale” per il suo excursus nel campo dell’arte, della letteratura, della storia, della scienza e dell’ingegneria, ma è improntato a un pietrericonoscimento del valore del Maestro come lo fu per Dante il sommo Virgilio. E a mio avviso vi avverto un parallelismo non casuale sul piano culturale per richiamare l’intera umanità a una maggiore presa di coscienza di ciò che rappresenta la natura e i fenomeni che essa produce nel corso dei tempi e dell’attenzione e del rispetto che dovremmo riversarvi così come facciamo per le opere dell’ingegno umano. E’ anche un invito alle giovani generazioni perché sappiano apprezzare il loro passato per farne tesoro nel loro divenire in tutti i campi dello scibile e dove la geologia ne fa parte a pieno titolo.
Vi è anche un altro motivo di stima per il lavoro della Pizzorusso che è quello dell’aver saputo interagire con la storia dell’origine geologica del pianeta Terra, e dell’Italia in particolare, con la stessa curiosità che susciterebbe nell’osservatore occasionale la vista di fenomeni naturali non di facile ed immediata comprensione. E nel suo racconto abbiamo incominciato a familiarizzare con parole non certo di uso corrente o anche in qualche modo misteriose come le placche tettoniche, le faglia, le zone di subduzione e via di questo passo. Vi sono addirittura dei passaggi degni di un saggio letterario di squisito lirismo allorché “Ammirando l’operato della natura” ci indica il suo “meraviglioso mosaico di colori e composizioni”. E parlandoci dell’Italia scrive: “Ad ovest degli Appennini, possiamo osservare i precipizi della costiera ligure con romantiche baie e profonde acque, mentre, scendendo verso sud, in Toscana e nel Lazio, le spiagge diventano sabbiose.” E’ questa l’Italia vista da una nuovayorchese: “Una terra ricca di fenomeni naturali, doni sacri che hanno dato benessere alla qualità della vita spirituale e fisica dei suoi pozzuoli tempio di serapidepopoli, ed è stata una Musa perfetta che ha ispirato le più grandi opere letterarie e artistiche della storia dell’umanità.” Così Dante e Virgilio diventano un tutt’uno con Leonardo da Vinci nel loro multiforme ingegno ed è proprio la natura con i suoi fenomeni e profondi di rivolgimenti la loro madrina. E in tutto questo andirivieni dalle cime delle Alpi ai pennacchi fumosi dell’Etna un capitolo lo ha riservato a quello che considera un paesaggio divino: gli Etruschi e il loro territorio. Pagine bellissime e interessanti e che riescono a fare il paio con altrettanta capacità descrittiva con quel che ne segue sul viaggio di Virgilio negli inferi dove nel sesto libro dell’Eneide descrive l’arrivo di Enea sulle sponde di Cuma euboica, situata a 20 Km ad ovest di Napoli. E’ l’occasione per testare la fedeltà della descrizione dei luoghi fatta dal poeta in tempi così lontani da noi e di rilevarne non solo l’autenticità ma la stessa tenuta del contesto ambientale dopo che sono trascorsi tanti secoli. “A Virgilio sarebbe bastata una passeggiata fra i Campi Flegrei per trovare tutto quello di cui aveva bisogno per descrivere i luoghi degli Inferi: gas velenosi, fango bollente, caverne misteriose, vapori caldi e, in ultimo, ma non meno importante, un fiume sotterraneo.” E tutto qui è rappresentato in concreto agli occhi di Virgilio e descritti nell’Eneide: “la palude dello terapia termaleStige, il lago d’Averno, i vortici fumanti, il luogo privo di uccelli, i rigurgiti fangosi del fiume Acheronte e il fiume di fuoco, il Flegetonte”.
Ma non finisce qui, ovviamente. Ci parla del Paradiso di Dante soffermandosi su quel “contenitore forbito di numerosi riferimenti a perle, rubini, topazi, smeraldi, zaffiri, brillanti, cristalli ambra e vetro. E i riflessi della luce sulle pietre diventano occasioni di splendenti metafore: indica la perla, profonda saggezza intellettuale, i rubini, le anime dei guerrieri cristiani, i diamanti, fortezza e solidità, gli zaffiri, simbolo della vergine Maria, regina del Paradiso.
Non manca, ovviamente, un capitolo riservato a Leonardo da Vinci e alla natura delle cose. “Egli osò affermare – scrive la Pizzorusso – che la terra, in realtà, si fosse sollevata dal mare da cui era stata coperta per tanto tempo. Una volta emersa, i fiumi e l’acqua scrosciante erosero le montagne portando via i resti e muovendo i fossili da un posto all’altro.” E la lettura va anche ad esaminare la storia di due dipinti dove la geologia di Leonardo mostra i suoi segni e approfondimenti. Segue quel segreto fascino dell’Italia offerto dal suo prolifico numero di caverne, cave, grotte e crateri che bucano il paesaggio e che sono così ricche di arte e, dal punto di vista archeologico, la testimonianza dello sviluppo dell’uomo. Alla fine arriva Ischia e le sue straordinarie proprietà terapeutiche e si chiude così il ciclo di questa narrazione che sembra invitarti a riprendere la lettura per fissare nella mente i passi più affascinanti e interessanti perché sono tanti e ti riempiono la vita di rinnovati interessi e ti fanno amare la geologia per il come è stata rappresentata e per i suoi legami con la vita dell’uomo e della natura.

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Grotte e caverne come santuari di culto

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

caverna di calcareL’Italia è piena di caverne miracolose. L’intero Paese è bucherellato proprio come formaggio svizzera. E forse nell’analogia con questo formaggio svizzero sta il segreto del fascino dell’Italia: il prolifico numero di caverne, cave, grotte e crateri che bucano il paesaggio. È la geologia dell’Italia e la sua continua deformazione a creare l’enorme mole di crepe nella profondità della terra. Queste, sin dall’inizio, sono servite a soddisfare una vasta moltitudine di bisogni dell’uomo: rifugio, sostegno e preghiera. L’idea di una caverna come un luogo misterioso adatto per i riti religiosi continuò dall’antichità al medioevo, un periodo caratterizzato dalla paura della natura e dalla forze sataniche.
Ann C. Pizzorusso è una geologa e studiosa del Rinascimento Italiano. Dopo anni di studi nei vari ambiti della geologia (ricerca del petrolio, gemme, pulizia del suolo e delle acque sotterranee dall’inquinamento) ha rivolto le proprie competenze geologiche verso Leonardo da Vinci studiandone le opere. (foto dal libro della Pizzorusso Twittando Da Vinci)

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

Federal ReserveA cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Nel corso del mese gli indici azionari hanno mantenuto la tendenza rialzista. Positivo il comportamento degli asset di rischio, soprattutto materie prime (petrolio WTI ai massimi del 2016, 46$/barile nonostante il mancato accordo OPEC), titoli ciclici (materie prime) ed Emergenti (azioni, valute e crediti).I meeting di aprile di FED e BOJ si concludono con un nulla di fatto: atteso nel caso della FED che continua a essere accomodante (sul mercato è prezzato un solo rialzo con probabilità superiore al 50% soltanto a dicembre 2016). Coglie totalmente di sorpresa la BOJ che a fronte di un deterioramento dei dati su crescita e inflazione decide di restare ferma. Il rafforzamento dello Yen alimenta il dibattito sull’efficacia di politiche monetarie sempre più eterodosse.Non intravediamo modifiche significative al quadro di fondo: i mercati credono meno alle politiche delle banche centrali (ritorni marginali decrescenti da politiche espansive aggiuntive), la crescita globale è debole ma positiva, la politica fiscale dovrebbe sostenere il ciclo economico tuttavia non è ancora pronta ad intervenire (ad eccezione della Cina dove lo stimolo fiscale è già all’opera).Il rischio di un rapido ciclo di rialzi da parte della FED continua a diminuire. Considerando i dati deboli sul PIL del primo trimestre, sembra improbabile che da qui alla riunione di giugno si possano accumulare sufficienti dati forti per giustificare un rialzo dei tassi. Consumi privati, settore immobiliare e mercato del lavoro sono in buona salute mentre latitano ancora gli investimenti. Il referendum UK sulla permanenza in Europa è il principale evento di rischio per i prossimi mesi: “Brexit” avrebbe potenziale negativo per tutti i paesi dell’Unione Europea (creazione di un precedente), sembra, tuttavia, che la probabilità di una fuoriuscita sia diminuita nel corso delle ultime settimane. Per disciplina abbiamo deciso di diminuire l’allocazione azionaria presente nella linea bilanciata del 10% che passa quindi dal 50 al 40%.
Fondato a Ginevra nel 1805, il Gruppo Pictet è uno dei principali gestori patrimoniali e del risparmio indipendenti in Europa Il patrimonio gestito ed amministrato ammonta a 480 miliardi di Euro a fine ottobre 2015. Il Gruppo Pictet è controllato e gestito da sette soci e mantiene gli stessi principi di titolarità e successione in essere dalla fondazione. Il Gruppo Pictet, che conta più di 3.700 dipendenti, ha il suo quartier generale a Ginevra e altre sedi nei seguenti centri finanziari: Amsterdam, Barcellona, Basilea, Bruxelles, Dubai, Francoforte, Hong Kong, Losanna, Londra, Lussemburgo, Madrid, Milano, Monaco di Baviera, Montreal, Nassau, Parigi, Roma, Singapore, Torino, Taipei, Tel Aviv, Osaka, Tokyo, Verona e Zurigo.

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Sindromi Mielodisplastiche

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

milanodavedereMilano Rafforzare il legame con i pazienti e offrire un’informazione semplice e sicura: questo l’obiettivo del primo incontro tra specialisti ematologi e persone affette da sindromi mielodisplastiche, promosso dalla Rete Ematologica Lombarda con il supporto di Celgene, che si è svolto a Milano. La Rete Ematologica Lombarda, modello di eccellenza per la ricerca e cura delle malattie del sangue, persegue l’obiettivo di una medicina sempre più personalizzata, basata sulla conoscenza dei meccanismi biologici delle malattie, sulla condivisione delle conoscenze tra i Centri e sull’accesso per tutti i pazienti alle terapie innovative. Le sindromi mielodisplastiche sono malattie del midollo osseo che colpiscono in prevalenza le persone anziane: oltre 700 i pazienti con nuova diagnosi ogni anno in Lombardia. «Le sindromi mielodisplastiche sono patologie del sangue con diversa gravità, che nella maggior parte dei casi colpiscono le età più avanzate e comportano un peggioramento della qualità e dell’aspettativa di vita – afferma l’ematologa Enrica Morra, Coordinatore scientifico della REL – si tratta di pazienti molto complessi. Obiettivo della Rete Ematologica Lombarda è seguire il malato e avvicinarlo a questa complessità in modo semplice, nella prospettiva delle innovazioni terapeutiche che si stanno sviluppando e che in parte sono già disponibili. Il nostro lavoro è quello di mettere il paziente al centro, impegnando le competenze specialistiche sui suoi bisogni. Sotto questo aspetto l’incontro con i pazienti mielodisplastici è stato molto importante e costruttivo».

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Gli investimenti sostenibili sono la chiave di svolta per gli asset manager

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

brand financeSecondo l’indagine Global Investment Matters di Willis Towers Watson, la dimestichezza con strategie sostenibili sarà per gli asset manager un requisito fondamentale per gestire mandati di investimento. Gli investitori, infatti, vogliono avere un’idea sempre più chiara dei rischi con cui hanno a che fare i gestori dei loro patrimoni, sia a livello di portafoglio che a quello di strategia generale.Alessandra Pasquoni, Responsabile investimenti di Willis Towers Watson:“Molti dei beneficiari finali, come ad esempio i membri dei fondi pensione, enti di beneficenza e fondazioni, essendo fortemente coinvolti sul tema, sono molto attenti alla sostenibilità”. Nell’indagine viene evidenziato come il concetto di sostenibilità non sia ben definito e come questo rappresenti un ostacolo sia per l’adozione di strategie di ESG articolate da parte degli investitori sia per la loro implementazione da parte degli asset manager. Viene però indicato come qualsiasi approccio non possa prescindere da una considerazione iniziale
degli impatti finanziari dei rischi e delle opportunità ESG e implichi che i gestori tengano conto dei rischi ESG nella fase di selezione e costruzione di un portafoglio. Può anche indicare un’inclinazione del portafoglio verso le aziende che rispettano i criteri ESG in maniera significativa, nella convinzione che questi fattori non siano ripagati dalle valutazioni correnti. Inoltre, può comportare mirati investimenti tematici, per esempio, nel settore immobiliare sostenibile sulla base del fatto che i mercati non stanno riconoscendo pienamente l’opportunità offerta dal passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio.Alessandra Pasquoni: “Qualunque sia l’approccio che si decida di adottare, deve essere sostenuto da un’ efficace gestione degli asset. Attraverso politiche di voto efficaci e impegno, gli asset manager possono influenzare le aziende per aumentare il loro ruolo e gestire le loro attività in modo più sostenibile”.Nell’indagine, Willis Towers Watson esplora anche l’aspetto più controverso per gli investitori: accettare che una maggiore attenzione alla sostenibilità e al lungo periodo comporti la rinuncia a guadagni immediati per ottenere migliori risultati futuri.
Alessandra Pasquoni: “La questione per cui la sostenibilità possa significare sacrificare i rendimenti è dibattuta. Sebbene i primi studi abbiano indicato che l’inclusione di fattori ESG crei una leggera sottoperformance, vi sono significative evidenze che suggeriscono come la loro adozione possa aiutare la composizione del portafoglio o migliorare i rendimenti di portafogli non ESG: la situazione non è così netta e spesso suggerisce che ‘G’ o la governance è il fattore chiave che spiega risultati superiori. Altri studi suggeriscono che l’impegno dell’azienda può portare a rendimenti adeguati al rischio superiore, il che suggerisce nuovamente che una buona governance sia un fattore chiave. ” Secondo Willis Towers Watson, i proprietari degli asset cercheranno di collaborare con le altre entità coinvolte per garantire che si esprimano al fine di ottenere un cambiamento positivo.La divisione Investimenti di Willis Towers Watson è focalizzata nel creare valore per gli investitori istituzionali attraverso le proprie competenze nella valutazione del rischio, nelle strategie di asset allocation, gestione fiduciaria e selezione di gestori finanziari. Willis Towers Watson vanta oltre 850 associati in tutto il mondo, 2,2 mila miliardi di dollari in assets under advisory e oltre 75 miliardi di dollari in assets under management.

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20 anni di rapporti tra Ateneo di Parma e Boston College

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma giovedì 19, alle ore 10, nell’Aula dei Filosofi del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), una delegazione del Boston College, prestigiosa realtà universitaria statunitense che conta circa 15.000 studenti incontrerà in modo ufficiale il Rettore Loris Borghi, le autorità accademiche e il personale dell’Ateneo.Interverranno all’incontro Gioia Angeletti, Delegata del Rettore per la mobilità studentesca internazionale, Enzo Molina (Delegato del Rettore per la valutazione dei processi di internazionalizzazione e mobilità e ai tirocini nell’ambito dei programmi internazionali di scambio), Nick Gozik (Direttore dei Programmi internazionali del Boston College), Brian O’Connor (Docente di Lingua italiana del Boston College), Caterina Dacci (Co-direttrice Boston College in Italia), Francesca Benoldi (ex-studentessa dell’Università di Parma vincitrice di una borsa di studio per il Boston College), Donna Bottari e Courtney Colavita (studentesse del Boston College vincitrici di una borsa di studio per l’Università di Parma).
Saranno inoltre presenti Francesca Zanella, Pro Rettrice con delega al coordinamento delle attività di internazionalizzazione dell’Ateneo, Alessandro Bernazzoli, Responsabile della UOS Internazionalizzazione, Daniela Forapani, Responsabile della UOS Apprendimento Abilità Linguistiche e Elisabetta Dacci, Co-direttrice del Boston College in Italia.La delegazione del Boston College è composta, oltre che da Nick J. Gozik e Brian O’Connor, da Hiroshi Nakazato, Associate Director International Studies Program, Mireille McLaughlin, Program and Outreach Manager, Office of International Programs, Franco Mormando, Professor of Italian and Dept. Chair, Dept. of Romance Languages & Literatures, e Mattia Acetoso, Assistant Professor of Italian. Nel corso delle due giornate la delegazione statunitense visiterà inoltre alcune strutture dell’Ateneo (Palazzo Centrale, Erasmus and International Home, Campus Universitario, Biblioteca Umanistica Paolotti) e non mancherà un giro per la città di Parma.

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I mercati finanziari sono complicati? Magari…

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoSpesso mi dicono che i mercati finanziari sono complicati, intendendo con questo termine “difficili da capire”.Tecnicamente, i mercati finanziari non sono complicati, sono complessi. Complesso, complicato e semplice sono termini che vengono tutti dalla stessa radice indoeuropea plek (parte, piega, intreccio). Da plek vengono i verbi latiniplicare (piegare) e plectere (intrecciare) così come il suffisso plex (parte). Un orologio, ad esempio, è un sistema molto complicato, ma non complesso. Una cellula è un sistema incredibilmente complesso perché al suo interno avvengono moltissime reazioni frutto dell’interazione non lineare di tantissime parti.
Perché è così importante distinguere ciò che è complesso da ciò che è solo complicato? Perché abbiamo bisogno di un armamentario teorico e di strumenti completamente diversi per studiarli e trarne le adeguate conseguenze.
Per poter studiare la realtà gli studiosi costruiscono dei modelli. I modelli sono una rappresentazione, in genere formalizzata da formule matematiche, di una porzione di realtà. Ad esempio in economia si parla di “equilibrio fra domanda ed offerta” per indicare un modello in base al quale all’aumentare dell’offerta il prezzo scende, all’aumentare della domanda il prezzo sale fino a quando si dovrebbe raggiungere un equilibrio fra le due cose. Questo è un pezzo del classico modello, costruito con banalissime equazioni di primo grado, sul quale si fonda tutta l’economia e quindi la finanza.
Qualsiasi modello, nessuno escluso, è necessariamente una semplificazione della realtà. Deve rappresentare in qualche modo un compromesso tra l’essere efficiente (cioè facile da utilizzare) ed efficace (cioè descrivere nel modo più rappresentativo possibile la realtà).Prima dell’avvento dei computer, tutta la scienza si basava su modelli non complessi i quali sono molto efficienti, ma anche poco efficaci. I modelli tradizionali, in sostanza, sono delle banalizzazioni della realtà. In ambiti nei quali l’interazione reciproca delle componenti è trascurabile (come la fisica classica) questi modelli funzionano molto bene. Ma per la grande maggioranza dei sistemi che ci circondano nel mondo reale, cioè per tutti i sistemi complessi, questa banalizzazione non funziona, spesso ci trae in inganno.Ad esempio, il modello del gas perfetto, costruito tra la fine del 1600 e l’inizio del 1800, prevede che il fluido sia del tutto privo di vischiosità. A causa di questa eccessiva semplificazione, non spiega il fenomeno della turbolenza.
Analogamente, la teoria economica tradizionale, per poter utilizzare formule matematiche gestibili con gli strumenti pre-informatici, ha costruito un modello il quale prevede agenti economici razionali, una concorrenza perfetta, assenza di vincoli all’impiego delle risorse e altre ipotesi assolutamente irreali.Non dovremmo stupirci del fatto che gli economisti non sono in grado di prevedere le crisi! Abbiamo escluso tutti i fattori di turbolenza dal modello che analizziamo e ci stupiamo del fatto che non comprendiamo perché nel mondo reale le cose vadano molto diversamente dal modello teorico?
Con l’avvento dell’informatica siamo in grado di studiare fenomeni complessi attraverso modelli (sia multi-agente, sia multi-fattoriali) complessi, ma purtroppo questa innovazione ha due problemi: 1) è ancora relativamente giovane e 2) è piuttosto “costosa” (non solo e non tanto in termini economici, quanto in termini di difficoltà di utilizzo).
Nel mondo scientifico però il problema dei modelli eccessivamente semplificati è un tema ormai assodato. A partire dagli anni ’70 si è sviluppata una “cultura della complessità” la quale ha anche implicazioni filosofiche molto rilevanti, potremmo dire al pari della fisica quantistica.Purtroppo in quasi tutti i campi – finanza compresa – siamo vittime di quella che io chiamo la “sindrome QWERTY”. Nelle prime macchine da scrivere, se si scriveva troppo velocemente i martelletti dei tasti si incastravano tra di loro. L’ing. Christopher Scholes, nel 1864 brevettò la disposizione dei tasti “QWERTY” perché rallentava i dattilografi evitando così che i martelletti s’incastrassero.A distanza di oltre 150 anni continuiamo ad usare ancora una disposizione dei tasti volutamente scomoda semplicemente perché è difficile cambiare! E’ faticoso cambiare anche – e soprattutto – perché c’è tutto un ecosistema attorno a quella scelta che tende a bloccare il cambiamento.Questo principio vale anche per i modelli scientifici che sono chiaramente inefficaci (ma molto efficienti).
L’errore di fondo dei modelli matematici che continuiamo ad utilizzare in finanza è facilissimo da comprendere: tutti i modelli non includono nelle loro formule il fatto che le scelte degli operatori economici si auto influenzano in circoli viziosi o virtuosi. Questo aspetto, apparentemente banale, cambia tutto!Crisi come quella del 2008 sono state causate anche grazie al fatto che i modelli matematici sui cui si basano praticamente tutti gli operatori nei mercati finanziari sono nati prima dell’arrivo della Teoria della Complessità e resistono ancora oggi, sebbene siano chiaramente inefficaci.
Praticamente tutti i prodotti e servizi offerti ai risparmiatori continuano ad essere fondati su questi modelli. Quando si acquista, ad esempio, un fondo comune d’investimento, una gestione patrimoniale, ecc. si sta comprando anche una metodologia d’investimento fondata su modelli palesemente non rappresentativi della realtà. Questi prodotti contribuiscono a creare turbolenze e disequilibri sui mercati.A livello sistemico il fatto di non utilizzare modelli complessi implica che non abbiamo strumenti per prevenire le crisi finanziarie. I modelli che usano la teoria economica classica non sono in grado di spiegare le crisi per il semplice fatto che sono basati sul concetto di equilibrio. Tutti i fattori che causano le crisi sono escluse dal modello per semplificarlo in modo sufficiente da utilizzare una matematica lineare.Ciò implica che i regolatori del mercato stesso, come è evidente in questa fase, adottino politiche le quali creano il terreno affinché si manifestino nuove turbolenze finanziarie. Se adottassimo modelli complessi per rappresentare i mercati, potremmo anche immaginare nuove regole di scambio nei mercati finanziari che riducano enormemente le perturbazioni, ma siamo distanti anni luce da queste conquiste.A livello individuale, invece, il fatto che in finanza si continui ad utilizzare modelli così vecchi espone il singolo risparmiatore a continui pericoli. Il risparmiatore medio, oggi, si trova nella condizione di un malato nelle mani di un medico del 700 che ignora concetti fondamentali di fisiologia dell’organismo e prescrive salassi per curare la quasi totalità delle malattie.
Abbiamo visto che i mercati finanziari non sono semplicemente complicati, ma sono bensì complessi, nonostante il fatto che i modelli sui quali si basano tutti coloro che vi operano, compresi i regolatori, ignorino questo aspetto assolutamente fondamentale. Che fare allora, sapendo questo?La prima cosa è non credere alle favole che ci racconta l’industria del risparmio gestito (come quella del “bravo gestore”) e usare gli strumenti finanziari con grande prudenza partendo dal concetto che il primo obiettivo in finanza è evitare le grandi perdite. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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La povertà non porta voti ma le lobby si

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

montecitorio

Mentre il governo non fa che organizzare cene e incontri con le diverse tipologie di lobby che gli sono a seguito – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso –, ci sono oltre sette milioni di italiani che non possono contare nemmeno su quegli elementi minimi per svolgere una vita dignitosa. E tutto questo perché non hanno accesso al cibo, un tetto sulla testa e del denaro sufficiente per rispondere alle spese di prima necessità.
Degli agricoltori cacciati via dalla Pac, dei pensionati, degli insegnanti e dei tanti ragazzi senza un lavoro che hanno una cultura decisamente superiore all’80% dei politici che sono in Parlamento – continua Tiso – non si può assolutamente parlare, né con i media né con le istituzioni. Noi della Confeuro abbiamo sperato che il presidente del Consiglio potesse rappresentare qualcosa di diverso rispetto al passato, ma purtroppo non è altro che una riproposizione più giovane di modelli obsoleti e anti-democratici; ed è anche per queste ragioni che, coerentemente con la nostra storia di partecipazione e di mobilitazione, ci batteremo fino in fondo per fare in modo che al referendum costituzionale del prossimo Ottobre prevalgano i No.

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Giornata mondiale della celiachia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

glutineDa lunedì 16 a venerdì 20 maggio, dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, 120 specialisti gastroenterologi, dietologi, dietisti, esperti in nutrizione, saranno a disposizione del pubblico, per fornire consulti telefonici gratuiti sui disordini legati al glutine e su come seguire senza problemi una dieta senza glutine. 5 giornate di consulti telefonici con 120 specialisti gastroenterologi, dietologi e dietisti. Finalmente una buona notizia per le mamme italiane. In occasione della giornata mondiale della celiachia, arriva la conferma, che, secondo gli esperti, non esiste nessun rischio aggiuntivo di celiachia ad introdurre il glutine nella dieta dei bambini tra i 4 e i 12 mesi di età. La certezza arriva dalle nuove linee guida recentemente pubblicate sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition. Il rischio di incorrere nella malattia celiaca non è quindi legato all’introduzione del glutine in un momento preciso durante lo svezzamento. “L’unica differenza riguarda i bambini considerati “ad alto rischio” di celiachia, ovvero quelli che possiedono due coppie del gene HLA-DQ2 e che per questo hanno maggiori probabilità di ammalarsi – precisa il Professor Carlo Catassi, Università Politecnica delle Marche, Ancona, coordinatore del Comitato Scientifico del Dr. Schär Institute e coautore dello studio – In questi bimbi, è consigliabile aspettare fino al compimento dell’anno di vita prima di introdurre alimenti contenenti glutine».
La fotografia della celiachia in Italia, secondo gli ultimi dati disponibili[3], riporta 172.197 casi diagnosticati e un numero in crescita di circa il 15% rispetto ai numeri del 2012 quando erano 148.662. La malattia celiaca risulta interessare più le donne (121.964) che gli uomini (50.233) con un rapporto medio Maschi:Femmine di 1:2. La prevalenza della patologia è stimata all’1% della popolazione, e mantiene il rapporto che ad un caso diagnosticato corrispondono dai 3 ai 5 non diagnosticati, il cosiddetto “iceberg celiaco”. La maggior parte dei casi di celiachia, infatti, sono asintomatici, non mostrano alcun decorso tipico e restano a lungo non diagnosticati. Il lasso di tempo che intercorre tra il manifestarsi dei primi sintomi e la diagnosi della celiachia può estendersi fino a sette anni. Il ritardo diagnostico diventa un problema soprattutto nei bambini, perché la mancata diagnosi può comprometterne lo sviluppo, e nelle donne, dove gli “effetti collaterali” di una dieta che non sia priva di glutine pesano molto sulla fertilità.
Mese delle intolleranze al glutine ed esperto risponde. Favorire l’emersione della “base dell’iceberg”, accelerare il percorso di diagnosi e avviare screening genetici precoce sono alcuni degli obiettivi in cui la classe medica è impegnata. Da questi presupposti parte oggi la quinta edizione dell’Esperto Risponde, iniziativa d’informazione sui disordini glutine correlati, promossa da Schär, leader europeo nell’alimentazione senza glutine ed ADI Associazione Italiana di Dietetica e di Nutrizione Clinica, che ha lo scopo di fornire consigli utili a pazienti affetti da patologie riconducibili all’alimentazione senza glutine, evitare l’auto-diagnosi rafforzando la raccomandazione di consultare sempre il medico di riferimento in caso di sintomi ripetuti.
La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, proteina presente nel frumento, nell’orzo o nella segale, che provoca un attacco all’intestino tenue da parte del sistema immunitario. È una patologia in continua espansione a livello mondiale con un’incidenza che arriva fino all’1% della popolazione. Tuttavia a fronte di quest’espansione la celiachia è e rimane a tutt’oggi sotto-diagnosticata se si pensa che solo il 21% dei celiaci riceve una diagnosi adeguata.
La sensibilità al glutine non celiaca (SGNC) è un’entità clinica di recente inquadramento e necessita di una diagnosi di esclusione rispetto alla celiachia e all’allergia al grano. Esperienze internazionali dimostrano come la sensibilità al glutine non celiaca sia un problema di larga diffusione e confermano che la stima delle persone potenzialmente sensibili al glutine sia largamente superiore a quella dei potenziali celiaci ed allergici al grano.
Anche l’intestino irritabile è collegato al glutine? Si, lo studio italiano Glutox, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients, ha dimostrato che 1 paziente su 5 con diagnosi di intestino irritabile è in realtà sensibile al glutine. Gonfiore addominale, stanchezza generalizzata, mal di testa sono solo alcuni dei sintomi comuni a celiachia ed intestino irritabile, ma secondo gli esperti la diagnosi vera per un paziente su cinque, può essere sensibilità al glutine non celiaca. Anche in questo caso la dieta senza glutine è la terapia in grado di risolvere il problema.Per le due condizioni cliniche la terapia risolutiva è la dieta senza glutine, rigorosa ed a vita nel caso della celiachia, e temporanea da adottare sotto stretto consiglio del medico nel caso della sensibilità al glutine non celiaca. Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.megliosenzaglutine.it

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XIV Giornata dell’Economia: Imprese di Bari e Bat

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

giornata economiaBari. Tra le province meridionali, quelle di Bari e Barletta-Andria-Trani si confermano nel 2015 tra le più dinamiche sul piano economico e l’area metropolitana di Bari il cuore del sistema economico regionale.
E’ quanto emerge dai dati presentati oggi alla Camera di Commercio di Bari nell’ambito della XIV giornata dell’economia, iniziativa nazionale del sistema camerale italiano organizzata in collaborazione con Unioncamere e Istituto Tagliacarne. Un’analisi completa e approfondita dell’economia locale attraverso un report di oltre 400 tavole tematiche curate dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bari. “Un sistema produttivo che potremmo definire 3.0” ha dichiarato il presidente dell’ente Alessandro Ambrosi. “Le nostre imprese, sebbene medio-piccole, sono cresciute sotto il profilo della maturità amministrativa e tecnologica, sono rosa, sono giovani, sono green, sono smart. Il piccolo, ma credo significativo, contributo della Camera di Commercio di Bari allo sviluppo della nostra comunità economica e sociale è rappresentato anche da questo dettagliatissimo patrimonio di dati che oggi consegniamo virtualmente alla comunità di imprese e cittadini nella convinzione che i loro decision maker sapranno farne il miglior uso possibile per la definizione di nuovi e positivi scenari di sviluppo per la società e l’economia. La vera sfida è coinvolgere quanti più soggetti possibili nelle definizione ed attuazioni di policy economiche: dalla realtà più piccole a quelle più grandi, dal livello politico locale a quello centrale, dalla grande industria alla piccola impresa artigiana”.
Continuano a crescere le cosiddette imprese in “rosa”. Le imprese costituite da donne, oppure con componente societaria maggioritaria femminile, al 31 dicembre 2015 erano 31.600: rispetto alla stessa scadenza del 2014 sono state 406 in più. L’affermazione dell’imprenditoria femminile nell’economia barese è testimoniato sia dalla numerosità – pesano oltre un quinto del totale (31.600 su 151.550 pari al 21%) – che dalla dinamicità delle donne che scelgono di dare alla loro azienda una struttura più solida. Le imprenditrici, inoltre, preferiscono essere leader indiscusse all’interno della propria azienda: le imprese composte esclusivamente da donne sono 26.995: l’85% dell’universo “rosa”. Costituiscono una bella realtà in crescita anche i “contratti di rete” e le start up innovative, le nuove forme societarie che all’indubbio appeal fiscale associano facilità smart e attrattiva high tech o green.
Secondo gli ultimi dati disponibili (aprile 2016), nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, sono 479 – oltre la metà di quelli pugliesi (889) – i soggetti che hanno aderito ad almeno un contratto di rete: il modello di collaborazione tra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi, incrementando la capacità innovativa e la competitività sul mercato. Di questi 44 sono impegnati nel settore agricolo, 103 nel manifatturiero, 48 nelle costruzioni, 44 nel commercio, 196 nei servizi, 31 nella ricettività turistica e nella ristorazione. Le società di capitale sono 277, quelle di persone 55, le imprese individuali 90, i consorzi e le altre forme societarie 57.
I dati Istat 2015 sulle forze lavoro rilevano che il tasso di occupazione, relativo alla popolazione tra i 15 e i 64 anni, in provincia di Bari è pari al 46,2%, mentre nella Bat è al 40,1%. La media regionale è al 43,3%, quella meridionale al 42,5%, la nazionale al 56,3%. Dall’analisi del tasso di occupazione per sesso, scaturisce un divario molto forte. Infatti, mentre per i maschi il tasso di occupazione è pari al 59,2% a Bari e al 55,9% nella Bat (media nazionale 65,5%); per le femmine raggiunge rispettivamente il 33,5% e il 24,3% (media nazionale 47,2%). Sensibilmente alti i valori del tasso di disoccupazione che a Bari si attesta al 19% e nella Bat al 20,6%. In Puglia e al Sud è al 19,7%, in Italia all’11,4%. I dati sono tutti disponibili on line sul sito della Camera di Commercio di Bari http://www.ba.camcom.it (foto: giornata economia)

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Qual è il migliore investimento nel lungo termine?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

rendimento annualeMaggiore è il rischio maggiore sarà il rendimento ottenibile, quindi più elevato sarà il peso dell’azionario nel portafoglio, più sostanzioso potrebbe essere il rendimento; o ancora i rendimenti ottenibili nel lungo termine con un asset allocation rischiosa sono più alti di quelli dati da una asset allocation meno rischiosa. Ma questi assunti sono sempre validi?Prima di tutto si deve ricordare che maggiore è il rischio, maggiore può essere ovviamente la perdita (non solo il potenziale rendimento). Secondariamente non è detto che le azioni siano l’unico investimento di lungo termine in grado di riservare buoni rendimenti. Certo, il risk premium dell’azionario (ossia il maggiore rendimento dato un investimento sull’azionario rispetto ad un altro su prodotti risk-free come ad esempio le obbligazioni governative a breve termine), offre agli investitori la prospettiva di maggiori ritorni per “compensare” il rischio insito in tale investimento, più rischioso e volatile di quello in obbligazioni governative. E come dimostrano i dati storici, spesso l’investimento azionario riserva rendimenti più alti. Il grafico compara i rendimenti delle principali asset class del mercato americano tra i 1928 e il 2015, ossia un periodo che comprende i grandi boom e le storiche fasi di depressione.
Tra i diversi Paesi vi sono delle normali differenze in merito ai rendimenti dell’azionario e dell’obbligazionario. Diversi studi sul comparto azionario sono basati su dati a partire dall’inizio del Ventesimo secolo quando erano gli Stati Uniti a guidare le performance globali, data la loro forte influenza sull’economia globale. Gli investitori poi, nei primi anni del Novecento, hanno scelto il mercato tedesco come destinazione per gli investimenti di lungo termine, andati poi in fumo, negli anni Venti, a causa dall’iperinflazione e della Prima Guerra Mondiale. Se avessero optato per il Regno Unito avrebbero avuto ritorni nettamente diversi da quelli dei mercati americani, ma in generale, come dimostrato da diverse ricerche della London Business School, diversi mercati azionari sviluppati, come anche quello americano, hanno sofferto, nel corso dello scorso secolo, lunghi periodi caratterizzati da rendimenti reali negativi.È importante valutare inoltre se il risk premium delle azioni è stato realmente pagato o meno. Il grafico sottostante (Figura 2) mette a confronto il rendimento complessivo (inclusi dividendi e cedole) ottenuto negli ultimi venti anni dal comparto azionario, obbligazionario (un mix di obbligazioni societarie e governative con diversa durata) e dalle materie prime. Si evince che, nonostante il recupero dell’azionario nel 2009, complessivamente le obbligazioni sono l’asset che nel lungo termine ha performato meglio. Il grafico si presta chiaramente a diverse analisi e spunti di riflessione, ma di sicuro ricopre un arco di tempo che ha visto il susseguirsi di importanti fasi di mercato, così come la crisi finanziaria del 2008, e il successivo recupero.(a cura di Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm) (foto: rendimento annuale)

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