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Archive for 19 Mag 2016

Firenze, Palazzo Pitti_mostra: Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

palazzo pittiFirenze. La mostra presenta alcuni dei più bizzarri e inaspettati soggetti figurativi ricorrenti nelle collezioni medicee che, tra Cinquecento e Settecento, trovarono significative, e talvolta curiose, rappresentazioni artistiche. Si tratta di scene cosiddette ‘di genere’, un universo figurativo che nella acclarata gerarchia della pittura barocca, permetteva di illustrare, spesso anche con intenti morali o didascalici, diversi aspetti comici della vita sociale e di corte, quei temi ritenuti, cioè, altrimenti bassi e privi di decoro, indegni di una pittura alta, di soggetto sacro, mitologico o storico.Le opere selezionate, circa una trentina, provengono per la massima parte dai depositi della Galleria Palatina e dalla Galleria delle Statue e delle Pitture (entrambe facenti parte del complesso delle Gallerie degli Uffizi creato dalla recente riforma), e presentano al visitatore personaggi marginali e devianti come buffoni, contadini ignoranti o grotteschi, nani e praticanti di giochi tanto leciti che illeciti. Nella società apparentemente immobile dell’antico regime, cui danno volto nelle sale di Pitti i ritratti dei granduchi e dei gentiluomini della corte, la pittura ‘di genere’ diviene lo strumento critico che permette di attingere, attraverso l’arte, alla più variegata realtà del mondo.
Un campionario variopinto, quanto inaspettato, di personaggi della corte medicea, incarna l’ambivalente mondo della buffoneria, della rusticitas e del gioco. Sono spesso personaggi realmente vissuti, cui erano demandati l’intrattenimento e lo svago dei signori, antidoto alla noia sempre in agguato tra le maglie del rigido cerimoniale spagnolesco. Così dimostrano il grottesco più sgradevole del Nano Morgante del Bronzino e, all’opposto, la leziosità cortigiana dei Servitori di Cosimo III de’ Medici.La comicità di questi soggetti, non esente nel profondo anche da risvolti drammatici o almeno malinconici, si declina nei buffoni di professione, qui rappresentati nei tre tipi: della parola – abilissimi nelle acrobazie verbali e nelle improvvisazioni di spirito -; del fisico – l’anomalia degli acondroplasici e dei deformi -; e, infine, della devianza mentale come il Meo Matto di Giusto Suttermans.“Considerati alla stregua di giocattoli viventi, di meraviglie della natura degne di una Wunderkammer, ma anche accorti consiglieri dotati di speciali licenze rispetto all’etichetta della corte, questi buffoni, nani, giocolieri spuntano dai documenti d’archivio con un’identità definita: vengono infatti ricordati per imprese (e talvolta misfatti) che li inseriscono come persone reali nella vita della corte, la cui biografia può esser tratteggiata con sapidi dettagli, e di molti si può chiarire l’alto spessore umano e culturale. La posizione dei buffoni, a metà strada tra il divertimento e la coscienza parlante del signore, li eleva a protagonisti di un’arte giocosa e bizzarra, che permette anche all’artista felicissime libertà espressive: e valgano da esempio i ritratti del nano Morgante di Bronzino e Valerio Cioli, i caramogi nelle Stagioni di Faustino Bocchi, il Meo Matto di Suttermans e tanti altri presenti in questa mostra, oltre alle figure silvane e occupate in strane attività che spuntano inaspettate tra le siepi del Giardino di Boboli.” (E. D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi)
Partecipano inoltre alle buffonerie alcuni rustici, come la vecchia in abito di nozze, patetica corteggiatrice di un giovane garzone, smascherata da un nano impietosamente arguto in un quadro bellissimo della fine del Seicento, ma di incerta attribuzione, o come la contadina Domenica dalle Cascine, raffigurata dal Suttermans – ritrattista ufficiale dei granduchi – nel quadro omonimo, che risulta saltuariamente stipendiata dalla corte per prestazioni da “buffone”.Appartengono invece al mondo della buffoneria di mestiere Alberto Tortelli e Giuliano Baldassarini raffigurati da Niccolò Cassana in veste venatoria, sospesi dunque tra il piano figurativo dell’ambientazione arcadica, non altrimenti qualificati di segni allusivi al ruolo svolto a corte, e quello della verità biografica che ce li restituisce al mestiere di addetti al divertimento del gran principe Ferdinando. Della serie dei servitori fa parte anche il magnifico quadruplice ritratto di Servi della corte medicea con cui Anton Domenico Gabbiani offre una sorta di regesto di forme e temi, qui antologizzati nel bizzarro campionario di personaggi – tra cui un nano, un gobbo, un moro – tutti realmente documentati come ‘prestatori d’opera’, servile o buffonesca, a palazzo.Tra gli svaghi un posto non meno trascurabile di quello occupato dai suscitatori del riso avevano i giochi, nelle molteplici fattispecie di quelli di parola, da tavolo – in particolare le carte -, e quelli propriamente fisici. Non mancano testimonianze pittoriche, oltre che letterarie, di svariati personaggi di corte intenti all’esercizio di un gioco ginnico, come l’enigmatico Ritratto di giocatore con palla. Lo scenario meno lecito ed aulico dello svago, l’equivoca taverna ai margini dei ‘regolari’ confini della società, esercita una fascinazione sulla corte che ne ricerca e ne acquisisce le rappresentazioni alle proprie collezioni, come nel Suonatore di chitarra, riconducibile al Maestro dell’Incredulità di San Tommaso (alias Jean Ducamps?), in cui il giocatore/musico squaderna senza pudore sul tavolo, cui si appoggia, i proibitissimi dadi e un mazzo di carte. Similmente intriganti, nella loro dimensione di personaggi ‘irregolari’, e per questo ‘attirati’ all’occasione della presente esposizione, i protagonisti della movimentata Scena di gioco e chiromante in atto di leggere la mano di Nicolas Regnier o l’umanità errante e cenciosa dei Due cantastorie vagabondi, o quella appena più rassicurante dei Venditori ambulanti di Monsù Bernardo.Le forme del comico si costruiscono dunque, nel percorso che si propone, per via del contrappunto tra norma e difformità, regola e sproporzioni, registro alto e sregolatezza. In questo gioco di (s)proporzioni, il brulicante e frenetico affollarsi di affaccendatissimi pigmei in alcune opere di Faustino Bocchi, tra cui il corteo de La mascherata di gnomi (Il gatto Mammone) e le minuscole nudità de I Nani al bagno immerse nella vacuità d’abisso notturno della lavagna su cui sono dipinte, rappresenta l’esito estremo della grammatica delle distorsioni, in cui il bresciano fu maestro. Non manca nemmeno il lampo demoniaco che la società attribuiva spesso, con enorme crudeltà, alla natura deforme nell’inquietante Banchetto grottesco di creature più o meno umane e fornite di corna e nello straordinario musical infernale di Orfeo nell’Ade di Joseph Heintz il giovane, dove caramogi e nani ballano su uno scalone da fare invidia ai migliori palcoscenici di Broadway. Assieme ai dipinti in mostra troviamo le sculture in marmo del Nano musicante di Agostino Ubaldini e del Nano con sonagli di Andrea di Michelangelo Ferrucci, oltre al bronzetto del Giambologna raffigurante l’Uccellatore, proveniente dal Museo Nazionale del Bargello. L’incisione col Ritratto di Bernardino Ricci detto il Tedeschino, a cui Stefano della Bella ha affidato il racconto di una delle personalità più interessanti della buffoneria di professione al servizio dei Medici nel primo Seicento, completa – in termini di confronto e completamento – le tematiche rappresentate dai dipinti.A corredo della mostra è stato predisposto un itinerario nel Giardino di Boboli dove tutti questi personaggi, villani, contadini e nani, giocatori e caramogi si animano, pur pietrificati, e si nascondono nei boschetti e nelle radure come sfuggiti dall’universo pittorico che li ha creati, ad attendere i visitatori con calembour figurativi e comicissime espressioni.
In occasione della presente esposizione sono stati effettuati i restauri di 14 dipinti, 2 sculture e diverse cornici recuperate dai depositi.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Simona Mammana, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei.

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L’ODYSSEE D’UN ROI, An Ode to Adventure

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

LXIII - TRUNK

LXIII – TRUNK

PARIS, May 2016 /PRNewswire/ To pay tribute to his heritage of adventure and discovery, LOUIS XIII cognac, one of the world’s most storied Grande Champagne Cognacs is proud to unveil L’ODYSSÉE D’UN ROI, a unique collaborative project inspired by the first shipments of LOUIS XIII in the late 1870s, and the iconic journeys that followed. More than 50 individual artisans devoted over 1,000 hours produced these bespoke creations.”It is truly the result of a work of art and genius, a veritable tribute to craftsmanship and time. Much like the time, finesse and care it takes to create LOUIS XIII, so it is with the process of preserving classic cinema.” said Ludovic du Plessis, LOUIS XIII Global Executive Director.Sotheby’s will auction each masterpiece in New York

LXIII - THREE DECANTERS

LXIII – THREE DECANTERS

(September 10, 2016), Hong-Kong (October 1, 2016) and London (November 16, 2016), with proceeds benefiting THE FILM FOUNDATION, a non-profit organization founded by Martin Scorsese and several other leading filmmakers to preserve and restore classic films, ensuring their survival for future generations.”We’re grateful to LOUIS XIII for its support of THE FILM FOUNDATION,” said Martin Scorsese. “The foundation’s film preservation work protects the cinematic heritage that we all share. The partnership with LOUIS XIII is an excellent way to highlight the foundation’s preservation, education, and exhibition programs. No matter where or when a film was made, a century ago or a decade ago, the foundation is committed to ensuring that all films survive to be seen by future generations.”
About LOUIS XIII Cognac: LOUIS XIII cognac was created in 1874. Each decanter takes four generations of cellar masters over 100 years to craft. Its grapes grow in the chalky soils of Grande Champagne, the most sought-after area of the Cognac region, in France. It is an intricate alchemy of up to 1200 eaux-de-vie, the youngest of which is at least 40 years old. The unique blend evokes tasting notes and scents of myrrh, honey, immortelle, plum, honeysuckle, wood bark, leather and passion fruits. LOUIS XIII cognac is the ultimate expression of the mastery of time. (Photos: LOUIS XIII COGNAC)

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Tel Aviv EAT Food Festival

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tel avivTel Aviv EAT, a 3-day-long celebration of food, bringing together Tel Aviv’s culinary scene’s best and tastiest who will cook for the city’s foodies. The festival will take place on May 24-26th, beginning at 18:00 in Charles Clore Park in Tel Aviv, overlooking the Mediterranean Sea. Tel Aviv EAT will include gourmet chefs managing street food stands, local music bands playing during the magical hours of sunset and various farmers’ markets selling their freshest produce. Foodies will be able to find the following renowned restaurants at the Eat Tel Aviv Festival: Yaffo Tel Aviv, Yahaloma Banamal, Manta Ray, Zakaim, Meshek Barzilay, Lima Nippo, Mexicana, Vicky Cristina, Little Italy, Agadir, Cookeez, Tamara, Dim Sum Shop, and many more. (photo tel aviv)

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Night of Museums

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bonaria mancaViterbo. Saturday 21 May 2016, the Biennale Art Viterbo participates in the Night of Museums extraordinarily open in the evening from 20.00 to 24.00 in conjunction with the great European event, which this year will involve more than 3000 museums and about 30 countries in Europe. On this occasion you can admire works by great contemporary artists such as Alessandra Giovannoni, Paul Buggiani, Angelo Colagrossi, Magni Mauro, Gianni Piacentini, to name a few, and the young but already established, Jacopo Mandich, Noa Pane, Alexander and Francis Stamenof Maria Bianchini. And meet many of the participating artists, invited first to welcome their audience.
The Biennale will close its doors on June 5 with the display of some significant works of Bonaria Manca, which on the same day will receive the international award, instituted for the first time in 2014 by the Association for the Promotion of Arts in Italy, for Independent Culture in Motion. The artist will personally present to receive the prize. (photo: bonaria manca)

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Massive Collection of Walt Disney Memorabilia Goes to Auction Block-Rare Items Never Before Seen

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

mike mouseLos Angeles, California Van Eaton Galleries, one of the world’s premier animation artwork and collectibles galleries, located in Sherman Oaks, California, has announced one of the most extraordinary auctions of rare and historic Disney memorabilia. The “Collecting Disney” auction will take place Saturday, June 18, 2016 at Van Eaton Galleries located at 13613 Ventura Blvd in Sherman Oaks, California, beginning 11:00 a.m. PT. Collecting Disney is an extraordinary auction devoted to the history of Walt Disney Studios and features items from some of the finest collections in the world. With memorabilia dating from the very beginning of the Studio, to expansion into feature film and beyond, this one-of-a-kind rare auction is an unprecedented glimpse into the personal and professional life of Walt Disney, his close group of animators and artists, the studio and the amazing legacy that lives on today. The auction will feature over 700 rare and some never-seen-before items.
For over 90 years, The Walt Disney studio has influenced popular culture and built generations of loyal fans across the globe. Over 700 pieces of memorabilia will be offered exclusively by Van Eaton Galleries and will be featured during a limited time exhibit. Among the collection’s highlights is an original score for the first song written about Mickey Mouse (Estimate: $15,000-$20,000); several early original drawings by animator Ub Iwerks from the first two Mickey Mouse cartoons ever made, “Steamboat Willie” and “Plane Crazy,” (Estimate: $4,000-$6,000); one of the first Mickey Mouse Dolls ever made, hand-signed by Walt Disney (Estimate: $25,000-$50,000); and an extremely rare premiere program for Snow White and The Seven Dwarfs signed by Walt Disney and over 50 members of the studio staff, (Estimate: $5,000-$10,000) – photo left shows program. Mickey and Minnie Animated Old King Cole Window Displays ($50,000-$75,000); a complete Kem Weber designed Disney Studio office including an animators desk, “airline chair”, closet, and floor lamps (Estimate: $60,000-$80,000); an minnieoriginal Charlotte Clark Mickey Mouse Doll (Estimate: $3,000-$5,000) and a “Babes in Toyland” Prop Soldier (Estimate: $18,000-$20,000). A portion of the Collecting Disney auction will benefit the Annette Funicello Research Fund for Neurological Diseases (www.annetteconnection/About-the-Research-Fund.php). Annette Funicello landed her role on The Mickey Mouse Club in 1955 at just 13 years old and soon became the world’s most beloved and most popular Mouseketeer of all time. Funicello’s personal Mickey Mouse Club “Mouse Ears,” as well as a Mickey Mouse Club sweater worn by her, are being offered and will benefit her foundation. These items are two of the very few pieces of memorabilia that were not lost when her home caught fire in 2011, and they are being offered directly from her estate. Other highlights include one of the first blueprints of Disneyland discovered by the widow of the man that helped build the Disneyland railroad (Estimate: $15,000-$25,000), original “Babes In Toyland” toy soldier (Estimate: $15,000-$20,000), the first Mickey Mouse watch (Estimate: $1,500-$2,500) and the original acetates for the first soundtrack to The Jungle Book. (Estimate: $1,000-$2,000).
“This collection and the people that have collected it are beyond extraordinary,” said Mike Van Eaton, Co-Founder of Van Eaton Galleries. “The breadth of this vintage collection and the rarity of the memorabilia are a true testament to the genius of Walt Disney. I am not aware of any other auction which has recently taken place that features such rare and sought-after Disney memorabilia. We are honored to be a part of preserving Walt Disney’s legacy.” Other highlights include rare books (some signed by Walt Disney), vintage toys, as well as original animation artwork, records, contracts, magazines and memorabilia from the earliest of days at the Walt Disney Studio. The complete collection can be viewed in the on-line catalog as of May 20, 2016 at http://www.vegalleries.com/collecting disney
Van Eaton Galleries is one of the world’s premier original animation art and collectibles galleries. The gallery is located in Sherman Oaks, California and specializes in unique original animation artwork. Established in 1994, the gallery offers distinct collections from the world of animation and special exhibits and events for collectors, fans and guests from around the globe. The gallery is open Tuesday through Saturday from 10am to 6pm. Van Eaton Galleries has offered such collections as The Story of Disneyland, The Secret Art of Dr. Seuss, The Art of Gris Grimly, The Art of Ragnar and animation artwork from Disney, Warner Bros., DreamWorks, Hanna-Barbera, Don Bluth and many others. For more information, please visit http://www.vegalleries.com.

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Living conditions and prospects for refugees in Greece must be improved, MEPs say

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

rifugiati sirianiThe EU must ensure decent living conditions for refugees stranded in Greece since the closure of the northern border with FYROM. Civil Liberties Committee Members on a fact-finding mission in Greece also said that asylum-seekers must have legal ways to receive international protection.MEPs met on Tuesday evening with the Greek Minister for Migration, Ioannis Mouzalas, to discuss the situation of refugees in the country as well as the implementation of the EU-Turkey deal aimed at stemming the flow of migrants and asylum-seekers from Turkey. Wednesday MEPs visited the Idomeni camp and met with international organizations and NGOs working on the ground.
Following the visit to Idomeni, Peter Niedermuller (S&D, HU), head of the delegation, said: “What we have witnessed here is a human tragedy. It is a symbol of a failed European migration policy.””In the short term, on the ground, we need to ensure health care, social care, psychological support and access to education for children. In the medium term, we need a process based on legal alternatives by which these people can be relocated or granted international protection in Greece. In the long term, we need a genuinely common European asylum system based on solidarity and acceptance of the realities of human migration”.Minister Mouzalas acknowledged that the situation in Idomeni “is not good” and explained that the Greek authorities want to close down the camp by mid-June, moving the thousands of people, mostly Syrians, but also Iraqis and Afghans, to other locations with better facilities in the presence of asylum officers.MEPs questioned the Minister about the implementation of the EU-Turkey deal, and on the cooperation with international organisations and NGOs working with the refugees.On Thursday, MEPs will be in Lesvos, where they will visit a closed centre, the Moria reception centre, as well as an open facility, Karatepe, and will meet with representatives of EASO, Frontex and the local authorities. The delegation will then travel to Athens, where they will have interviews with representatives of the Greek Parliament and UNHCR.
The delegation is headed by Mr Niedermuller and further consists of Birgit Sippel (S&D, DE), Mariya Gabriel (EPP, BG), Helga Stevens (ECR, BE), Malin Bjork (GUE, SE), Laura Ferrara (EFDD, IT), Roza Maria Grafin Thun und Hohenstein (EPP, PL), Anna Maria Corazza Bildt (EPP, SE) and Janice Atkinson (ENF, UK).

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Confiteor: Mostra Personale di Valerio de Filippis

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

the circleRoma (RM) dal 28.05.2016 al 08.06.2016 ART G.A.P. Gallery Via di San Francesco a Ripa, 105/a, Orari d’apertura: tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.30 Opening: 28.05.2016 – Ore 19.30 Ingresso Libero. La Crocefissione e The Circle: la vita spirituale e la morte terrena, il sacrificio divino e l’esistenza umana costituiscono i temi, opposti e complementari, delle due opere d’arte in mostra. Grandi nelle dimensioni, enormi nella profondità dei significati legati all’iconografia scelta: l’uomo e Dio, Cristo e la coscienza umana. Valerio de Filippis, dopo due anni in cui esperienze artistiche diverse dalla pittura lo hanno impegnato a tempo pieno, torna all’antico e portentoso “mestiere” del pennello e del colore con un’esposizione intima, focalizzata sul tema dell’esistenza.
I due dipinti verranno allestiti al centro delle due stanze della galleria di Trastevere, sospese dal soffitto come una presenza non solo fisica, ma realmente viva. La Crocifissione, per altro, non è un dipinto unico, ma si tratta di un’opera composta da una serie di tele che figurano i dettagli del corpo martoriato di Cristo. Il dolore fisico, però, non è descritto attraverso il segno evidente del sacrificio e delle ferite, ma viene assurto a emblema spirituale, a segno che rimanda alla memoria senza indulgere nel dettaglio truculento. Una pittura, dunque, sofisticata e carica di letture simboliche. The Circle, invece, è dipinta su una tavola e raffigura un uomo dalle dimensioni reali: in basso al centro un teschio richiama al memento mori che costituisce l’elemento fondamentale della coscienza umana, ossia la consapevolezza della vita e la sua normale conseguenza. In occasione di questa mostra, ART G.A.P., e in particolare il curatore Cecilia Paolini, è particolarmente e profondamente grata a Valerio de Filippis per aver dato ancora una volta fiducia a coloro che, ormai da quasi un decennio, seguono la sua intensa e importante carriera artistica. (foto: the circle)

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“Criminalità e sicurezza a Napoli”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli venerdì 20 maggio, alle 10.30 nell’Aula Magna Storica dell’Università Federico II, in corso Umberto I, sarà presentato il Primo rapporto su “Criminalità e sicurezza a Napoli”. Apriranno i lavori Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II, Marco Musella, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Ateneo, Roberto Delle Donne, Responsabile di FedOAPress, e Antonio Iodice, Presidente Istituto “S. Pio V”. Presiederà Giuseppe Acocella, docente federiciano di Filosofia del diritto.
Interverranno Filippo Bubbico, Vice Ministro dell’Interno, Franco Roberti, Procuratore Nazionale DNAA, Luigi Riello, Procuratore Generale di Napoli, Antonino Cufalo, Vice-Capo della Polizia, ed Ernesto Ugo Savona, Direttore di Transcrime.
Il lavoro di ricerca è a cura di Giacomo Di Gennaro, docente di Sociologia generale, e Riccardo Marselli, dell’Università Parthenope.

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Libro: I medici si raccontano

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

i medici si raccontanoVoci dai confini del sapere di Silvano Biondani, Paolo Malavasi, Sebastiano Castellano Prefazione di Gianna Milano. “La medicina è migliorabile ma non infallibile, è un’impresa che si fonda su certezze consolidate ma anche su inevitabili incertezze, su competenze tecnico-scientifiche, ma anche sulla partecipazione a un malessere per il quale non sempre esistono terapie efficaci. Ma anche quando la medicina fallisce, la cura del malato deve sempre esserci.” (dalla Prefazione di Gianna Milano)C’è il dolore del malato e c’è il disagio del medico, di cui si parla poco o niente. Il libro di Silvano Biondani, Paolo Malavasi e Sebastiano Castellano, tra i primi ad avviare gli incontri sperimentali di medicina narrativa nel 2002, vuole parlarne. Vuole che siano chiari i due aspetti della medicina: essere curati e curare. Perché dietro ogni appuntamento, ogni malattia, ogni persona, c’è una storia, e conoscerla rappresenta già uno straordinario strumento terapeutico.Sullo sfondo ci sono i tagli alla sanità, la spersonalizzazione del malato e l’esaltazione della diagnostica fatta di esami di laboratorio, di specialisti, di troppi dati obiettivi.C’è soprattutto la preoccupazione, la speranza, la sofferenza, il dolore fisico e quello psichico vissuti dal malato e dalla sua famiglia, raccolti da un medico che ascolta. Ci sono nuove domande.Che cosa significa essere medici oggi? Che cosa significa curare? E che cosa prendersi cura? Che vuol dire affacciarsi alla vita degli altri nel momento della sofferenza? Quali sono le frustrazioni di una professione via via penalizzata dalla fretta?Alcuni medici di famiglia veronesi ed emiliani hanno deciso di formare un gruppo di «narrazione medica», al cui interno leggere e discutere le storie dei pazienti che più li hanno colpiti, coniugando la scienza alle storie dei malati. Dal loro dialogo, e fra quello di curanti e curati, è maturata un’intensa condivisione di casi umani, di relazioni che diventano parte della cura, di problemi irrisolti o irrisolvibili, a cui si cerca di far fronte con nuove risposte.Le storie raccontate in questo libro suggeriscono che è la relazione di cura che andrebbe curata, in una prospettiva di ripensamento generale della medicina e della dimensione umana contro la spersonalizzazione imperante nel mondo della sanità.
Edizioni Angelo Guerini e Associati è una Casa Editrice indipendente specializzata in saggistica fondata a Milano nel 1987. Ad oggi sono stati editati oltre tremila titoli su temi quali la ricerca scientifica, il dibattito politico e culturale, l’evoluzione della didattica universitaria, lo sviluppo professionale. (foto: i medici si raccontano)

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“Al Mit definite le rotte per continuità territoriale Sicilia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

sicilia“Si è svolto il previsto incontro al Ministero per le Infrastrutture con il direttore generale Renato Poletti, per esaminare il piano contenente le ‘rotte sociali’ preparato da Soaco, società di gestione per l’aeroporto di Comiso, per il riconoscimento della continuità territoriale in Sicilia. La definizione delle ‘rotte sociali’ è un passaggio fondamentale anche per individuare la destinazione dei 20 milioni di euro: 10 milioni di euro alla parte orientale e 10 a quella occidentale della Sicilia. Bisogna chiudere quindi al più presto l’iter procedurale per raggiungere nel più breve tempo possibile il traguardo finale e sfruttare questa grande opportunità per i siciliani”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Nino Minardo, primo firmatario della relativa proposta approvata nella scorsa legge di stabilità, che ha partecipato all’incontro al Mit insieme al sindaco di Comiso Filippo Spataro, al presidente della Soaco Rosario Dibennardo e al suo direttore commerciale Paolo Dierna.
“Le rotte proposte relative all’aeroporto di Comiso per usufruire di tariffe agevolate sono Roma-Bologna-Torino e Venezia. L’agevolazione è del 50% per i cittadini residenti nell’isola – prosegue Minardo – mentre i non residenti usufruiranno di uno sconto inferiore del 20%; fatto quest’ultimo di notevole importanza che incentiva e favorisce il turismo nei nostri territori. Da questo momento si procederà con la convocazione della conferenza di servizi ufficiale, con gli attori interessati, per predisporre il bando di gara”.

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Corte europea condanna l’Italia per l’Ilva

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

corte europea giustiziaLa notizia dell’apertura di un procedimento nei confronti dello Stato italiano, accusato dalla Corte europea dei diritti umani di non aver protetto dalle emissioni dell’Ilva la vita e la salute dei cittadini di Taranto e dei comuni vicini, dimostra in maniera chiara ed inequivocabile quanto l’USB denuncia da tempo: la necessità di mettere realmente in sicurezza gli impianti dell’ILVA, sia per la tutela dei cittadini e dell’ambiente che per la sicurezza dei 11.800 lavoratori tarantini.L’USB, che peraltro si è costituita parte civile nel processo contro l’ILVA “Ambiente Svenduto”, iniziato ieri a Taranto con oltre 40 imputati (tra i quali Fabio e Nicola Riva, l’ex presidente Vendola, il sindaco di Taranto, l’ex presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, l’ex responsabile dei rapporti istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà), evidenzia che tutte le gestioni commissariali hanno lavorato solo ed esclusivamente negli interessi del mercato, con il favore e la compiacenza di Cgil-Cisl-Uil.Sotto accusa anche i decreti “Salva ILVA”, con cui il Governo, tutto rivolto a salvaguardare gli interessi dei soliti noti, ha permesso la continuazione delle attività produttive. Il governo italiano è inoltre oggetto di un nuova procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea, ancora una volta per questioni molto gravi di inquinamento e mancata salvaguardia della salute dei cittadini, che in breve tempo sarà sottoposta alla Corte di Giustizia Europea con sede in Lussemburgo.
L’USB ribadisce dunque l’unica soluzione praticabile per una vera via d’uscita: il ritorno in mano pubblica dell’ILVA, per permettere la salvaguardia dei posti ed un’effettiva bonifica, che sia veramente garanzia per la salute di chi lavora e di tutti i cittadini, sacrificati in questi anni al più bieco profitto.

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25 maggio è sciopero dipendenti capitolini

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

campidoglioRoma. Sette mesi di commissariamento e, alla vigilia delle elezioni comunali, nulla è stato prodotto per definire un contratto condiviso per i 24.000 dipendenti capitolini. Due anni di penalizzazioni economiche, condizioni di lavoro disagiate e ovvie conseguenze di disservizio per i cittadini. La gestione commissariale ha reso spendibili tutti i 157 milioni di euro precedentemente tagliati dall’atto unilaterale, ma rischia lo stesso fallimento dalla Giunta Marino. Nonostante le dichiarate buone intenzioni non ha saputo definire un contratto condiviso. Responsabilità anche di una classe dirigente inadeguata che non ha saputo o voluto produrre proposte utili, che non sembra all’altezza di affrontare le criticità presenti, e il cui immobilismo vanifica ogni sforzo di trovare soluzioni e onorare gli impegni assunti dallo stesso Commissario. L’ultima conferma nelle prossime busta paga: le quote tagliate nel 2015 dall’atto unilaterale sembra che non saranno distribuite a maggio e a giugno, come da assicurazioni fornite e da impegni presi sul tavolo di confronto. Ancora una volta chi ha la responsabilità di gestire Roma Capitale viene sconfessato dall’apparato burocratico. La responsabilità fin qui dimostrata da parte sindacale non può significare diventare ostaggi dell’immobilismo. Non ce lo possiamo permettere, per i 24.000 dipendenti capitolini, le loro buste paga e per i cittadini.La prossima giunta avrà un gran da fare per uscire da una situazione già ampiamente compromessa e con l’aggravante di ritrovarsi una classe dirigente che ha già dimostrato la propria incapacità di gestire una situazione così complessa.Le difficoltà dei rapporti con il Governo nazionale si replicano a livello locale. Una ragione in più per partecipare in massa allo sciopero del 25 maggio. La prossima amministrazione deve sapere, già da subito, che la priorità per Roma è proprio quella di chiudere al più presto la stagione degli atti unilaterali, che hanno prodotto solo inefficienze nei servizi ai cittadini e penalizzazioni per chi lavora.

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AidEx 2016 Humanitarian & Development Journalism Award open for entries

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

Brussels, 18 May 2016: AidEx, the leading forum for the international aid and development community, is happy to announce that the 2016 edition of the AidEx Humanitarian & Development Journalism Award, supported by NRS International, is now open for submissions and nominations.Launched last year, this award aims to celebrate the best of humanitarian and develoBruxellespment reporting and photojournalism. In 2015, the winners of the award were Holly Young, from The Guardian’s Global Development Professionals Network (for reporting) and Victor Lacken, of Lensman Media Services (for photojournalism). Other finalists in both categories included individuals from IRIN, Plan International, EurActiv, and the Thomson Reuters Foundation. Learn more about last year’s finalists and winners here.
Speaking about his win, Victor Lacken noted that it has “motivated me to seek new challenges in photojournalism and I expect it will inspire other photographers to tell their stories.” Holly Young said winning the reporting award has “given me more confidence to pursue stories that I really believe in”.The AidEx Humanitarian & Development Journalism Award is run in partnership with NRS International, a leading international manufacturer of innovative products for the humanitarian aid, public health and development sectors.The award will be conferred in-person at the AidEx Brussels exhibition and conference on 17 November 2016 and will recognise exceptional work in the following two categories:
Photojournalism: for a photograph or set of photographs published in 2015, portraying the work of international aid organisations or NGOs, or the situation of those in need of humanitarian aid or development assistance.
Reporting: for print, radio, broadcast or digital reporting published in 2015. This should have investigated humanitarian and development issues; recognised unsung heroes in the sector; highlighted the plight of affected communities; or encouraged greater understanding of humanitarian and development work.
Nominations for the Award will be judged by an independent panel of experts and by an online public vote. One winner will be selected from each category to receive a trophy and cash prize of €2,500, conferred in person at AidEx in Brussels on 17 November 2016.
To enter your own work or to nominate someone for the AidEx Humanitarian & Development Journalism Award, please visit the AidEx website, where full Terms and Conditions are also available. The deadline for entries is 29 July 2016. Follow #HDJA and @AidEx2016 on
Now in its 6th year, AidEx is a major international conference and exhibition for humanitarian and development professionals of all stripes. Its fundamental aim is to engage the sector at every level and provide a forum for the visitors to meet, source, supply, and learn.
NRS International is a family-run company that develops and manufactures products for the humanitarian aid, public health and development sectors. It aims to improve the everyday lives of people in need by providing cost-effective aid essentials. Headquartered in Dubai, United Arab Emirates.

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Effective privacy protection – “bytejail®” grows up

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

protectMünsingen, May 2016 | Instead of spending a lot of money for defense and protection, “bytejail” takes the easy way – data encryption and secure outsourcing. What is no longer there, cannot be stolen, hacked or illegally copied. The software application protects sensitive data of users – commercial as well as private – from spies, hackers and thieves with high grade encryption, anonymization, and special off-site data storage. The ever-increasing incidences of data theft, ongoing electronic eavesdropping attacks, as well as the insecure data legislation of many countries were the motivation behind the development of the product “bytejail®” by EAM GmbH.
We offer individual users and companies the opportunity to finally be once again “master of the situation” or to bring the situation “under control.” To store confidential documents, sensitive project information, or innovative developments on inadequately protected servers or in clouds is enormously risky. This fundamental risk is often still increased through “low statutory data protection” prevailing in many countries around the world. EAM GmbH has been implementing sophisticated projects in a solution-oriented manner since 2006. Creative programmers met up with professional project managers and in approximately 24 months discovered the solution for high-profile data encryption and anonymization – a highly secure off-site storage of “sensitive data” is also an innovative component of the “bytejail®”product. The product is patented and trademark-protected.The 4 main characteristics of “bytejail®” are as follows:
High-quality and technically up-to-date encryption of sensitive data to be kept out off the hands of third parties.
Highly secure off-site storage of local data in a special data center, which users can select themselves – in a country with high legal data protection legislation (currently Switzerland, soon Germany, and other countries are planned as well.
Anonymous storage structure – without exception: “Privacy by Design” was a guideline in the development of the product.
End user software that delivers both easy of use and advanced configuration options. Further information: (https://bytejail.com) (photo: protect)

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Mostra Leonard Freed: Io amo l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

leonard freedCentro Saint-Bénin di Aosta dal 21 maggio al 20 settembre, mostra “Leonard Freed. Io amo l’Italia”. (21 maggio – 20 settembre 2016.
Inaugurazione venerdì 20 maggio, ore 18 Orari tutti i giorni dalle 9 alle 19 Catalogo italiano-inglese, edito da Admira edizioni (in mostra € 34. Ingresso € 6 intero, € 4 ridotto, € 3 per i soci del Touring Club Italiano e Alpitur, gratuito per minori di 18 anni e scuole).
La rassegna proposta dall’Assessorato dell’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, curata da Enrica Viganò e realizzata in collaborazione con il Leonard Freed Archive e Admira, offre al pubblico una ricca selezione di immagini scattate dal fotografo americano, membro della celebre agenzia Magnum Photos, in diverse città fra cui Firenze, Milano, Napoli, Roma, Venezia e in piccole località italiane, a partire dalla metà del Novecento agli inizi del nuovo secolo.Gli scatti, tutti in bianco e nero, raccontano il rapporto fra Leonard Freed e l’Italia – terra che ha amato profondamente e che lo ha ospitato per oltre quarantacinque soggiorni – tappa importante della sua autorevole carriera.Emerge dai suoi lavori, colmi di sentimento, una colossale forza che si scorge nei volti e nelle inquadrature, ritratti in maniera realistica e liberi da stereotipi, ma dotati di grande sensibilità ed umanità. “La storia d’amore” con l’Italia, così come lui stesso la definiva, ha inizio tra il 1952 e il 1958, quando, mosso dall’interesse per l’arte, compie i primi viaggi in Europa e scopre la passione per la fotografia.
Da sempre attratto dallo studio della natura umana, dei comportamenti, dei caratteri, s’innamora da subito degli italiani che ne incarnano le differenti tipologie e che ha modo di osservare anche nella Little Italy di New York, dove si trasferisce nel 1954. Passano quindi in secondo piano i paesaggi, l’arte, l’architettura, la politica, che rappresentano lo sfondo della sua personalissima analisi della società. La ricerca di Leonard Freed, sensibile all’antropologia culturale e all’indagine etnografica, scaturisce dalla necessità di ritrovare il senso delle proprie origini attraverso lo studio di comunità tradizionali. Ne deriva il suo esser affascinato dalla vita della gente comune, dal calore e dalla spontaneità che si osserva negli scatti che immortalano lavoratori siciliani, persone che passeggiano, bambini che giocano o che vanno a scuola, uomini e donne che compiono i gesti tipici della loro quotidianità, soldati, aristocratici veneziani e romani. La sua analisi trasversale della società offre uno spaccato di 50 anni di storia, dove se da un lato sono evidenti i cambiamenti e le differenze socio-economiche legati al trascorrere degli anni, dall’altro si percepisce una continuità gestuale che esula dal passare del tempo. Gli atteggiamenti, le espressioni, i gesti appaiono come cristallizzati in un passato che diviene presente. Il suggestivo percorso espositivo offre quindi una minuziosa descrizione della popolazione italiana, dove a scene di uomini che spingono carretti di legno – per il trasporto di frutta nella Little Italy di New York degli anni ’50 o nel frettoloso spostamento di un enorme pesce nell’assolata Sicilia degli anni ’70 – si alternano scene di semplice rilassatezza. Lo si scorge negli scatti con persone sedute davanti alla propria abitazione o nell’immagine di un uomo intento ad offrire prodotti tipici (Sicilia, 1974), secondo i costumi dell’ospitalità mediterranea.
Spiccano opere dal gusto vivace e ironico in cui i preti giocano a tirarsi palle di neve in Piazza San Pietro (Roma, 1958), o dove tre cani attendono di entrare in una Farmacia (Venezia, 2004) o, ancora, una movimentata panoramica su un gruppo di ragazzini, divertiti dall’esplosione di petardi (New York, 1955). Il carattere poetico e riflessivo, ma al contempo di estrema forza, è trasmesso da Napoli, 1956: il ritratto di una ragazza dallo sguardo espressivo fisso in camera si staglia sullo sfondo di un gruppo di donne che guardano all’orizzonte. Della stessa carica emotiva, seppur priva di sguardi e di espressioni dirette, è Firenze, 1958, che cattura un momento di riposo di tre giovani soldati seduti su un ponte della città, avvolta da una leggera foschia.
Del rapporto con la fotografia e con i suoi soggetti Leonard Freed aveva un’idea molto chiara e affermava infatti: “Sono come uno studente curioso, che vuole imparare. Per poter fotografare devi prima avere un’opinione, devi prendere una decisione. Poi quando stai fotografando, sei immerso nell’esperienza, diventi parte di ciò che stai fotografando. Devi immedesimarti nella psicologia di chi stai per fotografare, pensare ciò che lui pensa, essere sempre molto amichevole e neutrale”. E ancora: “Voglio una fotografia che si possa estrapolare dal contesto e appendere in parete per essere letta come un poema”. La mostra Leonard Freed. Io amo l’Italia è corredata da un volume italiano-inglese, riccamente illustrato, edito da Admira Edizioni.
La struttura espositiva del Centro Saint-Bénin è diretta da Daria Jorioz, dirigente regionale dell’Assessorato dell’Istruzione e Cultura, è aperta al pubblico sin dal 1986. Le esposizioni temporanee sono ospitate negli ambienti della seicentesca cappella del complesso monumentale del priorato di Saint-Bénin, fondato intorno all’anno Mille e diventato a partire dal 1604 Collegio di studi superiori. (foto: leonard freed)

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Da Londra “messaggi d’amore” per l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

londraBoris Johnson strizza l’occhio all’Italia spiegando il rischio che corre rimanendo nella UE. L’Italia è ad un passo dal baratro ma i suoi governanti invece di comportarsi come bravi padri di famiglia nascondo quello che aspetta gli italiani. L’Italia è un paese bloccato dal suo debito e da una crisi del settore bancario, irrisolvibile nel breve tempo. Il prodotto interno lordo si è ridotto del 9% e la produzione industriale del 25%.L’Italia leader nel manifatturiero che ha contribuito allo sviluppo in tempi passati, ormai è solo un ricordo, ad una le aziende sono state svuotate e chi caparbiamente ha voluto continuare è stato costretto a delocalizzare. La percentuale del debito rispetto al Pil sale: 121 per cento nel 2011, 123 nel 2012, 129 nel 2013, 132,7 nel 2015 ed è un macigno che peserà per i prossimi 50 anni. Oggi Renzi può contare su babbo natale, Draghi, ma se la Corte Suprema tedesca dovesse accettare il ricorso della Bundesbank per l’Italia non ci sarà futuro, anche la posizione dello stesso Draghi non sarebbe più così sicura.L’Italia ha una crescita che l’FMI prevede intorno all’1%, non sufficiente a spronare l’economia.Non solo, la FED presto alzerà i tassi di interesse e la speculazione selvaggia costringerà la Cina a frenare il boom del credito. L’Italia a questo punto precipiterà, in una nuova crisi, e questo accadrà nei primi mesi del 2017. Tra i paesi principali europei è quello più vulnerabile, ha tutti gli indicatori macroeconomici peggiori anche rispetto alla Spagna, che ha ripreso a macinare numeri anche grazie ai buoni rapporti di scambio con i paesi del nord africa.L’inflazione è a livelli bassi e il governo non ha attuato misure politiche per combattere la recessione. Il paese ha urgente bisogno di riforme su vasta scala, che per natura porteranno contrazione a breve termine, bisogna bilanciare con investimenti per attutire l’urto, ma il governo Renzi sembra infischiarsene, è urgente varare un New Deal al più presto. Il tanto fagocitato Fiscal Compact, come medicina curativa, al contrario, obbliga a conseguire un surplus di bilancio abbastanza grande da tagliare il rapporto debito/Pil del 3,6 per cento all’anno per vent’anni. I governanti italiani dovevano pensare solo ad abbattere la pressione fiscale e il surplus usarlo per abbassare il debito pubblico, macigno che grava sulla crescita del paese. Ma per fare questo ci vuole un premier, una coalizione credibile che spieghi al popolo italiano le vere condizioni del paese, e il pericolo a cui va incontro. Una sorta di messaggio trasmesso 2 anni fa da Vucic in TV al popolo serbo, nel suo messaggio accorato, annunciava tagli nel pubblico impiego sopra un certo tetto senza toccare gli stipendi medi. Vucic andò avanti e promise che quelle riforme avrebbero insieme ad altre, razionamento dei trasporti, sanita, università, portato enormi benefici. Il premier Vucic, prese in mano un paese con il livello di corruzione stratosferico, riuscì in 2 anni a tagliare del 30% questo cancro semplicemente ruotando all’interno dei ministeri i dirigenti, altri spostandoli di sede e centralizzando gli acquisti.Tali norme nel nostro paese non sono fattibili, i sindacati pur di non perdere potere bloccherebbero il paese, a differenza Vucic capì questo pericolo e concordò le manovre del suo esecutivo con i sindacati, che capirono impedirono qualsiasi forma di protesta, nonostante i tagli, non fu indetta neppure un’ora di sciopero. Allo scadere dei 2 anni, Vucic ha presentato un biglietto da visita di una Serbia in crescita, nuovi posti di lavoro e un piano industriale innovativo nei distretti, non solo, ma allo scadere dei 2 anni che ha concordato con i sindacati, ha restituito quanto preso in prestito ed ha aumentato gli stipendi minimi di lavoratori e pensionati. Pensate che il nostro Renzi abbia simili capacità e credibilità? L”Italia ha i politici che merita ma è giusto ricordare cosa era e cosa è oggi, negli anni 90 durante il craxismo l’Italia vantava un ampio avanzo negli scambi commerciali con la Germania, prima che fossero fissati i tassi di cambio e quando si poteva ancora svalutare. In 15 anni l’Italia ha perso rispetto alla Germania il 30% di competitività sul costo di lavoro per unità di prodotto. Negli ultimi 5 anni, la produttività è calata del 5,9%. I governi che si sono succeduti dall’era Craxi sono tutti criticabili, nessuno ha avuto il coraggio di mettere mano alle riforme e questo oggi ingessa il paese. Quello che abbiamo difronte, è un paese che si muove con le stampelle, e a questo c’è da aggiungere la crisi bancaria dietro l’angolo. L’Italia è tra i paesi messi peggio anche per i derivati che gli istituti di credito hanno in pancia. La vigilanza che esercita la Bce sta rendendo le cose più difficili, il fondo Atlante potrebbe attirare sempre più banche nelle sabbie mobili, aumentando il rischio sistemico. L’Italia a causa delle regole varate dalla UE è quella messa peggio, è un paese commissariato anche se l’esecutivo lo nega, altrimenti non si spiega il perché Renzi, non prende iniziative in piena sovranità per stabilizzare il proprio sistema bancario. Sono convinto che il governo Renzi affronterà molte burrasche nei prossimi mesi, se non sarà un bravo comandante affonderà con tutta la nave, ben prima del Referendum di ottobre, data che Renzi si è dato come scadenza per la fine del suo governo in caso di vittoria del NO. Renzi è ad un bivio, ha una sola scelta, tirare fuori i suoi attributi in presenza della Merkel e le autorità europee, oppure restare a guardare in attesa che il sistema bancario imploda e il paese non possa più far fronte ai suoi debiti. L’Italia non è la Grecia, non può accettare supinamente la sottomissione, purtroppo non ha un leader carismatico come Craxi o Andreotti. Anche i grandi economisti italiani e capitani l’industria stanno ripensando all’uscita dell’euro come unica svolta a tutti i problemi del paese. Solo così si eviterebbe una catastrofica deindustrializzazione, che è già in atto, grandi gruppi industriali, gioielli del nostro paese sono finiti sotto il controllo tedesco, francese, giapponese e cinese. Abbiamo tutto il tempo per riorganizzarci con accordi bilaterali one to one (Italia – Svizzera), (Italia – GB) e (Italia – Serbia) e rilanciare così una nuova UE aperta ad est. (Maurizio Compagnone Opinionista del “La Gazzetta italo brasiliana”)

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Maison Signore detta le nuove tendenze della moda sposa 2017

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

signore exellenceMilano dal 21 al 23 maggio Palazzo Clerici (Via Clerici 5) presentazione delle nuove collezioni 2017 Signore Excellence, Victoria F, Enzo Miccio Bridal Collection e “Seductions” by Valeria Marini. L’azienda, leader di settore nella produzione artigianale di abiti da sposa, vanta numeri da record: più di quaranta anni di attività nel mondo del bridal, più di duemila metri quadrati di showroom tra gli atelier di Napoli, Aversa e Caserta, quattro collezioni e più di duecento modelli diversi di abiti da sposa realizzati ogni anno. La Maison, che ha inaugurato ad aprile una nuova sartoria e un nuovo ufficio stile, è considerata un punto di rifermento nel settore ed oggi i suoi abiti sono nei più importanti showroom italiani, degli Stati Uniti e del Far East.La Maison dal 2014 ha arricchito la sua proposta aggiungendo alle collezioni Signore Excellence e Victoria F, che hanno reso celebre e portato al successo la Maison, la collezione “Seduction” nata dalla partnership con Valeria Marini e a fine del 2015 ha completato la sua offerta con la Enzo Miccio Bridal Collection ideata dal più apprezzato wedding designer italiano.L’azienda, giunta al quarantennale, è ormai una delle realtà del settore più amate a livello internazionale. Per le future spose, infatti, affidarsi alla Maison Signore vuol dire, non solo indossare un abito unico, ma anche ricevere una consulenza stilistica completa, mirata a rendere il proprio matrimonio un evento indimenticabile.
Nel corso della tre giorni sarà presentata anche la campagna “L’Amore cucito addosso” per avvicinare i giovani alla sartoria artigianale, lanciata dall’azienda in occasione dell’inaugurazione della nuova signore exellence1sartoria e del nuovo ufficio stile. L’amore per il Made in Italy, per l’artigianalità e l’altissima qualità dei tessuti e delle sarte premiere che lavorano nello staff della Maison, sono da quest’anno ancora di più i punti di forza sui quali si investe per vestire le spose italiane ed estere. Infatti tutti gli abiti della Maison sono interamente Made in Italy e realizzati rigorosamente a mano da sarte e ricamatrici esperte.”Gli abiti che presentiamo quest’anno- dichiara l’amministratore di Maison Signore Gino Signore- saranno con questa nuova collezione ancora di più “trasformabili” e potranno adattarsi sia al corpo di chi li indossa, che alla situazione; saranno smontabili attraverso delle zip, e la creatività e la comodità diventeranno le parole chiave di questo progetto.
L’atmosfera con cui presenteremo le collezioni Victoria F ed Signore Excellence sono incantate e fiabesche: abbiamo scelto lo specchio d’acqua più famoso della letteratura, il Lago di Como, per realizzare i servizi fotografici e raccontare una storia romantica, una storia d’amore che si conclude con il finale più bello di sempre: “Sì, lo voglio“. Una fiaba, un sogno, una storia d’amore unica, che si rinnova sempre. L’Oro di Napoli,- continua Signore- è il nome della nuova esclusiva collezione 2017 di abiti da sposa disegnata da Enzo Miccio nella quale celebriamo Napoli ed il suo stile. Miccio immagina di vestire una sposa sontuosa, una principessa contemporanea, romantica e senza tempo; in ogni abito c’è l’unicità della sartoria partenopea, quello “stile napoletano”, famoso in tutto il mondo. La linea Valeria Marini Seduction è frutto del sodalizio tra Maison Signore e l’attrice e stilista Valeria Marini. proporrà una collezione luminosa e originale caratterizzata da linee iperfemminili che accompagnano la silhouette, bustini stringati, trasparenze, scollature, drappeggi, effetti tattoo, ricami e ricercati pizzi francesi. Abiti, realizzati rigorosamente a mano in Italia da sarte e ricamatrici esperte, ispirata in parte all’intramontabile Old Hollywood style tanto caro a Valeria.” (foto: signore exellence)

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Biodiversità e conservazione delle foreste

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

produttivitàBiodiversità, conservazione delle foreste, gestione dell’acqua, cambiamenti climatici, uso del suolo e sequestro del carbonio atmosferico. Sono questi i temi che caratterizzano oggi la ricerca forestale condotta nelle aree a clima Mediterraneo. È quanto emerge da uno studio condotto dal CREA, Climatologia e Meteorologia applicate all’Agricoltura, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLOS ONE. Lo studio è nato con l’intento di mappare la ricerca scientifica del settore forestale nell’aree a clima mediterraneo (Australia, bacino del Mediterraneo, California, Cile e Sud Africa) per delineare l’andamento e l’evoluzione delle ricerche nel settore. I ricercatori del CREA hanno utilizzato il Science Mapping e la network analysis, due tecniche innovative nell’analisi di metadati, che sono stati impiegati per la prima volta in questo ambito. Si tratta di una rappresentazione visiva e spaziale che, attraverso l’analisi delle citazioni e delle ricorrenze di termini e parole chiave, fornisce indicazioni sull’oggetto dell’indagine e sui suoi progressi. Il punto di partenza è stata l’analisi delle pubblicazioni scientifiche contenute nel database Scopus di Elsevier (2.698 fra articoli di ricerca e recensioni pubblicati da 159 riviste peer-reviewed), realizzate nel periodo 1980-2014 da 88 paesi. La Spagna è risultata essere il paese più produttivo, con il 44% delle pubblicazionipubblicazioni totali (1.178), seguita da Italia con il 18% (482) e Francia con il 12% (336). Nel primo periodo (1980-1994) il numero totale di pubblicazioni ha raggiunto solo il 3% (69) del totale, ha riguardato temi di carattere generale, quali il paesaggio e il suolo, le foreste e la selvicoltura, il fuoco e gli incendi, scarsamente caratterizzati e definiti. Dal 1995 il numero di pubblicazioni è progressivamente aumentato fino all’impennata del periodo 2010-2014 (55% del totale, pari a 1.476). Al crescente numero delle pubblicazioni è corrisposto un maggiore livello di dettaglio, ossia maggior definizione e caratterizzazione degli ambiti di ricerca. Habitat, conservazione, gestione, biodiversità, specie, ma anche cambiamenti climatici, siccità, alte temperature, territorio, degrado, uso del suolo, acqua e gestione delle risorse idriche sono alcuni dei termini ricorrenti che caratterizzano le indagini. A partire dal 2005 emerge con chiarezza il ruolo della selvicoltura e dell’interazione albero-atmosfera, soprattutto nella funzione di mitigazione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Inoltre, agli aspetti di carattere ambientale si affiancano quelli legati all’impatto antropico (urbanizzazione, crescita urbana, cambiamenti di uso del suolo, agricoltura, selvicoltura e tecniche di gestione del territorio) e al suolo nella sua funzione di sequestro del carbonio. «Questa ricerca – ha commentato Ida Marandola, Direttore Generale del CREA – rappresenta uno strumento utile alla comunità scientifica, perché consente di fare il punto della situazione sugli studi relativi agli ecosistemi forestali del Mediterraneo fornendo un approccio innovativo e alternativo per rivelare le tendenze e le evoluzioni temporali delle ricerche di settore. Costituisce, quindi, un primo passo per rafforzare la cooperazione scientifica fra paesi massimizzando l’impatto dell’attività di ricerca». (grafico: produttività, pubblicazioni)

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Il bullismo: linee guida per comprendere e agire

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2016

claudia navarini

Roma Sabato 21 maggio 2016, dalle 9.15, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà il seminario “Le emozioni in classe. Il bullismo: linee guida per comprendere e agire”, organizzato con l’associazione “Il Sole esiste per tutti”.
Tra i fenomeni giovanili più preoccupanti c’è sicuramente il bullismo. Con questo termine si intende una serie di azioni, ripetute, che hanno lo scopo di creare un dominio psicologico dei più forti nei confronti dei più deboli. A lungo andare, può trasformarsi in una vera e propria persecuzione e causare danni gravissimi. Ne sono protagonisti ragazzi sempre più giovani, che esercitano una specie di oscuro potere nei confronti degli altri, attraverso differenti forme di violenza fisica o verbale.
Il risultato finale di questo insieme di piccole o grandi violenze è l’annullamento progressivo della personalità. A furia di essere perseguitata, la persona che subisce il potere del bullo comincia a smarrire la propria autostima. Ha perfino paura di chiedere aiuto, perché pensa che nessuno possa davvero darle una mano. Preferisce chiudersi in un guscio di silenzio, nel terrore di subire le eventuali vendette del suo carnefice. Nel seminario all’Università Europea di Roma saranno offerti strumenti e percorsi per la gestione della sfera emotiva di bambini e ragazzi. Fra questi anche la “Pet Therapy”, terapia con animali domestici.
Dopo il saluto dei Professori dell’ateneo Claudia Navarini e Luigi Russo, alle 9.30 Javier Fiz Perez, docente di Psicologia all’Università Europea di Roma farà un’introduzione al tema del fenomeno del bullismo. Seguiranno, dalle 10.00, gli interventi di Elisa Tempesta, psicologa e psicoterapeuta (“Prevenzione del disagio e gestione della classe”), Fabio Glielmi, psicologo e psicoterapeuta (“Comunicazione assertiva per educatori e insegnanti”), Loredana Giani, professore ordinario di diritto amministrativo (“Dentro il bullismo: aspetti legislativi”), Patrizia Sabbatini, psicologa e Tutor dell’apprendimento e Cristina Aprico, dottoressa e Tutor DSA (“Presentazione Progetto pilota gratuito”).
Alle 14 si terranno i Laboratori per la gestione della sfera emotiva degli alunni: “Pet Therapy”, interventi assistiti con gli animali, con Giorgia Caucci, psicologa e psicoterapeuta, “Emozioni e bullismo”, con Patrizia Sabbatini e Giulia Campennì, psicologa, “Emozioni e DSA”, con Cristina Aprico e Irene Frondoni, psicologa. (foto: claudia navarini)

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