Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 23 maggio 2016

Christian Zucconi: Nocturno

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

corpoCena in EmmausMilano 26 maggio – 9 luglio 2016 Inaugurazione giovedì 26 maggio 2016 dalle ore 18,00Costantini Art Gallery Via Crema, 8 (Orario galleria : 10.30-12.30 / 15.30-19.30 – chiuso lunedì mattina e festivi).
La società odierna ha reso l’uomo una figura frammentata a livello psicologico, sessuale e culturale, una liquidità speculare alle sculture di Christian Zucconi.
L’artista piacentino, dopo due anni di silenzio espositivo, prosegue nell’affrontare la tematica del corpo e della sua percezione riassemblando, scolpendo, rompendo, cucendo e scavando la pietra, dando testa neramaggiore risalto ai personaggi a latere della comunità. La sua ricerca poetica, infatti, si è mossa dapprima nell’ambito religioso e mitologico, attingendo dall’immaginario classico, orientandosi progressivamente verso una selezione visiva più moderna. L’approccio estetico si è così tradotto in plastiche figure che, ferite o amputate, rievocano il quotidiano logorio della mente umana. La scelta del rosso travertino persiano, lucidato con cera, è finalizzata a una resa più carnale dalle algide superfici delle statue, talvolta disposte scenograficamente nello spazio, assumendo una valenza quasi teatrale. Lo spettatore si ritroverà emozionalmente coinvolto in un percorso progettuale, che si snoda attraverso interpretazioni artistiche dall’aura sacrale (“Cena in Emmaus”- 2010) ad altre, più recenti, incentrate sulla dissacrante contemporaneità (“Amelia”- 2016) Una rappresentazione fisica e metaforica del lato oscuro dell’esistere e del pensare.
Si ricordano le personali presso la Pinacoteca del Castello Visconteo di Legnano, il Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco di Milano, i Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza, il Museo dell’Opera del Duomo di Prato e il Cassero per la Scultura Italiana di Arezzo. (foto: cena in emmaus, corpo, testa nera)

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Mostra archeologica: l’arte ritrovata

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

museo archeologicoVibo Valentia, mercoledì 25 maggio 2016, alle ore 11.00, nel Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”, sarà inaugurata la mostra archeologica ReSÒNAnT Ritmi e Suoni: l’Arte ritrovata.
Interverranno: Salvatore Patamia, direttore Segretariato MiBACT per la Calabria; Angela Tecce, direttore Polo Museale della Calabria; Adele Bonofiglio, direttore Museo Archeologico Nazionale “V. Capialbi” di Vibo Valentia e Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide; Rossella Agostino, direttore Museo Archeologico Nazionale di Locri; Carmine Gesualdo, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza; Elio Costa, Comune di Vibo Valentia; Marisa Piro, Istituto Omnicomprensivo “B. Vinci” di Nicotera; Francescoantonio Pollice, Conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia.
L’ iniziativa è un omaggio, sia materiale che immateriale, alla cultura musicale; arte molto importante e assai praticata nel mondo classico, della quale non ritroviamo che pochi frammenti, spesso anche di museo archeologico1difficile interpretazione e con tentativi di riproduzione sonora. Obiettivo della mostra è far conoscere il valore della musica antica e la sua applicazione, differente dalla nostra, attraverso un percorso che dia la possibilità non solo di prendere visione degli oggetti sonori, ma anche di percepire, attraverso l’uso di altri sensi quali l’udito ed il tatto, le emozioni e capire i significati e le usanze di un tempo. L’esposizione, infatti, propone reperti, siano essi provenienti da scavi archeologici o conservati presso altre istituzioni e ricostruzioni desunte da fonti letterarie o iconografiche, ritmi, suoni, declamazioni di testi classici, rappresentazioni scenografiche.
L’esposizione si sviluppa su due livelli: al primo piano i ragazzi del Conservatorio raccontano l’evoluzione storica della musica, mentre al piano terra sono presentati i reperti archeologici e alcuni strumenti musicali del Conservatorio.
In questo contesto trova spazio il progetto Alternanza Scuola-Lavoro in atto con l’Istituto Omnicomprensivo Bruno-Vinci di Nicotera, che illustrerà l’esperienza vissuta presso il Museo degli studenti.
La mostra archeologica ReSÒNAnT Ritmi e Suoni: l’Arte ritrovata rimarrà aperta al pubblico fino al 17 settembre 2016 secondo il seguente orario: 9.00 – 20.00 (19,30 biglietteria) tutti i giorni, escluso lunedì. (foto: museo archeologico)

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Tutela patrimonio culturale: se ne parla a Montreal con i Carabinieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

carabinieri1carabinieri(Fidest) MONTREAL. Tutela del patrimonio culturale, storico e archeologico e lotta al traffico di opere: se ne parlera’ il 25 maggio a Montreal. In occasione della mostra “Pompei, una citta’ romana”, ospite al Museo delle Belle Arti della citta’ canadese, l’Istituto italiano di Cultura ha organizzato una conferenza del Maggiore Luigi Mancuso, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo.
Seguiranno gli interventi di Marc Balcells, professore di crimonologia alla Pompeu Fabra University di Barcellona, su “Looting Italy: A Criminological Analysis of the Supply Side”, seguito da “Documenting the Nature and Extent of Japanese Cultural Plunder in World War II” a cura di Ricardo J. Elia, professore associato di archeologia alla Boston University, e infine “ISIS and Antiquities Trafficking: Al-Qaeda 2.0” a cura del Colonnello Matthew Bogdanos, del corpo dei Marine e vice procuratore distrettuale di Manhattan.
L’iniziativa rientra nel programma di conferenze promossa dall’Istituto per svelare l’eccellenza delle conoscenze italiane sulla civilta’ romana, sul patrimonio storico-archeologico e documentario latino e le linee dei recenti grandi progetti di restauro e recupero di nuove aree di Pompei. E’ in corso a Montreal, per la prima volta, una mostra dedicata proprio a Pompei ed Ercolano, citta’ fondate nel VI secolo AC durante l’Impero Romano e distrutte durante la spettacolare eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Per una anticipazione della conferenza del maggiore Mancuso, qui una intervista alla Sicilia. (Christian Flammia)

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Mostra: “I colori del mare”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

museo guidiForte dei Marmi Museo Ugo Guidi 28 maggio ore 18.00 (28 maggio – 16 giugno 2016) Il Museo Ugo Guidi – MUG e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus presentano la mostra collettiva di pittura e scultura di artisti toscani dal titolo “I colori del mare” a cura e presentazione di Lucia Raveggi e Fabrizio Borghini per Toscana Cultura. Gli artisti partecipanti sono Luciano Manara – Mariella Rossi Tonelli – Laura Ballini – Susi La Rosa – Maria Luisa Salvini – Antonietta Moschi – Paola Campioni – Maddalena Grazzini – Joanna Aston – Maria Vittoria Papini – Mauro Scardigli – Simone Biliotti – Marilinda Bria – Ambretta Mari – Claudio Secciani – Loretta Zagli Confalonieri – Razieh Faghihi Kashani – Massimo Taccetti – Mario Russo – Pietro Tomassi – Gianna Pinotti – Luca Siri – Arnaldo Marini – Antonio Coccioli – Roberto D’ Angelo – Patrizia Gabellini – Bianca Pagliai – Luciano Faggi. Inaugurazione e mostra saranno ripresi da Toscana Tv per la rubrica “Incontri con l’arte”. L’esposizione al MUG sarà visitabile fino al 16 giugno 2016 nei giorni successivi l’inaugurazione su appuntamento. I volumi editi dal Museo Ugo Guidi , “Edizioni Museo Ugo Guidi”, presenti sul Catalogo ufficiale dei libri italiani, sono reperibili al Museo o su http://www.libreriauniversitaria.it di Casalini Libri distributore internazionale.

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One-third of heart failure patients do not return to work

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

ospedaleOne-third of patients hospitalised with heart failure for the first time have not returned to work one year later, reveals a study in nearly 12 000 patients presented today at Heart Failure 2016 and the 3rd World Congress on Acute Heart Failure by Dr Rasmus Roerth, a physician at Copenhagen University Hospital in Copenhagen, Denmark.1. “Employment is crucial for self esteem and quality of life, as well as being of financial importance, in patients with all kinds of chronic illness,” said Dr Roerth.He continued: “Inability to maintain a full time job is an indirect consequence of heart failure beyond the usual clinical parameters of hospitalisation and death. Most information on heart failure is derived from studies in older patients since they are the majority. This has led to a knowledge gap regarding the impact of living with heart failure among younger patients, who perhaps have the most to lose from the condition.”The study included 11 880 heart failure patients of working age (18 to 60 years) who were employed prior to being hospitalised for heart failure. Information on age, length of hospital stay, gender, education level, income, comorbidities and working status was obtained from Danish nationwide registries.2 All Danish residents are included in the registries and have a unique personal identification number making it possible to link information on an individual level.The researchers found that one year after being hospitalised for heart failure for the first time, 68% of patients had returned to work, 25% had not, and 7% had died.Dr Roerth said: “Among patients who are alive one year after their first heart failure hospitalisation, 37% did not return to work, which is a substantial proportion. It confirms that heart failure significantly reduces a patient’s capacity to maintain a normal life and live independently.” Younger patients (18 to 30 years) were over three times more likely to return to work than older patients (51 to 60 years). “This is perhaps not that surprising because younger patients have fewer comorbidities and may have a greater determination to stay employed,” said Dr Roerth. Patients with a higher level of education were twice as likely to return to work as those with basic schooling. Dr Roerth said: “This could be because higher education is associated with less physically demanding jobs. In addition, it may be more possible for highly educated patients to arrange a flexible work life.”Men were 24% more likely to return to work than women. “We do not think that this is primarily explained by men having a better recovery than women,” said Dr Roerth. “It could be that men are more often forced to return to work, for economical and other reasons. Having a work identify may be more important to men.” Conversely, patients were less likely to return to work if they had stayed in hospital for more than 7 days, or had a history of stroke, chronic kidney disease, chronic obstructive pulmonary disease, diabetes or cancer. Dr Roerth said: “It’s important to highlight that our findings are associations and not necessarily causal connections. The associations might help to identify which patients are at the greatest risk of becoming unemployed after being in hospital with heart failure for the first time.” He continued: “More research is needed to better understand why this loss of employment occurs among those who were working before they went into hospital. It could be that physicians are afraid to advise returning to work because they have unfounded concerns about the risks. Some patients may have been wrongly told they were at high risk of death but could safely return to the workforce.” Dr Roerth concluded: “Removal from the labour market and dependence on public benefits has great economic consequences which go beyond the already significant financial burden that these patients place on the healthcare system. More knowledge on what stops patients going back to work will put us in a better position to find ways of preventing it, for example with more intensive rehabilitation, psychological support, or education.”

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“Ma qual è il vero oggetto del referendum? Questo è il problema”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

Paola-Binetti“La campagna per il referendum non può essere affrontata ignorando tutte le questioni correlate: il premier che smette di fare politica e torna a casa; il ribaltamento della leadership nel Pd, con un potenziale ritorno alle origini; il governo che cade e il paese che va alle urne in un periodo di drammatico sfaldamento nell’area del centrodestra; la classica lotta tra il bene e il male, come accade spesso trasformata in lotta tra progressisti e conservatori; la dialettica stucchevole tra i fautori di una Italia sempre in coda rispetto all’Europa e i sostenitori di una rinascita del bel Paese, destinato a rinverdire gli allori del Rinascimento. I cento costituzionalisti di Renzi, di cui si ignorano ancora i nomi, ma contro cui si sta mobilitando una squadra di almeno altri 150 costituzionalisti che diranno cose uguali e contrarie. Il Paese si riconosce in questa atmosfera da derby nazionale, che contrappone gli uni agli altri, ma non riesce ad andare molto oltre e a capire su quali fatti concreti dovrà esprimersi con il suo si e il suo no”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Il vero talento sportivo, più ancora che politico, del nostro Premier è quello di trasformare ogni battaglia, grande o piccola che sia, non importa proprio, in una sorta di consultazione analoga a un derby cittadino. Ormai ne ha fatto un vero e proprio modello di consultazione – prosegue Binetti – come quello che fa con la fiducia. E’ un evidente riflesso della cultura digitale, dei like tipici dei media. Mi piace o non mi piace; o con me o contro di me. Le cose in realtà non stanno proprio così e nella riforma ci sono luci ed ombre che avrebbero dovuto mettere il cittadino davanti ad una scelta più articolata e più consapevole. La logica del tutto o nulla che avrebbe dovuto garantire un risultato rapido e sicuro, mostra in questi giorni le sue linee di frattura; solleva tutte le sue perplessità e spacca il Paese, prima ancora che sul referendum, sui modi del referendum. Ed è così che si crea quel circolo vizioso iniziale che rilancia continuamente un atteggiamento da tifo da stadio. Roma sì, Lazio no… Roma sì… Juventus no, anche se poi le cose vanno diversamente e la Juve vince tutto, esattamente quello che Renzi vorrebbe: vincere tutto; durare fino al 2018; concludere ancora una decina o più di ddl, senza esitare a porre la fiducia su ognuno di loro, ovviamente. L’importante è vincere, intascare risultati che almeno all’apparenza sembrano positivi e quindi porre le basi per un monocolore Pd, a guida renziana. Ed è su questo referendum sommerso – conclude Binetti – che in verità i cittadini si stanno interrogando a sinistra non meno che a destra. Vedremo se è solo una delle tante battute o se contiene un pizzico di profezia…”.

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Pentastellati sotto scacco

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

Beppe_Grillo fonte wikipediacasaleggio-beppe-grilloSeguo da alcuni anni con crescente interesse l’attività del movimento Cinque stelle e all’inizio, per lo meno, non mi riusciva difficile associarlo, come esperienza politica, al Fronte dell’uomo Qualunque (UQ) fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini. Egli già con il suo giornale “L’uomo qualunque” stava sostenendo le istanze liberal-conservatrici legate all’antipolitica. Oggi di quel tempo ci resta un sostantivo che meglio lo identifica: “qualunquismo” ed è diventato una parola ad uso e consumo delle opposte fazioni di ammiratori e detrattori.
Mi chiedo a questo punto cosa è successo da allora ad oggi da suscitare nella gente sentimenti se non proprio di ripulsa di certo di diffidenza nei riguardi di taluni politici nella gestione dell’attività pubblica nelle istituzioni più rappresentative partendo da quelle elettive? Allora i partiti erano degli “oggetti” sconosciuti ai più e la contrarietà degli elettori forse si spiegava meno se non nell’atavica paura d’affrontare l’ignoto, ora invece il discorso è diverso e il disagio degli elettori proviene da un’altra riflessione. Negli anni Novanta la magistratura con “mani pulite” ha letteralmente aperto il vaso di Pandora rivelandoci una ben orchestrata atti-vità malavitosa di una classe politica che faceva scempio del suo rapporto fiduciario con gli italiani per giocare la partita dei loschi affari. E se i partiti dovevano, comunque, restare tali per garantire la gestione democratica del paese la sola strada che restava era quella di ri-mescolare le carte e ai nomi “nobili” non si trovò di meglio di crearne di nuovi. Arrivammo così al berlusconismo, al prodismo e al dalemismo. Avevano, tuttavia, un grosso limite legato alla logica gattopardesca del “tutto cambiare per nulla cambiare”. Così sotto mentite spoglie e una spolverata di perbenismo di facciata si continuò con gli intrallazzi di sempre ma con l’aggiunta che ora non si “rubava” nell’interesso del partito ma per convenienza personale e non si vergognavano di farlo.
E questa logica affaristica ora non proveniva solo da casi isolati e dai vassalli delle periferie dell’impero, ma direttamente dai massimi livelli di potere divenendo un fatto di costume usuale nella vita del Paese. A questo punto come la storia c’insegna c’è sempre un castiga-tore che richiama il volgo, che di queste dilapidazioni ne è vittima, alla consapevolezza che non è possibile procedere di questo passo senza reagire. In pratica si comprese che si era creato uno spazio politico che in qualche modo andava governato e così nacque il movi-mento pentastellato con i suoi profeti. Ora che ha mostrato i muscoli con una squadra ben agguerrita in parlamento cerca di consolidare la sua presenza nelle amministrazioni locali. La loro forza di penetrazione, elettoralmente parlando, è quella di fondare la loro ragione d’essere nella “diversità” rispetto alle corruttele del sistema partitico attuale. Ora però si corre il rischio “boomerang” perché l’onestà, la verità e tutte le altre nobili parole messe regolarmente in fila, si devono misurare con la gestione della cosa pubblica e con il malaffare che la contorna fatto per lo più da persone senza scrupoli e pronte a tutto. Ora questo si-stema intrallazzatore crede di aver trovato la strada per “screditare” i pentastellati sul loro stesso terreno. Come dire: siete degli onesti? Bene e allora come la mettete se nominate la persona giusta e qualcuno vi denuncia per abuso d’ufficio? Vi capiterà tra capo e collo un avviso di garanzia che avrà l’effetto di condannarvi prima ancora di una sentenza anche perchè tale procedura l’avete considerata tale sia pure impropriamente? E se a questo pun-to Enrico Cisnetto nel suo editoriale di qualche giorno prevede proprio tale eventualità do-vremmo fare il paio quando afferma che Renzi si augura che la Raggi, candidata sindaco per Roma vinca le elezioni. Quale maggiore cassa di risonanza sarebbe quella di un sindaco pentastellato che a Roma fa flop? E Roma non dimentichiamolo è disseminata di mine antiuomo o anti-donna che a dir si voglia. E alle prossime politiche c’è tutto il tempo per far maturare nell’opinione pubblica il fatto che anche Cinque stelle non è poi tanto contornato da gente onesta visto e considerato che gli innocenti per dimostrarlo devono come minimo attendere cinque o sei anni prima della sentenza definitiva per far sapere all’opinione pubblica che i sospetti su di loro erano infondati. (Riccardo Alfonso direttore del Centro studi politici della Fidest)

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Nasce il Museo Multimediale della Memoria del terremoto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

San Giuliano di PugliaSan Giuliano di Puglia Mercoledì 25 Maggio –Inaugurazione Museo ore 10 e 30 – Centro Culturale, Professionale Le Tre Torri VIA DEI COLORI DELLA VITA – a San Giuliano di Puglia – MOLISE. A San Giuliano di Puglia in Molise, dove morirono 27 bambini, nasce il Museo Multimediale della Memoria del terremoto. Barbieri: “Un percorso multimediale che farà capire il come la mancata prevenzione possa portarci via la vita delle persone e le risorse di un territorio”. Angelone : “Negli ultimi 230 anni si sono susseguite ben 40 leggi a tutela del corretto costruire eppure ogni terremoto, puntualmente, si trasforma in catastrofe”. “Il M3TE fonda le sue origini su una catastrofe umana e naturale. Per non dimenticare, nel museo è istituita una sezione specifica dedicata alla Memoria, al Sisma del 31.10.2002 e all’esperienza della ricostruzione, per progettare edifici sostenibili, sicuri e tecnicamente perfetti. E’ il primo centro culturale italiano– ha continuato Barbieri – nato per “ricordare”, “prevenire” e “intervenire”. E’ un progetto innovativo e unico ideato, voluto e patrocinato da cittadini, associazioni ed istituzioni del territorio di San Giuliano di Puglia.
Non opere ma piattaforme multimediali. Le prime due racconteranno la vita, le tradizioni, i prodotti e le risorse del Molise ma attenzione perché la mancata prevenzione dai georischi ci fa perdere proprio tali ricchezze economiche, sociali e culturali. A ricordarcelo saranno altre due piattaforme multimediali e lo faranno in modo concreto. A San Giuliano abbiamo installato ben 3 sensori sismici, di cui 2 sotto edifici pubblici ed un altro dove esattamente sorgeva la scuola crollata. Questi 3 sensori sono in grado di trasmettere immediatamente dati in tempo reale alla Centrale Operativa della Protezione Civile. Tali dati però arriveranno anche sulla terza piattaforma multimediale del Museo, li vedremo. Sulla quarta piattaforma assisteremo addirittura a simulazioni sismiche su edifici scolastici. Vedremo come risponderebbe in caso di terremoto un edificio scolastico costruito con sistemi tradizionali e come risponderebbe invece un edificio scolastico costruito con isolatori sismici. Maneggiando un touch screen gli studenti che visiteranno il museo, potranno dare vita al loro paesaggio da rispettare , mentre con Maestro Terremoto impareranno a non avere paura del rischio sismico. Sarà proprio tale personaggio a spiegare agli studenti cosa sia un terremoto. Un percorso multimediale in grado di ricordarci l’importanza degli studi geologici , della prevenzione, della ricerca e del rispetto per l’ambiente in cui viviamo”. Mercoledì 25 Maggio sarà per la prima volta in assoluto , possibile entrare , visitare il museo, filmarlo , assistere all’intero percorso multimediale. Il tutto a pochi passi dal Parco della Memoria nato dove c’era la scuola. A San Giuliano dunque un vero Network in ricordo di una generazione che non ha potuto vivere la propria vita ma anche per sottolineare l’importanza della prevenzione. Appuntamento per la stampa, Mercoledì 25 Maggio alle ore 10 e 30 , con un grande ed irripetibile evento che vedrà la presenza delle autorità e dei geologi, in Via dei Colori della Vita a San Giuliano di Puglia.
“Negli ultimi 230 anni si sono susseguite ben 40 leggi a tutela del corretto costruire eppure ogni terremoto, puntualmente, si trasforma in catastrofe. Oggi in Italia continuiamo ad assistere a cose assurde – ha dichiarato Domenico Angelone, Consigliere Nazionale dei Geologi, già Presidente dei Geologi del Molise – come ad esempio a studi geologici che vengono firmati da chi non è geologo. L’Italia purtroppo ha sempre la memoria corta e dimentica facilmente le tragedie. Non dobbiamo dimenticare ma dobbiamo investire in prevenzione. E’ importante andare , entrare nelle scuole e sensibilizzare i ragazzi. Oggi in Italia non riusciamo neanche a difendere, a tutelare i beni che rappresentano la nostra identità storico – culturale nel mondo . Scuole, edifici pubblici, centri storici e beni di grande valore sono spesso sensibili ai georischi. Si stima che tre milioni di italiani vivano in zone a elevata sismicità, soprattutto lungo la dorsale appenninica del Centro e Sud Italia (dalle Marche alla Calabria fino alla Sicilia), quasi 21 milioni in aree a media sismicità, più di 15 milioni e mezzo in aree a bassa sismicità e circa 20 milioni in aree a sismicità minima.In Italia le risorse economiche impiegate negli ultimi cinquant’anni per i ripristini e le ricostruzioni post-evento dei terremoti, ammontano a circa 145 miliardi di euro. A ciò si devono aggiungere le conseguenze non traducibili in valore economico sul patrimonio storico, artistico, monumentale, nonché il pesantissimo contributo in vite umane.
Le istituzioni da sempre hanno investito pochissimo nella conoscenza del territorio e ancor meno nella prevenzione, ed anche quando si è investito in conoscenza, le risultanze sono state spesso disattese”.
“La rabbia dei geologi nasce dal ricordo sempre vivo delle vittime innocenti – ha concluso Angelone – che hanno pagato un conto non dovuto: il risultato dell’indifferenza che troppo spesso ha prevalso sulla razionalità e finanche sulla moralità. Essere inascoltati nel momento della prevenzione e pianificazione comporta sempre, come ha comportato fino ad oggi, catastrofi non degne di un paese che si ritiene moderno. Siamo consapevoli della impossibilità di azzerare il rischio ma sappiamo il perché, sappiamo dove non è ragionevole insistere nella sfida cervellotica con una natura che non ci è nemica. L’intervento post evento è l’antitesi della conoscenza, la negazione della scienza, di quella scienza che ci ricorda ogni giorno come le dinamiche geologiche subcrostali e superficiali siano ben conosciute, studiate e monitorate. Dai Campi Flegrei all’Etna, a San Giuliano di Puglia i geologi continuano a mettere a disposizione del Paese la propria conoscenza affinché si possa davvero giungere a dire non accadrà mai più. I presidi territoriali, il geologo di zona, sono solo alcune proposte che il consiglio nazionale dei geologi ha inserito nella carta per l’Italia, un documento programmatico per instaurare una vera politica di prevenzione”. (Giuseppe Ragosta)

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Fondazione Luigi Einaudi: Insediato il Dipartimento Economia del Comitato Scientifico

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

fondazione einaudiRoma Giovedì 12 maggio a Roma si è insediato il Dipartimento Economia del Comitato Scientifico della prestigiosa Fondazione Luigi Einaudi, presieduta dall’Avv. Giuseppe Benedetto che ha precisato: “Il Dipartimento Economia sarà una delle colonne portanti del nuovo corso intrapreso dalla fondazione Luigi Einaudi e donerà ancor più valore al lavoro di ricostruzione delle attività scientifiche di questa storica istituzione”. A presiedere il Dipartimento, il Professor Alberto Pera, Avvocato of counsel dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners e componente il Cda di Enel. Membro del Dipartimento anche una giovane coneglianese, Elena Cargnello, dal 2009 in EY (Ernst & Young) figlia del Prof. Giovanni Cargnello, enologo e ricercatore di fama internazionale, già Direttore dell’Istituto Sperimentale di Viticoltura di Conegliano e Consigliere Scientifico del CRA. Esperta di digital economy and public policy ha compiuto studi in Italia, Belgio e USA, maturando significative esperienze professionali in prestigiose istituzioni internazionali come il Parlamento Europeo. E’ componente della Direzione de ‘I liberali’, storico movimento fondato da influenti esponenti del panorama liberale nazionale. Fanno parte del Dipartimento: Luca Anselmi, Domenico da Empoli, Alessandro de Nicola, Veronica de Romanis, Giampaolo Galli, Cesare Giussani, Lorenzo Infantino, Claudio Leporelli, Marco Ponti e Claudio Scarpa. Soddisfazione per l’insediamento del Dipartimento è stata espressa anche dal direttore generale Pietro Paganini, dal direttore scientifico Lorenzo Castellani e da Giovanni Orsina, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione. (foto: fondazione einaudi)

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Conclusa 80ma Assemblea AVIS

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

Logo AVIS2.058.000 donazioni di sangue ed emocomponenti, 1.282.000 donatori di sangue e 3.412 sedi diffuse sul territorio: sono questi i numeri certificati dall’80ma Assemblea generale AVIS che si è conclusa oggi a Mantova presso il Palabam.
“Siamo contenti – ha dichiarato il presidente nazionale, Vincenzo Saturni – che dall’Assemblea emerga un’associazione sempre fortemente radicata sul territorio e capace di rispondere a circa il 70% di fabbisogno di sangue ed emocomponenti nel Paese, all’interno di un sistema trasfusionale che garantisce l’autosufficienza grazie al ruolo delle associazioni di volontariato. Gli interventi dei delegati e i gruppi di lavoro sono serviti per discutere e rilanciare la nostra azione in campi decisivi come la qualità e sicurezza del sangue, a tutela sia del donatore che del paziente ricevente, la chiamata e l’accoglienza del donatore, la scuola e la mission generale dell’Associazione.”
Il presidente Saturni ha poi ringraziato l’Avis provinciale Mantova e i volontari delle Avis territoriali per l’importante sostegno dato all’evento e per i numerosi eventi di aggregazione che si sono tenuti nella città virgiliana (dagli stand di prodotti tipici cucinati dai volontari, allo spettacolo in Piazza Sordello sulla Divina Commedia).
Per 3 giorni oltre 1.000 delegati hanno dialogato sul tema “Donare è cultura”, scelto non a caso vista la indicazione di Mantova come capitale italiana della cultura 2016.
All’Assemblea erano arrivati telegrammi di saluto del capo dello Stato, Sergio Mattarella, e del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
Nel pomeriggio di sabato è intervenuto il sottosegretario al welfare, Luigi Bobba. Al centro del suo discorso c’è stata l’imminente approvazione della riforma del terzo settore e il successivo dialogo con le associazioni di volontariato – come più volte sollecitato da AVIS e ribadito anche a Mantova – per la stesura di decreti attuativi in grado di valorizzare le diverse anime e specificità del volontariato italiano.
Dall’Assemblea è arrivato a larghissima maggioranza il via libera per la costituzione di una fondazione che si occupi di diversi argomenti socio-sanitari e la condivisione delle iniziative che si terranno nel 2017, 90mo anniversario della nascita di AVIS. (logo avis)

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Cinque stelle al microscopio

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

Duomo_e_Battistero_di_ParmaPaura della contaminazione, sindrome del traditore. Come dimostra il caso Pizzarotti, ultima di una lunga serie di epurazioni di parlamentari e amministratori locali, il movimento 5 stelle è ossessionato dal desiderio di tutelare la sua (presunta) verginità morale. Avendo intercettato il consenso esclusivamente su una parola d’ordine, efficace ma che può facilmente diventare un pericoloso boomerang – “noi siamo onesti, voi siete ladri” – i pentastellati temono non solo che qualche episodio di natura giudiziaria possa incrinare la loro immagine di redentori della pubblica morale intenti a cacciare i peccatori dal tempio, ma anche che al loro interno si possano formare spazi di dissenso, che naturalmente loro bollano come frazionismi frutto di intollerabili ambizioni personali.
Il sindaco di Parma non è stato sospeso per l’avviso di garanzia – peraltro figlio della deriva giustizialista, che ormai rende impossibile fare l’amministratore pubblico in Italia, per cui ogni atto amministrativo è per definizione da impugnare e, complice l’obbligatorietà dell’azione penale, da indagare – ma perché fin dalla sua nomina aveva dimostrato di voler rappresentare l’intera città e rispondere direttamente ai cittadini, evitando il collo di bottiglia strettissimo della Ditta (questa sì, altro che quella di Bersani) Grillo&Casaleggio. Se fosse stato per l’indagine non si capirebbe il diverso trattamento riservato al sindaco di Livorno, se fosse per non aver reso pubblico l’avviso di garanzia non si capirebbe perché la stessa sorte di Pizzarotti non sia toccata a Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, accusato nel 2013 per via di una denuncia presentata nei suoi confronti da un’agenzia di pompe funebri, posizione archiviata nell’aprile 2016 nel più assoluto silenzio. Questi hanno una tripla morale: non solo un avviso di garanzia che li colpisce è diverso da quello che colpisce gli altri partiti, ma c’è avviso e avviso anche per loro.
Inoltre al sindaco di Parma è costata cara una recente intervista al Corriere della Sera contro il peso dei Casaleggio nel Movimento, nella quale, oltre a chiarire che non intendeva chiedere il permesso per esprimere quella sua opinione, attaccava a viso aperto i giustizialisti pentastellati schiacciati sulle posizioni delle procure, invitandoli a smetterla con l’opposizione pregiudiziale a tutto e a tutti per rendersi conto che nell’amministrazione della cosa pubblica bisogna “sporcarsi le mani”. D’altra parte, a suo tempo i maggiorenti del movimento lo avevano già accusato di non avere chiuso un inceneritore per rispettare la legge. E sarebbe bastato quell’episodio per capire che alla prima occasione lo avrebbero freddato come veri killer. Lo pensa anche il professor Paolo Becchi, prima vicinissimo ai grillini e poi da un po’ di tempo loro implacabile fustigatore, secondo cui Pizzarotti ha subìto un regolamento di conti in una guerra per bande interna ai 5stelle.Il tema vero, dunque, è quello di come funziona la vita di un partito (non vogliono che li si chiami così, ma lo sono) che con tutta probabilità si accinge nelle prossime amministrative a conseguire un risultato elettorale e politico di grandissimo rilievo, ponendo una seria ipoteca, se Renzi non avrà il coraggio e la furbizia di cambiare radicalmente l’Italicum, anche sulle elezioni politiche prossime venture. Domanda: distrutta la forma partito classica, come si fa a selezionare la classe dirigente? Come si filtra chi si avvicina? La risposta sta proprio nella modalità militare con cui la Grillo&Casaleggio ha gestito le espulsioni: per evitare di fare la fine del partito di Di Pietro o della Lega di Bossi, ma anche, almeno in parte, del Pd vecchio e nuovo, si sono inventati un centralismo monarchico assoluto, padronale come e più di quello di Berlusconi in Forza Italia, basato su regole non scritte e quindi del tutto discrezionali.
Ezio Mauro, prima ancora che esplodesse il caso Parma, aveva suggerito ai grillini di sfuggire allo spirito “dell’Apocalisse”, che li induce a sentirsi tra “i superstiti”. Anche perché è matematico: una volta distrutto tutto e tutti, toccherebbe inevitabilmente a loro. È successo agli ex comunisti e ai fascisti usciti indenni dalla stagione di Tangentopoli, è successo ai leghisti, i prossimi non potranno che essere coloro che urlavano “onestà” al funerale di Casaleggio. E non perché tutti siano corrotti, ma perché se basta un avviso di garanzia per considerare qualcuno colpevole, allora la ruota giustizialista non può risparmiare nessuno. E il fatto che 14 amministrazioni locali grilline su 17 siano alle prese con la giustizia la dice lunga più di qualunque discorso. Chi di giustizialismo ferisce, di giustizialismo perisce.Naturalmente, non abbiamo nessuna intenzione di gioire delle disgrazie grilline – della serie, finalmente hanno beccato anche loro – né tantomeno di specularci sopra in vista del voto amministrativo. In materia non esiste il “mal comune mezzo gaudio”, semmai il “doppio disastro”. Anzi, come ha scritto efficacemente Davide Giacalone, speriamo che il dolore del trauma provato dai pentastellati sia educativo e li induca a ragionare e cambiare idea. Che è cosa nobile, se non si tratta di trasformismo di gente che passa da innocentista a colpevolista, a seconda della convenienza, senza mai essere garantista. Per questo ci aspettiamo che almeno i due candidati che hanno chance di affermarsi nelle grandi città – Virginia Raggi a Roma, che si è già detta contraria all’uso degli avvisi di garanzia come “manganelli”, e Chiara Appendino a Torino – dicano una parola rassicurante circa la loro autonomia da un partito di proprietà privata (per di più con successione dinastica) del duo Grillo&Casaleggio. Quanto a Pizzarotti ci permettiamo di suggerire non solo di evitare la tentazione di dimettersi da sindaco, ma anche di fare la scelta politica di porsi come punto di riferimento dei dissidenti, mettendosi alla guida di chi ritiene intollerabile che un non meglio identificato “staff” possa decidere la sorte di militanti, amministratori e parlamentari. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Si chiude con 17.000 persone l’undicesima edizione del Festival delle Scienze dedicata alla relatività

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

festival scienzefestival scienze2Roma. Si chiude oggi con oltre 17.000 persone in tre giorni l’undicesima edizione del Festival delle Scienze all’Auditorium Parco della Musica.
José R. Dosal, Amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, esprime soddisfazione: «Il Festival delle Scienze conquista ancora una volta un pubblico curioso che ha seguito con attenzione tutti gli appuntamenti con protagonisti scienziati di fama internazionale, capaci di comunicare in modo efficace temi complessi. L’edizione 2017 – che avrà come tema Il Cambiamento – si prefigura come una nuova occasione di confronto sulle sfide che ci attendono in futuro, dal riscaldamento globale alle nuove fonti di energia, dallo sviluppo delle città alla crescita e decrescita demografica».
Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Codice. Idee per la Cultura e con la partnership scientifica di ASI – Agenzia Spaziale Italiana, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, sotto la direzione scientifica di Vittorio Bo e Jacopo Romoli, il Festival è stato un’avventura tra lectio magistralis, dialoghi, proiezioni, exhibit, conferenze-spettacolo, con grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale che si sono confrontati sul tema della relatività, filo conduttore di un viaggio che non si è limitato a ricordare festival scienze3l’importanza storica della teoria einsteniana, ma che si è esteso all’intreccio con le scienze umane (psicologia, sociologia, filosofia), fino a raggiungere i settori più innovativi della ricerca contemporanea (fisica quantistica, Big Data). Aprendo a riflessioni sul futuro: “Nessuno può sapere in quanti modi non lineari le speculazioni di oggi possono diventare le tecnologie di domani. Magari avremo i viaggi nel tempo: non sottovalutate mai la fisica”, ha affermato il cosmologo dell’Imperial College di Londra João Magueijo, protagonista al Festival della conferenza Oltre Einstein.
Affollatissime la lectio di Elena Aprile, professoressa di fisica alla Columbia University di New York che ha raccontato la ricerca della materia oscura, e la conferenza-spettacolo Racconto cosmico. Spazio, materia e gravità nell’evoluzione dell’Universo a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con Fernando Ferroni, Antonio Masiero, Viviana Fafone, Umberto Petrin (piano), Maria Giulia Scarcella (voce narrante), i racconti animati di Luca Ralli e la conduzione di Patrizio Roversi, andata in scena in una Sala Sinopoli quasi al completo. Tutto esaurito per la proiezione del fillm Interstellar dedicata agli studenti delle scuole superiori, commentata da Matteo De Giuli di Radio3 Scienza, che ha aperto il festival venerdì.
Ottima affluenza di pubblico per il dialogo con il fisico Scott Hughes e lo storico della scienza David Kaiser del MIT su Einstein, i quanti e le onde gravitazionali. Molto seguite le conferenze del filosofo della scienza Ned Markosian, dello psicologo e scienziato cognitivo Rafael Núñez, di Giovanni Bignami, che ha condotto il pubblico in un viaggio di esplorazione dell’universo, del fisico teorico Vincenzo Barone (“Un cruciverba ben congegnato”. Einstein e le simmetrie della natura). Il pubblico è stato affascinato anche dai Big Data, al centro della conferenza di Mario Rasetti, presidente della Fondazione ISI, e dai computer quantistici, di cui ha parlato Seth Lloyd, professore di ingegneria al MIT.
Affollate anche le conferenze della giornata di oggi con Giovanni Amelino Camelia, professore di fisica all’Università La Sapienza di Roma, che si è domandato se una teoria del tutto è possibile, e con Nicolò D’Amico, presidente dell’INAF (dedicata alla radioastronomia). Apprezzato anche il dialogo tra Fulvio Ricci (VIRGO – EGO) e Bangalore Sathyaprakash (Cardiff University) sulla scoperta delle onde gravitazionali.
Il Festival è proseguito fino a ieri sera con la lectio Le stelle del cinema di Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, in programma alle 17 in Sala Petrassi (introdotto da Amedeo Balbi) e si cè concluso alle 19 in Sala Petrassi con il fisico Eliezer Rabinovici (CERN/SESAME, Racah Institute of Physics, Hebrew University, Gerusalemme, Israele), protagonista di Apriti sesamo – una sorgente di luce nel Medio Oriente (introduce Vittorio Bo).
Il pubblico del Festival ha potuto incurvare virtualmente lo spazio e generare onde gravitazionali nell’installazione Il surf gravitazionale, a cura di INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, foyer Petrassi e ha potuto vedere la proiezione Einstein e relatività, a cura di Media INAF. Per i più piccoli le letture animate Coltivare lo stupore – Storie per occhi aperti e orecchie curiose a cura dei Gatti Ostinati.
Anche quest’anno il Festival è stato trasmesso in diretta dall’Auditorium da Radio3 Scienza, il quotidiano scientifico della terza rete, con interviste ai protagonisti della manifestazione. L’audio delle conferenze sarà presto disponibile in podcast sul sito http://www.auditorium.com.

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L’Europa dei popoli in marcia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

casa pound spagnacasa pound greciaMigliaia di persone sono scese in piazza per le quattro le manifestazioni tenutesi in contemporanea a Roma, Atene, Madrid e Budapest, nell’anniversario della morte di Dominque Venner, lo scrittore francese che si è ucciso il 21 maggio del 2013 sull’altare di Notredame, a Parigi, come estremo atto di ribellione alla decadenza dell’Occidente. A promuovere l’iniziativa, che ha visto l’adesione di Alba dorata in Grecia, Hogar Social in Spagna e Alternativ Europa in Ungheria, è stata CasaPound Italia, il cui corteo ha visto sfilare diecimila persone tra piazza Vittorio e il Colosseo. “Ringraziamo tutti coloro che hanno sfilato con noi, in primis le delegazioni venute da Francia, Grecia, Spagna e Svizzera e tutti coloro che sono venuti in piazza e al concerto nonostante l’allarmismo dei media e la città blindata per evitare che il centro di Roma fosse messo a ferro e fuoco da chi voleva impedirci di manifestare, sinistra antagonista e Anpi in testa- sottolinea il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone – A Roma, come ad Atene, a Madrid e a Budapest, ha sfilato l’Europa di chi dice no ai diktat della Ue e sì alla solidarietà tra popoli fratelli. Col suo gesto Venner voleva risvegliare le coscienze europee e quanto si è visto ieri è il primo segnale che questo risveglio sta avvenendo”. (foto: casa pound)

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Nidi e materne, alla Camera risoluzione per un piano straordinario di assunzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

camera deputatiNidi e materne, alla Camera risoluzione per un piano straordinario di assunzione per decine di migliaia di educatori e maestri comunali: rischiano di essere messi alla porta dopo anni di onorato lavoro Mentre la Funzione Pubblica rema contro, l’on. Manuela Ghizzoni, della VII Commissione Cultura, chiede garanzie per le tante migliaia di formatori dei Comuni nella fascia 0 – 6 anni. Perché sino ad oggi gli enti locali – che offrono servizi basilari per la cittadinanza a livello di nido e scuola materna – anziché allinearsi ai paesi dell’UE, alle sentenze della curia di Lussemburgo e rispettare la direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, stanno prendendo tempo e minacciano di mettere alla porta il personale precario di lunga data.Giustamente, rileva Ghizzoni, “a causa dei limiti imposti in materia di assunzioni e per i vincoli di bilancio collegati al Patto di stabilità, i Comuni sono sempre più in difficoltà a garantire la costante erogazione di un servizio pubblico essenziale come i nidi e le scuole d’infanzia. Ogni anno devono ricorrere a contratti di lavoro a tempo determinato con un aggravio di costi e nell’impossibilità di assicurare continuità educativa. Come già accaduto per le scuole statali, occorre garantire un organico di personale stabile” e almeno la conferma delle supplenze annuali.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è inammissibile che un educatore, che ha svolto per tanto tempo la sua professione assicurando un servizio alla cittadinanza, possa di punto in bianco trovarsi disoccupato: creare artificialmente delle norme per togliere del lavoro a del personale precario, anziché assicurarglielo, è palesemente incostituzionale e ci allontana sempre di più dalle direttive europee. Inoltre, al pari del personale statale, anche questi docenti hanno pieno diritto al riconoscimento degli scatti di anzianità e al pagamento degli stipendi estivi. La decisione del Senato di procedere all’immissione in ruolo dei docenti precari idonei all’ultimo concorso a cattedra della scuola dell’infanzia è solo l’inizio. Perché ci sono anche i colleghi precari delle GaE, come tutto il personale precario abilitato degli altri livelli scolastici. E i precari ‘dimenticati’, che non hanno certezze sulla loro stabilizzazione, come gli educatori ed il personale Ata.

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Amministrative Roma: Berlusconi fa un regalo a Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

campidoglio“Persino uno di sinistra come Scalfari su ‘Repubblica’ ha scritto quello che evidente a tutti, cioè che l’unica strada per salvare la faccia Berlusconi ce l’ha abbandonando Marchini e sostenendo la Meloni, unica candidata di centrodestra in grado di vincere a Roma. Facciamo fatica a credere che Berlusconi sia così miope da ignorare l’occasione che ha il centrodestra per governare nella Capitale con la candidatura del leader di Fratelli d’Italia, che così tanti consensi sta riscuotendo fra i cittadini. Quella per il Campidoglio non può essere considerata una partita ‘solo romana’: un rifiuto ad appoggiare Giorgia Meloni per rimanere su Marchini significherà davvero che la sua scelta è fare un regalo al candidato del Pd e di Renzi, Roberto Giachetti”. E’ quanto afferma il responsabile cultura e formazione di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro.

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