Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Pentastellati sotto scacco

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2016

Beppe_Grillo fonte wikipediacasaleggio-beppe-grilloSeguo da alcuni anni con crescente interesse l’attività del movimento Cinque stelle e all’inizio, per lo meno, non mi riusciva difficile associarlo, come esperienza politica, al Fronte dell’uomo Qualunque (UQ) fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini. Egli già con il suo giornale “L’uomo qualunque” stava sostenendo le istanze liberal-conservatrici legate all’antipolitica. Oggi di quel tempo ci resta un sostantivo che meglio lo identifica: “qualunquismo” ed è diventato una parola ad uso e consumo delle opposte fazioni di ammiratori e detrattori.
Mi chiedo a questo punto cosa è successo da allora ad oggi da suscitare nella gente sentimenti se non proprio di ripulsa di certo di diffidenza nei riguardi di taluni politici nella gestione dell’attività pubblica nelle istituzioni più rappresentative partendo da quelle elettive? Allora i partiti erano degli “oggetti” sconosciuti ai più e la contrarietà degli elettori forse si spiegava meno se non nell’atavica paura d’affrontare l’ignoto, ora invece il discorso è diverso e il disagio degli elettori proviene da un’altra riflessione. Negli anni Novanta la magistratura con “mani pulite” ha letteralmente aperto il vaso di Pandora rivelandoci una ben orchestrata atti-vità malavitosa di una classe politica che faceva scempio del suo rapporto fiduciario con gli italiani per giocare la partita dei loschi affari. E se i partiti dovevano, comunque, restare tali per garantire la gestione democratica del paese la sola strada che restava era quella di ri-mescolare le carte e ai nomi “nobili” non si trovò di meglio di crearne di nuovi. Arrivammo così al berlusconismo, al prodismo e al dalemismo. Avevano, tuttavia, un grosso limite legato alla logica gattopardesca del “tutto cambiare per nulla cambiare”. Così sotto mentite spoglie e una spolverata di perbenismo di facciata si continuò con gli intrallazzi di sempre ma con l’aggiunta che ora non si “rubava” nell’interesso del partito ma per convenienza personale e non si vergognavano di farlo.
E questa logica affaristica ora non proveniva solo da casi isolati e dai vassalli delle periferie dell’impero, ma direttamente dai massimi livelli di potere divenendo un fatto di costume usuale nella vita del Paese. A questo punto come la storia c’insegna c’è sempre un castiga-tore che richiama il volgo, che di queste dilapidazioni ne è vittima, alla consapevolezza che non è possibile procedere di questo passo senza reagire. In pratica si comprese che si era creato uno spazio politico che in qualche modo andava governato e così nacque il movi-mento pentastellato con i suoi profeti. Ora che ha mostrato i muscoli con una squadra ben agguerrita in parlamento cerca di consolidare la sua presenza nelle amministrazioni locali. La loro forza di penetrazione, elettoralmente parlando, è quella di fondare la loro ragione d’essere nella “diversità” rispetto alle corruttele del sistema partitico attuale. Ora però si corre il rischio “boomerang” perché l’onestà, la verità e tutte le altre nobili parole messe regolarmente in fila, si devono misurare con la gestione della cosa pubblica e con il malaffare che la contorna fatto per lo più da persone senza scrupoli e pronte a tutto. Ora questo si-stema intrallazzatore crede di aver trovato la strada per “screditare” i pentastellati sul loro stesso terreno. Come dire: siete degli onesti? Bene e allora come la mettete se nominate la persona giusta e qualcuno vi denuncia per abuso d’ufficio? Vi capiterà tra capo e collo un avviso di garanzia che avrà l’effetto di condannarvi prima ancora di una sentenza anche perchè tale procedura l’avete considerata tale sia pure impropriamente? E se a questo pun-to Enrico Cisnetto nel suo editoriale di qualche giorno prevede proprio tale eventualità do-vremmo fare il paio quando afferma che Renzi si augura che la Raggi, candidata sindaco per Roma vinca le elezioni. Quale maggiore cassa di risonanza sarebbe quella di un sindaco pentastellato che a Roma fa flop? E Roma non dimentichiamolo è disseminata di mine antiuomo o anti-donna che a dir si voglia. E alle prossime politiche c’è tutto il tempo per far maturare nell’opinione pubblica il fatto che anche Cinque stelle non è poi tanto contornato da gente onesta visto e considerato che gli innocenti per dimostrarlo devono come minimo attendere cinque o sei anni prima della sentenza definitiva per far sapere all’opinione pubblica che i sospetti su di loro erano infondati. (Riccardo Alfonso direttore del Centro studi politici della Fidest)

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