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Politica economica del governo: Renzi è un disastro

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2016

economia_4“Matteo Renzi continua, ogni giorno di più, a perdere il senso della realtà. A sentire le dichiarazioni del presidente del Consiglio l’economia italiana sembra godere di ottima salute, ma, purtroppo, non è così”. Lo afferma, in una nota, il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta. “Colpa di un governo – continua – che negli ultimi due anni e mezzo non è rientrato dal deficit, non ha tagliato la cattiva spesa pubblica, ha buttato via tra i 10 e i 15 miliardi di euro con il Jobs Act senza creare un vero posto di lavoro, ha buttato via 10 miliardi con gli 80 euro, ha portato il debito pubblico alle stelle. Non ha fatto altro che sperperare importanti risorse al solo scopo di ottenere consenso elettorale nel breve termine. Lo abbiamo visto – prosegue Brunetta – con le elezioni europee e lo vediamo oggi, ad un passo dalle elezioni amministrative e dal referendum confermativo sulla riforma costituzionale: estensione degli 80 euro ai pensionati, nuovo taglio dell’Irpef, probabile incremento del bonus bebè, tanto per citare alcuni esempi”. “Si sa – sottolinea Brunetta -, gli elettori votano con le tasche. Se l’economia va male e si vota, chi è al governo perde. Per questo Renzi continua ad ignorare la realtà e a propagandare una fantomatica ripresa economica sulla quale poggia le tante, tantissime promesse, di fatto, irrealizzabili. Un circolo vizioso. Un imbroglio di dimensioni tali che finirà per schiacciarlo. La congiuntura economica non è favorevole. Le stime del governo sono tutte sbagliate. L’Italia è in deflazione (-0,5%) e nonostante la recente (misera) revisione al rialzo del Pil reale per quest’anno (+1,1%), la crescita nominale nel 2016 (misura utilizzata ai fini del calcolo degli obiettivi e dei vincoli europei) non supererà lo 0,6%. Dato ben lontano dal 2,2% previsto dal governo nell’ultimo Def. Un bel problema – continua -, che influisce non poco sul rapporto deficit/Pil (nominale) dell’Italia. Tale rapporto, che dovrebbe attestarsi intorno al 2,3% per il 2016, dovrà scendere (in base agli accordi presi con l’Europa dal duo Renzi Padoan) all’1,8% nel 2017 e a zero entro il 2019. Sono tanti soldi da “trovare”. In tutto ciò, non dimentichiamo il debito pubblico record, certificato dalla Banca d’Italia a marzo 2016: 2.228,7 miliardi di euro. Renzi ha mai sentito parlare di debt rule? Di fiscal compact? Nel caso dovrebbe chiedere al professor Padoan”. “Nemmeno gli ultimi dati sulla produzioni industriale vengono incontro al governo. L’Istat segnala, a marzo 2016, una diminuzione in termini tendenziali del fatturato totale dell’industria italiana del -3,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Che dire. La politica economica di Renzi è un disastro. Affossa il Paese. L’unica via d’uscita per il condottiero toscano è una manovra correttiva da almeno 40-50 miliardi di euro ad ottobre. Poveri noi”, conclude Brunetta.

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