Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Migranti: Dal terzo settore soluzioni realistiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

NUOVO DRAMMA DEI MIGRANTI, ANNEGANO DUE DONNE A PANTELLERIA“Anche oggi notizie drammatiche sul fronte dell’immigrazione: stanno diventando talmente frequenti che il rischio è quello di confondere quelle di un giorno con quelle del giorno precedente e anestetizzare la propria coscienza. Ma questo è proprio quello che non può accadere, che non deve accadere, se non vogliamo perdere la nostra dignità di uomini e di donne impegnate sul piano umano prima ancora che politico. Ci sono richieste di aiuto che ci giungono dalle più importanti organizzazioni umanitarie, da Save the Children all’Alto Commissariato per i Rifugiati; da ONG presenti nei vari campi di accoglienza e da piccole organizzazioni che lavorano nelle nostre città, nelle mense e nelle parrocchie. In altri termini ci sono da un lato i numeri sempre più impressionanti dei flussi di migranti con la loro sofferenza a tutto campo e dall’altro ci sono alcune delle risposte di diversa portata che emergono da donne e uomini di buona volontà.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Anche oggi, prima domenica di giugno, ho incontrato un discreto gruppo di professionisti, seriamente impegnati in alcuni progetti che si occupano di programmi umanitari in Libano. Sostanzialmente chiedevano risorse economiche per far fronte ai loro obiettivi e mostravano come garanzia cose già fatte, per esempio una scuola professionale, che sta funzionando molto bene e che accoglie molti giovani profughi siriani. La loro argomentazione più convincente era più o meno questa: se li aiutiamo a restare nei loro paesi o nelle immediate vicinanze, saranno più facilmente disponibili a ricostruire il loro paese non appena sarà possibile. Non dovranno tornare da dove sono fuggiti, perché in un certo senso sono già li vicino. Un discorso serio e concreto, di alto respiro sociale, ma anche di concreta e prossima realizzazione. Una buona alternativa tra chi dice rimandiamoli tutti a casa e chi vorrebbe accoglierli tutti a casa nostra. Una soluzione di compromesso, in un certo senso; ma tutto sommato un buon compromesso che potrebbe rilanciare anche in quelle terre martoriate dalla guerra, dalla persecuzione e dalla discriminazione, un po’ di quella sana filosofia che è alla base della nostra legge sul Terzo settore. Forse è quella una delle chiavi potenziali per ricostruire con la cooperazione internazionale e con le nuove norme delle imprese sociali soluzioni ponte efficaci per evitare che si alzino muri o si rispediscano in mare gente che ha più fame di solidarietà e di opportunità professionali che di cibo, anche se una cosa non esclude l’altra”, conclude la Binetti.

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