Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Exit strategy?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

Non partecipo alla gara nazionale di quanti si stanno sperticando in allarmi senza motivo circa la salute di Berlusconi. Non si tratta di un mio accanimento politico, ma semplicemente una riflessione che avrà presto una sua verifica. L’attuale malessere dell’ex premier sembra più una occasione colta al volo che non un reale stato di sofferenza fisica. Siamo all’indomani di una votazione che ha chiarito molti punti oscuri e sventando pretese massimaliste alla luce di risultati elettorali che ci impongono una riflessione circa il rifiuto di consultare il popolo elettore, costituzionalmente identificato come il solo detentore del potere, perché il timore di venir cancellati è superiore alla logica democratica. Berlusconi non fa eccezione.
Ha toppato con l’identificazione di Bertolaso come il solo in grado di risolvere i problemi di Roma, salvo poi fare una veloce retromarcia alla luce dei sondaggi che davano l’accoppiata Berlusconi-Bertolaso, al di sotto del 5% di consensi. Ecco la virata a 180° verso Marchini, con accordi sottobanco anche nei confronti del futuro politico dell’imprenditore romano. L’apporto di FI e di Berlusconi in prima persona a favore di Marchini è stato mortificante, non riuscendo a superare il 4% dei consensi. E’ stato il campanello di allarme che ha suonato la fine della ricreazione berlusconiana, e di ciò l’ex cavaliere si è reso conto.
Giocando sull’imminente anniversario degli ottanta anni, Berlusconi non poteva più affermate “Ho tanta …voglia di tornare al potere !”, essendo la cronaca spicciola totalmente negatrice di ogni residua aspirazione, rimanendo in piedi solamente la ricorrenza degli ottanta anni. Uscire dalla politica nel momento di minor gradimento elettorale ? Sarebbe stata una penosa sortita, per cui necessitava una diversa “exit strategy” in grado di restituire un’ultima chance di credibilità, magari ammantata da quel vittimismo del quale l’ex cavaliere si è sempre servito. Basta guardare la diagnosi del ricovero: “Insufficienza cardiaca da stess”; quindi è stato lo stress delle elezioni e la sua appassionata partecipazione, mortificata dal risultato, che ha provocato l’urgenza di ricovero, proprio in quel San Raffaele dove Berlusconi è di casa. Uscirà presto con una prognosi che consiglierà all’impaziente paziente di esercitare il riposo, specialmente dalle diatribe politiche. Quindi Berlusconi non abbandonerà la politica da sconfitto, ma doverosamente se ne allontanerà su prescrizione medica e insistenza dei familiari: una exit strategy su “ordine del medico”. (Rosario Amico Roxas)

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