Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

“Eccellenza delle politiche sanitarie nelle valli alpine”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2016

Ministero salute“C’è un’eccellenza nella nostra sanità che troppo spesso passa sotto silenzio e che è il frutto composito di una effettiva competenza dei professionisti che vi lavorano, di una intelligente sinergia con gli amministratori locali e che sfrutta come risorsa inesauribile quello che la natura dei luoghi mette a disposizione dei cittadini, quasi senza rendersene conto. Si conclude oggi a San Candido un importante convegno che ha affrontato il tema della salute nelle valli alpine. Con il contributo di esperti in varie discipline: dalla medicina interna alla medicina dello sport; dalla ginecologia alla psicologia clinica ne è venuto fuori un quadro complessivo che dà ragione non solo della longevità delle valli ma anche della specifica qualità di vita che si gode da queste parti”. Lo afferma la deputata di Area popolare Paola Binetti che ha partecipato al convegno in provincia di Bolzano.
“Si parla spesso di chiudere i piccoli ospedali di montagna per ragioni di costi. Si vogliono chiudere punti nascita per ragioni tecnico-scientifiche, ma in realtà – prosegue Binetti – si commette l’errore di usare parametri del tutto inadeguati a descrivere gli ottimi risultati che qui si ottengono, anche sotto il profilo della sostenibilità. L’ostetrica abituata al rapporto con le gestanti con la lunga relazione che precede il momento del parto è in grado di assistere la partoriente nella sua casa e tanto meglio nel punto nascita attrezzato, senza obbligarla ad estenuanti su e giù per le valli, con il rischio che il bambino nasca in macchina. L’eccellenza della riabilitazione da queste parti fa concorrenza alla ben più nota fisioterapia della vicina Innsbruk. C’è da queste parti una medicina che ricorda per certi versi la migliore tradizione italiana di qualche tempo fa, ma nello stesso tempo c’è una anticipazione importante del futuro della sanità. C’è un modello che ha fatto della medicina territoriale la naturale espansione e integrazione della medicina ospedaliera. C’è una riscoperta delle politiche sociosanitarie che investono sulla diagnosi integrata dei bisogni dei pazienti, senza pretendere di spacchettare in modo velleitario i bisogni sociali, per altro tipici della anzianità e della cronicità, dai bisogni strettamente sanitari che richiedono più tecnologia è più tempestività. Ma governare questa sanità con le logiche dei grandi centri, dei grandi numeri, significa perdere un modello sperimentale che funziona e che ha molto da insegnare più che da imparare, purché gli si chiedano risultati, certi e documentati, senza imporgli strategie che già poco funzionano da altre parti. L’Italia dei mille comuni, dei venti sistemi regionali – conclude Binetti – deve imparare a rispettare di più ciò che funziona, e intervenire con più prontezza e rigore laddove le cose non funzionano. È qui nelle valli alpine c’è ancora molto da imparare, forse anche per una antica tradizione di onestà e di responsabilità che ha detto no da sempre alla corruzione e agli sprechi”.

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