Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Brexit e investitori privati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

londraLondra. La data del referendum si avvicina mentre di pari passo crescono i timori degli investitori, in particolare di quelli inglesi che, con portafogli fortemente esposti all’azionario inglese (il comparto più a rischio in caso di Brexit), temono di andare incontro a pesanti perdite.“Dal nostro punto di vista, un’ampia diversificazione sarebbe il modo più semplice per ridurre il rischio correlato all’esito del referendum”, spiega Marco Jean Aboav, Macro Portfolio Manager di MoneyFarm.“Una maggiore diversificazione dal punto di vista geografico e delle asset class in portafoglio, avrebbe aiutato, da un lato, a ridurre la rischiosità dell’investimento nel breve termine, dall’altro, a ottenere rendimenti migliori nel lungo temine”.Come ricordato nell’editoriale di qualche settimana fa (Brexit, inizia il conto alla rovescia a un mese dal referendum) a cura di Marco Jean Aboav, Macro Portfolio Manager di MoneyFarm, uno degli aspetti che più preoccupa è quello legato al tasso di cambio.“Il picco d’incertezza sulla sterlina contro l’euro si verificherà infatti tra due mesi e sebbene il mercato preveda una normalizzazione da qui ad un anno, a nostro avviso, questa richiederà invece un lasso di tempo ben più lungo”“Comprare una copertura per il rischio di cambio può risultare complesso per un investitore fai da te, inoltre il costo al momento risulta molto elevato per i recenti sondaggi sulla Brexit che hanno mostrato un riallineamento tra le 2 parti.” “Un semplice modo per ridurre l’incertezza quando ci si trova ad affrontare un rischio politico di questo genere è investire in un portafoglio ben diversificato che riduce la situazione tipica in cui l’investitore tende a allocare maggiormente capitale nel proprio paese di residenza.Intanto è bene ricordare che in uno scenario di Brexit gli asset che sono in grado di performare meglio sono:
• l’oro, il solito bene rifugio
• i titoli governativi tedeschi, i titoli obbligazionari considerati più sicuri
L’azionario inglese potrebbe riservare performance negative, mentre non si esclude un intervento della Bank of England tramite un allentamento dei tassi di interesse, favorendo così le obbligazioni governative inglesi.

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