Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 24 giugno 2016

La Brexit della Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

Nell’immediato nobrexitn succede nulla dal punto divista giuridico: in base all’Art.50 del Trattato di Lisbona, la GB ha 2 anni di tempo per rinegoziare gli accordi commerciali con i partners europei. Cameron ha già dichiarato di volersi dimettere, ma propone di rimanere in carica per l’ordinaria amministrazione fino al Congresso del partito in ottobre. Nelle prossime settimane vi sarà incertezza in merito all’assetto di un Paese profondamente diviso nel voto a livello regionale e sociale, con conseguenze importanti su economia, politica e mercato.
Conseguenze macroeconomiche. Brexit era stato associato a scenari macroeconomici nefasti soprattutto per la crescita della GB: l’IMF vede effetti negativi sul GDP (-1,5% a quasi -6% in 2-3 anni, il Tesoro inglese anche peggio) sull’inflazione e sulla disoccupazione. La presenza di un forte deficit commerciale unitamente a quello pubblico implica un forte deprezzamento della Sterlina (-10% già testato rispetto a chiusura di ieri). Il probabile calo del commercio internazionale avrà conseguenze asimmetriche e potrebbe resuscitare lo spettro della ‘guerra valutaria’. Per l’Europa, tuttavia, il danno economico sarà ben più contenuto, e per l’Italia particolarmente basso secondo alcune analisi (secondo il Brexit Sensitivity Index di S&P) ma è sul fronte politico e finanziario che le ferite potrebbero bruciare.
Cameron ha fatto un disastro politico che gli costerà molto e favorirà un euroscettico (forse l’ex sindaco di Londra Boris Johnson) come suo successore. Ma a noi interessano soprattutto le implicazioni di questo voto per il processo di integrazione europea. Sembra logico attendersi un’Europa a due velocità: UE che rallenta ed EMU che procede, ma qui si dividono i pareri tra chi si aspetta un contagio negativo del voto inglese attraverso le forze anti-sistema nei vari Paesi del continente – che potrebbero essere incoraggiate a chiedere trattamenti speciali o altri referendum – e chi spera in una ripresa dell’iniziativa da parte dei Paesi che hanno adottato la moneta unica. Anche per la reazione del mercato questo sarà cruciale. La differenza con la fase pre-EMU o della crisi del 2011 è che l’Italia farà quasi certamente parte del gruppo di Paesi che serra i ranghi, qualora l’Europa brexi1trovi una base programmatica minima su cui convergere (per esempio completamento dell’Unione Bancaria).
Durante la notte la pressione del voto negativo si è scaricata pesantemente in acquisto di USD e delle valute rifugio (JPY e CHF) contro quelle più esposte da un punto di vista macro/politico alle implicazioni del voto negativo (GBP e Euro) e contro le valute emergenti, vulnerabili in uno scenario di risk-off e di dollaro forte. Altrettanto violenta la reazione in acquisto sui core bonds con acquisti di duration sui futures US (flight to quality sulla parte lunga e repricing, sulla parte breve, della politica monetaria della FED – nessun rialzo prezzato fino al 2018). L’apertura dei mercati Europei vede pesanti perdite su tutti gli indici azionari (fino a -12% l’Eurostoxx) con il settore bancario maggiormente penalizzato. Sul Fixed Income europeo flight to quality sul Bund e con i mercati periferici in recupero, dopo un’apertura molto debole, su aspettative di interventi in acquisto da parte della BCE.
Fondato a Ginevra nel 1805, il Gruppo Pictet è uno dei principali gestori patrimoniali e del risparmio indipendenti in Europa Il patrimonio gestito ed amministrato ammonta a 480 miliardi di Euro a fine ottobre 2015. Il Gruppo Pictet è controllato e gestito da sette soci e mantiene gli stessi principi di titolarità e successione in essere dalla fondazione. Il Gruppo Pictet, che conta più di 3.700 dipendenti, ha il suo quartier generale a Ginevra e altre sedi nei seguenti centri finanziari: Amsterdam, Barcellona, Basilea, Bruxelles, Dubai, Francoforte, Hong Kong, Losanna, Londra, Lussemburgo, Madrid, Milano, Monaco di Baviera, Montreal, Nassau, Parigi, Roma, Singapore, Torino, Taipei, Tel Aviv, Osaka, Tokyo, Verona e Zurigo.

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David Cameron ha appena annunciato le proprie dimissioni da capo del Governo britannico

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

londraIl risultato del referendum sul Brexit, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, sconvolge da subito gli equilibri politici in Uk. Un finale che ha preso alla sprovvista analisti finanziari e bookmaker: questi ultimi, riferisce Agipronews, davano in vantaggio fino a poche ore dalla chiusura dei seggi il “remain”, la permanenza in Ue, a quota 1,20, con il “leave” a 3,80. Esito inatteso per il referendum, mentre adesso appare scontata la nomina di Boris Johnson come prossimo leader dei conservatori, proposta a 1,30. Quote a favore di “Bojo” anche come prossimo premier: le offerte sulle lavagne britanniche per l’ex sindaco di Londra sono a 1,70, a grande distanza tutti gli altri, a partire da Theresa May, fino ad oggi Segretario di Stato per l’Interno, proposta a 4,00 come prossimo leader dei Tories e a 3,50 come Premier. Arduo vedere come prossimo capo di governo un esponete laburista: su Jeremy Corbin si punta a 7,00. Ancora più difficile che la maggioranza, nonostante l’esito del referendum, vada al capo degli “euroscettici” britannici, Nigle Farage: il leader del partito Ukip come prossimo premier, al momento, è una scommessa da 34 volte la posta. PG/Agipro

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“Questa mattina l’Europa si è svegliata un po’ più piccola, un po’ più povera e soprattutto molto più confusa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

cameron“E’ difficile capire perché l’Inghilterra abbia scelto di uscire dall’Europa, dopo tutta una serie di agevolazioni che Cameron aveva comunque ottenuto nel febbraio scorso. Per qualcuno è stato un no ai flussi immigratori da cui l’isola si sente invasa, per qualcun altro è stato ribadire una volta di più che l’Inghilterra guarda più volentieri verso l’altra sponda dell’Atlantico che non verso di noi. E’ più anglo-americana di quanto non sia e non si senta europea. In ogni caso gli inglesi pensano di trarre vantaggi concreti da una scelta di questo tipo in termini di identità nazionale, di autonomia politica e soprattutto di potenziale crescita occupazionale.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua: “Mi sembra che continui ancora l’ondata lunga della spregiudicata affermazione dei diritti individuali anche a livello nazionale. Scarsa, se non scarsissima l’attenzione rivolta alle responsabilità sociali di un Paese verso altri paesi; sembra prevalere un residuo di mentalità neo-colonialista per cui l’ottica con cui si guardano gli altri paesi è sempre e solo quella della mia convenienza diretta. Assistiamo ad una visione della democrazia in chiave sempre più egoistica, che nulla ha a che vedere con l’Europa dei Padri fondatori, perché non risponde a criteri del bene comune, ma solo al proprio bene immediato. Una volta accantonato il riferimento alle radici giudeo-cristiane dell’Europa, è stato difficile rimettere in primo piano quell’ideale di Europa caratterizzato da accoglienza, inclusione e reciproco sviluppo. Eppure le tante tragedie che riguardano l’Africa o lo stesso medio-oriente sono ancora l’onda lunga di una politica di sfruttamento plurisecolare; di una mentalità di presunta superiorità, che ha trattato quelle popolazioni con la spocchia paternalistica di chi crede di sapere cosa è bene per gli altri, senza rendersi conto del vistoso conflitto di interessi che in questo modo si crea. Difficile oggi immaginare le conseguenze di questa decisione tanto democratica come lo può essere un referendum, senza pensare al nostro prossimo referendum di ottobre. Anche in Italia sono molto vivi il malcontento e la diffidenza, davanti all’incapacità di fornire risposte soddisfacenti a bisogni reali, mentre si avanzano spiegazioni che sembrano solo un goffo tentativo di sollevare dalla responsabilità personale chi sta governando”, conclude la Binetti.

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Brexit: ‘Chacun pour soi, Dieu pour tous’, cioe’ ‘God save the Queen’. La lotta federalista continua

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

regina gran bretagnaStamane alle 6,58 ho sentito alla BBC l’annuncio ufficiale della vittoria del Brexit, con un’affluenza di votanti del 72,7% (percentuale sconosciuta in quel Pese per la partecipazione elettorale). Ho fatto un flashback immediato della mia vita e mi sono visto ragazzino, federalista europeo come oggi, nelle varie strade, galere e manifestazioni dell’Europa quando c’era ancora il muro di Berlino, mentre spiegavo l’utilita’ e i vantaggi di una Europa unita e federale che comprendesse proprio tutti i Paesi del continente e non solo, ci aggiungevo anche Turchia, Israele, Marocco e Tunisia… fino a vagheggiare di Stati Uniti del mondo, con una Onu diversa e con piu’ poteri e democrazia. Vagheggiavo per l’appunto. Poi mi e’ venuto un altro pensiero: ore 1,45 del 6 agosto 1945, quando l’aereo Usa Enola Gay sgancio’ su Hiroshima la bomba atomica, e le manifestazioni che avevo fatto in tutti questi anni in tutta Europa e non solo per dire “mai piu’ Hiroshima”.
Quella di stamane non era una bomba che ha fatto subito tante vittime innocenti, ma diamogli tempo. Subito mi ha chiamato un mio amico somalo/italiano che fa il medico tra Firenze e Londra e con cui condivido sempre riflessioni politiche e umane anche al di fuori del contesto europeo: e’ una guerra tra poveri -e’ stato il nostro commento-. Tanta partecipazione perche’ i piu’ demuniti (moltissimi immigrati naturalizzati come sudditi della Regina e provenienti dalle storiche terre del Commonwealth) sono stati convinti che i nuovi immigrati europei (molti dall’ex blocco sovietico) sono una minaccia per loro. Diamogli tempo e capiranno -forse- che il mondo sta andando a “scatafascio” proprio per quel loro tipo di approccio. Ma intanto ci teniamo questa nuova Hiroshima.
In questi giorni saremo travolti e “nauseati” dai commenti dei vittoriosi e degli sconfitti, quindi non mi dilungo piu’ di tanto. Una cosa e’ certa: e’ morta l’Europa degli Jean-Claude Juncker (attuale presidente della Commissione) e dei Martin Schulz (attuale presidente del Parlamento europeo), cioe’ l’Europa del tentennamento e della sostanziale non-democrazia delle sue istituzioni. E forse il Regno Unito -AD (anno domini) 2016- non avra’ piu’ la funzione di quando era un impero che loro credono continui ad esistere continuando a chiamarlo Commonwealth, ma una sorta di Singapore un po’ piu’ grande.
Noi, associazione di consumatori e di utenti, possiamo solo ricordare quel che di buono abbiamo imparato dai britannici, a partire dai diritti degli individui e dei loro poteri economici. Buono che troviamo anche in Usa e in altri Stati anche europei. Diritti che poi, divenuti comunitari, sono il punto di riferimento necessario per non farsi mettere i piedi in testa, e senza i quali noi italiani oggi staremmo peggio. Ma a questi diritti, oggi ne prevalgono altri. E’ la democrazia, bellezza! La stessa che continueremo ad usare, con o senza Regno Unito. Oggi ha prevalso il “chacun pour soi, Dieu pour tous” nella versione “God save the Queen”. A noi non piacciono entrambi. La lotta continua. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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EU Referendum By Matthew Beesley, Head of Global Equities

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

london-centralWith the BBC calling the result at 0439 for Leave, markets are, not unsurprisingly, reeling. With currency and stock markets rallying so aggressively over the last week, with ‘cable’ (USD-GBP) having touched 1.50 as the polls closed, the investor shock today will be hard to digest. We estimate markets were pricing in around only a 20% chance of Leave. At the time of writing, Asian markets have not responded as negatively as we might have expected. The -8% fall that is currently reflected in FTSE futures could be just the start of an elongated period of weakness for the UK and indeed European stock markets. While Sterling and the Euro have led overnight in constantly trading markets, stock bourses will follow at 8am.There will be debate and uncertainty over what exactly will happen next: how quickly will the UK evoke Article 50? What does the UK economy look like outside of the EU? Will the United Kingdom stay United or will this trigger a break-up of the United Kingdom as we know it, with another Independence Vote for Scotland given the country’s over-whelming vote to Remain? Could this give rise again to structural questions around the future of the European Union given the succour the outcome will give to other disgruntled factions across the continent.For the UK, this is a seismic result. Its implications will undoubtedly be felt beyond UK borders, with immediate and perhaps long-lasting impacts on global trade and certainly on all asset markets.
Henderson Global Investors, wholly-owned by Henderson Group plc, is a global asset manager with a strong reputation dating back to 1934. Henderson manages £92.7 billion (as at 31 March 2016) of assets on behalf of clients in the UK, Europe, Asia-Pacific and North America and employs approximately 1000 staff members worldwide. Clients include individuals, private banks, third-party distributors, insurance companies, pension funds, government bodies and corporate entities. As a pure investment manager Henderson offers investments across equities, fixed income and multi-assets as well as alternative products, such as private equity, property and hedge funds.

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EU referendum result expert comment

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

gran bretagnaProfessor Stephen Roper can talk on SMEs. He researches SME growth and innovation and is Director of the Enterprise Research Centre.
Professor Roper said: “Small businesses need to prepare for a period of volatility as markets react. Gains in terms of reduced regulation and EU membership costs may follow, but are probably some years off.”Over the next few weeks a weakening of sterling will help exporters, but will make euro imports more expensive, raising all small firms’ input costs. Interest rates too may need to rise raising business borrowing costs. Longer term, European firms may also switch orders away from the UK to insulate themselves from any changes in trading relations between Britain and the EU.”The gains for small firms from Brexit are probably two to five years away. There is potential for reduced regulation and new trade deals, but the timing and effects of both remain uncertain. Outside the EU the UK will also be free of EU competition and state aid rules allowing the UK government to provide more direct support to SMEs.”Professor Christian Stadler can talk on multinationals. He is the author of Enduring Success, which involved researching Europe’s biggest companies:Professor Stadler said: “It is not clear what’s happening next and businesses will be reluctant to invest. I don’t expect that there will be a massive exodus, but rather than expanding in the UK, companies are likely to do it in Europe instead, particularly for businesses which export to the EU.”The devaluation of the pound should help exports slightly, but it will be an issue for all those who have EU suppliers. There is an expected contraction of the UK market, which will hit sales in the UK.”In the long term if the UK follows the Swiss model, which is essentially adopting EU regulation minus having a say in the decisions, this would be the better option for businesses as it puts dealing with the EU more or less back to where it is at the moment. This will be an issue for some industries, like banking, as they won’t have much of an influence on regulation anymore. We see that in Switzerland for the pharma sector for example. Politically this would be a difficult one to pull off as people have to put up with the things they did not want – most prominently immigration.”If the UK takes a tougher stance on immigration, for businesses this will be a disaster as the EU will retaliate. Access to the EU will become difficult. For some companies this means doing business in Europe won’t be attractive any more. Others will have to deal with complicated bureaucracy. In short: a nightmare.”
Professor Kamel Mellahi can talk on China’s reaction. He researches emerging markets and business strategy in China:
“A key concern for many Chinese firms who have invested in the UK is that Brexit will see their business suffer because they will find it difficult to access EU markets from Britain. A big part of the appeal of the UK for Chinese investors is access to the EU.
“A significant number of Chinese businesses see the UK strategically placed as a gateway to EU markets, but with a Brexit they may put on hold investment in the UK until a clearer picture over trade deals with the EU emerges. This may not be the case for sectors that are more detached from EU markets such as real estates and higher education.”It will be interesting to see whether Chinese and other Asian companies that have committed investment and have their global or European headquarters in the UK will move part or all their investments to the euro zone now. If one goes by what has been widely reported by Chinese corporate leaders, Brexit will dampen the appeal of the UK for Chinese investors.”

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Close the gaps on fundamental inequality

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

pianeta terraGovernments must act now to address economic and social inequalities that divide people and countries, benefiting only a few and forcing the many into cycles of poverty, vulnerability and marginalization, international humanitarian and development network ACT Alliance has said. Commenting as the World Wealth Report from CapGemini was released today, ACT Alliance said that there is an urgent need for governments to close the gap by promoting policies known to lower income and wealth disparities.“Ending inequalities between countries and between people represents addressing issues of justice, issues of human rights, and issues that speak to the kind of society that people want to live in,” said John Nduna, ACT Alliance General Secretary. Questioning the existing economic model, Nduna said: “We need a new paradigm that addresses the root causes of poverty, and policies that offer pathways to progressive taxation and greater wealth distribution.”While there is an unprecedented trend in increasing income inequality within countries for the benefit of a few mega rich individuals, ACT Alliance highlighted that social protection programmes, progressive taxation and equity based structural policies such as the introduction of a minimum wage could play a significant role in reducing the growing gap between rich and poor. ACT Alliance is a coalition of 140 churches and faith-based organisations working together in over 100 countries to create positive and sustainable change in the lives of people in need. ACT works through faith-based networks and communities to help inform and influence justice and rights-based policies at all levels that seek to address the existing gaps in income and other forms of inequality. “Action today could mean that specific targets for equity could be achieved,” said Nduna. “For example, enhanced use of progressive taxation on business, foreign investments, income and wealth, or securing full and productive decent work for all, could have rapid impacts on people most in need. Closing these gaps requires intentional commitments by political leaders, business leaders and ambitious policies from governments at all levels. Without this, there will be no end to the broken economic system that makes a few rich and the majority poor.”
ACT Alliance is part of the Fight Inequality Alliance a group of organisations including ActionAid, Amnesty International, CIVICUS, Femnet, Focus on the Global South, Greenpeace, International Trade Union Confederation (ITUC) and Oxfam.

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Europe’s human rights crisis surmountable, say participants at key conference to find ways forward

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

europeSuggestions to help tackle Europe’s pressing human rights crisis were captured at the Fundamental Rights Forum in Vienna. Over 700 leading experts from around the world contributed to the EU Agency for Fundamental Rights’ event. All the 100+ practical ideas that were generated are being distilled in the Forum Chair’s Statement.“Yes, we have a crisis of fundamental rights in Europe but also the goodwill, energy and ideas to overcome it. This is what we debated over the last four days in Vienna during the Fundamental Rights Forum 2016,” said FRA Director and Forum Chair Michael O’Flaherty. “Human rights cannot be viewed as an optional extra that can be sacrificed. They are the cornerstone of European identity; if we lose them we will lose Europe.” The EU has built up a strong fundamental rights system over the years. However, rights are in crisis. Trust in democratic institutions is falling, undermining rights protection and promotion that ultimately benefit us all. To move forward, Europe must work together, always mindful that Europe is not alone in today’s increasingly interdependent world. Areas that need joint action include:
Ensuring fundamental rights are not a niche issue but are instead mainstreamed in all policy discussions and decisions at the EU and national level, particularly in the social and economic sectors.Building a strong fundamental rights culture through rights education that is essential in today’s societies. This includes improving rights awareness among everyone in the EU.Strengthening the oversight by parliaments and rights watchdogs, the national human rights bodies, to better hold governments account of their fundamental rights obligations.Guaranteeing that everyone, including vulnerable groups, is involved in decisions on policy measures that affect them. The Forum focused on the three most pressing fundamental rights challenges facing the EU today: refugee protection, inclusion and the digital age. Three of the very many suggestions were:Broadening legal ways of reaching safety as an alternative to risky irregular entry. EU Institutions and Member States could consider enlarged resettlement schemes, as well as building public support for responsible asylum policies through political leadership and creating powerful counter-narratives to anti-refugee rhetoric.
National, regional and local authorities, the business sector, professional groups and civil society should work together to use EU funds to stimulate socially responsible and inclusive growth that fosters fundamental rights and respect for diversity.
A ‘traffic light’ warning system for users of digital technology, by IT companies and their regulators. Red lights would warn of the potential reuse of personal their data.
FRA will publish the full Chair’s statement of concrete suggestions in these three areas on 28 June. FRA pledges to use every opportunity to present and discuss these findings with stakeholders throughout the EU. Already FRA will present the statement to the EU Council in July.

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“Clinton e le Primarie 2016: un incontro con Matthew Montavon”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

hillary clintonIn tale occasione, il dott. Montavon, rappresentante dei Democrats a Roma, sollecitato anche dagli interventi del Questore della Camera, on. Dambruoso, dell’on. Gigli, della Sen. Fasiolo, dell’on. Causin e del dott. Martino, ha illustrato la campagna elettorale dei Democratici americani e le politiche che essi vogliono porre in essere.In particolare, il dott. Montavon ha sottolineato che “Clinton ha chiaramente dimostrato di avere sia il sostegno che il numero di delegati necessario per essere nominata come nostra candidata; il Partito – ha detto – si unificherà fortemente in suo sostegno. Abbiamo verificato che c’è unità”.E poi, parlando di Sanders, ha precisato che “la partecipazione di Sanders nella primaria democratica ha rappresentato una vera sfida per Clinton. Sanders ha presentato idee interessanti nella propria campagna come: l’istruzione universitaria gratuita, l’assistenza sanitaria nazionale e un aumento del salario minimo. Queste sono le idee che – secondo Montavon – influenzeranno la piattaforma democratica per le elezioni presidenziali” sottolineando che Sanders, anche se non ha manifestato il suo appoggio a Clinton, “riconoscendo l’importanza di fare fronte unito con il partito contro l’elezione di Trump, ha di fatto confermato il suo sostegno”.
Parlando della candidata Hillary Clinton, Montavon ha evidenziato che lei attraverso la sua attività, durante tutta la vita, ha dimostrato la sua “ dedizione al mantenimento e ampliamento del servizio pubblico in vista del bene comune”. La Signora Clinton – secondo Montavon – è “potenzialmente la persona più qualificata per esercitare le funzioni di Presidente degli Stati Uniti”.
Inoltre, il dott. Montavon è entrato nel merito delle politiche formulate dalla Clinton evidenziando il suo impegno per l’energia pulita, l’istruzione, le infrastrutture, l’ampliamento del sistema sanitario, l’immigrazione, i diritti dei lavoratori, l’accesso all’istruzione universitaria sostenibile e le battaglie contro le disuguaglianze.Si è parlato anche del secondo emendamento e del possesso di armi che il Partito Democratico vorrebbe ridimensionare mentre Trump è un forte sostenitore della difesa personale con armi da fuoco.Il dibattito è stato intenso e fruttuoso ed arricchito da molte domande. Senza dubbio, le elezioni americane avranno una ripercussione anche sull’Europa e sull’Italia per l’intensità di rapporti che si sono da tempo instaurati; a noi il compito di ribadire l’amicizia del nostro Paese e il leale sostegno degli italiani d’America a chiunque sarà il vincitore, ma anche sottolineare che la politica estera, nello scenario attuale, va fatta insieme, da buoni amici, altrimenti verrebbe meno quel processo virtuoso, win- win, che ci può aiutare a rendere il mondo più giusto.

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Siloe film festival

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

siloe film festivalMonastero di Siloe a Poggi del Sasso, un luogo di meraviglia in provincia di Grosseto, nei giorni venerdì 8 e sabato 9 luglio 2016. Il Festival è ideato e organizzato dal Centro Culturale San Benedetto, in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana e con la Fondazione Ente dello Spettacolo. Il direttore artistico della rassegna è Fabio Sonzogni.Cresce l’attesa per conoscere i nomi delle personalità che parteciperanno al Festival: il programma prevede infatti due intere giornate di proiezioni, incontri e dibattiti tra filosofi, teologi, poeti, attori, registi e monaci. Il tutto in un clima di convivialità, immersi nello splendore delle colline toscane e nella contemplazione del Creato. Al momento sono state confermate le presenze dell’attore Salvatore Striano, del filosofo Umberto Curi, del poeta Franco Marcoaldi, e presto sarà reso noto anche il programma definitivo.“Alla ricerca dell’altro, la compassione”. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo, è il tema sul quale dovranno misurarsi le opere che parteciperanno all’edizione del Festival di quest’anno. Raccontare la fatica, la pratica che permette alla verità di emergere, quella luce nascosta, sepolta, imbrigliata nell’umano, che è il bene, la giustizia, la bellezza e non l’autorealizzazione. Raccontare la compassione che è prendersi cura dell’altrui miseria, partecipare al dolore della condizione umana, che è la propria.Al Concorso partecipano cortometraggi a soggetto e d’animazione dalla lunghezza massima di 30 minuti, e a documentari dalla lunghezza massima di 60 minuti. Le opere, di diverse nazionalità e lingua, sono state prodotte tra il 2013 e il 2016.
Sabato 9 luglio, ai vincitori selezionati tra le 12 opere proiettate al Festival, verranno assegnati i premi: Premio giuria Siloe Film Festival, Premio del pubblico e novità della III edizione, il Premio giuria giovani.La Giuria, inoltre, avrà la possibilità di assegnare una menzione speciale a un’opera in concorso di particolare valore. I tre film vincitori riceveranno in premio un’opera artistica, a tiratura limitata, creata per l’occasione.Il Siloe Film Festival si svolge presso una Comunità Monastica che si inserisce nel solco della tradizione benedettina. La comunità vive e opera in un monastero in costruzione, ma già capace di ospitare amici e pellegrini, anche se in numero ristretto. Situato su di un alto colle che domina la valle dell’Ombrone, guarda da non molto lontano il Monte Amiata e la Val d’Orcia, scruta l’orizzonte per tuffarsi in mare, soprattutto nei tramonti dorati, dietro ai monti dell’Uccellina. Sì, in Toscana, in provincia di Grosseto, a un chilometro dal paese di Poggi del Sasso e a 10 da Paganico. Oltre ai membri stabili, sono spesso ospiti persone che trascorrono con i monaci dei periodi più o meno lunghi condividendo la vita della Comunità. (foto: siloe film festival)

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“Una fotografia per riscrivere il futuro!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

una fotografiaMilano Martedì 28 giugno ore 18.00 Galleria Still Via Balilla,36. E’ l’iniziativa realizzata da Canon e dedicata agli adolescenti dei centri “Frequenza200” di WeWorld, organizzazione con sede a Milano che promuove e difende i diritti dei bambini e delle donne vulnerabili in Italia e nel Mondo, aiutandoli in modo concreto e favorendone l’inclusione sociale.I docenti di Canon Academy e il gruppo volontari di Canon hanno fatto vivere a 15 adolescenti dei centri WeWorld un’esperienza sulla comunicazione visiva e sulla fotografia come mezzo di espressione.Gli scatti realizzati con i ragazzi diventeranno una mostra, esposta presso la Galleria Still di Milano, che il 28 giugno potranno essere acquistati attraverso un’asta il cui ricavato servirà a sostenere i progetti di WeWorld.
Faranno parte dell’asta anche due pezzi speciali del fotografo di fama internazionale Fabio Lovino dal progetto Mothers. L’Amore che cambia il Mondo realizzato insieme a WeWorld, donati per supportare l’iniziativa. (foto: una fotografia)

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Allianz e IUSS Pavia avviano una collaborazione per unire ricerca e formazione sul rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

cantiereDuomodiPavia2Durante la cerimonia tenutasi allo IUSS-Pavia è stato firmato l’accordo per unire le proprie competenze su ricerca e formazione per quanto riguarda le calamità, naturali o provocate dall’uomo, che minacciano l’economia mondiale. Grazie alla sinergia tra i ricercatori dello IUSS-Pavia – che vanta importanti accademici e studiosi le cui competenze scientifiche spaziano dall’idrologia alle scienze della Terra, dall’ingegneria alla statistica, dalle neuroscienze alla medicina ed al diritto – e i dati raccolti sul campo da AGCS, derivati dalla sua competenza nella valutazione dei rischi globali, le due realtà potranno esplorare assieme nuove direzioni nel campo del rischio, come ad esempio:
· Gli sviluppi nei rischi relativi al mondo informatico, climatico, politico, legale e normativo;
· L’analisi di rischi catastrofali, anche attraverso l’utilizzo di sensori remoti e di sistemi di informazione geografica;
· Il ruolo della gestione dei big data e delle tecnologie disruptive nella gestione del rischio;
· L’analisi e modellizzazione del rischio e i nuovi approcci al trasferimento del rischio e ai processi decisionali.
IUSS-Pavia e AGCS Underwriting Academy (UWA) collaboreranno anche nell’organizzazione di corsi, seminari e programmi di formazione congiunti su tematiche di interesse comune.
Intervenuto alla cerimonia della firma e al workshop inaugurale che si sono tenuti a Palazzo del Broletto di Pavia, Hartmut Mai, Chief Underwriting Officer di AGCS, ha spiegato i vantaggi di questa collaborazione: “Il mondo del rischio è in continuo mutamento, ed è pertanto fondamentale utilizzare le migliori risorse possibili per guidare l’innovazione nel risk management e superare le sfide che si presenteranno. Ritengo che, grazie alla collaborazione di AGCS con IUSS-Pavia – una delle principali istituzioni accademiche in Europa – riusciremo a creare una combinazione unica di esperienza pratica ed eccellenza scientifica e accademica. Siamo felici di aver avviato questa collaborazione ed abbiamo grandi speranze per il futuro”.Alberto Monti, Professore Ordinario di Diritto Privato Comparato nella Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, ha dichiarato: “Oggi IUSS Pavia e AGCS celebrano l’avvio di una partnership pubblico-privata tra istituzioni che condividono l’impegno a migliorare la conoscenza del rischio attraverso ricerche innovative e multi-disciplinari, nonché a valorizzare i giovani talenti. La discussione svolta nel corso del Workshop inaugurale ha già identificato possibili nuove direzioni nello studio del rischio di grande rilevanza sia sul piano teorico che su quello delle applicazioni pratiche. Ci sono tutte le premesse per una proficua collaborazione.”

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Dreaming Siena

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

dreaming sienaDuomo di Siena, Piazza Jacopo della Quercia 4 luglio – 30 settembre 2016 Divina Bellezza. Dal 4 luglio al 30 settembre, ogni sera, il triplice imponente schermo architettonico del Duomo Nuovo si animerà attraverso un nuovo spettacolo culturale ed immersivo, di videomapping in 3D: un viaggio nella storia, un percorso attraverso l’alto senso civico che ha reso la città una delle più rappresentative d’Europa.Il pubblico, seduto in platea e dotato di un dispositivo audio 3D in cuffia multilingua, sarà testimone della Divina Bellezza grazie ai 400.000 ansi lumen di potenza e una risoluzione di 7.000 pixel di alta tecnologia.Protagonisti dello spettacolo sono i senesi che hanno contribuito alla realizzazione di un paradigma che si fonda sul buon governo e i valori dell’etica.
Una corda-strumento e una corda-ideale uniscono i cittadini invitandoli alla Con-cordia, all’unione dei cuori. Dalla Concordia politica scaturiscono gli effetti benefici sul governo della città che si riflettono sulle grandi opere.La corda lega metaforicamente la Cattedrale, simbolo del sentimento devozionale, al fulcro del Palazzo Pubblico, la sala dei Nove dipinta da Ambrogio Lorenzetti con le sue allegorie, “political ideas”.Il Buono e il Cattivo Governo, la Pace e la Guerra, la Concordia con la pialla che livella i cittadini e la Discordia con l’attributo della sega che li divide. Il sogno parte dal Medioevo, ma si estende ai nostri giorni: la speranza è quella di una rinascita attraverso Sapienza che ispira Giustizia e conduce alla Concordia, fil rouge dello spettacolo. L’operosità dei cittadini in questo “welfare state” si manifesta nelle botteghe artigiane di ieri e di oggi. Un mosaico di mestieri, dal fornaio al pizzicagnolo, dal calzolaio all’orafo, dal ceramista al maestro vetraio, dal pittore allo scultore, dallo speziale al fabbro fino all’intagliatore, dalla tradizione all’innovazione. Mani, gesti, i manufatti prendono forma.Le danzatrici degli Effetti del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti si trasformano in moderne ballerine. I personaggi del passato continuano a parlare nel presente. La musica e la voce “senese” accompagnano le immagini del tempo che scorre scandito da orologi e campane in un abbraccio al pubblico seduto in platea all’interno Duomo Nuovo.La Divina Bellezza è uno spettacolo promosso dall’Opera della Metropolitana di Siena e dal Comune di Siena, prodotto da Civita-Opera e realizzato da Unità C1 in collaborazione con Moviement HD.
Tutti i giorni dal 4 luglio al 30 settembre 2016 ad eccezione della domenica e del periodo dal 13 al 16 agosto. Una rappresentazione al giorno alle ore 21:30, con degustazione di prodotti tipici a partire dalle ore 21:00 Biglietti€ 15,00 intero € 12,00 ridotto: residenti nel comune di Siena Gratuito: bambini fino a 6 anni, portatori di handicap e un accompagnatore € 27,00 combinato con Opa si Pass all inclusive ticket. (foto: divina bellezza)

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Fin dove può arrivare la chirurgia robotica in urologia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

Istituto_Nazionale_Tumori_Regina_Elena_-_RomaRoma. Quello della prostata è il tumore maschile per eccellenza: è infatti la neoplasia più frequente negli uomini, 35.000 sono le nuove diagnosi nel 2015. Ma anche le neoplasie della vescica e del rene hanno una elevata incidenza nella popolazione maschile: quello della vescica è il quarto tumore più frequente nei maschi con oltre 21.000 nuovi casi maschili e circa 5000 femminili nel 2015, il tumore del rene nello stesso anno ha colpito il doppio degli uomini rispetto alle donne, 8000 di sesso maschile contro i 4000 di sesso femminile. All’Istituto Regina Elena la Chirurgia Robotica offre una opzione terapeutica non solo negli stadi precoci di malattia, ma anche nelle terapie degli stadi avanzati e nei trattamenti di salvataggio, dopo fallimento di altre terapie. Per la terza volta presso il nostro Istituto, circa 300 urologi e 32 esperti mondiali in campo uro-oncologico a confronto per standardizzare oggi alcune procedure collaudate nei centri di riferimento.
Fin dove può arrivare la Chirurgia Robotica? All’Istituto Regina Elena si eseguono circa 400 interventi l’anno di chirurgia uro-oncologica, di cui 10 per l’asportazione totale del rene con trombectomia cavale, e cioè rimozione del trombo occludente la vena cava. L’ intervento è il gold standard in caso di cancro del rene che coinvolga la vena renale causando una trombosi neoplastica. L’ operazione è stata standardizzata e viene eseguita routinariamente con tecnica robotica in soli tre centri al mondo: a Roma all’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, alla University of Southern California e al PLA General Hospital di Pechino.
Per la definizione dell’iter terapeutico del tumore della prostata la strettissima collaborazione tra chirurghi, radioterapisti e oncologi medici è un “must”. Il miglior trattamento ha portato i tassi di sopravvivenza per queste neoplasie all’80-90% a 10 anni dalla diagnosi, rendendo sempre più importante quindi l’attenzione agli aspetti relativi alla qualità di vita del paziente.
E al ripresentarsi della malattia a livello locale la chirurgia robotica di salvataggio è un trattamento emergente e di avanguardia, un approccio, mini-invasivo e in alcuni casi risolutivo, che sta rapidamente guadagnando popolarità e consenso nella comunità scientifica e presso i pazienti. Similmente, quando il paziente colpito da tumore prostatico presenta una ripresa della malattia ricorrere all’asportazione dei linfonodi pelvici (linfoadenectomia pelvica e retro peritoneale di salvataggio) offre una maggiore possibilità di guarigione o comunque un più duraturo controllo della malattia. La possibilità di eseguire questo intervento con il robot ha notevolmente ridotto la morbidità di questa chirurgia. Questo è quanto sta emergendo al grande meeting in corso al Regina Elena che vede oggi e domani riuniti 32 esperti chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo. “L’incontro prevede interventi di chirurgia robotica, organizzata insieme al mio staff – illustra Michele Gallucci, Direttore dell’Urologia IRE – e ai colleghi Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron della University of Southern California. Un team di eccezione, collaboriamo ormai da anni e oggi ci ritroviamo a Roma, per la terza volta insieme, per tirare le somme di 3 anni di intenso lavoro sulle procedure chirurgiche robotiche.” “Dalle sale operatorie del Regina Elena – sottolinea Marta Branca, Commissario Straordinario IFO – si fa scuola su interventi di grande complessità e con approccio completamente “intracoporeo”. L’urologia è stata la prima ma ora tutte le specialità chirurgiche degli Istituti utilizzano il robot. Posso tranquillamente affermare che il futuro della chirurgia è qui!” (foto: robotic urology)

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Banche: governo in fase mistica

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

brunetta-nardinDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Le banche non fanno credito, ma il governo è in fase mistica. Meno slides, meno roadshow e più serietà: è questo il riscontro degli investitori italiani e stranieri riuniti ieri a Milano per una due giorni di dibattiti da Mediobanca, non certo una banca ostile a Renzi.Fabrizio Pagani, il capo segreteria di Padoan, ha provato a snocciolare il solito rosario di imprese del governo, salvo poi scivolare sulla prima vera domanda del pubblico. A un investitore che gli chiedeva che fine avesse fatto il regolamento attuativo del GACS, lo schema di garanzia sulle sofferenze bancarie cartolarizzate, ha risposto che ‘c’è già tutto’.Forse non sa, Pagani, che a Londra dopo le promesse di Renzi si aspettavano una bad bank. Al suo posto hanno avuto GACS, e ancora manca il regolamento attuativo. Non solo a Londra: anche a Bari, dove la Banca Popolare di Bari ancora non riesce a disfarsi delle sofferenze per via dei ritardi governativi.Dopotutto, di che stupirsi: Palazzo Chigi preferisce creare banche regionali ‘pacioccando’ con le BCC pur di riavere un surrogato del Monte Paschi che pensare ai veri problemi del credito”.

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Viaggio del Papa in Armenia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

armeniaIn occasione del viaggio apostolico di Papa Francesco in Armenia, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha donato alla Chiesa cattolica locale oltre 50mila euro per la preparazione e la realizzazione della visita.I fedeli armeni attendono con ansia di ricevere il Pontefice che sarà nel paese caucasico da domani fino a domenica. E ACS ha donato loro il necessario per prepararsi a questo evento e per raggiungere i luoghi della visita ed incontrare il Santo Padre. «Abbiamo ricevuto moltissime richieste da parte di persone che vogliono assistere alla messa in Piazza della Repubblica a Yerevan – spiega monsignor Raphael Minassian, ordinario per gli Armeni cattolici dell’Europa Orientale – tanto che abbiamo dovuto predisporre dei maxischermi in una piazza attigua che il Santo Padre visiterà dopo la funzione. Ci aspettiamo più di 50mila persone». Ad occuparsi dei preparativi saranno oltre 300 volontari. «Tutte le nostre 40 parrocchie parteciperanno alla visita – aggiunge il presule – che speriamo ci rafforzerà nella fede».La fondazione pontificia sostiene da molti anni la comunità cristiana dell’Armenia, alla quale nel 2015 ha donato oltre 93mila euro. Una particolare attenzione è rivolta a progetti pastorali quali la formazione di sacerdoti e seminaristi, e i campi estivi e momenti di raccoglimento per bambini e ragazzi. Come il corso domenicale offerto a 280 bambini di Artik, nel nord del paese, dove i piccoli hanno potuto studiare catechismo, leggere la Bibbia e conoscere la storia del Cristianesimo in Armenia.ACS dona inoltre di che vivere ai siriani cristiani rifugiatisi in Armenia, che ricevono anche un sostegno psicologico e spirituale. Quaranta piccoli rifugiati hanno partecipato lo scorso anno ad uno dei campi estivi, finanziati da ACS, nella città di Tsaghkatzor, nella cosiddetta Valle dei Fiori. I campi estivi sono organizzati dalle Suore dell’Immacolata Concezione di Gyumri, che la fondazione aiuta dal 1997. Sabato mattina il Papa farà visita al loro convento che ospita anche un orfanotrofio ed un centro diurno per anziani.
L’impegno di ACS in Armenia non trascura la diffusione della fede attraverso i mezzi della comunicazione. Per questo la fondazione ha donato nel 2015 un contributo per l’estensione della ricezione di Radio Maria. Infine un importante apporto è stato dato anche alla pubblicazione di testi religiosi, quali la Dottrina sociale della Chiesa cattolica.“Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2015 ha raccolto oltre 124 milioni di euro nei 22 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato 6.209 progetti in 148 nazioni. (foto: armenia)

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Dall’Arte al Business – Scambi Culturali e Commerciali tra Italia e Corea

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

corea sudMilano. La mostra coreana Making is Thinking is Making in Triennale di Milano, dedicata al design e all’artigianato contemporaneo ha registrato circa 44.000 visitatori in due mesi, evidenziando l’interesse da parte del pubblico italiano verso la cultura del Paese.
La mostra organizzata da KCDF (Korea Craft & Design Foundation) emanazione del Ministero della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica di Corea, in occasione della XXI Esposizione Internazionale della Triennale del Design, sarà aperta al pubblico fino al 12 settembre. La curatrice è Hong Bora, direttrice della Galleria Factory di Seoul e curatrice di mostre internazionali come nel 2015 “Wirkkala Revisited” al Design Museum di Helsinki.A testimonianza del forte legame tra i due Paesi nel settore della moda e del design, la partenza, dal 29 giugno al 1° luglio, di 10 aziende lombarde di moda che sbarcheranno in Corea del Sud, decimo partner mondiale e mercato da 400 milioni di euro per la moda lombarda, per un percorso di sviluppo commerciale che prevede la partecipazione a “La moda italiana a Seoul”, tra le più importanti manifestazioni del mercato coreano.Nell’ultima edizione sono state complessivamente 45 le collezioni italiane presentate ed oltre 900 i buyer presenti. Ad organizzare il percorso di sviluppo commerciale in Corea del Sud per le aziende di settore lombarde, Promos, azienda speciale per le Attività Internazionali della Camera di Commercio di Milano. Dichiara Nixie Kang, di KCDF (Korea Craft & Design Foundation): “Uno dei temi esplorati dalla mostra Making is Thinking is Making è il valore primario dell’artigianato e del design, che fa da ponte tra la tradizione e la contemporaneità. Ringraziamo i numerosi visitatori, italiani e non, che hanno visitato la mostra e ci auguriamo che gli scambi culturali, ma non solo, tra Italia e Corea continuino ad aumentare”.

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La tecnologia italiana punto di riferimento nel mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

produzione-industriale“L’Italia ha i numeri giusti per essere il Paese punto riferimento nel mondo per sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica nel settore e lo dimostrano i forti investimenti dei grandi player italiani presentati oggi a Palazzo Chigi”. Questo il commento di Claudio Andrea Gemme, presidente di ANIE Confindustria e coordinatore del comitato tecnico per industria e ambiente di Confindustria.
“L’Italia e il Governo hanno intrapreso un percorso virtuoso. Ne è una prova il raggiungimento in anticipo dell’obiettivo europeo al 2020 in termini di incidenza delle rinnovabili sui consumi finali lordi di energia (17 %), come comunicato ieri dal Mise. Incrementare e promuovere gli investimenti in Ricerca e Sviluppo è la chiave per una concreta strategia di impresa basata sulla sostenibilità e per il rafforzamento di un settore – quello delle rinnovabili – che fa bene all’ambiente, all’industria e a tutto il Paese.Le imprese dei comparti elettronici e elettrotecnici associate a ANIE Confindustria, produttrici delle tecnologie necessarie per promuovere le energie pulite e la loro perfetta integrazione nel sistema elettrico nazionale, investono già oggi mediamente il 4% del fatturato in R&S, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S del settore privato italiano. L’industria italiana è pronta.
Al Governo chiediamo di portare avanti il Green Act già annunciato dal Ministro dell’Ambiente Galletti e un piano strutturato di politica ambientale e industriale che permetta alle aziende di orientare le proprie scelte strategiche nel lungo periodo”

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Una strage di stampo mafioso con finalità terroristiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

auto falconeEcco come viene definito nelle pronunce giudiziarie il tragico eccidio che a Capaci, il 23 maggio del 1992, spazzò via un tratto dell’autostrada siciliana A29 e con esso le vite dei Magistrati Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo, e degli Agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, sconvolgendo per sempre anche le vite dei superstiti scampati miracolosamente alla morte, l’autista giudiziario Giuseppe Costanza, e gli altri Agenti di scorta Angelo Corbo, Paolo Capuzza e Gaspare Cervello. Una strage che si inserì in un ampio progetto di vera e propria “guerra allo Stato”; una strage che nella sentenza del cosiddetto “Capaci-bis” (n°2006/2008 rgnr – n° 674/2014 r.g. gip stralcio 1220/2009) il Giudice ha ascritto “ad un disegno criminoso connotato anche da fini terroristici”, e che non a caso, dunque, ha portato ad attribuire ai morti lo status di Vittime di terrorismo sia pur a seguito di un’azione commessa dalla criminalità organizzata. Ma non tutte. Sono state così “inquadrate” le Vittime che facevano capo al Ministero della Giustizia, e quindi i due magistrati e conseguentemente le loro famiglie, nonché l’autista giudiziario dei coniugi Falcone, ma gli altri no. Non i Poliziotti sopravvissuti né i familiari di quelli deceduti. Quelle che facevano capo al Ministero dell’Interno sono state “inquadrate” come Vittime della Criminalità, così ottenendo un trattamento notevolmente meno favorevole perché, come è noto, le Vittime di terrorismo godono di maggiori benefici.
“Una faccenda che definire incresciosa è davvero un eufemismo – si infuria Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere) -. Un’ingiustizia gravissima e inspiegabile che, da oggi, è stata risolta quantomeno nei confronti dell’amico Angelo Corbo, che proprio sulla base delle pronunce giudiziarie che hanno formalmente confermato la finalità terroristica, ha finalmente ottenuto dal Ministero dell’Interno il riconoscimento dello status di Vittima del terrorismo, con tutto quanto ne consegue”.“E’ una notizia che ci procura moltissima soddisfazione – aggiunge Schio -, e che giustamente Angelo definisce una ‘vittoria morale’, perché davvero troppo ha dovuto ‘combattere’ per avere ciò che gli spettava di diritto e che, ripeto, del tutto inspiegabilmente è stato fin qui negato a lui ed ai colleghi che portavano e portano la divisa. Per lui oggi si compie un cammino che è stato troppo lungo e troppo tortuoso verso un ristoro che comunque non potrà mai neppure avvicinarsi al risarcimento che lo Stato deve a questi uomini come anche a tutti gli altri che danno la vita o la salute per esso. E di questa sua fatica potranno adesso beneficiare anche gli altri sopravvissuti e le famiglie dei Poliziotti che a Capaci sono rimasti Vittime del Dovere, i quali, seguendo le orme di Angelo, potranno ottenere lo status più ‘favorevole’ se così di può dire parlando di certi argomenti…”.
“E però – insiste Schio – non possiamo evitare di rilevare come ancora una volta dobbiamo gioire per la conquista di ciò che in realtà era assolutamente dovuto. E’ sconcertante che all’interno del medesimo Stato esistano cittadini e Servitori di serie A e di serie B; che un Ministero garantisca un certo riconoscimento e un altro no; che le Istituzioni e le leggi di un Paese che si definisce civile ancora perpetuino una disparità di trattamento assurda fra Vittime della violenza altrui, che si chiami terrorismo o che si chiami criminalità ciò da cui essa promana. Questa vicenda non fa che riportare prepotentemente alla ribalta, infatti, l’assoluta necessità che a monte venga spazzata via l’assurda disparità di trattamento fra Vittime del terrorismo e Vittime della criminalità e del Dovere che davvero non ha alcun motivo di esistere come insistiamo a sostenere nella nostra interminabile e infaticabile battaglia, ma rappresenta un’onta intollerabile per lo stesso onore dello Stato di fronte ai suoi Servitori in divisa”.

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Visco: su 4 banche evitati rischi stabilità finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

salva bancheIl governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha dichiarato oggi che le misure adottate a novembre scorso per il salvataggio delle quattro banche in crisi erano divenute l’ultima alternativa possibile alla liquidazione.
“Quello che dovrebbe spiegare Visco non è quello che è accaduto da novembre in poi, ma prima di novembre, in particolare quando ci sono stati, ad es. per Banca Marche, gli aumenti di capitale del 2012. Perché, insomma, non sono stati tutelati a tempo debito i risparmiatori?” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Non si capisce perché in Italia né la Consob né Bankitalia siano mai riusciti a prevenire le perdite per i risparmiatori, da Parmalat a Banca Veneto. E’ evidente c’è qualcosa che non funziona nel modo in cui svolgono ed intendono il loro ruolo, anche se c’è un problema rispetto ai loro compiti e poteri di cui dovrebbe occuparsi la politica” conclude Dona.

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