Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

“Questa mattina l’Europa si è svegliata un po’ più piccola, un po’ più povera e soprattutto molto più confusa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

cameron“E’ difficile capire perché l’Inghilterra abbia scelto di uscire dall’Europa, dopo tutta una serie di agevolazioni che Cameron aveva comunque ottenuto nel febbraio scorso. Per qualcuno è stato un no ai flussi immigratori da cui l’isola si sente invasa, per qualcun altro è stato ribadire una volta di più che l’Inghilterra guarda più volentieri verso l’altra sponda dell’Atlantico che non verso di noi. E’ più anglo-americana di quanto non sia e non si senta europea. In ogni caso gli inglesi pensano di trarre vantaggi concreti da una scelta di questo tipo in termini di identità nazionale, di autonomia politica e soprattutto di potenziale crescita occupazionale.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua: “Mi sembra che continui ancora l’ondata lunga della spregiudicata affermazione dei diritti individuali anche a livello nazionale. Scarsa, se non scarsissima l’attenzione rivolta alle responsabilità sociali di un Paese verso altri paesi; sembra prevalere un residuo di mentalità neo-colonialista per cui l’ottica con cui si guardano gli altri paesi è sempre e solo quella della mia convenienza diretta. Assistiamo ad una visione della democrazia in chiave sempre più egoistica, che nulla ha a che vedere con l’Europa dei Padri fondatori, perché non risponde a criteri del bene comune, ma solo al proprio bene immediato. Una volta accantonato il riferimento alle radici giudeo-cristiane dell’Europa, è stato difficile rimettere in primo piano quell’ideale di Europa caratterizzato da accoglienza, inclusione e reciproco sviluppo. Eppure le tante tragedie che riguardano l’Africa o lo stesso medio-oriente sono ancora l’onda lunga di una politica di sfruttamento plurisecolare; di una mentalità di presunta superiorità, che ha trattato quelle popolazioni con la spocchia paternalistica di chi crede di sapere cosa è bene per gli altri, senza rendersi conto del vistoso conflitto di interessi che in questo modo si crea. Difficile oggi immaginare le conseguenze di questa decisione tanto democratica come lo può essere un referendum, senza pensare al nostro prossimo referendum di ottobre. Anche in Italia sono molto vivi il malcontento e la diffidenza, davanti all’incapacità di fornire risposte soddisfacenti a bisogni reali, mentre si avanzano spiegazioni che sembrano solo un goffo tentativo di sollevare dalla responsabilità personale chi sta governando”, conclude la Binetti.

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