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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 25 giugno 2016

XIV° edizione di Kilowatt Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

tempo di risplendereSansepolcro (Ar), dal 15 al 23 luglio 2016. La quattordicesima edizione di Kilowatt Festival presenta quest’anno un ricco programma di teatro, danza, musica, arti visive, incontri, che faranno di Sansepolcro, ente capofila del progetto europeo Be SpectACTive, un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale dal forte respiro internazionale. Tra i nomi più conosciuti al grande pubblico quelli del matematico Piergiorgio Odifreddi e del gruppo musicale Tiromancino, accanto a buona parte dell’eccellenza della scena teatrale, musicale e coreografica italiana e internazionale.
Kilowatt Festival ha ottenuto il riconoscimento EFFE 2015-2016 per decisione della Giuria Internazionale di EFFE (Europe for Festivals, Festivals for Europe)
Kilowatt Festival, promosso dall’associazione CapoTrave/Kilowatt diretta dal regista e drammaturgo Luca Ricci, realizzato in collaborazione con il Comune di Sansepolcro (Ar), con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Toscana e di numerosi sponsor locali, è un festival che negli anni è diventato un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale, un luogo stabile di confronto e di sperimentazione a livello internazionale. Il programma della quattordicesima edizione propone, dal 15 al 23 luglio, un cartellone composto da 61 repliche di spettacoli di teatro d’innovazione e danza contemporanea con 50 compagnie coinvolte, 21 fra prime e anteprime nazionali, oltre 150 artisti in scena nonché una significativa quantità di eventi collaterali come incontri, collaborazioni, mostre e altre attività legate alle arti visive.
Il titolo dell’edizione 2016, “E’ tempo di risplendere” è tratto da un verso della grande poetessa Amelia Rosselli “Ci siamo fatti guidare da una poetessa perché è bello lasciarsi condurre da chi conosce il valore delle parole. Se vogliamo risalire dal fondo in cui ci sentiamo precipitati,dobbiamo lasciare da parte il chiacchiericcio quotidiano e dare importanza a chi parla bene, a chi scrive e pensa bene” dichiara il direttore artistico Luca Ricci.
Un festival dialogante, accogliente, dove saranno presentati diversi spettacoli frutto di collaborazioni progettuali, come la collaborazione con In-Box, la più importante rete nazionale per la distribuzione della scena teatrale emergente, l’incontro pubblico di CReSCo – Coordinamento della Scena Contemporanea, di cui CapoTrave/Kilowatt è socio fondatore, gli spettacoli del Network Anticorpi XL, prima rete nazionale indipendente per la promozione della danza d’autore, gli spettacoli del progetto Playing Identities, finanziato dall Commissione Europea per creare interazione tra patrimonio artistico e spettacolo dal vivo, che porterà a Sansepolcro quattro giovani registi europei, Harry Wilson (UK), Sadurni Vergés (ES), Povilas Makauskas (LT), Mădălina Iulia Timofte (RO).
Prosegue poi il progetto europeo “Be SpectACTive!”, finanziato all’interno del Programma Cultura “Creative Europe” dell’Unione Europea, di cui sono capofila il Comune di Sansepolcro e CapoTrave/Kilowatt. Nell’ambito di questo progetto saranno presentati, in prima nazionale, Michael De Cock con “Kamyon”, uno spettacolo che parla delle attuali migrazioni dal Medio Oriente all’Europa, (da mercoledì 20 a venerdì 22 luglio), e “Walking on the Moon”, spettacolo di CK Teatro, che utilizza teatro d’attore e tecnologie 3D.
Anche quest’anno si confermano sia il fortunato esperimento della programmazione della spiaggia teatrale nella piazza principale della città e l’attività dei Visionari, circa 25 cittadini di Sansepolcro che hanno lavorato durante l’inverno per selezionare 9 spettacoli da inserire nella programmazione. E’ questa dei cittadini-spettatori attivi che scelgono alcuni spettacoli del festival la caratteristica più originale del progetto di Kilowatt e che è valsa al festival il Premio Ubu, il più importante riconoscimento di settore.
Oltre alla danza, al teatro e alla musica il festival propone KILOW’ART, il progetto di arti visive a cura di Saverio Verini, che ospita quest’anno Pietro Gaglianò con il progetto Nuova Didattica Popolare, in coproduzione con Guilmi Art Project (Piazza Garibaldi, domenica 17, lunedì 18 e mercoledì 20, ore 18.30)
Nuova Didattica Popolare è stata ideata nel 2013 da Guilmi Art Project (residenza d’artista in provincia di Chieti) per il critico d’arte e curatore Pietro Gaglianò, che nella cornice di Sansepolcro coinvolgerà gli abitanti e il pubblico di Kilowatt nel tentativo di aprire un varco nel fortino della conoscenza dell’arte, solitamente occupato dagli addetti ai lavori. Pietro Gaglianò (1975), critico d’arte e curatore, ha approfondito il rapporto tra l’estetica del potere e le libertà individuali, prediligendo il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee.
Nei giorni del festival sarà possibile inoltre visitare la mostra Il mare negli occhi (Chiesa di San Lorenzo, visibile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00), reportage fotografico realizzato da Riccardo Lorenzi nell’ottobre 2014 nell’isola di Lampedusa, in collaborazione con il Comitato “Le Mamme Di Lampedusa” per una serie di ritratti dei volti dell’accoglienza, degli abitanti di un’isola che hanno negli occhi la consapevolezza che ogni giorno, dal porto o da uno scoglio, arriveranno persone da accogliere, con la forza e la consapevolezza della storia dei popoli del Mediterraneo. (foto: tempo di risplendere)

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Marina Corazziari alla Mostra “L’Eleganza del Cibo” di New York

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

corazziari1corazziari2corazziariAl Chelsea Market di New York si è tenuta la serata inaugurale della Mostra “L’Eleganza del Cibo” che dopo il successo ottenuto a Roma presso il suggestivo complesso archeologico del Museo dei Mercati di Traiano, sbarca nella grande mela. Curata da Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragno e sponsorizzata dall’Ice, Italian Trade Commission, in collaborazione con Unindustria, la mostra L’Eleganza del Cibo celebrerà fino al 4 Luglio la contaminazione imprescindibile tra moda e gusto.In mostra abiti-opera e accessori creati sia da maison storiche come Giorgio Armani, Valentino, Etro, Salvatore Ferragamo, Moschino e Gattinoni, e designer emergenti, tra cui Gianni De Benedittis ed Italo Marseglia. Fra i creativi della sezione “Jewellery” presente anche Marina Corazziari scenografa e designer di gioielli, sua la collana dallo stile eclettico e mediterraneo “Prosperity” ideata per la mostra Americana, un inno alla prosperità del Made in Italy, realizzata in giada e chicchi d’oro. (foto: corazziari)

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Lavoro: Istat, aumento retribuzioni 0,6%, ai minimi da 1982

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

opportunita-lavoroSecondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio 2016 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie aumenta dello 0,6% nei confronti di maggio 2015.”Gli aumenti degli stipendi continuano ad essere i più bassi da 34 anni a questa parte. Inevitabile, visto che nessun nuovo accordo è stato recepito in questo mese” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Gli stipendi bloccati sono la diretta conseguenza del peggioramento relativo agli indicatori di tensione contrattuale. In particolare l’attesa media della vacanza contrattuale per l’insieme dei dipendenti raggiunge il record storico di 24,9 mesi, in rialzo del 2,5% rispetto al precedente primato di aprile (24,3 mesi) e del 20,3% rispetto ad un anno prima (20,7 mesi)” prosegue Dona.
Non aumenta rispetto ad aprile 2016 la quota di dipendenti in attesa di rinnovo, pari al 64% per l’insieme dell’economia, ma rispetto a dodici mesi prima, quando erano il 40,3%, si tratta di un rialzo record del 58,8%. “Dati raccapriccianti che indicano la violazione dei diritti dei lavoratori” conclude Dona.

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Creazione di Watson Health Medical Imaging Collaborative

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

ibmIBM (NYSE: IBM) ha annunciato la creazione di Watson Health Medical Imaging Collaborative, un’iniziativa globale costituita da più di 15 sistemi sanitari, centri medici universitari, strutture di servizi radiologici ambulatoriali e società di tecnologia di imaging di primo piano. Il progetto collaborativo mira a portare l’imaging cognitivo nella pratica medica quotidiana, per aiutare gli operatori ad affrontare tematiche quali cancro al seno, al polmone e altri tipi di tumore, diabete, salute dell’occhio, patologie cerebrali e cardiache ed eventi correlati, come l’ictus. I membri del progetto prevedono di sfruttare Watson per estrarre informazioni da dati di imaging non strutturati precedentemente “invisibili” e di poterli combinare con un’ampia varietà di dati provenienti da altre fonti. Così facendo, i medici possono prendere decisioni per cure personalizzate, mirate a uno specifico soggetto, costruendo al contempo un corpus di conoscenze a beneficio di più vaste popolazioni di pazienti. Queste informazioni possono comprendere dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche, referti radiologici e patologici, risultati di laboratorio, annotazioni dei medici sui progressi osservati, riviste di settore, linee guida sulle cure cliniche e studi sugli esiti pubblicati.
Tra i membri fondatori del progetto figurano Agfa HealthCare, Anne Arundel Medical Center, Baptist Health South Florida, Eastern Virginia Medical School, Hologic, Inc., ifa systems AG, inoveon, Radiology Associates of South Florida, Sentara Healthcare, Sheridan Healthcare, Topcon, UC San Diego Health, University of Miami Health System, University of Vermont Health Network e vRad, oltre a Merge Healthcare, società IBM. Di pari passo con l’evoluzione del progetto collaborativo, grazie alla combinazione delle più recenti conoscenze di queste organizzazioni, si evolveranno anche il razionale e le informazioni di Watson.
Studi recenti rivelano che cure inadeguate, inutili, non coordinate e inefficienti e processi di business non ottimali consumano almeno il 35% – e forse più del 50% – degli oltre 3000 miliardi di dollari spesi ogni anno dagli Stati Uniti per l’assistenza sanitaria. Ciò suggerisce uno spreco di più di 1000 miliardi di dollari. L’obiettivo di Watson Health è aiutare gli operatori sanitari a migliorare l’assistenza e ridurre gli sprechi, permettendo un utilizzo potenziato dei dati di imaging medico e fornendo offerte e servizi cognitivi che consentano al medico di esprimere raccomandazioni personalizzate per le specifiche esigenze di ogni paziente.
Online Banking ComputerI membri del progetto lavoreranno in team con gli esperti di cognitive computing di Watson Health per addestrare il sistema in merito a patologie cardiovascolari, salute dell’occhio e altre condizioni cliniche, utilizzando i dati forniti dai membri stessi o da registri delle malattie basati sulla popolazione, che contengono milioni di casi anonimizzati provenienti da tutto il mondo. Per aiutare a creare nuove soluzioni alimentate da Watson, i membri del progetto potrebbero integrarlo nei propri sistemi dei flussi di lavoro o software di gestione delle immagini.
Watson è il primo cognitive computing disponibile in commercio che rappresenta una nuova era dell’informatica. Il sistema, fornito in cloud, analizza grandi volumi di dati, comprende domande complesse poste in linguaggio naturale e propone risposte basate sulle evidenze. Watson apprende continuamente dalle interazioni passate, acquisendo valore e conoscenza nel corso del tempo. Nell’aprile 2015 sono stati lanciati IBM Watson Health e la piattaforma Watson Health Cloud. La nuova unità contribuirà a migliorare la capacità di innovazione di medici, ricercatori e assicuratori, facendo emergere elementi di conoscenza dall’enorme quantità di dati sanitari personali creati e condivisi ogni giorno. Watson Health Cloud permetterà di rendere anonime, condividere e combinare queste informazioni con una vista aggregata – dinamica e in costante espansione – di dati clinici, di ricerca e di social health.

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L’esito del referendum sul Brexit spacca l’Europa, ma toglie solidità anche al Regno Unito

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

dublinoA mostrare un Paese diviso non è solo la percentuale risicata del voto a favore dell’uscita dall’Ue (51,9% contro il 48,1% per il “remain”), o la differenza di voto generazionale, ma anche la netta divisione dei territori: nel distretto di Londra, in Scozia e Irlanda del Nord ha prevalso il voto a favore dell’Europa. E se il Regno Unito si divide, l’Irlanda potrebbe fare il percorso contrario: sulla lavagna internazionale di Paddy Power, che a Dublino ha le sue radici, spunta l’ipotesi di un referendum per riunire l’Ulster al resto dell’isola. Una convocazione alle urne per i nordirlandesi entro il 2020, riferisce Agipronews, è crollata da 8,00 a 4,00 nel giro di una notte, mentre l’eventuale vittoria per unire l’Irlanda del Nord alla Repubblica – e tornare così in Ue – si gioca 5,50. Un percorso simile potrebbe farlo la Scozia: staccarsi da Londra per restare in Europa. Un referendum per l’indipendenza c’è già stato a settembre del 2014, ma all’epoca la proposta di uno Stato completamente autonomo venne respinta dal 55,3% degli elettori scozzesi. Per Paddy Power adesso una nuova consultazione in Scozia entro il 2021 è una giocata da 1,44, con una vittoria degli indipendentisti a 1,60. L’effetto più immediato si è avuto però a Downing Street, con David Cameron che ha rassegnato le sue dimissioni da Premier: adesso il nome su cui si punta come prossimo capo di Governo è quello di Boris Johnson, Tory ed ex sindaco di Londra, che in quota è piazzato a 2,37, segue Theresa May, attuale Segretario di Stato per l’Interno, proposta a 3,00. Difficile vedere come prossimo capo di governo un esponete laburista: su Jeremy Corbin si punta a 17,00. Ancora più difficile che la maggioranza, nonostante l’esito del referendum, vada al capo degli “euroscettici” britannici, Nigel Farage: il leader del partito Ukip come prossimo premier, al momento, è una scommessa da 41 volte la posta.

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Il Referendum europeo in Gran Bretagna è solo un segno delle crescenti difficoltà dell’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

chiesa evangelica luteranaLa Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, rende noto un commento relativo all’esito del referendum svoltosi nel Regno Unito e che ne ha decretato l’uscita dall’Unione Europea.“Il Referendum europeo in Gran Bretagna è solo un segno delle crescenti difficoltà dell’Europa, si legge nella lettera aperta del Consiglio Direttivo della Conferenza delle Chiese Europee. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia la condivide, come già accaduto con la precedente dichiarazione delle Chiese Evangeliche in Germania (CEG). Tuttavia gli europei restano indivisibilmente collegati fra loro: non solo nella comune economia di mercato, ma anche nella condivisione di valori per un’Europa forte, solidale e aperta al mondo. Valori che sono citati nei primi articoli della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: dignità umana, pace, riconciliazione, giustizia, libertà, tolleranza, unanimità, solidarietà, coesione e cooperazione sociale. Questi valori hanno le loro radici anche nella tradizione della fede cristiana, e in ciò le chiese europee sono unite. Nella dichiarazione della CEG si legge altresì: allo spirito europeo e cristiano corrisponde la capacità di aprirsi consapevolmente oltre i confini, per esempio per un sistema di asilo comune europeo con elevati e omogenei standard di protezione. E anche su questo la CELI si associa”, ha dichiarato il Presidente del Sinodo Georg Schedereit.
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, statutariamente bilingue, italiano e tedesco, è un ente ecclesiastico che attualmente raggruppa 7.000 luterani distribuiti in 15 comunità, dalla Sicilia all’Alto Adige. I suoi rapporti con la Repubblica Italiana sono regolati dalla legge n° 520 del 1995 (Intesa secondo l’art. 8 della Costituzione).
La più antica comunità luterana in Italia è quella di Venezia, risalente alla Riforma attuata dal monaco agostiniano Martin Lutero nel 1517.Capace di evolvere con la società, oggi la CELI è fortemente impegnata non solo nella cura delle anime, ma anche in numerosi ambiti quali cultura, sanità, scuola, assistenza a poveri e immigrati, educazione ambientale, pari opportunità uomo-donna, difesa delle diversità e lotta alle discriminazioni, partecipazione al dibattito etico, religioso e politico.
Proprio per questo impegno, la Chiesa Luterana – una chiesa senza grandi patrimoni – riceve ogni anno la fiducia e il sostegno di tantissimi italiani che scelgono di destinarle l’otto per mille sulla dichiarazione dei redditi: così, nel 2014, sono state, più di 61.000 le firme a favore della CELI, cioè quasi 9 volte il numero dei luterani presenti in Italia. http://www.chiesaluterana.it

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La Festa della Repubblica in Connecticut

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

connecticutIn Connecticut,USA, celebrazione della Festa della Repubblica, unita alla cerimonia di benvenuto al Console Generale d’Italia nella Tri-State Area, Ministro Francesco Genuardi, organizzato dall’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America.“Sarà l’occasione per condividere i valori della Comunità italiana del Connecticut – ha detto l’on. Nissoli – con gli ospiti provenienti dall’Italia e quelli americani”.Infatti, alla cerimonia parteciperà anche una delegazione dell’Associazione di Amicizia parlamentare Italia-USA, guidata dalla stessa on. Nissoli e composta dai senatori Pagano, Naccarato, Orellana e dai deputati Gitti, Ciprini, Spessotto e Dambruoso. Inoltre, all’evento parteciperanno l’Ambasciatore italiano all’ONU, Sebastiano Cardi, il Vice Ministro agli Affari esteri, Mario Giro, ed il Sottosegretario Vincenzo Amendola.
Saranno presenti, autorità politiche americane tra cui: il Vice Governatore del Connecticut, Nancy Wyman, il Senatore degli Stati Uniti, Richard Blumenthal, la Congresswoman, Rosa De Lauro, il Congressman, Jim Himes, ed il Sindaco di Stamford, David Martin, oltre ai deputati ed ai senatori dello Stato del Connecticut.Ovviamente, parteciperanno anche i rappresentanti della Comunità italiana tra cui: Silvana Mangione, Vice Segretario Generale del CGIE, e Quintino Cianfaglione, Presidente del Comites della Tri-State Area, oltre ai Presidenti dei Clubs italiani in Connecticut e dei Patronati locali, imprenditori italiani ed americani che operano in Connecticut ed il Console Generale, Francesco Genuardi.“Mi sembra una ottima opportunità – afferma l’on. Nissoli – per consolidare i già buoni rapporti culturali, sociali ed economici tra l’Italia ed il Connecticut, USA.” (foto: connecticut)

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Giornata internazionale contro le droghe

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

narcononIl 26 giugno si celebra la Giornata mondiale contro il consumo e il traffico illecito di droga. La giornata, indetta dalle Nazioni Unite nel 1987, ha lo scopo di contrastare il fenomeno del narcotraffico al fine di creare una comunità internazionale libera dalle droghe. Il mercato mondiale della droga è il più proficuo tra i traffici illeciti e produce guadagni enormi, con i quali si arricchiscono le reti di criminalità organizzata transnazionali pronte a finanziare in ogni momento guerriglie e conflitti in più parti del mondo.Si stima che ogni anno il 5% della popolazione mondiale tra i 15 e i 64 anni faccia uso di una qualche sostanza illecita, ovvero 230 milioni di persone, rendendo le droghe una merce che non conosce svalutazione. Sono almeno 78,9 milioni i cittadini europei che hanno dichiarato di avere consumato cannabis almeno una volta nella vita, mentre per la cocaina e le anfetamine si attestano rispettivamente a 15,6 e 12 milioni. Inoltre 1,3 milioni di adulti sono consumatori problematici di oppiacei e il 3,4% di tutte le morti di cittadini europei tra i 15 e i 39 anni sono dovute a overdose. Secondo le ultime stime, 1.700 persone nel 2010 sono morte nell’UE per HIV/AIDS attribuibile al consumo di droga. Nel 2013 sono stati registrati nell’UE 1.446 nuovi casi di HIV attribuibile all’uso di droga per via endovenosa. Nel 2014 sono state rilevate 101 nuove sostanze psicoattive, il 22% in più rispetto al 2013. (Dati della COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 27.11.2015).
Tuttavia le organizzazioni criminali, non accontentandosi di tali risultati, al pari di una multinazionale, investono continuamente in strategie di marketing tese ad abbassare l’età dei possibili “clienti” e a ricercare sempre nuovi “prodotti” nell’ambito delle droghe sintetiche.Questa implacabile attività criminale minaccia la salute dei cittadini, causando, nel tempo, un inevitabile ostacolo allo sviluppo sociale, culturale, economico e politico dei Paesi. Ecco i principali strumenti per combattere questa calamità:
strategie e piani di azione nei confronti delle organizzazioni criminali che producono e distribuiscono droghe;
individuazione delle motivazioni che inducono soprattutto i giovani ad iniziare l’uso di droghe ed efficaci programmi di prevenzione;
programma di riabilitazione in centri qualificati.
Cosa induce i giovani a provare per la prima volta una droga?
Molte le motivazioni: l’insicurezza, la noia, l’incapacità di dire no ad un gruppo di appartenenza che fa uso di droga, l’idea che la droga possa aumentare le proprie capacità soprattutto nel settore artistico come la musica, il ribellarsi alla normalità, la voglia di sperimentare e la totale ignoranza delle conseguenze alle quali si va incontro facendo uso di sostanze stupefacenti. Una volta identificate tali motivazioni è più semplice redigere un valido programma di prevenzione indirizzato ai giovani, formando gli insegnanti e le famiglie perché sappiano riconoscere le droghe, i danni che le stesse producono e interagire efficacemente con le persone vicine che ne fanno uso.Il centro Narconon svolge con personale qualificato una intensa attività di prevenzione presso le scuole e presso i propri centri distribuendo opuscoli informativi sulle tipologie delle droghe e gli effetti nocivi e spesso disastrosi che esse producono.Infine uno strumento importante: il programma di riabilitazione.Ebbene, il programma riabilitativo Narconon, sviluppato dalle opere e ricerche del filantropo L. Ron Hubbard, è un programma pedagogico/educativo che presenta queste peculiari caratteristiche. Ogni individuo vittima della dipendenza da sostanze stupefacenti o da alcol può rivolgersi al programma Narconon sicuro che verrà assistito esclusivamente con metodi naturali e seguito con procedure di comunicazione atte a sviluppare le abilità necessarie a vivere una vita migliore perfino di quella vissuta prima che iniziasse la tossicodipendenza. Grazie al programma Narconon diverse centinaia di persone hanno ritrovato una vita sobria, etica e produttiva.
Il centro Narconon Astore invita tutti i cittadini a partecipare a questa festa domenica 26 giugno, presso la propria sede di Poggio San Romualdo, a Fabriano, per far sentire il proprio grido di vita contro la morte della droga.

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Un parallelo tra Referendum

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

umberto di savoiaQuando l’Italia venne chiamata al referendum per decidere tra Repubblica e Monarchia, si ebbe un risultato controverso e, anche, non chiarissimo. A risolvere la Vexata quaestio, dal significato letterale: “questione tormentata”, fu l’ultimo sovrano di casa Savoia. La sua decisione di rimettersi al volere del popolo, fu accompagnata dall’affermazione “Non si governa un popolo con il 50%”. Fu la frase che placò gli animi e scongiurò ogni ipotesi di rivalsa che avrebbe potuto sfociare nel prosieguo di una guerra civile.
Umberto II di Savoia (Umberto Nicola Tommaso Giovanni Maria di Savoia, questo in nome intero); fu luogotenente generale del Regno d’Italia dal 1944 al 1946 e ultimo re d’Italia, dal 9 maggio 1946 al 18 giugno dello stesso anno, data in cui fu ufficializzato il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno e sebbene il 13 giugno il consiglio dei ministri avesse nominato Alcide de Gasperi Capo provvisorio dello Stato; quella decisione salvò quel modesto residuo di onorabilità di Casa Savoia, riscattando la “fuga” paterna. Il ministro della Real Casa Falcone Lucifero, suggerì, infatti, di appellare il risultato dichiarato per chiedere il riconteggio dei voti, cosa che non avrebbe modificato la Storia, ma mortificato, ancor di più, il residuo di dignità e onorabilità che deve avere un sovrano; per queste ragioni, ritengo, che Umberto II abbia meritato il saluto dei corazzieri, nonché una pagina nella storia d’Italia.Ora poco più di un risicato 50% l’Inghilterra decide di confermare il proprio isolazionismo; ma sarà pronta a pagarne i costi che già si preannunciano molto elevati?Per contrastare la volontà egemonica del pangermanesimo, l’Inghilterra ha scelto la strada più ardua, lasciando alla Merkel la più ampia capacità di azione, privando l’intera UE di un contraltare significativo in grado di equilibrare le sorti dell’intera Europa, senza la pretesa di primati da parte di nessuno. Il paragone regge, perché la cronaca politica ci spinge a ricordare quel marito che si castra, avendo scoperto il tradimento della moglie. (Rosario Amico Roxas) (foto Umberto di Savoia)

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Brexit, Rey, Aiccre: “Sconfitta l’Europa. Ora si riparta con più democrazia e dai bisogni dei cittadini”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

aiccreLa vittoria del leave nel referendum inglese, seppur con un margine di pochi punti percentuale, è una grave sconfitta per l’Europa e per gli europeisti. Ma sarà una sconfitta ancora più grave se non sapremo cogliere i motivi di fondo che ha spinto la maggioranza del popolo britannico a decidere di uscire dall’Unione. Così ha commentato il voto inglese Carla Rey, Segretario generale dell’AICCRE. “Non è in crisi il concetto di Europa, ma è in grave difficoltà questa Unione nata e sviluppata secondo principi funzionalisti, che nel corso degli anni ha prodotto un grave deficit democratico. Dalle sconfitte come questa abbiamo l’obbligo morale e politico di rialzarci e ripartire, e dobbiamo farlo in fretta, prima che altri Paesi decidano di seguire l’esempio della Gran Bretagna”. Lo diciamo da sempre, come AICCRE, ha proseguito la Rey, “ma oggi lo facciamo alzando la voce: l’Unione europea non può essere una equazione e cioè la somma di governi nazionali ma deve dotarsi di un obiettivo politico comune ed ambizioso e di un percorso preciso per raggiungerlo. Non è più tempo di “se” e di “ma”: dobbiamo tutti insieme remare nella stessa direzione: l’Europa federale. Occorre ripartire immediatamente dai concetti del “Manifesto di Ventotene”, che soprattutto oggi assumono un carattere di straordinaria attualità”. Bisogna essere pragmatici, però, precisa la dirigente dell’AICCRE, visto il momento delicato: “l’UE deve immediatamente dare un segnale forte: non è una caso che la sconfitta dell’Europa in Gran Bretagna sia stata decretata soprattutto dagli anziani e dalle classi sociali meno abbienti: l’Unione europea deve risolvere innanzitutto i problemi della disoccupazione e della povertà. Deve inoltre cambiare passo sulla questione migranti: non si può affrontare il problema seguendo una logica emergenziale, ma occorre un piano ambizioso e di lungo termine che coinvolga maggiormente gli Enti locali e regionali ed i cittadini. L’Europa unita è una forza di per se stessa ma anche per i Paesi terzi: dobbiamo promuovere, insieme all’accoglienza, scambi e cooperazione. L’AICCRE, in questo senso, dispone di una piattaforma ad hoc che serve proprio a realizzare questo ideale, si tratta di ‘Platforma’ e si occupa di costruire progetti concreti tra Enti locali europei e dei Paesi Terzi”. Solo così si eviterà l’Europa dei muri e si svilupperà quella dell’inclusione. Inoltre, continua il Segretario generale “le istituzioni europee comunichino meglio se stesse ai cittadini: abbiamo la percezione che essa non venga percepita dalle nostre comunità come un valore aggiunto, ma come un entità che consegna regole e burocrazia. Si rafforzino i poteri del Parlamento europeo e si crei un vero governo europeo, eletto dai cittadini. Da parte nostra, abbiamo già iniziato sul territorio italiano una serie di azioni concrete che vanno, tra l’altro, nel segno di sensibilizzare e formare gli amministratori locali sulle numerose opportunità economiche e di sviluppo che offrono i programmi comunitari”. Inoltre, “abbiamo stretto rapporti più stretti con le istituzione nazionali e dell’Unione europea e con il CCRE, la nostra organizzazione europea, per fare in modo che i nostri enti locali partecipino da protagonisti nel law making process comunitario. Solo così si potrà salvare l’Unione europea: i cittadini britannici ci hanno offerto una grande opportunità: quella di capire i nostri errori e di correggerli”. La palla passa a noi, conclude la Rey: “solo con un gioco di squadra e dal basso, con il coinvolgimento della gente, riusciremo a realizzare una Unione europea vicina a tutti noi”.

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Brexit – Cosa possono fare le aziende per mitigarne l’impatto?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

borsa milanoMILANO. Il Regno Unito, l’Europa e il mondo intero stamattina si sono svegliati in una nuova realtà. Con la maggioranza della popolazione che ha votato per lasciare l’Unione europea, la Gran Bretagna inizia oggi il percorso verso la separazione. Con la sterlina precipitata al suo livello più basso degli ultimi 31 anni e il mercato azionario che ha subito un brusco crollo ieri mattina, che cosa ci riserva il futuro? Quale sarà l’impatto sulle aziende e sui mercati? Cosa si può fare per mitigare le potenziali ripercussioni che Brexit inevitabilmente porterà? Ancora più importante, come possono le aziende adattarsi agli importanti cambiamenti che ci attendono e identificare nuove opportunità? Frost & Sullivan sta già lavorando con i propri clienti per valutare, rivedere e formulare piani strategici per il futuro, per creare un impatto positivo sull’economia e sulla società. Come tutti sappiamo, serviranno come minimo 2 anni perché Brexit si concretizzi e il processo per l’uscita dall’UE probabilmente avrà inizio quando sarà applicato l’Articolo 50 del trattato di Lisbona. Una volta che l’intenzione alla separazione sarà formalizzata, la Gran Bretagna inizierà a negoziare i termini dell’uscita dall’Unione europea con gli Stati membri, su questioni come le tariffe commerciali e il movimento dei cittadini del Regno Unito e dell’UE, gettando così le basi per un nuovo tipo di rapporto con l’UE.
Sarwant Singh, Senior Partner e Managing Director per l’Europa, spiega: “È importante notare che durante questo periodo di transizione, la Gran Bretagna resterà soggetta ai trattati e alle leggi UE esistenti, ma sarà esclusa dai processi decisionali. Pertanto, è probabile che le normative esistenti resteranno in vigore fino a che si concluderanno i negoziati.” “Tuttavia, la strada da percorrere è ancora incerta”, aggiunge Sarwant Singh. “Ciò potrebbe causare un calo nella fiducia delle aziende e ritardi negli investimenti diretti esteri (FDI). D’altro canto, una nota positiva è che Brexit potrebbe aprire la strada per un’espansione delle relazioni commerciali della Gran Bretagna con il resto del mondo al di là dell’Unione europea, e ciò contribuirebbe a mitigare i rischi derivanti da una eccessiva dipendenza da un unico partner commerciale”. Guardando al settore finanziario nel Regno Unito, il Senior Partner Gary Jeffery ammette che “potrebbero esserci dei rischi se gli istituti finanziari perdono i diritti di passaporto che attualmente consentono la vendita di servizi in tutti gli stati membri dell’Unione Europea senza la necessità di ottenere l’approvazione degli enti regolatori locali”. La Gran Bretagna potrebbe anche assistere alla migrazione degli stabilimenti automobilistici al di fuori dei suoi confini se i produttori non godessero più dei benefici del libero scambio con l’UE. La volatilità delle valute potrebbe persistere nel medio termine, date le incertezze riguardo al futuro, e se la svalutazione continua le esportazioni potrebbero diventare più attraenti, beneficiando così i produttori con sede nel Regno Unito. Sebbene l’esito del voto sia motivo di preoccupazione, dobbiamo ricordare che annuncia anche un nuovo inizio per il Regno Unito, che sarà influenzato da politiche di governo forti e dal successo dei negoziati con l’UE e il resto del mondo. Dovremo pazientare per vedere come si svilupperà la storia di crescita della nazione.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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Dalla Diagnosi alla Cura

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

camera deputati2Roma Martedì, 28 giugno 2016 ore 8.30 – 14.00 CAMERA DEI DEPUTATI Sala del Refettorio presso il Palazzo di via del Seminario Via del Seminario, 76. L’Associazione Culturale “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” ONLUS ti segnala il Convegno “Dalla Diagnosi alla Cura: Quale destino dopo l’autorizzazione per il Farmaco Biotech in Oncologia, Neurologia e Reumatologia?” del ciclo “Ricerca, Innovazione e Competitività”. Negli ultimi anni, grazie alle straordinarie scoperte scientifiche, la somministrazione di farmaci biologici ha permesso a numerosi pazienti di registrare un netto miglioramento del loro stile di vita per via dell’effetto mirato che questi farmaci hanno sulle specifiche patologie. Nella lunga lista di medicinali biotech, ad oggi, possiamo annoverare farmaci antitumorali, anticoagulanti o per la cura di alcune malattie autoimmuni e, secondo recenti rapporti, in Italia sarebbero 145 i medicinali biotech disponibili ed oltre 300 i progetti di ricerca e sviluppo in aree terapeutiche quali l’oncologia, la neurologia e l’infettivologia. Benché l’oncologia sia uno dei settori in cui la disponibilità di farmaci innovativi ha contribuito e contribuisce maggiormente ad aumentare il tasso di sopravvivenza del malato, il mondo biotech investe sempre di più nella ricerca e nello sviluppo di nuovi prodotti capaci di aggredire terribili malattie neurodegenerative, un tempo incurabili, quali, ad esempio, la Sclerosi Multipla, il morbo di Parkinson o l’Alzheimer. In altre parole, un universo di nuovi farmaci che, oltre a ridare speranza a quei pazienti affetti da gravi patologie, si dimostrerebbero una vera e propria fonte di risparmio per il nostro SSN. Basti pensare che, per malattie come l’Artrite Reumatoide, il cui elevato costo sociale è dettato dall’intensità sintomatica della patologia, la diagnosi precoce associata alla somministrazione di farmaci biotecnologici, permetterebbe di evitare ricoveri, interventi chirurgici, cicli di terapia riabilitativa e ridurrebbe l’insorgenza di malattie invalidanti o croniche. Alla luce dei recenti “tagli anti-spreco” del Ministro Lorenzin, l’Associazione Culturale “Giuseppe Dossetti: i Valori- Sviluppo e Tutela dei Diritti” Onlus vuole porre l’accento sul ruolo della prevenzione e della diagnosi precoce. Spesso scoprire la malattia prima che avanzi troppo, equivale a cambiarne radicalmente il corso anzi, dati alla mano, consentirebbe una sempre maggiore percentuale di sopravvivenza dei pazienti.
Quindi, se l’impatto economico dell’innovazione sta portando fuori controllo la spesa farmaceutica, inevitabilmente si aprono una serie di questioni che richiedono un’attenta riflessione di tutti gli attori del sistema. In primis, le c.d. lungaggini burocratiche – cui assistiamo oggi nell’iter di approvazione e messa in commercio di un farmaco – che compromettono seriamente le speranze dei pazienti malati di tumore, per i quali sono previsti tetti di spesa irrealistici, budget e payback, in cui l’unico bagliore di speranza è costituito dal Fondo, comunque ancora limitato, per farmaci innovativi istituito per il 2015 e 2016. La sfida è ripensare e realizzare una nuova governance capace di garantire universalismo e continuità delle cure, accesso tempestivo alle nuove terapie, sostenibilità dei costi e di aumentare l’attrazione di investimenti in ricerca e sviluppo sul territorio nazionale. L’Associazione vuole aprire un dibattito per stimolare gli attori del panorama salute a riflettere sulle criticità rispetto a questo tema e formulare proposte di riforma del sistema che garantiscano il rapido ingresso dei farmaci di nuova generazione sul mercato, a vantaggio del paziente.

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Expert comment on impact of Brexit on Foreign Direct Investment

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

warwick_campus_2_largeNigel Driffield, of Warwick Business School, has researched the question. Professor Nigel Driffield said: “Our research has found Brexit would greatly reduce the level of foreign direct investment to the UK and for those people who think there might be just a short-term ‘blip’ we have found it will take four years to recover and even then the long-term trajectory will be lower.“EU membership has made inward investment more stable and has increased the long-term trend for the UK, so leaving would make the country less attractive for non-EU investors.”Plus the uncertainty over being in a club where others write the rules, and the uncertainty over access to markets would dominate, and we would remain on a lower long-term trend.”Some argue that with the likely devaluation of sterling following Brexit, small UK exporters may be better able to export, not just to the EU but to the rest of the world. This, however, depends on whether the devaluation also increases their costs, given that 50% of the UK’s exports rely on imported components.”In order to understand the impact that Brexit will have on UK manufacturing, one has to think not in terms of ‘this firm’ or ‘that firm’ but in terms of supply chains, that cross not just countries, but continents. “Many of the most important value chains in terms of UK manufacturing are highly integrated across several European countries. As a result many UK firms and their suppliers are at risk of being less attractive partners in these chains if trade between the UK and the EU becomes more difficult. “This means not just trade costs, but the ease of co-ordinating activities, which is why big business likes trade blocs.”

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WTTC comment on the UK vote to leave the European Union

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

tourism_travel_world_map_-_magicwall.caFollowing the referendum on 23 June, the people of the United Kingdom have voted to leave the European Union. The World Travel & Tourism Council (WTTC) emphasises that travel to, from and within the EU and UK will not be affected in the short term. The process set out by the Lisbon Treaty allows for a two year period of negotiation once the UK formally states its intention to leave the EU, and this period could even be extended by agreement of all the parties. During this period the legislation around Travel & Tourism will remain unchanged.David Scowsill, President & CEO, WTTC, said: “We are entering a period of market uncertainty which will undoubtedly put pressure on Travel & Tourism businesses, however we know that our sector is resilient and we expect business and leisure travel to hold up in the face of these challenges.”

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Brexit e mercati: ed ora? Investec Asset Management

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

borsaAlla luce di questo risultato sorprendente riteniamo che si registrerà una notevole volatilità nel breve periodo. In particolare pensiamo che a preoccupare particolarmente i mercati saranno i seguenti aspetti:Volatilità valutaria: La sterlina è crollata rapidamente dai livelli che stavano scontando la possibilità di una vittoria del “Remain”. Fattori fondamentali del Regno Unito, quali il deficit di conto capitale corrente crescente e un mercato immobiliare in difficoltà, stanno diventando sempre meno elementi di supporto.Turbolenze sul mercato azionario UK: i titoli azionari UK sono scesi in maniera repentina sul mercato dei futures ed un clima di incertezza continua andrà ad influire negativamente su multipli e valutazioni. Sarà fondamentale selezionare con attenzione tra i titoli che hanno una maggiore probabilità di essere colpiti da un’ampia gamma di fattori ciclici interni, che per natura non sono di lunga durata, e società, come ad esempio i titoli bancari, che potrebbero essere colpite in maniera più strutturale. Difficilmente il mercato è in grado di fare questa netta distinzione in una prima fase e quindi, per i gestori in grado di adottare un approccio di selezione dei titoli molto scrupoloso, in grado di esaminarli uno ad uno, questo potrebbe rappresentare un notevole vantaggio nel lungo periodo. Molte società UK quotate potrebbero in realtà beneficiare di una sterlina debole o grazie ad un incremento della competitività o dalla conversione degli utili provenienti dall’estero.Calo del mercato immobiliare UK: gli asset immobiliari UK quotati, che erano già stati negativamente influenzati dalle preoccupazioni di “Brexit” a partire dall’ultimo trimestre del 2015, è probabile che vedano una inversione di tendenza dei propri recenti guadagni. Una ulteriore debolezza è possibile alla luce del re-rating dovuto a tassi di interesse strutturalmente più bassi nel lungo periodo.Stabilità macroeconomica e Fed accomodante: riteniamo che gli investitori a livello globale siano posizionati in linea di massima in maniera cauta alla luce delle preoccupazioni su la crescita. L’esito del refendum, oltre a creare un problema in particolare per gli asset UK, getta delle ombre su la recente stabilità macroeconomica e sull’atteggiamento più accomodante sui tassi da parte della Fed. Gli asset difensivi, come i bond governativi, potrebbe registrare un rally momentaneo mentre gli asset più rischiosi saranno probabilmente impattati in maniera negativa nel breve periodo. D’ora in avanti entrambi saranno influenzati dai fondamentali globali e dalle scelte degli investitori.
I mercati tendono ad aggiustarsi rapidamente e talvolta a reagire meglio del previsto. Gli investitori generalmente preferiscono non muoversi nell’immediato sulla scia del referendum. Nel lungo periodo i fondamentali economici e aziendali guideranno i rendimenti.
Gli elettori hanno votato per l’uscita del Regno Unito dall’UE nel referendum di ieri. Seguiremo la reazione iniziale dei mercati dei capitali con interesse. Riteniamo comunque che i movimenti valutari siano probabilmente più significativi, come abbiamo già osservato nella reazione immediata al risultato del referendum.
Aspettiamo che il reale impatto sugli accordi commerciali si dispieghi. Per quanto riguarda gli attuali accordi commerciali, ci sono segnali che indicano che si potrebbero attendere almeno due anni prima che nuovi accordi diventino effettivi. Riteniamo che a subire il maggiore impatto dei cambiamenti nelle tariffe commerciali probabilmente saranno l’agricoltura e la manifattura, poiché i servizi non conoscono un export specifico dell’industria. Sia il settore agricolo sia manifatturiero sono di dimensioni ridotte nella prospettiva del prodotto interno lordo UK (rispettivamente corrispondono allo 0.7% e all’11% del PIL). Riteniamo comunque che le incertezze determineranno un rinvio delle decisioni di investimento e acquisto di consumatori e società.Il grado di pragmatismo nel complesso detterà gli sviluppi nel breve periodo. Gli abitanti del Regno Unito hanno dato il loro messaggio e osserveremo il ritmo al quale la nuova agenda si svilupperà. Sarebbe sorprendente registrare ostacoli alla ripresa economica che l’Europa sta attraversando. Con una politica monetaria accomodante, esistono sia il rischio di rialzo che ribasso nel mercato dei titoli. Con i rendimenti dei mercati azionari di molto superiori a quelli dei mercati obbligazionari, riteniamo che vi siano settori che possono far crescere i dividendi anche in ambiente più difficile. (by Luca Maranesi)

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Brexit, “The day after” I britannici investiranno ancora nel mattone italiano?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

case al mareSarà forse finito l’amore per l’Europa, ma l’innamoramento tra Italia e Regno Unito non finirà di certo, anche se è costretto ad accusare il colpo. Secondo i dati di Gate-away.com, il portale immobiliare dedicato agli stranieri che desiderano comprare una seconda casa in italia, la crescita delle richieste da parte del Regno Unito ha subito una battuta di arresto, fino ad arrivare ad un arretramento del 5,41% in questi ultimi 5 giorni.Il clima di incertezza e di attesa nel Regno Unito aveva già prodotto nei mesi scorsi i primi effetti, portando l’incremento di richieste inglesi dal 47,08% di aprile e maggio al 14% nei primi giorni di giugno fino al crollo di oggi. Tutto questo mentre le richieste di immobili italiani dal resto del mondo segna nel mese di giugno una crescita del +44,01%.Nessuno, esclusi ovviamente i britannici, investe sul mattone londinese più degli italiani. La capitale inglese ha sempre rappresentato un’ottima destinazione per i propri investimenti. Contemporaneamente, dal Regno Unito è arrivato il maggior numero di richieste per immobili italiani sia nel 2014 che nel 2015, come mostrano i dati di Gate-away.com, nel suo report annuale dello scorso anno.“Ora che il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Unione Europea – commenta Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – tutti gli accordi in corso dovranno essere rinegoziati. Le nuove stipule e i trattati con i Paesi dell’Eurozona potrebbero richiedere anche molti anni. Questo potrebbe valere anche per gli accordi di reciprocità che regolano la compravendita immobiliare. Nonostante la fuoriuscita dall’Europa – aggiunge Simone Rossi
– sarà improbabile che i nuovi accordi di reciprocità tra Regno Unito e Italia arrivino a compromettere il rapporto privilegiato tra i due Paesi. Sarebbe svantaggioso per entrambi”.Poco probabili ripercussioni sulla tassazione per l’acquisto o il possesso di una casa in Italia. Potrebbero, però, rendersi necessarie delle prassi burocratiche fino ad ora non richieste, come ad esempio l’ottenimento di un visto. Questo comporterà inevitabilmente dei costi aggiuntivi e un rallentamento sul processo di acquisto, come accade già in altri Paesi – Turchia e Sud Africa ad esempio – che esercitano una forte attrazione sugli inglesi.
Difficoltà che si registreranno anche per gli inglesi che vorranno venire a vivere in Italia in pianta stabile o iniziare un’attività lavorativa.L’Italia resta comunque una fra le migliori destinazioni ideali anche per un effetto collaterale delle vicende internazionali e della situazione di instabilità geopolitica che ora caratterizza aree in diretta competizione con l’Italia, come Francia, Turchia o Grecia.
“Quando i britannici comprano una seconda casa da noi, l’acquisto non è quasi mai finalizzato al semplice investimento immobiliare, ma motivato da una grande passione per il bel paese: questo legame non sarà messo in discussione dalla Brexit. Ora l’offerta immobiliare italiana e la domanda inglese di immobili avrà caratteristiche diverse, a partire dal fatto che il potere d’acquisto della sterlina potrà scendere. Un problema evidente ad esempio per i pensionati, forti investitori immobiliari, che hanno già hanno acquistato in Italia o avrebbero voluto farlo a breve. Venire in Italia, per sopralluoghi e per seguire compravendite o ristrutturazioni, non sarà più così semplice e immediato. La necessità di un visto per il soggiorno, anche per chi ha già acquistato in Italia e ci vive stabilmente, sarà un ostacolo. Affrontabile, ma pur sempre un ostacolo”.Questo momento particolarmente critico potrebbe rappresentare un’opportunità per l’offerta immobiliare italiana, soprattutto per le zone meno conosciute che mostrano un livello di prezzi più vantaggioso come il Molise e la Basilicata. Il trend che Gate-away.com aveva già intercettato rispetto all’interesse degli inglesi per zone meno battute dovrebbe consolidarsi nei prossimi mesi. Un esempio è quello della Toscana che sta registrando lo
stesso fenomeno, con la ricerca di luoghi meno battuti e l’ascesa della Lunigiana rispetto ad altre aree più costose.

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Brexit: Giovani italiani europeisti a metà

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

european commissionSono il 62% i giovani 17-19enni italiani che dichiarano di sentirsi cittadini europei, ma solo un ragazzo su 2 (52%) crede che l’appartenenza all’Unione Europea rappresenti un vantaggio per l’Italia. Europeisti per senso di appartenenza ma delusi dalla partecipazione italiana all’Ue, gli studenti italiani esprimono una posizione più critica dei coetanei britannici, che in 3 casi su 4 si sono schierati contro la Brexit (fonte YouGov). Non è un caso infatti che, per il 35,7% dei 30mila studenti del 4° e 5° anno delle scuole superiori intervistati dall’Osservatorio Generazione Proteo della Link Campus University, essere cittadini europei si identifichi con la costruzione di una cultura condivisa, più che una comune visione politica ed economica (21,6%). E se il 55,7% si dichiara molto o abbastanza d’accordo sulla necessità del fronte comunitario per la crescita economica del nostro Paese, rappresentano ben il 73,1% quelli che non credono che la politica economica europea abbia migliorato lo standard di vita degli italiani. Forte è anche la critica agli equilibri tra Paesi all’interno dell’Unione: “La stragrande maggioranza dei giovani italiani (81,1%) – rileva Nicola Ferrigni, direttore dell’Osservatorio Generazione Proteo e docente di Sociologia politica della Link Campus University – ritiene che l’Italia non abbia un peso notevole nelle decisioni politiche dell’Unione europea e che solo i Paesi più forti, quali Germania e Francia, riescono a trarre vantaggio dall’Unione europea (70,1%)”.

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UNICEF/Iraq: delle 85.000 famiglie fuggite da Fallujah circa 40.000 sono bambini

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

unicefSecondo l’UNICEF, a partire dal 23 maggio, 85.000 famiglie sono fuggite dalla città di Fallujah e dall’area circostante, nel governatorato di Anbar, di cui circa 40.000 sono bambini.La maggior parte delle persone sono in fuga verso i campi di Khaldiya, Habbaniyah Tourist City e Ameriyat Al Fallujah. Il campo più grande è quello di Ameriyat Al Fallujah, a 40 km a ovest di Baghdad, dove ci sono circa 45.000 persone. Altre famiglie vivono nell’area con i propri parenti.L’UNICEF è preoccupato per i severi controlli di sicurezza e la detenzione di circa 8.200 ragazzi, oltre 1.200 dei quali potrebbero essere minorenni, mentre altri potrebbero avere circa 14 anni. Molte donne che sono state lasciate sole a badare alle proprie famiglie sono molto stressate e non sanno quando o se rivedranno ancora i propri mariti e figli.Secondo gli operatori dell’UNICEF, i campi sono sovraffollati, i bambini rimangono fuori esposti al caldo torrido, mentre crescono le tensioni riguardo alle risorse come rifugi, cibo e acqua. Le strutture e i servizi esistenti presso i campi sono al limite. L’UNICEF con i suoi partner lavorano per garantire pieno accesso all’assistenza umanitaria salvavita.

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Brexit: Quali potrebbero essere le conseguenze del voto?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

Federal ReserveUSA: E’ possibile che la Federal Reserve debba rinviare ulteriori rialzi dei tassi quest’anno, considerato l’outlook globale cupo e il fatto che un dollaro americano più forte ostacola i profitti delle società americane all’estero. I mercati hanno prezzato un aumento dei tassi a settembre o dicembre.
Giappone: la banca centrale potrebbe incrementare gli stimoli monetari per frenare l’apprezzamento dello yen.
Europa. Dal punto di vista politico, l’uscita della Gran Bretagna potrebbe costituire un precedente, minacciando la stabilità dell’Unione. Dal punto di vista economico, la BCE potrebbe ampliare gli stimoli per sostenere la crescita.
Regno Unito: il Paese potrebbe affrontare un rallentamento economico con la rinegoziazione degli accordi commerciali. Uscendo dall’UE potrebbe anche dover affrontare il finanziamento del proprio consistente disavanzo delle partite correnti. Una sterlina più debole potrebbe alimentare l’inflazione, sebbene sia possibile che la BoE tagli i tassi di interesse per mitigare l’impatto. Potrebbero anche seguire mosse politiche: i leader scozzesi a favore dell’UE hanno affermato che ciò potrebbe condurre a un altro referendum sull’indipendenza, mentre i leader dell’Irlanda del Nord non hanno escluso l’unione con la Repubblica Irlandese, un membro dell’Eurozona. La Gran Bretagna potrebbe anche perdere il proprio rating AAAAltri Paesi potrebbero intervenire sui mercati per impedire il rialzo delle proprie valute. La Banca Nazionale Svizzera ha affermato di essere già intervenuta per stabilizzare la situazione.
Mercati emergenti (EM): un dollaro americano forte potrebbe condizionare i mercati emergenti, soprattutto quelli con più alto debito in dollari americani.
Commodities: potrebbero risentire di una crescita del dollaro – soprattutto se sono denominate in valuta americana, poiché diventano più costose.
Andrew Belshaw, Head of Investment London di Western Asset (Gruppo Legg Mason)Si tratta di uno shock negativo sia per la crescita UK che quella dell’Unione Europea nel breve periodo. La risposta politica dovrà essere imminente da parte della Bank of England così come della BCE per stabilizzare i mercati finanziari. In Gran Bretagna, considerato il nostro elevato disavanzo delle partite correnti e la dipendenza dai capitali esteri, l’incertezza riguardo i rapporti di scambio e i flussi di investimento in futuro dovrebbero portare ad una sterlina debole. Ci aspettiamo che la Bank of England tagli i tassi di interesse, non solo per stabilizzare i mercati ma per supportare la fiducia nell’economia in generale. Nel breve periodo ciò dovrebbe condurre ad un calo nei rendimenti dei GILT ma, nel medio periodo, dovrebbe aumentare la pendenza della curva di rendimento UK dato che il risk premium è finalizzato per arrestare una ulteriore fuga di capitali e il rischio inflazione. Ci aspettiamo inoltre che la BCE attui una politica ulteriormente accomodante. Con i rischi di inflazione maggiormente al ribasso, le politiche orientate ad assicurare una stabilità finanziaria sono fondamentali in questo momento. Riteniamo che le banche centrali a livello globale continueranno ad essere proattive per mantenere la stabilità finanziaria e ciò è più probabile considerato che la risposta del mercato è stata relativamente contenuta fino a questo momento.
Le conseguenze politiche per la Gran Bretagna ma anche per il resto dell’Unione Europea sono potenzialmente molteplici. Il risultato del referendum darà nuova linfa ai partiti euro-scettici ed anti austerity? Si registreranno nuovi referendum in Scozia o in altri paesi? Impossibile da prevedere ma le probabilità sono aumentate.
Regina Borromeo, portfolio manager di Brandywine Global (Gruppo Legg Mason)Questo è l’inizio di un disastroso divorzio. La Brexit è una scossa all’integrità strutturale della UE e una carica energizzante per i movimenti populisti. L’uscita della Gran Bretagna creerà ostacoli alle prospettive economiche dell’Eurozona e potremmo correre il rischio concreto di assistere a nuove richieste di uscita dalla UE da parte di altre nazioni.Le prossime azioni che ci si attende verranno messe in atto dalle principali banche centrali mondiali, così come le mosse dei partiti politici UK ed europei determineranno quanto a lungo la volatilità regnerà sui mercati e gli effetti a lungo termine provocati dall’esito del referendum. Ci aspettiamo che i tassi britannici resteranno bassi per un certo periodo, considerato gli effetti a catena su la crescita, su la fiducia degli investitori e i cambiamenti sui piani di investimento. Al tempo stesso una valuta più debole e politiche monetarie più accomodanti da parte della BoE dovrebbero guidare al rialzo le aspettative di inflazione. Questo scenario incerto dovrebbe favorire i bond governativi quali beni rifugio, mentre i mercati che si trovano ad affrontare questa fase di squilibri possono offrire interessanti opportunità, specialmente nei prodotti a spread ( by Luca Maranesi)

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Parlamento europeo: Sessione plenaria straordinaria

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

Martin-schulzBruxelles martedì 28 giugno Sessione plenaria straordinaria. A seguito dell’esito del referendum nel Regno Unito sulla permanenza nell’UE, la Conferenza dei Presidenti del Parlamento europeo (il Presidente del Parlamento e i leader dei gruppi politici) ha deciso venerdì mattina di convocare una sessione plenaria straordinaria il 28 giugno alle 10.00. Nel corso della sessione, i deputati voteranno una risoluzione sull’analisi del risultato e le misure da adottare. Parteciperanno al dibattito il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e i rappresentanti del Consiglio. La sessione plenaria straordinaria è stata annunciata venerdì mattina dal Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz.
A seguito dell’esito del referendum nel Regno Unito sulla permanenza nell’UE, la Conferenza dei Presidenti del Parlamento europeo (il Presidente del Parlamento e i leader dei gruppi politici) ha deciso venerdì mattina di convocare una sessione plenaria straordinaria il 28 giugno alle 10.00. Nel corso della sessione, i deputati voteranno una risoluzione sull’analisi del risultato e le misure da adottare. Parteciperanno al dibattito il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e i rappresentanti del Consiglio.La sessione plenaria straordinaria è stata annunciata venerdì mattina dal Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz.

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