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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Brexit: Quali potrebbero essere le conseguenze del voto?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

Federal ReserveUSA: E’ possibile che la Federal Reserve debba rinviare ulteriori rialzi dei tassi quest’anno, considerato l’outlook globale cupo e il fatto che un dollaro americano più forte ostacola i profitti delle società americane all’estero. I mercati hanno prezzato un aumento dei tassi a settembre o dicembre.
Giappone: la banca centrale potrebbe incrementare gli stimoli monetari per frenare l’apprezzamento dello yen.
Europa. Dal punto di vista politico, l’uscita della Gran Bretagna potrebbe costituire un precedente, minacciando la stabilità dell’Unione. Dal punto di vista economico, la BCE potrebbe ampliare gli stimoli per sostenere la crescita.
Regno Unito: il Paese potrebbe affrontare un rallentamento economico con la rinegoziazione degli accordi commerciali. Uscendo dall’UE potrebbe anche dover affrontare il finanziamento del proprio consistente disavanzo delle partite correnti. Una sterlina più debole potrebbe alimentare l’inflazione, sebbene sia possibile che la BoE tagli i tassi di interesse per mitigare l’impatto. Potrebbero anche seguire mosse politiche: i leader scozzesi a favore dell’UE hanno affermato che ciò potrebbe condurre a un altro referendum sull’indipendenza, mentre i leader dell’Irlanda del Nord non hanno escluso l’unione con la Repubblica Irlandese, un membro dell’Eurozona. La Gran Bretagna potrebbe anche perdere il proprio rating AAAAltri Paesi potrebbero intervenire sui mercati per impedire il rialzo delle proprie valute. La Banca Nazionale Svizzera ha affermato di essere già intervenuta per stabilizzare la situazione.
Mercati emergenti (EM): un dollaro americano forte potrebbe condizionare i mercati emergenti, soprattutto quelli con più alto debito in dollari americani.
Commodities: potrebbero risentire di una crescita del dollaro – soprattutto se sono denominate in valuta americana, poiché diventano più costose.
Andrew Belshaw, Head of Investment London di Western Asset (Gruppo Legg Mason)Si tratta di uno shock negativo sia per la crescita UK che quella dell’Unione Europea nel breve periodo. La risposta politica dovrà essere imminente da parte della Bank of England così come della BCE per stabilizzare i mercati finanziari. In Gran Bretagna, considerato il nostro elevato disavanzo delle partite correnti e la dipendenza dai capitali esteri, l’incertezza riguardo i rapporti di scambio e i flussi di investimento in futuro dovrebbero portare ad una sterlina debole. Ci aspettiamo che la Bank of England tagli i tassi di interesse, non solo per stabilizzare i mercati ma per supportare la fiducia nell’economia in generale. Nel breve periodo ciò dovrebbe condurre ad un calo nei rendimenti dei GILT ma, nel medio periodo, dovrebbe aumentare la pendenza della curva di rendimento UK dato che il risk premium è finalizzato per arrestare una ulteriore fuga di capitali e il rischio inflazione. Ci aspettiamo inoltre che la BCE attui una politica ulteriormente accomodante. Con i rischi di inflazione maggiormente al ribasso, le politiche orientate ad assicurare una stabilità finanziaria sono fondamentali in questo momento. Riteniamo che le banche centrali a livello globale continueranno ad essere proattive per mantenere la stabilità finanziaria e ciò è più probabile considerato che la risposta del mercato è stata relativamente contenuta fino a questo momento.
Le conseguenze politiche per la Gran Bretagna ma anche per il resto dell’Unione Europea sono potenzialmente molteplici. Il risultato del referendum darà nuova linfa ai partiti euro-scettici ed anti austerity? Si registreranno nuovi referendum in Scozia o in altri paesi? Impossibile da prevedere ma le probabilità sono aumentate.
Regina Borromeo, portfolio manager di Brandywine Global (Gruppo Legg Mason)Questo è l’inizio di un disastroso divorzio. La Brexit è una scossa all’integrità strutturale della UE e una carica energizzante per i movimenti populisti. L’uscita della Gran Bretagna creerà ostacoli alle prospettive economiche dell’Eurozona e potremmo correre il rischio concreto di assistere a nuove richieste di uscita dalla UE da parte di altre nazioni.Le prossime azioni che ci si attende verranno messe in atto dalle principali banche centrali mondiali, così come le mosse dei partiti politici UK ed europei determineranno quanto a lungo la volatilità regnerà sui mercati e gli effetti a lungo termine provocati dall’esito del referendum. Ci aspettiamo che i tassi britannici resteranno bassi per un certo periodo, considerato gli effetti a catena su la crescita, su la fiducia degli investitori e i cambiamenti sui piani di investimento. Al tempo stesso una valuta più debole e politiche monetarie più accomodanti da parte della BoE dovrebbero guidare al rialzo le aspettative di inflazione. Questo scenario incerto dovrebbe favorire i bond governativi quali beni rifugio, mentre i mercati che si trovano ad affrontare questa fase di squilibri possono offrire interessanti opportunità, specialmente nei prodotti a spread ( by Luca Maranesi)

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