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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Vespa? E’ il simbolo di un’epoca che è finita

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

Rai: sede di roma“Il governo Renzi non arriverà al referendum costituzionale ed è inutile che la Rai continui a far sentire lui, la Boschi e Napolitano favorevoli al sì, dando un`informazione malata: gli italiani lo bocceranno e faranno voltare pagina al Paese”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati in un’intervista a “Il Tempo”, e a proposito della discussione con Bruno Vespa, l`altra sera a “Porta a Porta”, sulla non esauriente presentazione del finanziere Serra, precisa: “Vespa è il conduttore di quella trasmissione, non il padrone. Lui ha violato la deontologia professionale, io glielo ho fatto notare e si è infuriato. Quando si resta troppo allo stesso posto si perde il senso della realtà”.
“Il referendum costituzionale? C`è un vastissimo arco di forze politiche, culturali e istituzionali che sono per il no. Da Sinistra italiana al MoVimento 5 Stelle, a tutto il centrodestra: se noi contassimo i voti potenziali di questi partiti saremmo già al 65-70 per cento. Va aggiunto al voto di questi partiti quella quota di Pd, vedi D`Alema, apertamente schierata per il no. Sul fronte dei sondaggi siamo già oggi tra il 54 e il 60 per cento a favore del no. Ma l`informazione viene manipolata dalla Rai e dai privati, infatti gli ultimi dati AgCom dimostrano che l`informazione televisiva privilegia il sì, a cui è stato dedicato il triplo dei tempi rispetto al no. In ogni caso Renzi se ne andrà a casa, credo anche prima del referendum di ottobre, e occorrerà fare una riflessione istituzionale su come rifare la legge elettorale e poi andare a votare. Le forze che costituiscono il fronte del no hanno la responsabilità di mettersi d`accordo, a livello parlamentare, per una legge elettorale che riscriva totalmente l`Italicum, che non sarebbe più applicabile a un sistemabicamerale quale sarebbe dopo il no”.
Sul tema Brexit molti si sono sentiti traditi dall`informazione. “È stata condizionata dall`economia e dalla finanza anglosassoni, dalla borsa e dai poteri forti economici e finanziari. Questo la dice lunga sullo stato della libertà dell`informazione nel mondo globalizzato. Anche la trasmissione dell`altra sera con Bruno Vespa era tutta costruita sul Remain. Non c`era equilibrio”. E quando è apparso Davide Serra, lei ha voluto fare una precisazione. “Ma certo, con tutti i finanzieri italiani che stanno a Londra, Bruno Vespa ha scelto, legittimamente, Davide Serra. E va bene, questo fa parte delle prerogative del conduttore, il problema è che era anche suo dovere spiegare che quel finanziere è noto in Italia per essere amico del presidente del Consiglio, suo relatore alle Leopolde e di essere anche suo legittimo finanziatore. Serra è un punto di riferimento tecnico-culturale del presidente del Consiglio. Non dirlo viene meno alla deontologia professionale e del servizio pubblico. Quando l`ho fatto rilevare io la reazione di Vespa è stata surreale e allucinante, ha avuto il coraggio di dirmi: lei stia al suo posto. Se l`è presa come se non fosse tenuto a spiegare nulla a nessuno, lui è un conduttore, non il padrone della trasmissione. E io ho ricevuto la solidarietà dall`Italia intera, compresi alcuni consiglieri di amministrazione Rai. La rete si è scatenata contro di lui. Per Bruno Vespa, in ogni caso bravissimo giornalista, è finita un`epoca”, conclude Brunetta.

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