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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

I vaccini sono preparazioni utilizzate per indurre una risposta immunitaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2016

IMG_0294Il vaccino è costituito da un microrganismo patogeno o da alcune sue parti o prodotti (come le tossine), trattati in modo da renderlo incapace di causare malattie. Recentemente è stato possibile elaborare dei vaccini anche grazie alle moderne tecniche di biologia molecolare. Il vaccino quindi è in grado di determinare una risposta da parte dell’organismo caratterizzata dalla produzione di anticorpi in grado di “combattere” il germe quando e se dovesse contagiare l’organismo. Vengono quindi attivate, dall’organismo, le “proprie” difese immunitarie, in maniera molto selettiva: solo per combattere lo specifico germe o gli specifici germi, previsti per quel vaccino. È quindi un sistema molto utile e virtuoso che consente anche al bambino molto piccolo, in cui il sistema immunitario non è maturo e non sarebbe minimamente in grado di difendersi dai germi, di “finalizzare” le sue capacità difensive proprio verso quei germi più pericolosi e potenzialmente letali. Alcune malattie sono dovute a germi particolarmente aggressivi che in tempi molto brevi, da ore a pochi giorni, possono causare la morte dell’individuo o determinare esiti invalidanti più o meno gravi. Si è cercato quindi, nel corso degli anni, di elaborare dei vaccini per combattere i germi più aggressivi e per i quali non sono ancora disponibili altre possibilità di cura. La mortalità, per alcune malattie, come ad esempio le meningiti, nonostante gli enormi progressi della medicina e in particolare delle rianimazioni, è rimasta uguale negli ultimi 40 anni. L’età pediatrica comprende tutta l’età evolutiva, dalla nascita al raggiungimento dell’età adulta e quindi da 0 a 18 anni.
IMG_0322Le vaccinazioni devono essere praticate già nel corso del III mese di età (dal 61° al 90° giorno di vita) e le prime sono costituite dal vaccino esavalente (contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e infezioni da Haemophilus Influentiae tipo B), dal vaccino antipneumococco e dal vaccino antimeningococco B. Tutti questi germi/malattie hanno in comune la possibilità di poter colpire già dai primissimi mesi di vita, di essere in grado di determinare la morte dell’individuo, di non poter essere curate con i farmaci e le tecnologie attualmente disponibili.
Entro i 12-13 mesi di età i bambini devono essere vaccinati contro morbillo, rosolia, parotite e varicella, ma anche contro i diversi tipi di meningococco (C, A, Y, W135). Importanti sono anche i vaccini contro il Rotavirus e, in particolare per i bambini con patologie importanti, la vaccinazione antinfluenzale.
Nel corso del VI anno di vita i bambini devono essere vaccinati con vaccino contro difterite-tetano-pertosse-poliomielite e con un altro vaccino contro morbillo-rosolia-parotite-varicella. È molto importante che le vaccinazioni vengano ripetute. La ricomparsa della pertosse nei bambini molto piccoli (sotto i 3 mesi di età) ha come principale causa la mancata effettuazione del richiamo tra i bambini di 5-6 anni. La pertosse nel bambino molto piccolo è sempre una malattia grave, non di rado purtroppo mortale. È molto importante considerare che in Italia, grazie proprio ai progressi della medicina, sono in costante aumento i soggetti in età evolutiva (0-18 anni) con necessità assistenziali complesse. Sono i bambini ex-prematuri con esiti più o meno importanti, quelli affetti da patologie croniche (cardiopatici, diabetici, affetti da patologie neuromuscolari, con patologie reumatologiche), i bambini con malattie rare, i bambini oncologici. In questi bambini il rischio di contrarre malattie prevenibili con le vaccinazioni è molto più alto e molto più elevato è anche il rischio di morte e di sequele invalidanti.
Le vaccinazioni proteggono per periodi più o meno lunghi. Gli anticorpi che l’organismo produce in risposta al vaccino tendono a diminuire nel tempo. Questo stesso fenomeno accade dopo un’infezione contratta naturalmente, a una fase in cui si formano tanti anticorpi (in corso di malattia), finita la malattia, segue un periodo nel quale il numero di anticorpi tende a diminuire progressivamente, fino quasi a sparire.
È questo il motivo per cui alcune vaccinazioni devono essere ripetute nel tempo (nel corso del VI anno di vita e poi in età pre-adolescenziale). Le vaccinazioni sono l’unica possibilità al momento per arginare e tentare di sconfiggere germi in grado di causare la morte e/o importanti invalidità. Le vaccinazioni vanno promosse e devono crearsi le con-dizioni per cui tutti possano comprenderne l’importanza, la sicurezza e il privilegio di poterne usufruire. (Alberto Villani Responsabile Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale e Malattie Infettive Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS – Roma)

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