Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Il “caso” vaccini e i corsi di formazione per giornalisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2016

giuliano-giubileiGiorni fa presso il Palazzo del Rettorato dell’Università Sapienza di Roma un folto gruppo di giornalisti, aderenti alla piattaforma S.I.Ge.F per il rilascio dei crediti formativi, ho partecipato a un incontro condotto da Giuliano Giubilei vice direttore del TG3 che verteva su “il caso vaccini, tra falsi miti e pregiudizi”. Guardandomi intorno nell’aula che ci ospitava ho notato diversi giornalisti abituali frequentatori di congressi, convegni e conferenze promossi dalla classe medica e che si dedicano proprio al difficile compito d’informare i loro lettori nel campo della medicina e della ricerca scientifica, in un linguaggio più votato a una lettura o ad un ascolto meno arido. Qualche volta in questi meeting capita che un un oratore presenti uno studio d’avanguardia o i rappresentanti di società farmaceutiche preannuncino ritrovati e terapie avveniristiche lasciando trasparire che potrebbero essere a portata di mano in breve tempo. Se un giornalista meno aduso a queste esternazioni coglie la palla al balzo e rilancia la notizia è probabile che se ne faccia un gran parlare nei media ma anche provocare delle secche precisazioni della classe medica che possono essere variamente interpretate dal pubblico. Ne consegue che questa ridda d’interventi può essere percepita dall’opinione pubblica come delle diversità di giudizio ortobotanicalasapienzache possono mettere a dura prova la stessa credibilità della scienza medica. Tutto questo per significare che la materia è delicata in quanto risveglia tra la gente la diffidenza e anche una sorta di atavica paura se le scelte che si fanno possano essere foriere di errori e di calcoli sbagliati. A questo giudizio non si sottraggono i vaccini e il medico di famiglia per lo più fa poco o nulla per diradare i dubbi ora perché gli manca il tempo per farlo e ora perché dà per scontato che i propri pazienti sono responsabili delle loro azioni anche se sbagliano. Sappiamo bene, del resto, che la scienza medica non è esatta e vi sono molti punti oscuri che bisogna ancora diradare ma da qui a trinciare severi giudizi, anche se non si hanno le competenze per farlo, ce ne corre. Significa anche che internet può fare molto per far comprendere i problemi esistenziali che ci riguardano colmando un gap culturale che l’istruzione scolastica, sia pure superiore, talvolta non è sufficiente, ma a patto che si scelgano i percorsi scientificamente testati per non diventare facile preda degli opportunisti di turno. E qui vi soccorre la necessità che i giornalisti in primis e le loro testate di riferimento sappiano offrire con regolarità un prodotto informativo serio e competente e l’impegno che oggi essi riversano alla loro formazione continua diventa in pratica un lasciapassare autorevole nell’interesse di tutti. (Riccardo Alfonso direttore Fidest)

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