Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 28 giugno 2016

“Necessarie regole e procedure univoche di incasso e pagamento in tutto il mondo”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

carta di creditoLa situazione a cui andiamo incontro, afferma Maurizio Pimpinella, Presidente di AIIP con riferimento agli Istituti di Pagamento e gli Istituti di Moneta Elettronica, è composita. Abbiamo tutti una data in mente: il 2018. La PSD II. Ovviamente la Brexit costringerà tutti gli operatori del settore a porsi delle domande. Cosa ne sarà della Interchange Fee? Come impatterà tutto questo sull’accessibilità dei conti bancari da parte dei Third Party Providers (TTP)? Con riferimento alla prima domanda, gli Issuer si aspettano un abbassamento della fee nel medio periodo. Riguardo la seconda, bisogna sottolineare come il Regno Unito abbia una tradizione piuttosto progressista in materia di dati sensibili rispetto – anche – a quanto previsto dalla PSD II, pertanto è verosimile aspettarsi un superamento delle norme comunitarie in materia tramite la Open Data Initiative britannica. Certamente, sorgerà la necessità di parecchio lavoro ad opera di avvocati specializzati per riscrivere le norme a riguardo. E, a quel punto, ci si dovrà domandare se considerare o meno il Regno Unito una località off-shore per carte e processi di pagamento, come è stato brillantemente evidenziato da Chris Jones, Direttore PSE Consulting Ltd.Quello che sembrerebbe essere l’aspetto cruciale della vicenda risiede nell’attuale rilevanza strategica di Londra come polo finanziario per eccellenza per molti PSP e ELMI stranieri, ‘passaportati’ britannici: questa situazione rende l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea la matrice di possibili grandi cambiamenti. La European Banking Authority probabilmente deciderà di spostarsi, magari a Parigi per controbilanciare la presenza della ECB a Francoforte.Al di là della valenza democratica di un referendum, inviolabile, le modalità con cui la Brexit è stata scelta lasciano trasparire una consapevolezza limitata da parte della popolazione del Regno Unito. Anche in questo caso, lo strumento più efficace per contrastare eventuali derive populiste nella nostra Europa è soltanto uno: la cultura. Educare finanziariamente i cittadini di un dato Paese dell’Unione significa far comprendere e far apprezzare le fondamenta di un’Europa unita: la libera circolazione di persone, beni e capitali. Come potrebbe avvenire tutto questo senza un sistema internazionale e tecnologicamente avanzato di incassi e pagamenti? A mio parere, provocando, dico che se avessero spiegato ad un qualsiasi cittadino inglese che nell’arco di due anni avrebbe rischiato di non poter pagare la colazione con la carta di credito, quando in trasferta oltre manica, allora le cose sarebbero potute andare diversamente.

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La Spagna e l’autogestione del caos

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

spagnaLa Spagna è tornata alle urne. Il voto di dicembre, appena sei mesi fa, ha generato una situazione di stallo, le quattro forze politiche che si contendono il governo non hanno trovato un accordo. Non c’è stato verso. Fra loro c’è anche Podemos, che questa volta ha corso con quel che resta di Izquierda Unida. Strano, perché meno di un anno fa, prima del voto, Pablo Iglesias aveva detto: “Si tengano le bandiere rosse e ci lascino in pace. Iovoglio vincere”. A dicembre non ha vinto, pur avendo ottenuto un gran risultato. Dal lontano Messico Gustavo Esteva era stato caustico. “Iglesias ha vinto quel che ha vinto: il sacro diritto a sgomitare. Non si tratta di cinismo, &egra ve; la realtà del gioco elettorale: per vincere è indispensabile vendere l’anima, una volta arrivati in cima non è consentito tenersela. È per questo che la lotta è altrove”. “Ma come?”, dice oggi con sincera esasperazione un nostro amico lettore: “Posso capire che non vi entusiasmi la creatura di Grillo e Casaleggio ma perché non vi va bene nemmeno Podemos? Allora, ditelo! Ditelo che non vi piace niente!”. Non è vero. Qualche giorno fa, un altro nostro amico, Amador Fernández-Savater ci ha mandato un dossier dedicato a pensare il “comune” in spazi complessi realizzato da Alexia. Già a partire dal nome, che sta lì ad indicare una lesione cerebrale che provoca la perdita parziale o totale della capacità di leggere e scrivere, Alexia s’interroga in modo straordinario sul senso di quel che la galassia dei mezzi di comunicazione del nostro tipo potrebbe o dovrebbe inventare per raccontare i mondi nuovi che si affacciano o esistono in potenza. Sono le bandiere rosse, per dirla con Iglesias, che vorremmo tenerci strette. Quella che segue è la prima parte del dossier, la Spagna che ci piace e oggi non vincerà ma inventa nuove relazioni sociali ogni giorno, un regalo prezioso dedicato ai nostri lettori più curiosi e pazienti, a quelli esasperati e a quelli più convinti di dover lottare per riprendersi la politica (AMADOR FERNÁNDEZ-SAVATER)

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Inaugurazione mostra Spoleto Arte 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

callas3callas2Si riconferma un appuntamento importante quello del vernissage inaugurale della grande mostra “Spoleto Arte”, curata dal noto critico Vittorio Sgarbi.Alla cerimonia di apertura hanno partecipato infatti autorità e cariche istituzionali, insieme a numerosi personaggi di spicco, del calibro di Katia Ricciarelli, Alviero Martini, Alessandro Meluzzi.
L’inaugurazione si è tenuta sabato 25 giugno presso lo storico Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto, dove l’esposizione resterà visitabile al pubblico fino al 24 luglio 2016, con ingresso libero.L’organizzatore del prestigioso evento, il manager della cultura SALVO NUGNES, dice “Per noi la mostra “Spoleto Arte” è diventata ormai un punto di riferimento fondamentale, che ci permette di callasospitare un selezionato gruppo di artisti talentuosi, italiani callas1e stranieri, conferendo loro grande visibilità.
Sgarbi, in qualità di curatore, ha definito la mostra “un osservatorio dell’arte contemporanea”. Noi ci proponiamo di renderla davvero tale e, anno dopo anno, di incrementarne la risonanza, a livello nazionale e internazionale. Per quest’edizione 2016 abbiamo ottenuto anche il patrocinio dell’UNESCO, che è per noi motivo di grande orgoglio perché conferisce ancora più autorevolezza all’iniziativa”.“Come sempre -prosegue Nugnes – “Spoleto Arte” vuole essere un evento all’insegna della libera espressione artistica, per rendere l’arte accessibile a tutti e alla portata di tutti.È una mostra collettiva d’impronta cosmopolita, che si offre come ponte di collegamento e d’unione di artisti tra loro eterogenei.L’esposizione di punta per l’edizione 2016 è quella dedicata alla mitica soprano Maria Callas, con una serie di pregiati cimeli da collezione appartenenti all’archivio di Ilario Tamassia.
Si tratta di pezzi di notevole interesse, alcuni visibili per la prima volta al pubblico, che suscitano senz’altro forte emozione e rendono il meritato omaggio a ‘La Divina’ , della quale tutti noi serbiamo un ricordo indelebile”. (Christian Flammia) (foto: callas)

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Forum sul Diritto accessibile

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

cassazioneRoma Lunedì 4 luglio alle 11 a Roma, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati (Palazzo San Macuto Via del Seminario 76), prende il via la prima edizione del Forum sul Diritto Accessibile. Introdurrà la discussione l’Onorevole Ileana Argentin, Membro della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.Seguiranno gli interventi del Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Franca Biondelli, Amelia Torrice della Sezione Lavoro della Corte Suprema di Cassazione, il docente all’Università LUISS Guido Carli e Copenhagen Business School Francesco Rullani, Fulvia Colombini della Presidenza INCA-CGIL e il Fondatore dell’Ufficio Studi Assennato&Associati Silvia Assennato. Moderatore sarà il Giornalista Carlo Picozza.
“Il Forum- dichiara il Fondatore dell’Ufficio Studi Assennato&Associati Silvia Assennato- mira a diventare un importante momento di riflessione che possa gettare le basi per interventi di natura legislativa, necessari a modificare incisivamente l’attuale scenario.
Un confronto ampio e articolato che affronti i riflessi giuridici delle condizioni di disagio sociale, per individuare nuove visioni, raccogliere e analizzare buone prassi, proporre le vie percorribili per una maggiore tutela.
Accessibile perché chiunque deve potervi accedere, deve essere semplice e immediatamente comprensibile, in grado di incidere proprio su quelle persone che finora non hanno potuto esercitare diritti fondamentali. Un diritto, quindi, che elimini i fenomeni di natura sociale ed economica che impediscono a tutte le persone la partecipazione alla vita pubblica e il pieno svolgimento della vita privata.Sono stati coinvolti- continua Assennato- soggetti che operano quotidianamente a contatto con tali fenomeni in diversi campi, come la giurisprudenza, l’economia e la sociologia, l’architettura e l’ingegneria, la politica, il mondo del lavoro e il terzo settore. Soggetti, quindi, in grado di leggere, con sensibilità e competenze diverse, le istanze della società che richiedono ascolto, sulla cui base innovare la normativa vigente.La prima edizione del Forum sarà dedicata a non lavoro, povertà, disagio. Temi centrali nel dibattito sull’accessibilità, che interessano vaste aree della popolazione.
Nelle settimane scorse, diversi esperti di questi temi hanno inviato contributi e analisi per articolare e qualificare ulteriormente il dibattito. È sulla base di questo prezioso lavoro che si animerà il confronto tra i relatori, che preluderà alla definizione di specifiche proposte di legge.”

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Fiducia sul Dl Banche: serpeggiano i malumori nella maggioranza

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

Banca d'Italia“Si parla di banche e appare la fiducia, sembra un rituale scontato, ma non è questo l’atteggiamento che si palpa nell’aula di Montecitorio. L’irritazione è profonda e non solo nelle parole del M5S, di FI, della Lega o di Sel, di cui è facile immaginare una posizione di ostilità a prescindere dai contenuti specifici della legge in discussione. Sono all’opposizione e fanno opposizione. Ma quel che più sorprende è il malumore che serpeggia nei partiti che sostengono la maggioranza e nello stesso partito di maggioranza. Una volta ancora si sentono esclusi dal dibattito su di una potenziale evoluzione del sistema economico-finanziario e vedono preclusa la possibilità di intervenire a tutela dei risparmiatori, le vere grandi vittime di un sistema bancario inadeguato, ancor più in bilico dopo quanto è accaduto in Inghilterra e ha già scosso in profondità il sistema bancario italiano ed europeo, bruciando molti milioni di euro nel giro di poche ore. Ma il governo pone la fiducia, in un momento in cui in giro fiducia ne circola sempre meno”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“L’ennesima fiducia di oggi, già nell’aria da giorni, sorprende comunque per la forte inopportunità psicologica del momento. Il Pd ha incassato vistose sconfitte alle recenti elezioni amministrative; ha toccato con mano brucianti umiliazioni di esponenti storici come Piero Fassino, padre storico del Pd; ha esposto brillanti politici come Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, ad un risultato che mette sotto accusa l’intero Pd romano; laddove ha vinto, come a Bologna, è apparso evidente che la vittoria è arrivata non per merito del Pd, ma nonostante il Pd. Eppure Renzi chiede la fiducia, stando su di una barca che si riempie di amarezza, di delusioni, di acqua in definitiva, come succede alle carrette del mare, quando intraprendono veri e propri viaggi della speranza, dall’esito incerto. La vicenda inglese non può essere archiviata come un fatto marginale per noi: è la misura colma di un popolo esasperato che usa tutti i mezzi a sua disposizione per dire basta all’esecutivo. Ma di quale fiducia stiamo parlando? Il fatto poi che sia una fiducia legata alle banche, rende paradossale l’atteggiamento del governo e c’è da immaginare che sarà sugli ordini del giorno che si consumerà la vendetta di chi si è sentito escluso dal dibattito, ma soprattutto dalla possibilità di intervenire per migliorare una legge che così come è non può riscuotere la fiducia dei cittadini”.
“Per le famiglie – prosegue Binetti – non ci sono mai risorse sufficienti; nel collegato Povertà si sta risparmiando su tutto, fino ad indebolire una legge che avrebbe potuto dare sollievo ai più poveri ed emarginati; a coloro che abitano le periferie del paese; per i poveri poco o nulla, perché tutto è stato destinato alle banche e al loro salvataggio; per le famiglie per ora solo parole, ancora parole, fatti zero. Chissà come ci si immagina che possa prendere forma la fiducia: fiducia di che e fiducia in chi. Eppure il governo continua a mettere la fiducia, nella speranza di trovarla dati i numeri schiaccianti del Pd. I colleghi Pd d’altra parte sono stati rigorosamente precettati ad essere in aula domani, per votare la fiducia al governo”.
“Ma allo stato attuale delle cose – conclude Binetti – è una fiducia di facciata, una fiducia che non si nutre più di argomentazioni serie; è una vera e propria scommessa, un gioco d’azzardo ad alto rischio, almeno se le cose non cambieranno”.

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Brexit: il voto di F.I.

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

camera deputati“Voteremo contro le premesse della risoluzione della maggioranza ma, nello spirito costruttivo emerso nel dibattito, voteremo a favore degli impegni assunti, con l’auspicio che l’Italia imbocchi la strada del coraggio e non faccia più finta di niente”.
Lo ha annunciato l’onorevole di Forza Italia, Valentino Valentini, parlando nell’Aula di Montecitorio in dichiarazione di voto sulle risoluzioni alle comunicazioni del presidente del Consiglio del Ministri in vista del prossimo Consiglio europeo.
“In tutte le sedi opportune – ha continuato – abbiamo sollecitato di dare seguito alla proposta francese di restituire una dimensione politica all’eurozona, con un Governo e un Parlamento comuni. Allo stesso tempo, oltre ad assumere ogni opportuna iniziativa tesa a progredire nell’unione politica dell’area euro, invitiamo il Governo a sollecitare di pari passo l’avvio delle unioni bancaria, economica e di bilancio, per evitare il progressivo allontanamento dei cittadini nei confronti delle politiche dell’Ue, e scongiurare – ha proseguito – una deriva tecnocratica che cancelli, di fatto, lo spirito dell’Europa delle origini, comportando, tra l’altro, la progressiva perdita di sovranità dei singoli Stati nazionali. Noi – ha concluso Valentini – vogliamo una nuova unione in cui davanti a tutto c’è la politica e la responsabilità”.

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Brexit: Si chiedono le dimissioni di Juncker

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

Jean-Claude Juncker“Dopo il voto della Gran Bretagna che ha sancito il fallimento dell’Ue, il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, deve dimettersi. David Cameron lo ha fatto per aver avuto l’impudenza di accogliere la richiesta di referendum, dunque per eccesso di democrazia, finendo sul banco degli imputati dell’oligarchia illuminata. Ma è Juncker il vero imputato dell’attuale catastrofe europea, una marionetta nelle mani della Germania che si trova nel ruolo più alto di Commissario europeo nonostante la nazione di cui è espressione abbia gli abitanti di Pisa, sia grazie alla supina accondiscendenza alla Merkel, sia per essere custode dei segreti finanziari del gotha dell’Unione. Da parte sua invece, nessun pentimento. Non aver mai recepito lo stato di malessere dei popoli europei su rigore di bilancio, crisi della produzione, aumento della povertà, dramma immigrazione, dirigismo burocratico, strozzinaggio bancario lo deve indurre oggi, di fronte alla gravità della separazione del Regno Unito dall’Ue per volontà popolare, a rassegnare le dimissioni. Renzi vada in Europa e dica che l’Ue deve rifondarsi intorno a comuni obiettivi politici, portando rispetto per quelle nazioni che hanno caratteristiche diverse dal gigantismo tedesco oppure cessi di esistere”.
È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli intervenendo in aula sulle comunicazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

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Spagna: “Maggiore visione politica ma non sufficiente per governare”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

madrid“Quattro leader, un partito vincitore delle elezioni e una sostanziale impossibilità di esercitare questo diritto, perché il Partito popolare ha vinto, ma non tanto quanto sarebbe stato necessario per esercitare il diritto-dovere di governare la Spagna. Ha vinto un partito moderato anche nel livello delle vittoria: il 33% e quindi per Mariano Rajoy diventa di fatto impossibile governare il Paese, perché non ha una maggioranza sufficiente. E’ successo in Spagna, ma Renzi oggi ci ha rassicurato che una situazione così non potrà crearsi in Italia, perché la nuova legge elettorale, con il premio di maggioranza al partito vincitore fa di lui il vincitore assoluto delle elezioni. Chissà però cosa è più democratico”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Sia pure con uno scarto minimo rispetto agli altri – prosegue Binetti – chi vincerà le elezioni avrà i numeri per governare in parlamento. Nessuna dialettica tra le due Camere, dal momento che una è stata soppressa, nessun problema con gli avversari: i numeri ci saranno sempre. Almeno sulla carta; niente di simile allo stallo spagnolo, ma ciò nonostante non sembra che la formula scelta per l’Italicum soddisfi pienamente il Paese. A tal punto che molti credono che il voto di ottobre verterà anche sulla legge elettorale e sono determinati a dire no, perché la legge non tiene sufficientemente conto della composizione politica del Paese e la rappresentazione parlamentare appare artificiosa. La gente vorrebbe votare anche sull’Italicum, e si sente defraudata di un diritto quando capisce che no, non voterà la legge elettorale, ma solo la nuova composizione del Senato. La Spagna dovrà misurarsi con la difficoltà delle coalizioni, con i loro diritti e i loro doveri. Ma il PP da solo non ce la fa: dovrà imparare a mediare, a cercare un punto d’equilibrio, con gli avversari di sempre, per garantire una linea di governo e in questo modo esercitare la sua responsabilità nell’arte del Buon governo. Molte ombre si stanno addensando sul fronte del referendum di ottobre e il premier invece di demonizzare i sostenitori del no, farebbe bene a spiegarsi e a far capire con la giusta moderazione le ragioni degli uni e degli altri. Un popolo amareggiato, deluso. irritato dalle promesse non mantenute; schiacciato da una crisi economica perdurante, può compiere gesti che sembrano irrazionali, come Brexit in Inghilterra ma anche come il M5S in Italia. Va aiutato a capire con i fatti, prima ancora che con le parole quali vantaggi potrebbe trarre dalla nuova riforma. In fondo – conclude Binetti – la Spagna ha rinunciato ad esprimere una parte del suo malumore, sottraendo linfa a Podemos e stringendosi accanto ai due partiti maggiori: PP e PSOE. Non è stato abbastanza, ma certamente è stato più di quanto si aspettassero molti analisti e più di quanto non sia accaduto in Inghilterra”.

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La vaccinazione nell’adulto-anziano rimane una strategia sanitaria sottoutilizzata

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

IMG_0325Il tema vaccinale è attualmente inadeguato, principalmente orientato verso i bambini ed eccezionalmente esteso anche alla popolazione anziana (sopra i 65 anni) e per gruppi ad alto rischio di contrarre patologie infettive, il tutto soltanto in alcuni casi specifici come la vaccinazione antiinfluenzale.
Questo scenario si sviluppa in quanto, al contrario dei programmi di immunizzazione nei confronti dei bambini, la vaccinazione nell’adulto non è considerata un intervento sanitario di routine e prioritario. La conseguenza principale di questa scelta politico-sanitaria è che:
• l’utilizzo di vaccini negli anziani è basso;
• c’è una completa assenza di programmi coordinati relativi all’immunizzazione negli adulti;
• gli anziani non sono protetti da patologie prevenibili.
Paradossalmente anche verso la vaccinazione antiinfluenzale, sicura, raccomandata e molto pubblicizzata, la sensibilità rimane bassa, alto lo scetticismo (spesso anche tra gli operatori sanitari), con una percentuale di vaccinazione ridotta e presente soprattutto in alcuni particolari gruppi a rischio.
Se prendiamo come esempio (riguardo gli anziani) l’influenza stagionale, abbiamo dati significativi: colpisce ogni anno il 5-10% della popolazione globale, i tassi d’incidenza possono raggiungere il 40-50% nei soggetti a rischio, gli anziani però, sono la fetta di popolazione maggiormente interessata da complicanze gravi, ospedalizzazioni e decessi. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni anno 250.000-500.000 persone nel mondo muoiono a causa dell’influenza, con incidenza maggiore tra gli ultra 65enni. In Europa sono circa 40.000 l’anno le morti premature per influenza secondo le stime del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC).
IMG_0328Le conseguenze principali che ne possono derivare, sono rappresentate dall’aumento del tasso di ospedalizzazione per malattie correlate all’influenza, ed un incremento del rischio di mortalità, che nei soggetti over 65 con malattie respiratorie croniche e/o malattie cardiache, è di 20 volte superiore rispetto a chi non ha comorbidità. Non secondario è però l’impatto economico, in particolare a fronte di una spesa media di circa 1,3 miliardi di euro l’anno, nel 2014-2015 sono stati stimati costi diretti e indiretti dell’influenza per un totale di circa 3,5-4 miliardi di euro.
Numerosi studi epidemiologici che hanno valutato l’impatto della vaccinazione verso le patologie prevenibili nell’anziano sono stati in grado di dimostrare come la vaccinazione sia una strategia ottimale se riferita alla popolazione anziana e relativamente ad esempio, alla vaccinazione antiinfluenzale i risultati come il rapporto costo-efficacia sia valido in tutti i casi esaminati.
Oltre l’influenza sono presenti altre patologie invalidanti e/o in grado di ridurre la qualità di vita in una persona anziana, ma prevenibili tramite immunizzazione con vaccini testati, validati e sicuri, tra cui herpes e polmonite pneumococcica. Se per l’influenza, la cui vaccinazione è enfaticamente consigliata su ogni mezzo di comunicazione, il dato più eclatante è rappresentato dai circa 8000 decessi/anno che in Italia sono attribuibili direttamente o indirettamente alla sua infezione, relativamente alla polmonite pneumococcica, la cui pratica di vaccinazione è poco diffusa (probabilmente sia per superficialità medica che per scarsa pubblicizzazione) globalmente si stima come 1.6 milioni di persone muoiono per la sua infezione ogni anno, con un tasso di ospedalizzazione in Europa del 2%. Il tutto prevenibile con un semplice vaccino da somministrare dopo i 65 anni.
L’infezione da Herpes Zoster rappresenta invece, un argomento sensibile e particolare nella sfera della persona anziana, che attualmente è prevenibile tramite vaccino specifico. L’herpes zoster rappresenta una patologia invalidante nella popolazione anziana, nella quale occorre il 70% dei nuovi casi stimati d’infezione, le sue complicanze sono a volte considerate come parte del normale processo d’invecchiamento e per tale motivo da sopportare spesso anche in silenzio.
La più frequente complicanza di un’infezione da herpes zoster è rappresentata dalla nevralgia posterpetica, la quale si manifesta prevalentemente con un dolore severo che diventa cronico, in grado di ridurre progressivamente la qualità di vita e la performance delle persone anziane.
A oggi fino al 45% delle persone con più di 60 anni presenta un’esperienza di dolore cronico severo per 6-12 mesi legato all’infezione da herpes zoster. Tuttavia questa infezione e questa tipologia di dolore sono spesso sotto-stimati dai medici e sopportati dai pazienti, come qualcosa di inevitabile o facente parte del processo d’invecchiamento. (Graziano Onder Ricercatore Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia, Università Cattolica di Roma)

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Dilemmi del capitalismo municipale: Il caso Acea a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

campidogliodi Roberto Falcone. Fra i nodi che il nuovo sindaco di Roma potrebbe decidere di affrontare vi è quello del Servizio Idrico Integrato. Il gestore del servizio, la società ATO 2 S.p.A., è più apprezzato dai suoi proprietari per i dividendi che distribuisce che dai cittadini per la qualità ed il costo del servizio. Poiché ambedue i candidati alla carica di sindaco sono di partiti che appoggiarono il SI al referendum del 2011 sull’acqua “Bene Comune”, é possibile che la nuova giunta comunale si ponga l’obiettivo di riprendersi la proprietà di ATO 2, cioè “pubblicizzarla”. Cosa non facile.
ATO 2, concessionaria del Servizio Idrico per il Comune di Roma e per quasi tutti gli altri comuni della provincia, appartiene alla Holding Acea S.p.A., società quotata alla borsa di Milano, controllata al 51% dal Comune di Roma. ATO 2 è anche la maggiore contributrice ai risultati economici di Acea e le distribuisce dividendi in quantità talvolta superiori a quelli distribuiti dall’Acea ai suoi azionisti. Come fa ATO 2 ad essere la gallina dalle uova d’oro di Acea? Grazie al conflitto di interessi del Comune di Roma concedente del servizio. Porre termine al conflitto di interessi, e affidare il servizio idrico ad una azienda che persegua il rapporto qualità/costo del servizio e che non abbia come priorità il dividendo, sarebbe un atto di giustizia verso gli utenti e verso gli altri comuni della provincia, oggi obbligati a subire tariffe stabilite nell’interesse finanziario del Comune di Roma. Ma non converrebbe agli azionisti, percettori di dividendi. Fra questi in prima fila, almeno con le consiliature precedenti, lo stesso Comune. La “pubblicizzazione” comporterebbe un virata di 180 gradi nella gestione finanziaria del Comune. Poiché azionisti e amministratori di ACEA non potrebbero accettare di privarsi della gallina dalle uova d’oro, l’unico modo per pubblicizzare ATO 2 è sciogliere il nodo della proprietà mista pubblico-privata di Acea. Cioè investire nell’acquisto delle azioni di Acea attualmente possedute da privati. Ma dove potrà il Comune trovare il capitale necessario a liquidare i soci privati di Acea? Inoltre, un tale investimento sarebbe poi economicamente giustificato o non produrrebbe piuttosto un danno erariale?
La risposta potrebbe venire da una verifica che ancora nessuno ha fatto: quanto si ricaverebbe con un piano industriale che prevedesse il break-up ( vendita separata delle singole attività di Acea ) e che magari valorizzasse le potenziali sinergie di intervento su situazioni problematiche di altre partecipate del Comune come ad. es. AMA? Vi è anche da domandarsi che riposta riceverebbe il Comune se bussasse, per un tale piano industriale, alla Cassa Depositi e Prestiti, l’ente finanziario istituzionalmente preposto ad assistere i comuni per questo tipo di esigenze.
Stiamo a vedere se la nuova amministrazione avrà il coraggio, per pubblicizzare ATO 2, di farsi “privatizzatrice”, vendendo altre partecipazioni di Acea, come ad esempio la produzione di energia elettrica, o la gestione di servizi in Sudamerica.

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Parte all’APRA il 15esimo Corso Estivo Internazionale di Aggiornamento in Bioetica “Le sfide della bioetica oggi”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

ateneo-regina-apostolorumRoma dal 4 all’8 luglio 2016 ed un secondo modulo “Famiglia, educazione e società”, che si svolgerà dall’11 al 15 luglio 2016. Da non perdere le conferenze di martedì 11 luglio alle 20,30 con il Prof.re Marchesini e il 14 luglio alle 20,30 con il giurista Gianfranco Amato presso l’Ateneo Pontifico Regina Apostolorum Via degli Aldobrandeschi, 190.
Sta per partire il 15esimo Corso Estivo Internazionale di Aggiornamento in Bioetica che si compone di due moduli, primo “Le sfide della bioetica oggi”, si terrà dal 4 all’8 luglio 2016. Questo modulo, pensato per coloro che vogliono comprendere i principi alla base della bioetica secondo un approccio multidisciplinare, è organizzato in collaborazione con la Facoltà di Bioetica, l’Università Anáhuac del Messico e la Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani.
Il secondo modulo “Famiglia, educazione e società”, che si svolgerà dall’11 al 15 luglio 2016, si propone invece di riflettere sulla famiglia fondata sul matrimonio come culla della vita e cellula originaria della vita sociale, analizzando ciò che rischia di distruggerla minandola al suo interno. Inoltre si vuole fare il punto anche sulle buone prassi atte a promuovere la dignità della persona e l’integrazione sociale ed è organizzato dalla Facoltà di Bioetica in collaborazione con l’Istituto di Scienze Religiose (APRA), l’Ass. “Non si tocca la famiglia”, Crescere in Famiglia, La Manif Pour Tous Italia e dall’Associazione Arché.
In programma diverse conferenze che hanno come tema: Famiglia e matrimonio; Famiglia, Diritto e Dottrina sociale; Famiglia e cura della vita; Famiglia, scuola ed educazione e Famiglia e gender. In calendario numerosi laboratori e serata con illustri ospiti che tratteranno diversi argomenti quali: Universo formato single; Omogenitorialità; Come educare i ragazzi alle virtù; Cineforum sulla figura del padre a cura di Roberto Marchesini; In dialogo con Pupi Avati: la bellezza della famiglia ed una conferenza di Gianfranco Amato.
Da non perdere martedì 11 luglio alle 20,30 la conferenza del Prof.re Marchesini, il quale approfondirà tematiche importanti ed emergenti quali: “Cosa significa essere genitori? Cosa significa essere padre? Qual è il cuore del rapporto padre-figlio? Quali sono le caratteristiche principali della paternità? Paternità e maternità sono interscambiabili? Rifletteremo su questi argomenti con Marchesini, psicologo e psicoterapeuta, aiutati dalla visione di alcuni spezzoni del film Courageous.
Mentre il 14 luglio alle 20,30 è in programma la conferenza di Gianfranco Amato, giurista in prima linea contro l’ideologia gender, la quale verterà sulla natura prepolitica e pregiuridica dell’istituto familiare, anche attraverso un documentato excursus storico, alla luce degli attuali tentativi di manipolazione dello stesso istituto perpetrati a livello normativo, e sulla necessità di un impegno pubblico dei cristiani in difesa della famiglia, analizzato anche nell’ottica degli insegnamenti contenuti nel Magistero della Chiesa cattolica. (Michela Coluzzi)

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Maturità, dopo l’esame che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

esami

Il primo passo fondamentale è orientarsi. Può sembrare ovvio, ma è importante in primis capire quali sono le proprie passioni e qual è la Facoltà più adatta. Si apriranno il 14 luglio le immatricolazioni all’Univpm: novità, tempistiche e prospettive.
Caffè, notti insonni e la tentazione di fare una pausa dallo studio andando al mare. Difficili le giornate del maturando a cui ora spetta completare l’ultima parte del percorso, il colloquio orale. Ma dopo la maturità? Il primo passo fondamentale è orientarsi. Può sembrare ovvio, ma è importante in primis capire quali sono le proprie passioni e qual è la Facoltà più adatta. Il 15, 18 e 19 luglio ad Ancona, San Benedetto e Fermo l’Università Politecnica delle Marche organizza 3 giornate di orientamento rivolte ai diplomati e alle loro famiglie. Le giornate saranno caratterizzate da un’informazione sull’intera offerta formativa dell’Ateneo e sulle modalità di partecipazione al “test di verifica delle conoscenze” previsto per accedere ai corsi di Laurea.
Si apriranno il 14 luglio le immatricolazioni all’Univpm per l’anno accademico 2016-2017. La nuova offerta formativa è composta da 45 corsi di laurea nelle diverse aree Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Chirurgia e Scienze. Tra le novità di quest’anno il Corso di studi internazionale, unico nel panorama europeo, integralmente in lingua inglese, “Food and Beverage Innovation and Management” che fa parte delle lauree magistrali di Agraria. Al termine degli studi il laureato saprà coniugare innovazione e sostenibilità nell’ambito della tradizione agro-alimentare italiana e mediterranea. Non è l’unico corso in lingua c’è anche “Biomedical Engineering” ad Ingegneria e “International Economics and Commerce” ad Economia che ha anche il rilascio del doppio titolo come per il corso di Economia aziendale a San Benedetto del Tronto.Le immatricolazioni avvengono in due fasi: la prima prevede la registrazione al link https://esse3web.univpm.it e una volta ottenuti username e password ci si potrà loggare sul portale e terminare l’immatricolazione.Importante anche sapere quali sono gli sbocchi occupazionali. Secondo il Consorzio Almalaurea (al quale oggi aderiscono 73 Atenei Italiani e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) l’Università Politecnica delle Marche si contraddistingue rispetto alle università del centro Italia e somiglia di più alle università del nord. L’88,4% dei neo-laureati Univpm lavora. E sempre l’88,4% dei laureati lavora 3 anni dopo la laurea magistrale come quelli di Venezia, Bergamo e Firenze e contro una media nazionale che si ferma all’81,5%. I laureati Univpm hanno un reddito medio pari a 1.300 € netti al mese. Un dato che ci pone sullo stesso livello dei redditi degli studenti del nord: Torino, Milano, Venezia e Trieste. Altro dato da non sottovalutare quello del luogo di lavoro. Il 65,3% dei laureati della Politecnica delle Marche trova un impiego nell’area in cui si trova l’università come succede a Trento e a Milano vantando risultati migliori rispetto a molte altre università del nord. Quali sono le professioni a più alto tasso di occupazione? Nel 2015, tre anni dopo essersi laureati, lavorava il 95% degli ingegneri e con loro anche gli studenti appartenenti alle professioni sanitarie. (foto: esami)

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Integratori alimentari, a Milano presentata la prima review scientifica

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

integratoriE’ stata presentata a Milano da ‘Integratori Italia’ (Associazione italiana industrie prodotti alimentari – Aiipa). E’ il frutto di oltre un anno di lavoro di un pool di otto tra i maggiori esperti italiani e offre lo stato dell’arte delle evidenze scientifiche più significative e delle frontiere più promettenti dell’alimentazione e della salute. Il corposo documento, pubblicato da Edra, affronta numerosi temi: il ruolo degli integratori alimentari nei moderni stili di vita, gli integratori a base di vitamine e minerali, gli estratti vegetali e i probiotici, gli integratori per la salute cardiovascolare e per contrastare il declino cognitivo.«Nonostante la difficoltà oggettiva di dimostrare secondo il metodo scientifico un beneficio clinicamente significativo sul mantenimento dello stato di salute e del benessere, oggi disponiamo di un ampio numero di pubblicazioni di alto livello qualitativo che conferma quanto i diversi componenti degli integratori svolgano effettivamente questo ruolo» afferma Alessandro Colombo, presidente di Integratori Italia. Se è evidente che uno stile di vita sano rappresenta la base irrinunciabile del wellness, vi possono essere periodi in cui lo stato di benessere è messo alla prova e può essere necessario integrare la dieta con elementi concentrati di sostanze normalmente presenti negli alimenti ma in quantità minori. Una recente ricerca di Gsk Eurisko, del resto, ha evidenziato non solo che 4 italiani su 10 hanno usato un integratore alimentare, ma anche l’alto livello di interesse dei consumatori ad avere informazioni su rischi, controindicazioni e corretto uso dei principi attivi. «Su questo fronte giocano un ruolo fondamentale i farmacisti (citati dal 49% degli intervistati), così come il medico di medicina generale e gli specialisti» sottolinea Colombo.Gli integratori, in particolare, possono rappresentare una valida opportunità per il sostegno di funzioni fisiologiche, contribuendo anche alla prevenzione di fattori di rischio di malattia, aggiunge Franca Marangoni, responsabile ricerca Nutrition foundation of Italy (Nfi). «Per esempio» spiega «nel Physicians’ health study condotto su una popolazione di 14mila medici americani di età =/>50 anni seguiti per 11 anni, l’assunzione di un multivitaminico si è associata a una riduzione, modesta ma significativa, del rischio di tumori». Benvenuto Cestaro, direttore della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione dell’Università degli studi di Milano, si sofferma sui meccanismi con i quali un’adeguata dieta e integrazione alimentare possono contrastare l’invecchiamento. «Le principali direttrici della ricerca biochimica in questo campo» asserisce «sono indirizzate alla necessità di mantenere l’efficienza mitocondriale e alla riduzione dei processi perossidativi e dell’infiammazione silente, un processo di bassa intensità ma cronico – volto all’inattivazione di virus, batteri e allergeni ambientali – che può portare a esaurimento del sistema immunitario. Per contrastarlo è utile una dieta antinfiammatoria: limitare l’assunzione di acidi grassi idrogenati, saturi e omega-6 (privilegiando i monoinsaturi come quelli contenuti nell’olio d’oliva), oltre a ridurre l’intake di zuccheri semplici e incrementare quello di carboidrati integrali. Utile anche l’integrazione di acido linolenico, cardiolipine o fosfolipidi precursori delle cardiolipine, in grado di prevenire e riparare i danni mitocondriali».
Per frenare il declino cognitivo legato allo stress ossidativo, ricorda Giovanni Scapagnini, associato di Biochimica clinica al Dipartimento Scienze per la Salute dell’Università di Messina, «oltre al glucosio, da cui dipendono le funzioni cerebrali, sono fondamentali le vitamine del gruppo B, gli omega 3 (per la trasmissione dell’impulso nervoso, la memoria e l’apprendimento), i fosfolipidi (componenti delle membrane cellulari), la L-acetil carnitina per la sua azione neuroprotettiva. Ulteriori sostanze “non nutrienti” in grado di ridurre il danno ossidativo e migliorare il tono dell’umore e la memoria sono le antocianine e le procianidine del mirtillo, le catechine del tè, i flavonoli e le epicatechine del cacao, il resveratrolo, la curcumina e l’omotaurina presente in alcune alghe marine».Sul fronte della prevenzione cardiovascolare Andrea Poli, presidente Nfi, sottolinea vari integratori alimentari efficaci nel controllo del profilo lipidico e quindi utili nella prevenzione del rischio coronaropatico: i fitosteroli, gli integratori a base di riso rosso fermentato, il beta-glucano, la berberina, gli omega-3. Molti altri temi sono stati analizzati nell’incontro milanese: dai fattori utili per condizioni carenziali a salvaguardia della salute delle donne in tutte le fasi della vita, agli integratori a base di erbe (i cosiddetti ‘botanicals’) di cui Patrizia Restani, del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell’Università degli studi di Milano elenca quelle preferite dagli italiani (aloe, finocchio, valeriana, ginseng, mirtillo, passiflora, melissa, guaranà, tarassaco, carciofo), ai probiotici, rispetto ai quali Lorenzo Morelli, preside Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza evidenzia le linee di ricerca attualmente ammissibili secondo l’Efsa (European food safety authority): discomfort gastro-intestinale (colon irritabile negli adulti, coliche gassose nei neonati), difesa immunitaria contro agenti patogeni (come infezioni da Clostridium difficile) e benefici nella risposta agli allergeni. Infine, Giancarlo Cravotto, direttore del dipartimento di Scienza e tecnologia del farmaco dell’Università di Torino, evidenzia come «la forza del sistema di sicurezza italiano per alimenti e integratori è diventato un riferimento per molti Paesi», osservando che «i produttori di integratori alimentari in Italia vantano un elevato standard produttivo e un efficiente sistema di assicurazione della qualità, che li colloca ai primi posti d’Europa». (fonte: Farmacista33. Per scaricare il documento integrale:
http://www.integratoriitalia.it/review-scientifica-sullintegrazione-alimentare/) (foto: integratori)

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Comprendere i tumori per arrivare a una medicina personalizzata – Un simposio internazionale a Verona

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

verona-city-gateVerona dal 30 giugno al 2 luglio 2016 simposio è organizzato dal Dipartimento di Patologia e Diagnostica dell’Università di Verona e dal Dipartimento di Patologia Molecolare dell’Università del Texas a Houston, Stati Uniti, ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.In pochi anni le conoscenze sui tumori, e di conseguenza le strategie per trattarli, hanno fatto progressi significativi. Oggi sappiamo che vi è una grande eterogeneità tra i tumori: esistono tumori da cui si guarisce più facilmente e altri che richiedono un farmaci e terapie più aggressivi. Gli esperti inoltre hanno capito che ci sono differenze tra gli stessi tipi di tumore: un cancro della mammella, per esempio, può essere più o meno pericoloso a seconda se se possiedono o meno molti recettori per gli ormoni femminili. Se il tumore al seno è uno di quelli relativamente meno aggressivo, altri tumori, come per esempio il tumore del pancreas, continua a essere uno dei più difficili da curare. Anche questo tumore, però, se scoperto e aggredito quando è ancora piccolo e non ha ancora invaso i tessuti circostanti è curabile almeno in una parte dei pazienti. La comprensione di come si formano i tumori, gli studi genetici e i test molecolari forniranno armi innovative per giungere a una medicina personalizzata in grado di sconfiggere i tumori. Sono alcuni dei temi cui esperti oncologi italiani e mondiali si confronteranno durante il simposio internazionale “Resolving Cancer Heterogeneity: The way to personalised medicine”.

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Chirurgia plastica: nuovo reality show sui “bisturi trip” al via in Nuova Zelanda tra le polemiche

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

nuova_zelandaNuova Zelanda. Un reality show sui cosiddetti “bisturi trip”, ossia quei viaggi fatti per sottoporsi a interventi di chirurgia plastica in paesi in cui il costo è minore rispetto al paese d’origine. Succede in Nuova Zelanda, dove dal 30 giugno andrà in onda sul canale TVNZ “Beauty and the Beach”, programma che seguirà la storia di 17 donne australiane e neozelandesi nel loro viaggio verso il ritocchino. E c’è già chi si oppone alla messa in onda dello show, nel timore che possa incentivare questo tipo di turismo. A farlo sono soprattutto i parenti di alcuni pazienti deceduti in seguito a interventi di chirurgia plastica low cost eseguiti in Malesia.«Il fenomeno del turismo sanitario è presente anche in Italia, in particolare per gli interventi di chirurgia plastica, e non è esente da rischi – afferma Pierfrancesco Cirillo, segretario dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) -. Il trend, nato negli anni ’80, è diventato più florido grazie a internet. Molti pensano di poter unire l’utile con il dilettevole, ossia una vacanza di piacere con un intervento, e si fanno convincere dal prezzo più basso. Oltretutto il viaggio è spesso un ottimo pretesto per chi non vuol far sapere a colleghi e amici del ritocchino: si parte per una vacanza e si torna ringiovaniti o dimagriti, senza dover dare troppe spiegazioni. In realtà, le incognite di farsi operare all’estero sono numerose: si rischia non solo di non raggiungere il risultato desiderato, ma anche di trovarsi a fronteggiare un lungo calvario per porre rimedio alle complicazioni».Ecco quindi i principali problemi del turismo sanitario low cost secondo Aicpe.
1) Comunicazione. «Uno degli aspetti più critici della chirurgia plastica è capire quali aspettative ha il paziente sull’intervento: la visita accurata è un elemento fondamentale e non sempre è facile capirsi tra paziente e dottore già quando si parla la stessa lingua. Se a questo si aggiungono i problemi linguistici e di differenze culturali, la situazione è ancora più complicata e cresce il rischio del paziente di non raggiungere il risultato desiderato» spiega Cirillo.
2) Rischi sanitari. I paesi che hanno costi inferiori rispetto all’Italia, hanno anche standard sanitari più bassi. «Nei Paesi in cui la chirurgia plastica è low cost non si può avere la sicurezza che siano rispettati tutti gli standard garantiti in Italia. Non si ha la certezza che i requisiti richiesti per una chirurgia sicura non siano rispettati, che il materiale utilizzato, ad esempio le protesi, sia di qualità scadente, ma anche che il sangue non sia sottoposto ai necessari controlli. Si rischia così di contrarre infezioni o malattie come l’epatite B».
3) Assistenza pre e post operatoria. Operandosi all’estero, di solito si incontra il medico per la prima volta poco prima dell’intervento e per l’ultima subito dopo. «Il paziente ha poco tempo per valutare i pro e i contro dell’operazione o per fare eventuali accertamenti pre-operatori. L’assistenza “post”, invece, si interrompe con la partenza, che di solito avviene un paio di settimane dopo l’intervento. Di solito i chirurghi plastici includono nel costo dell’operazione una serie di visite successive, per accertarsi che la delicata fase post operatoria proceda per il meglio e non ci siano complicazioni» spiega Aicpe.
4) Chirurgo plastico e assicurazione. Quando si sceglie un medico in Italia è possibile verificarne le credenziali, la formazione e l’aggiornamento e giudicare dopo una prima visita se è la persona a cui ci si vuole affidare, nonché ci si può accertare circa la sua assicurazione professionale. La chirurgia plastica italiana tra l’altro ha raggiunto un livello tra i più elevati al mondo, che non ha nulla da invidiare ad altri Paesi occidentali, come dimostrano gli scambi reciproci con società scientifiche straniere.
5) Costi. Il prezzo è sicuramente un elemento importante per decidere a quale chirurgo plastico affidarsi, ma non deve essere l’unico criterio. «Un intervento di chirurgia estetica non è come un vestito o una borsa, che se sono di cattiva qualità si possono buttare via senza grosse conseguenze – aggiunge il segretario Aicpe -. Qui si rischia non solo un intervento deludente dal punto di vista estetico, ma anche complicanze gravi. Bisogna considerare che un secondo intervento per rimediare al primo non solo non è sempre possibile, ma sicuramente avrà un costo più elevato e non sarà sempre risolutivo».
6) Vacanze. Molti pazienti pensano di poter abbinare l’intervento di chirurgia plastica con la tintarella. «Inutile scegliere località esotiche per pensare di godersi il mare dopo l’operazione – spiega Cirillo -. In realtà non è così perché non ci sono operazioni che consentono di andare in spiaggia o in un museo dopo 24-48 ore».
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l’unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE hanno aderito oltre 300 chirurghi in tutta Italia: oggi è una delle tre società di chirurgia plastica estetica più grandi d’Europa ed è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo.

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Stella alpina-Trofeo Azimut

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

stella alpina

stella alpina3.jpgTrento venerdì 8 luglio in piazza Cesare Battisti, nel cuore di Trento, alle 16, dopo le tradizionali operazioni di verifica di equipaggi e vetture in programma a Ferrari Incontri a Ravina di Trento, verrà dato il via alla prima delle tre tappe in programma.
Sabato 9 luglio gli equipaggi si cimenteranno su di un percorso affascinante ed unico di 250 chilometri che, dopo lo start da Corvara, porterà i partecipanti sul passo Falzarego, a Caprile, colle Santa lucia, passo Giau, Cortina d’Ampezzo, Pieve di Cadore, Forcella Cibiana, Zoldo, passo Duran, Agordo, Alleghe, passo Fedaia, Canazei, passo Pordoi, Arabba, passo Campolongo con arrivo verso le 18 nel centro di Corvara al quale seguirà la cena di gala all’hotel Kolfuschgerhof a Colfosco.
Domenica 10 luglio ultimo atto dell’edizione 2016 della Stella alpina-Trofeo Azimut. Da Corvara si salirà sul passo Gardena, sul passo Sella, per arrivare in val di Fassa e poi in val di Fiemme, Cembra, Sover, con arrivo finale all’anello olimpico dell’Ice Rink a Baselga di Pinè da dove successivamente si raggiungerà nuovamente Ferrari Incontri per il pranzo e la cerimonia di premiazione.
Piero Taruffi, indimenticato vincitore con la sua Lancia Aprilia nella prima edizione disputatasi nel 1947, è entrato nella leggenda dell’automobilismo. Chi saprà emularlo aggiungendo il proprio nome nell’albo d’oro della Stella alpina-Trofeo Azimut, giunta alla 31a rievocazione storica, in programma l’8, 9 e 10 luglio sulle strade del Trentino Alto Adige?

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Alla chiusura delle iscrizioni all’edizione 2016 la rosa dei favoriti per il successo finale è ampia e davvero di prim’ordine come si addice ad una manifestazione del livello della rievocazione storica organizzata, sotto l’egida di Acisport, dalla Scuderia Trentina Storica del presidente Enrico Zobele, con la preziosa collaborazione di Azimut Wealth Management, Banca Galileo e Cantine Ferrari.
Dalla lontana Compobello di Mazara del Vallo, provincia di Trapani, Giovanni Moceri, vincitore della passata edizione e già primo quest’anno anche alla targa Florio, risalirà la penisola per cercare di bissare l’impresa del 2015 con la sua Fiat 508 C del 1939.
A rendergli ardua l’impresa un folto lotto di pretendenti che vede in prima fila il bolognese Giuliano Canè, recordman di vittorie in terra trentina che punta dritto al settimo successo con la Chrysler 72 Sport del 1927, o il piacentino Gianmario Fontanella, Siata Motto Sprint del 1952, già primo assoluto nel 2003, e Sergio Sisti, Lancia Aprilia del 1937, Giancarlo Giacomello, Riley Nine Sport del 1936, Giulio Massara, Lancia Fulvia HF del 1971, Antonio D’Antinone, Porsche 911 T del 1969, Riccardo Cristina, Porsche 356 del 1959, e Massimo “Mimmo” Raimondi.Menzione speciale spetta di diritto al

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vicentino Enzo Scapin che per la trentunesima volta consecutiva sarà al via della Stella alpina-Trofeo azimut con la sua Fiat 103/1100 TV Trasformabile del 1955. Un record.
Scorrendo l’elenco dei partecipanti da segnalare al via vetture davvero uniche come la Fiat Bmw “Furia” del 1948 del genovese Giovanni Repetto, telaio Fiat e motore tedesco, costruita in un unico esemplare. O la splendida Ferrari 250 SLWB, costruita a Maranello nel 1958, del trentino Giorgio Montagni.Se le vetture ed i piloti appartengo all’élite della regolarità nazionale non da meno sarà la qualità degli ospiti dell’evento. A fianco di Lorenzo Delladio, CEO de la “Sportiva” di Ziano di Fiemme, leader mondiale nella produzione di scarpette d’arrampicata e di scarponi per l’alta montagna, in gara con la sua Porsche 356 cabrio del 1960, ci sarà, infatti, Luca Lechthaler, trentenne giocatore trentino di basket della Dolomiti Energia di Trento, che con i suoi 206 centimetri di altezza di sicuro non passerà inosservato nella carovana delle auto d’epoca. Old cars che anche quest’anno avranno come preziosa ed affascinante “compagna di viaggio” una ventina di Ferrari moderne, provenienti anche da Francia e Svizzera, che si sfideranno anche loro sulle 99 prove di abilità al centesimo di secondo, previste nei tre giorni di gara, per la conquista del Trofeo Cantine Ferrari.

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Fumetto italiano Cinquant’anni di romanzi disegnati

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

fumettoMilano Fino al 10 luglio 2016 Palazzo della Permanente. Martedì 28 giugno, ore 17.00: visita guidata gratuita “Scoprire il fumetto” a cura della Scuola del Fumetto di Milano Pietro Ghezzo docente di Storia del Fumetto alla Scuola del Fumetto di Milano accompagnerà i partecipanti lungo il percorso espositivo. Durata 60 min. circa, alla visita guidata gratuita si accede con il biglietto d’ingresso alla mostra e su prenotazione.
Mercoledì 29 giugno 2016 Dalle ore 19.00 alle ore 20.00: workshop professionale per adulti a cura della Scuola del Fumetto di Milano Super Heroes: come disegnare un super eroe a cura di Federico Santagàti
Dalle ore 20.30 alle ore 21.30: “esperienza con l’autore”. I visitatori avranno la possibilità di incontrare e dialogare con Elfo (alias Giancarlo Ascari). Ingresso mostra + workshop su prenotazione + incontro con l’autore: 10,00 euro.
Martedì 5 luglio 2016 Dalle ore 19.00 alle ore 20.00: workshop professionale per adulti a cura della Scuola del Fumetto di Milano | Manga, dal personaggio alla tavola disegnata a cura di Sabrina Sala
Dalle ore 20.30 alle ore 21.30: “esperienza con gli autori”. I visitatori avranno la possibilità di incontrare e dialogare con Luca Enoch e Carlo Ambrosini. Ingresso mostra + workshop su prenotazione + incontro con l’autore: 10,00 euro
Per gli amanti della nona arte e per chi vuole avvicinarsi a questo straordinario mondo, Agema® SpA e ViDi, in collaborazione con la Scuola del Fumetto di Milano – storicamente la prima scuola in Italia ed in Europa per la formazione dei ragazzi nell’ambito del Fumetto e dell’Illustrazione -, propongono un ricco calendario di appuntamenti per approfondire le tematiche e le opere indagate dall’esposizione insieme alla conoscenza delle tecniche e dei vari stili utilizzati dai fumettisti.I visitatori avranno la possibilità di partecipare a speciali visite guidate alla scoperta delle tavole esposte in mostra, workshop professionali a cura degli insegnanti della Scuola del Fumetto di Milano e speciali incontri con gli autori coinvolti nella mostra. Oltre ad approfondire e a raccontare i loro lavori esposti alla Permanente di Milano, gli autori offriranno diverse chiavi di lettura per approfondire la conoscenza del mondo del fumetto analizzando l’evoluzione della nona arte e la sua posizione nel panorama editoriale di oggi.
Anche i piccoli visitatori, dai 6 ai 13 anni, potranno cimentarsi nel lavoro dei fumettisti grazie a due workshop creativi che, attraverso una serie di nozioni e attività pratiche a cura degli insegnanti della Scuola del Fumetto di Milano, porteranno i bambini ad avvicinarsi alla tecnica del disegno e del colore per dar vita alle loro prime vignette.
Martedì 28 giugno, ore 17.00: visita guidata gratuita “Scoprire il fumetto” a cura della Scuola del Fumetto di Milano
Pietro Ghezzo docente di Storia del Fumetto alla Scuola del Fumetto di Milano accompagnerà i partecipanti lungo il percorso espositivo. Durata 60 min. circa, alla visita guidata gratuita si accede con il biglietto d’ingresso alla mostra e su prenotazione.
Mercoledì 29 giugno 2016 Dalle ore 19.00 alle ore 20.00: workshop professionale per adulti a cura della Scuola del Fumetto di Milano | Super Heroes: come disegnare un super eroe a cura di Federico Santagàti Dalle ore 20.30 alle ore 21.30: “esperienza con l’autore”. I visitatori avranno la possibilità di incontrare e dialogare con Elfo (alias Giancarlo Ascari). Ingresso mostra + workshop su prenotazione + incontro con l’autore: 10,00 euro.
Martedì 5 luglio 2016 Dalle ore 19.00 alle ore 20.00: workshop professionale per adulti a cura della Scuola del Fumetto di Milano | Manga, dal personaggio alla tavola disegnata a cura di Sabrina Sala Dalle ore 20.30 alle ore 21.30: “esperienza con gli autori”. I visitatori avranno la possibilità di incontrare e dialogare con Luca Enoch e Carlo Ambrosini. Ingresso mostra + workshop su prenotazione + incontro con l’autore: 10,00 euro Calendario completo disponibile su http://www.romanzidisegnati.it (orari lun-ven dalle 9.00-13.00/14.00-18.00) (foto: fumetto)

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29 giugno, Giornata Mondiale della Sclerodermia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

Sclerodermia1La sclerodermia o sclerosi sistemica è una malattia rara, del gruppo delle malattie autoimmuni reumatologiche, che coinvolge il derma e gli organi interni che sono interessati da un progressivo ed irreversibile processo di sclerotizzazione. “Ancora oggi la sclerodermia non ha farmaci che possano portare ad una guarigione, ma si può cercare di bloccarla”, spiega Silvana Di Gioia, socio fondatore APMAR, Associazione Persone con Malattie Reumatiche a Foggia, che, con orgoglio, afferma “la mia sclerodermia è ferma a 12 anni fa. Questo risultato si può ottenere con una diagnosi precoce e questa passa dalle mani. Le mani sono il nostro biglietto da visita: se cambiano colore, se diventano cianotiche, se compaiono delle ulcere sui polpastrelli che tendono a non risolversi, questo deve spingere a fare approfondimenti diagnostici, ovvero un esame semplice e indolore, la capillaroscopia, necessaria per fare diagnosi di sclerodermia, ma pochi lo sanno. L’informazione è la ragione per celebrare la Giornata Mondiale della Sclerodermia e per ribadire pochi ma basilari concetti su questa malattia che è ancora causa di morte anche in pazienti in età pediatrica”.
A ricordare le necessità delle persone colpite da questa malattia, sono AILS, Associazione Italiana Lotta alla Sclerodermia, APMAR, Associazione Persone con Malattie Reumatiche, ASSMAFF, Associazione per lo Studio della Sclerosi sistemica e delle malattie fibrosanti, GILS, Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia, soci fondatori di FESCA, Federazione delle Associazioni Europee per la Sclerodermia che stanno lavorando perché alla sclerodermia sia riconosciuto lo status di malattia rara e che in un manifesto rivolto ai governi e alle istituzioni sanitarie nazionali e europee chiedono un piano d’azione per migliorare il sostegno ai pazienti con sclerodermia. (link al manifesto)“In Italia infatti la sclerodermia è in attesa di essere riconosciuta come malattia rara, spiega Ilaria Galetti, Rappresentante FESCA, a dispetto delle Direttive Europee, che sono state attuate solo in Piemonte e Toscana creando diseguaglianze regionali di accesso al trattamento e ai servizi che non sono accettabili. Le Associazioni chiedono che i governi e i decisori politici, a livello nazionale ed europeo, si mobilitino per porre rimedio alle diseguaglianze di accesso al trattamento e ai servizi, assicurando la diagnosi precoce, terapie e accesso ai trattamenti adeguati, sicuri e personalizzati, ma soprattutto che venga aumentato l’investimento nella ricerca per migliorare le conoscenze e le opzioni terapeutiche”.“La sclerodermia colpisce circa 20.000 persone in Italia con una incidenza variabile nelle diverse casistiche da 0.6 a 19.1 per milione di abitanti per anno, aggiunge il prof. Armando Gabrielli, Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari Clinica Medica, Università Politecnica delle Marche, Ancona, in prevalenza donne (rapporto donne/uomo: 7.8) in genere tra i 30 ed i 40 anni, anche se può manifestarsi a qualsiasi età. Questa malattia, colpendo il viso e le mani, non limita solo le attività quotidiane in modo pratico, ma cambia la fisionomia e mette in crisi l’identità stessa delle persone con Sclerodermiaevidenti ripercussioni sulla vita di relazione e dell’accettazione di sè stessi. I primi segni della malattia sono inquadrabili nel fenomeno di Raynaud, che si manifesta con pallore alle dita delle mani se esposte al freddo: si tratta di uno spasmo dei vasi che determina l’interruzione momentanea dell’apporto del sangue che può inizialmente essere confuso come un fastidioso disturbo ma che invece deve esse un sospetto per la diagnosi di sclerodermia che viene fatta attraverso la capillaroscopia. Approssimativamente un paziente su dieci che lamenta il fenomeno di Raynaud sviluppa, a distanza di circa tre anni, una patologia del tessuto connettivo e, nei due terzi dei casi, è proprio la sclerodermia. La ricerca scientifica sta sperimentando varie molecole per la cura della sclerodermia e dei suoi sintomi ma la sperimentazione si presenta difficile perché non esistono dei marcatori che segnalino se queste terapie abbiano effetto. Le attuali terapie impiegano farmaci utilizzati per altre patologie, come vasodilatatori e immunosoppressori che – in qualche modo – presentano delle affinità ma non esiste alcun farmaco espressamente indicato per la sclerodermia. Il SSN presta poca attenzione a questa patologia e i fondi dedicati alla ricerca sono praticamente assenti. Un passo avanti, che attendiamo, è l’approvazione definitiva dei nuovi LEA con l’aggiornamento del decreto sulle malattie rare in cui la sclerodermia è stata inserita” conclude Gabrielli.
FESCA, Federation of European Scleroderma Associations aisbl, acts at a pan-European level to promote and achieve its objectives in alignment with the aims of the national groups it represents. As an umbrella group, FESCA supports its member organizations, while the support of individual sufferers of scleroderma remains the sole remit of national organizations.FESCA’s objectives include encouraging the active involvement of politicians and pharmaceutical companies, working with doctors to secure earlier diagnosis and better treatments, and creating greater awareness of scleroderma so that those who suffer from it can access proper, equitable care. To do this, FESCA facilitates collaboration among national associations to share ideas and projects, and works towards the evolution of a political, social, and medical enviroment that facilitates the achievement of the FESCA vision. (foto: Sclerodermia)

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Restauro della Fontana del Nettuno

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

fontana del nettunoBologna mercoledì 29 giugno, dalle 15 alle 19, in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio, convegno di apertura che illustrerà le motivazioni che sono alla base del progetto di conservazione e restauro della Fontana del Nettuno. E’ partito il progetto di conservazione e restauro della Fontana del Nettuno, avviato da un Comitato Scientifico costituito dal Comune di Bologna, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, l’Istituto Superiore di Conservazione e Restauro di Roma (ISCR), la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Bologna, l’Istituzione Bologna Musei e QN – Il Resto del Carlino, con lo scopo di restituire alla città questa antica fonte di vita e di bellezza, progettata dall’architetto e pittore palermitano Tommaso Laureti nel 1563, per riportare uno dei più imponenti simboli di Bologna al suo antico splendore.
A chi osserva oggi il Nettuno, se non fosse per la presenza della vasca, parrebbe di ammirare una statua più che una fontana: pochi e sporadici, infatti, sono gli zampilli e i giochi d’acqua. Ma non è stato sempre così, o almeno non lo è stato nell’idea dei suoi progettisti e costruttori. In occasione della partenza dei lavori di conservazione e restauro della Fontana del Nettuno, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, ed in particolare l’Istituto di Studi Avanzati (ISA), hanno programmato un ciclo di incontri e tavole rotonde che racconteranno in maniera inedita il progetto che farà tornare al suo antico splendore uno dei simboli di Bologna.

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Ferite difficili

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

dubaiDubai. E’ italiana la tecnica che ha guarito i primi tre pazienti al mondo, trattati presso l’Ospedale Governativo Al Qasimi degli Emirati Arabi Uniti, da ferite inguaribili. Si tratta di ferite croniche che non progrediscono nelle fisiologiche fasi di guarigione e che necessitano di lunghi periodi di guarigione e nursing continuo per evitare le complicanze come infezioni e necrosi. I primi tre pazienti trattati, che manifestavano un quadro clinico particolarmente complesso e critico in quanto affetti da cangrene alle estremità ed esiti di amputazione con complicazioni renali e vascolari, sono stati trattati con una innovativa tecnica, messa a punto da Bioscience Institute, multinazionale italiana che a Dubai ha una delle sue cell factory.
I chirurgi dell’Ospedale Al Qasimi hanno prelevato circa 20 ml di grasso dall’addome dei pazienti per poi inviarlo ai laboratori di Bioscience dove si è provveduto ad estrarre, isolare ed espandere le cellule staminali presenti nel tessuto stesso. La coltura, dopo 14 giorni, ha prodotto circa 100 milioni di cellule staminali mesenchimali del tessuto adiposo che sono state utilizzate sullo stesso paziente da cui è stato prelevato il grasso. Le cellule staminali sono state iniettate direttamente nel letto della ferita e anche poste a copertura della stessa mediante uno scaffold (supporto) di collagene. Risultati evidenti sono stati visti già nelle prime 48 ore successive, mentre nei giorni successivi si è assistito ad una rapidissima progressione di guarigione che evidenziava l’efficacia della cura. L’innovazione della cura è rappresentata dalla decisa spinta alla guarigione della ferita che viene apportata dalle cellule staminali e che, invece, non si ottiene con le medicazioni tradizionali che si limitano a mantenere i tessuti in condizioni sterili affinché i naturali processi fisiologici di guarigione non siano ostacolati da infezioni o tessuto necrotico. Le medicazioni tradizionali esprimono grandi limiti quando il quadro clinico del paziente è compromesso da insufficienze funzionali (renale, vascolare, ecc) tant’è che, non riuscendo a indurre a guarigione la ferita entro un tempo ragionevole, producono una conseguenza devastante che è la cronicizzazione.
Come ha dichiarato il Dr Saqr Al Mulla, primario di Chirurgia Plastica e deputy CEO dell’Al Qasimi Hospital: “L’ospedale ha impiegato più di un anno per ottenere l’approvazione da parte del comitato etico del Ministry of Health degli Emirati Arabi Uniti e questo studio rappresenta un precedente mondiale nel settore della cura delle ferite difficili che sono un processo complesso che coinvolge l’interazione tra cellule, citochine e matrice extracellulare”. Sono ulcere diabetiche, venose e reumatiche, ferite da ustione, piaghe da decubito, le ‘ferite difficili’ di cui si parla poco nonostante che interessano almeno l’1% della popolazione italiana e mondiale.
Quando la pelle sana subisce una ferita, le proteine e i fattori di crescita presenti in essa, si attivano nel processo di riparazione e provvedono alla rigenerazione di nuova pelle. Ma in presenza di alcune patologie, alcune molto comuni come il diabete o le malattie circolatorie, la pelle perde le sostanze biologiche necessarie a questo processo con il risultato di una mancata guarigione.Nei soggetti con diabete le ulcere del piede sono responsabili dell’87% delle amputazioni non traumatiche e la mortalità a 3 anni è drammaticamente alta, essendo stimata in una percentuale variabile tra il 20 e il 50%. Inoltre le ulcere diabetiche rappresentano un elevatissimo costo per il sistema sanitario vista la necessità di cure continue e complicazioni. Il costo annuo di un’ulcera è circa 8000 dollari che diventano 17mila se la ferita si infetta e arriva a 45mila se diventa necessaria l’amputazione per salvare la vita del paziente. Ma le ferite difficili sono un problema che interessa anche pazienti con malattie cardiache e disturbi del circolo sanguigno, ma anche malattie autoimmuni, intossicazioni croniche, leucemie e malattie mieloproliferative.Oltre alla nuova tecnica resa possibile dall’innovazione fornita dai laboratori Bioscience Institute, i pazienti possono crioconservare le proprie cellule staminali del tessuto adiposo per un uso futuro. Si è visto, infatti, che il trattamento tempestivo, entro 12 settimane dallo sviluppo delle ulcere, riduce il rischio di una evoluzione sfavorevole della malattia, la cronicità e soprattutto che le complicazioni che portano all’amputazione. In molti studi le staminali derivate da tessuto adiposo (ADSC) hanno mostrato la capacità di guarire le ferite più velocemente ed efficacemente dei trattamenti di routine oltre ad essere efficaci in tutti i casi di ferite resistenti alle terapie standard.
Le attuali terapie cellulari basate sull’utilizzo delle cellule cutanee (cheratinociti e fibroblasti) non sortiscono risultati significativi per la mancanza di matrici extracellulari a livello dei tessuti della ferita, mentre le cellule del tessuto adiposo posseggono proprietà come la capacità di ricostruire la matrice extracellulare che rappresenta il supporto (scaffold) attorno al quale le altre cellule si organizzano, oltre ad un ruolo nel rilasciare cellule vitali nella ferita, proteine e collagene che hanno un ruolo fondamentale nella guarigione.

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