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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Spagna: “Maggiore visione politica ma non sufficiente per governare”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

madrid“Quattro leader, un partito vincitore delle elezioni e una sostanziale impossibilità di esercitare questo diritto, perché il Partito popolare ha vinto, ma non tanto quanto sarebbe stato necessario per esercitare il diritto-dovere di governare la Spagna. Ha vinto un partito moderato anche nel livello delle vittoria: il 33% e quindi per Mariano Rajoy diventa di fatto impossibile governare il Paese, perché non ha una maggioranza sufficiente. E’ successo in Spagna, ma Renzi oggi ci ha rassicurato che una situazione così non potrà crearsi in Italia, perché la nuova legge elettorale, con il premio di maggioranza al partito vincitore fa di lui il vincitore assoluto delle elezioni. Chissà però cosa è più democratico”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Sia pure con uno scarto minimo rispetto agli altri – prosegue Binetti – chi vincerà le elezioni avrà i numeri per governare in parlamento. Nessuna dialettica tra le due Camere, dal momento che una è stata soppressa, nessun problema con gli avversari: i numeri ci saranno sempre. Almeno sulla carta; niente di simile allo stallo spagnolo, ma ciò nonostante non sembra che la formula scelta per l’Italicum soddisfi pienamente il Paese. A tal punto che molti credono che il voto di ottobre verterà anche sulla legge elettorale e sono determinati a dire no, perché la legge non tiene sufficientemente conto della composizione politica del Paese e la rappresentazione parlamentare appare artificiosa. La gente vorrebbe votare anche sull’Italicum, e si sente defraudata di un diritto quando capisce che no, non voterà la legge elettorale, ma solo la nuova composizione del Senato. La Spagna dovrà misurarsi con la difficoltà delle coalizioni, con i loro diritti e i loro doveri. Ma il PP da solo non ce la fa: dovrà imparare a mediare, a cercare un punto d’equilibrio, con gli avversari di sempre, per garantire una linea di governo e in questo modo esercitare la sua responsabilità nell’arte del Buon governo. Molte ombre si stanno addensando sul fronte del referendum di ottobre e il premier invece di demonizzare i sostenitori del no, farebbe bene a spiegarsi e a far capire con la giusta moderazione le ragioni degli uni e degli altri. Un popolo amareggiato, deluso. irritato dalle promesse non mantenute; schiacciato da una crisi economica perdurante, può compiere gesti che sembrano irrazionali, come Brexit in Inghilterra ma anche come il M5S in Italia. Va aiutato a capire con i fatti, prima ancora che con le parole quali vantaggi potrebbe trarre dalla nuova riforma. In fondo – conclude Binetti – la Spagna ha rinunciato ad esprimere una parte del suo malumore, sottraendo linfa a Podemos e stringendosi accanto ai due partiti maggiori: PP e PSOE. Non è stato abbastanza, ma certamente è stato più di quanto si aspettassero molti analisti e più di quanto non sia accaduto in Inghilterra”.

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