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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Università: diritto allo studio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2016

camera deputati2“Approvata dal Parlamento la mozione sul Diritto allo Studio: un passo avanti concreto per rispondere almeno a tre esigenze fondamentali del Paese: garantire a ragazzi con una solida motivazione di poter accedere agli studi universitari potendo contare su di un adeguato aiuto da parte dello Stato, che in tal modo viene incontro alle necessità delle famiglie, che sono in una crisi economica che si prolunga da quasi 10 anni; rispondere alle richieste delle università garantendo un adeguato rapporto tra studenti e docenti, per far fronte a quella che a tutti gli effetti resta la prima missione dell’università: in tal senso servono più docenti e docenti più dedicati al lavoro di formazione; infine, mettere a disposizione del Paese e del sistema della ricerca e sviluppo che dovrebbe costituirne il motore, giovani leve di laureati in grado di intercettare positivamente i cambiamenti che scienza e tecnica rendono via via disponibili”.
Lo ha affermato nel suo intervento l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, durante la dichiarazione di voto sulle mozioni relative all’esercizio del diritto allo studio universitario.
“Ma le cose in Italia non stanno in termini ottimistici: si iscrivono all’università solo il 42% dei giovani che concludono la SMS e di questi meno del 50% si laurea, il che ci pone all’ultimo posto tra i Paesi OSCE. Per ribaltare questa situazione sono indispensabili nuove risorse economiche da investire in università, non solo a sostegno dei ragazzi con borse di studio, collegi universitari, ecc., ma diventa urgente riaprire i concorsi per l’abilitazione scientifica nazionale dei professori associati ed ordinari, per migliorare il rapporto tra studenti e docenti e garantire ai primi il sostegno necessario per affrontare e superare le difficoltà con un opportuno lavoro di tutoraggio. E infine occorre un’autentica valorizzazione del talento dei nostri giovani laureati, perché non si capisce perché all’estero facciano a gara ad accoglierli, mentre in Italia non trovano lavoro, se lo trovano è decisamente al di sotto della qualità della loro preparazione e in genere è sottopagato. Difficile a queste condizioni immaginare anche formule come il prestito d’onore, tanto in voga negli Stati Uniti e in altri Paesi”. “Il diritto allo studio – conclude Binetti – è una di quelle idee potenti che deve servire a rimettere in moto un po’ tutto il Paese”.

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