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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Banche: Governo responsabile del loro collasso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2016

palazzo chigiDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “La crisi del settore bancario italiano esplosa nelle ultime settimane potrebbe avere conseguenze politiche simili a quelle collegate all’esplosione dello spread sul debito sovrano dell’Italia nell’estate-autunno del 2011. Con la differenza che lo spread non dipendeva dall’operato del governo allora in carica, che con quattro manovre per un valore cumulato di oltre 230 miliardi aveva messo in sicurezza i conti pubblici, mentre l’esecutivo attuale è in gran parte responsabile del collasso delle banche cui assistiamo oggi. Nei due anni e mezzo di governo Renzi, infatti, i provvedimenti relativi al delicato settore del credito sono stati ispirati più dal conflitto di interessi del premier e dei suoi cari che dal buon senso, e hanno generato caos e confusione piuttosto che salvare le banche in crisi. Ma noi non siamo come la sinistra, che usò la speculazione contro il debito sovrano dell’Italia per far fuori il governo Berlusconi.
Nel 2011 fu la vendita dei titoli di Stato italiani da parte di Deutsche Bank a scatenare la speculazione internazionale che, cavalcata ferocemente dalla sinistra italiana in alleanza con alcune cancellerie europee, portò alle dimissioni dell’ultimo governo legittimamente eletto dal popolo e all’avvento del governo Monti. Noi oggi non manderemo a casa Renzi usando il collasso del sistema bancario. Quest’ultimo è troppo importante per essere strumentalizzato a fini politici. Il presidente del Consiglio venga, però, in Parlamento a dire la verità, assumendosi le sue responsabilità e cercando una soluzione condivisa.
Non si tratta di difendere le banche e i banchieri, ma di impedire che il sistema crolli sulla testa degli italiani. I nostri istituti di credito non hanno, al contrario di quelli tedeschi, i bilanci pieni di derivati, ma in pancia oltre 200 miliardi di crediti deteriorati che sono figli della crisi e del crollo del Pil, non della cattiva amministrazione o della speculazione finanziaria. Un intervento pubblico è stato in passato rifiutato con spocchia da Monti e per inerzia da Letta, mentre altri governi europei, Germania in primis, vi facevano ricorso. Agli italiani è stato sempre detto che il sistema era solido. Ma ora che abbiamo drammaticamente scoperto che non è così, negare la realtà non serve più a nulla. Il momento è drammatico, non bastano più false rassicurazioni, fuorvianti e strumentali. Aspettiamo Renzi e Padoan in Parlamento. Basta con le chiacchiere”.

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