Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 7 luglio 2016

Nato, Putin e la Merkel

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

putinmerkel angela“Le parole della cancelliera Angela Merkel di oggi sulla Russia confermano quanto da tempo affermiamo sul fatto che non si possono fare sconti a Putin nella sua politica neo imperialista e neo Sovietica. Il suo scopo ultimo è solo quello di conservare il potere proprio e della sua oligarchia. La situazione di tensione creatasi sul fronte Est dell’Alleanza Atlantica è unicamente responsabilità della Federazione Russa e delle numerose violazioni del diritto internazionale da essa attuate ormai da molti anni e sapientemente tenute vive attraverso una serie di conflitti congelati, dalla Transnistria all’Abkhazia, dal sud-Ossezia al Nagorno Karabak, per tacere di Crimea e Donbass”. A dirlo è Paolo Alli, capogruppo di Area Popolare (Ncd-Udc) in commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato.E aggiunge: “Solo un totale rientro dentro i limiti del diritto internazionale potrà consentire una ripresa di dialogo seria, che tutti auspichiamo ma che non può vedere l’Occidente e la NATO soccombenti di fronte al potere militare e alla visione imperialista della Russia. Sono certo che il vertice di Varsavia riposizionerà adeguatamente gli equilibri, creando finalmente le condizioni per un dialogo con la Russia ad armi pari, e questo sarà l’unico modo per costringere Putin a mostrare le proprie carte anche su altri terreni, quali il sostegno al regime sanguinario e liberticida di Assad in Siria. Spiace solo che in Italia commentatori superficiali (o forse non perfettamente in buona fede) si ostinino a pensare a Putin come a una sorta di eroe, alla Federazione Russa come al regno della democrazia, della libertà e del benessere e magari a Trump come l’unica speranza per il futuro del mondo. Teniamoci strette la NATO e la Merkel (almeno sul fronte della sicurezza)”.

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Buon lavoro alla giunta Raggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

raggiRoma “Alla fine Roma ha la sua Giunta e il nuovo sindaco inizierà a lavorare con i suoi più stretti collaboratori per riparare i danni creati da una cattiva amministrazione politica ampiamente criticata dal M5S, fin dal suo primo apparire in Parlamento. Potrebbe essere fin troppo facile scaricare tutte, ma tutte le responsabilità dei disservizi romani, tristemente noti a tutti, sulle amministrazioni precedenti. Ma sarebbe un rituale tristemente ripetitivo. Marino aveva esordito con una denunzia drammatica dei fatti e misfatti di Alemanno, che a sua volta succedendo a Veltroni aveva gridato di aver trovato un deficit di bilancio impossibile da sanare, con problemi sociali di proporzioni pesantissime in tempi di crisi economica. In altri termini, il caricare o lo scaricare la colpa su chi ci ha preceduto è fin troppo banale e non avrebbe nulla di politicamente innovativo e soprattutto risolutivo per i mali di Roma”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare. “Tutti i romani, comunque si siano schierati nelle elezioni recenti, sperano che a Roma le cose cambino. In meglio, ovviamente, anche se non è scontato. E per questo non possono che sperare in lei: desiderano che lei ce la faccia, almeno a sanare qualcuna delle drammatiche piaghe romane, ormai cronicizzate e per questo tanto più difficili da curare. Al di là della polemica sulle Olimpiadi o sul grande stadio della Roma, lei ha affermato di voler partire dai bisogni concreti con soluzioni, ancorché parziali, concrete; con effetti benefici misurabili, a cominciare dalla pulizia delle strade e dalla maggior cura dell’igiene intorno ad ognuno dei cassonetti che stanno diventando pericolosi punti per potenziali infezioni. Scelga punti chiari per i primi 100 giorni. Scadranno quasi in coincidenza con il referendum per la riforma costituzionale. Per il Movimento Cinque stelle sarà un bel traguardo mostrare che si può governare una città come Roma, meglio di quanto non si sia fatto con altri esperimenti molto più a misura d’uomo. In ogni caso, Signor Sindaco: buon lavoro, da romana ci conto che sia davvero buono”. (n.r. Tutti noi nutriamo gli stessi sentimenti espressi da Paola Binetti, o per lo meno la stragrande maggioranza dei cittadini che hanno sinceramente e onestamente a cuore le sorti di Roma che oltre ad essere una capitale è anche e soprattutto il luogo in cui milioni di persone vivono e vi lavorano e altri ancora da turisti e che se la son vista giorno dopo giorno deturpata e avvilita.)

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Beau Solomon è stato ucciso lungo le banchine del Tevere

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

LungoTevere«Beau Solomon lo studente americano di 19 anni ritrovato cadavere nel Tevere è stato ucciso lungo le banchine del Tevere, in pieno centro a Roma. Purtroppo sono diversi i casi analoghi accaduti nel corso degli anni. Questa è diventata Roma: una città dove ci sono intere zone franche, baraccopoli, accampamenti abusivi, dove chi ci capita magari per errore rischia la vita. Chiederemo al nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi la fermezza che i suoi predecessori non hanno avuto e di procedere immediatamente allo sgombero di tutte le baracche lungo il Tevere, se lo farà avrà tutto il sostegno mio e di Fratelli d’Italia in Campidoglio». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Rivolta cinesi: “Governatore Rossi chieda applicazione leggi antimafia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

“Per fermare l’abusivismo e l’illegalità dei cinesi in Toscana, diventati una vera emergenza nelle zone fra Firenze e Prato, il governatore Rossi chieda al governo la possibilità di applicare leggi antimafia, come proposto oggi nel ‘question time’ al Ministro Alfano da Giorgia Meloni”. E’ quanto afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Toscana Giovanni Donzelli: “Noi di Fratelli d’Italia lo chiediamo da sempre – aggiunge Donzelli – è il momento che il governo e la sinistra abbandonino il buonismo fronteggiando il problema come un fatto di malavita, necessità acclarata dopo i recenti episodi di violenza e le inchieste della Magistratura sull’utilizzo delle organizzazioni criminali”. “In questi casi è necessario poter procedere per il reato di associazione a delinquere – sottolinea Donzelli – le istituzioni hanno colpevolmente fatto credere ai cinesi di poter vivere in Italia con le regole esistenti nel loro paese. Penso che si sia perso troppo tempo: i cinesi di seconda generazione sentono l’Italia come la terra loro, ma sono convinti che per loro le regole non valgano – conclude Donzelli – ora serve la linea dura e chi non rispetta le regole deve essere espulso immediatamente dal nostro paese”.

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Enrico Letta Appointed President of the Jacques Delors Institute

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

epa03683945 Italian Prime Minister Enrico Letta holds a press conference with French President Francois Hollande (not seen) after their meeting at the Elysee Palace, in Paris, France, 01 May 2013. EPA/YOAN VALAT

Paris. Former Italian Prime Minister Enrico Letta, dean of the School of International Affairs at Sciences Po in Paris, has been appointed president of the Jacques Delors Insitute, a European think tank founded twenty years ago by former European Commission President Jacques Delors. Enrico Letta succeeds António Vitorino, a former European commissioner and former Portuguese deputy prime minister who was appointed to head up the think tank in 2011. António Vitorino was appointed in the wake of the sudden death of Tommaso Padoa-Schioppa, who had chaired the institute for five years and whose line of thought continues to provide the think tank with its inspiration today. The institute’s founding president said that he is “happy” that Enrico Letta has been appointed and he sent the former Italian prime minister his best wishes for a successful term of office. “I am certain that Enrico Letta will prove capable of pursuing our mobilisation in favour of the construction of Europe, particularly at a time when Europe is facing so many challenges”, Jacques Delors said, also voicing his gratitude to António Vitorino and to the institute’s team as a whole. The institute’s new president said that he is “extremely honoured to become the president of the Jacques Delors Institute. This appointment provides me, in my capacity as a convinced proEuropean, with a splendid opportunity to grasp in my endeavour to devote even more of my time and energy to imparting a fresh thrust to European integration, a process in which my faith is even stronger at this time of crisis. We should see this crisis as an opportunity for imparting a fresh boost to the European project”. Enrico Letta, who will be heading up a team of some twenty people in the institute’s two offices in Paris and in Berlin, will be able to rely on the assistance of Jacques Delors, the institute’s founding president, and of Pascal Lamy, its president emeritus who is a former director general of the World Trade Organisation and a former European Commissioner.

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Scacco alle malattie genetiche gravi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

procrealabBasta un semplice prelievo di sangue per individuare la presenza di 600 malattie genetiche recessive. E la probabilità di avere un figlio malato passa da 1 caso su 200 a 1 su 30.000 circa. «Curare una malattia genetica non è possibile. È invece possibile prevenirla», afferma Michael Jemec, specialista in medicina della riproduzione del centro per la fertilità ProCrea di Lugano. «Il matching genetico tra due partner permette di individuare mutazioni su oltre 550 geni arrivando a diminuire il rischio di concepire figli malati fino a 150 volte. Se finora i test genetici erano specifici ed in grado di individuare una singola malattia alla volta – ad esempio talassemia o fibrosi cistica -, con questo test andiamo a comprendere un ventaglio decisamente più ampio di patologie, indicando se una persona è portatrice sana di una delle 600 malattie genetiche recessive conosciute e più frequenti».
Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), esistono circa 8.000 malattie monogeniche diverse delle quali 1.100 recessive. Nei Paesi sviluppati queste malattie sono responsabili del 18% dei ricoveri pediatrici e del 20% della mortalità infantile. «Siamo tutti portatori sani di almeno tre malattie recessive gravi», spiega Giuditta Filippini, direttrice del laboratorio di genetica molecolare ProcreaLab. «Spesso gli stessi genitori non sanno di essere portatori sani di una data malattia genetica, anche perché questo stato non comporta solitamente sintomi particolari».Alcuni elementi però possono fornire indicazioni utili: il fatto che ci siano precedenti in famiglia può far supporre la presenza di una problematica a livello genetico, ma anche problemi di infertilità, per esempio un certo tipo di infertilità maschile può essere indice della presenza di mutazioni sul gene della fibrosi cistica. «Quando però due portatori sani della stessa malattia genetica arrivano a combinare i loro geni, c’è un reale rischio di trasmettere la malattia al futuro figlio. In un caso ogni quattro, ovvero nel 25%, il nascituro sarà malato», afferma Filippini.La United Kingdom’s Genetics Commission ha dichiarato di non aver trovato alcun motivo sociale, etico o legale per non dover proporre questo test a livello di screening dell’intera popolazione che si appresta alla pianificazione famigliare. Osserva la direttrice del laboratorio ProcreaLab: «Il test è però soprattutto raccomandato ai pazienti che si accingono ad una terapia eterologa, con donatori di gameti per individuare il donatore che presenta il più basso rischio riproduttivo per la coppia in questione. L’esame è consigliato anche a coppie con un rischio di partenza elevato, per esempio coppie di consanguinei o etnie con alto rischio di trasmettere malattie recessive». Conclude: «Arrivare a debellare una malattia genetica è ad oggi ancora impossibile. È possibile però individuare il proprio rischio riproduttivo e discutere su come affrontarlo, con l’aiuto di esperti e con tutto il tempo necessario prima della gravidanza». (foto: procrealab)

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Mark Climate Technology delivers total package to home improvement store Leroy Merlin

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

VeendamVeendam. Mark Climate Technology delivered a total package of climate control equipment to Leroy Merlin. The originally French home improvement store has opened a new branch in Wrocław (Poland) in April 2016. Six different products of Dutch manufacturer Mark Climate Technology were chosen to provide heating and ventilation of the 10.000 m2 building. For the heating of the building 26 Tanner MDA water-fed air heaters have been installed with a total capacity of 1,500 kW. Additionally, Infra Aqua Design water-fed radiant panels are there to provide pleasant warmth where it’s required. The use of radiant heating makes the perceived temperature higher than the actual room temperature. This, in combination with a short warming-up period, can yield good energy savings. A total of 60 meters of radiant panels were delivered.
At the entrances and exits of the home improvement store 16 Mark Easyair water-fed air curtains were installed. These prevent the cold air from coming inside the building and keep the warm air inside. Also, 11 Ecofan recirculation fans make sure the distributed heat does not linger below the ceiling.For the ventilation of the building two Mark Airstream HWX heat recovery units with air amounts of 3000 m3/h and 4500 m3/h have been installed. The efficiency of the units equipped with corrosion-resistant rotary heat exchangers is up to 90%. This means that 90% of the energy produced is supplied to the fresh intake air.Additionally, a Tanner MDC with the air amount of 9000 m3/h has been installed. This unit is equipped with a variable-speed low-noise EC motor which can provide energy savings up to 50% at partial load.The entire range of climate control products include special control boxes operated both based on room temperature and constant inlet temperature as well as on the air displacement measured by the CO2 level. At the customer’s request, in order to stay close to the look and feel of Leroy Merlin, the units were all painted white. The entire installation was finished in 8 weeks.

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Enrico Letta nommé Président de l’Institut Jacques Delors

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

Institut Jacques DelorsParis. Enrico Letta, ancien Premier Ministre italien et doyen de l’Ecole des affaires internationales de Sciences Po Paris, est nommé Président de l’Institut Jacques Delors, le think tank européen fondé il y a 20 ans par l’ancien Président de la Commission européenne, Jacques Delors. Enrico Letta succède à Antonio Vitorino, ancien Commissaire européen et ancien vice Premier Ministre portugais, qui avait été nommé à la présidence du think tank en 2011. Antonio Vitorino avait été désigné après la disparition soudaine de Tommaso Padoa-Schioppa, qui avait présidé l’Institut pendant 5 ans et dont la pensée inspire encore les propositions du think tank. Le président fondateur de l’Institut s’est dit « heureux » de la nomination d’Enrico Letta et a exprimé tous ses vœux de réussite à l’ancien Premier Ministre italien. « Je suis certain qu’Enrico Letta saura poursuivre notre mobilisation en faveur de la construction européenne, surtout dans cette période où elle est confrontée à de nombreux défis – a affirmé Jacques Delors qui a aussi adressé ses plus vifs remerciements à Antonio Vitorino et à toute l’équipe de l’Institut. Le nouveau Président de l’Institut s’est dit « très honoré de devenir Président de l’Institut Jacques Delors. En tant qu’Européen convaincu, cet engagement est une excellente occasion à saisir pour me consacrer davantage encore à la relance de l’intégration européenne, à laquelle je crois encore plus en cette période de crise. Crise qui doit être considérée comme une occasion de relancer le projet européen ». Enrico Letta, qui prend la tête d’une équipe d’une vingtaine de personnes déployées dans les bureaux parisien et berlinois de l’Institut, pourra compter sur le soutien du Président fondateur de l’Institut, Jacques Delors et de son President emeritus, Pascal Lamy, ancien Directeur général de l’Organisation mondiale du commerce et ancien Commissaire européen.

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Parliament endorses EU-Peru visa waiver agreement

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

Lima Cattedrale - Credit PromPerùAn EU-Peru visa waiver agreement enabling Peruvians to travel to the EU and EU nationals to travel to Peru without requesting a visa for stays up to 90 days within any 180-day period was endorsed by MEPs on Tuesday. The deal was approved by 611 votes to 59, with 21 abstentions.The agreement, signed in Brussels on 14 March by foreign affairs minister Ana María Sánchez de Ríos for Peru, Dutch foreign affairs minister Bert Koenders for the EU Council and Commissioner Dimitris Avramopoulos for the EU, has applied provisionally since 15 March, pending Parliament’s approval.The deal applies to all citizens holding a valid ordinary, diplomatic, service, official or special passport, travelling for any legal purpose except carrying out a paid activity. For that category, each member state individually may decide to impose or withdraw a visa requirement for Peruvians citizens, and Peru may choose to do likewise for citizens of each EU country.Parliament´s rapporteur, Mariya Gabriel (EPP, BG), says that the visa waiver will enhance economic and cultural relations and also intensify political dialogue, including on human rights and fundamental freedoms. She also notes that Peru was one of a minority of Latin American countries still subject to EU visa requirements.
The deal will not apply to UK and Ireland, as stipulated in protocols to the EU treaties. The visa regime for these member states remains subject to their national laws. In the case of France and the Netherlands, the agreement’s provisions apply only in their European territories.

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Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

artelibroTaormina 19 luglio nello storico Palazzo Corvaja di Taormina, grazie alla collaborazione tra i festival Taobuk e Artelibro. L’esposizione è un viaggio tra i protagonisti internazionali dell’Arte del XX secolo attraverso l’ampia e variegata raccolta iniziata negli anni Sessanta da Ezio Gribaudo che fu amico, collaboratore ed editore di personalità del calibro di Lucio Fontana, Alberto Burri, Giorgio De Chirico, Hans Hofmann, Hans Hartung, Joan Mirò, Henry Moore, Francis Bacon, Graham Sutherland, Renato Guttuso, Fernando Botero, Jean Dubuffet, Man Ray, Conrad Marca-Relli. Straordinaria la raccolta di opere, disegni, fotografie, documenti e testimonianze raccolti da Gribaudo nel corso della sua vita, parte dei quali saranno esposti in mostra, accanto ai libri che contribuì a creare, tra i quali le Grandi Monografie Fabbri, molte delle cui copertine erano pensate come opere d’arte inedite concepite appositamente dagli artisti. In mostra anche le opere e i libri d’artista che Ezio Gribaudo realizzò come artista e i libri realizzati dalla figlia Paola Gribaudo, prima e più fidata collaboratrice del padre. (foto:artelibro)

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L’UE deve fare di più per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, dicono i deputati durante il dibattito su Brexit

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

parlamento europeoI leader dell’UE devono reagire alla votazione del Regno Unito sull’uscita dall’UE facendo di più per difendere il progetto europeo e renderlo più trasparente, sociale e sensibile alle preoccupazioni dei cittadini. Questo è stato il messaggio principale che è venuto fuori il dibattito di martedì mattina con il Presidente del Consiglio europeo Tusk e della Commissione Juncker. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha esordito sottolineando come i leader europei abbiano discusso anche di una serie di questioni non legate alle future relazioni tra il Regno Unito e l’UE. “Il referendum del Regno Unito non distoglie l’attenzione dell’UE dalla crisi migratoria”, ha spiegato. Tusk ha poi descritto la discussione su Brexit come “calma e misurata”. I leader dell’UE hanno compreso la decisione del primo ministro britannico, David Cameron, di rinviare i negoziati per l’uscita del paese, tuttavia si aspettano che il nuovo governo del Regno Unito presenti il prima possibile la notifica formale. “Nessuna trattativa di qualsiasi natura – ha rimarcato Tusk – avverrà prima di questa comunicazione”.Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha criticato gli attivisti a favore della Brexit: “Si tratta di “retro-nazionalisti”, non patrioti”, ha detto, aggiungendo che “un patriota non abbandona la barca quando la situazione diventa difficile” e che “non avevano alcun progetto su dove andare a partire da qui”. Junker ha poi insistito sul fatto che l’Unione europea debba diventare “l’Unione degli europei” e che sia necessario accelerare le riforme e metter in pratica le decisioni prese.Il leader del gruppo PPE Manfred Weber (DE) ha detto che, dopo il voto Brexit, i 27 stati membri non dovrebbero farsi prendere in ostaggio dal caos politico a Londra. Weber ha osservato che Boris Johnson e Nigel Farage hanno “abbandonato la nave” quando la situazione è diventata difficile e ha definito questo comportamento “vile”. Weber ha chiesto una nuova cultura politica di responsabilità che sfati i “falsi miti” sull’Europa, poiché l’UE offre benefici alla gente, non è antidemocratica ed è in grado di prendere decisioni. Incolpare l’Unione europea per Brexit ora è “follia”, ha concluso Weber.
Gianni Pittella, leader del gruppo S&D, ha elogiato la fermezza mostrata dallo scorso Consiglio europeo nel respingere ricatti e ribadito che “se si vuole accesso al mercato unico bisogna accettare anche la libera circolazione delle persone”. Pittella ha poi criticato la mancanza di ambizione nelle conclusioni del Vertice, poiché “l’unità dei 27 avrebbe dovuto portare a un progetto di maggiore integrazione, mentre si è rimandato tutto a settembre”. “Questo ritardo è l’ennesima prova della debolezza non dell’UE, ma dell’Europa intergovernativa: noi difendiamo Juncker per difendere il metodo comunitario”, ha aggiunto, concludendo: “questo è il tempo dell’ azione, non dei rinvii”.Il leader del gruppo ECR Syed Kamall (Regno Unito) ha detto che il risultato del referendum è stato un “campanello d’allarme” per l’UE. Ha messo in guardia contro l’idea di continuare come nulla fosse accaduto o di mettere troppa pressione sul Regno Unito. I leader europei dovrebbero utilizzare invece la situazione attuale come un’opportunità per ristabilire il contatto con la gente, rendere l’UE più trasparente e prendere in considerazione le preoccupazioni legittime dei cittadini, come la creazione di crescita e occupazione, ha concluso.”I topi stanno abbandonando la nave che affonda”, ha dichiarato Guy Verhofstadt (ALDE, BE). Paragonando l’esito del voto Brexit a un “terremoto”, ha invitato il Consiglio europeo a “smettere di camminare come un sonnambulo verso il disastro: una Federazione di Stati non in grado di svolgere le proprie mansioni. O l’Unione europea cambia, oppure morirà. Il Consiglio deve riconoscere che i cittadini non sono contro l’Europa, ma contro QUESTA Europa”, ha concluso, rilevando che nell’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro i cittadini hanno chiesto più interventi comunitari e non meno.
Per il leader GUE/NGL, Gabriele Zimmer (DE), le conclusioni del Consiglio europeo sono “scandalose”: l’ennesima “fase di riflessione”, come prescritto dai Capi di Stato e di governo, metterebbe ulteriormente a repentaglio la fiducia dei cittadini, dal momento che non hanno ancora indicato “qualcosa di concreto su cui riflettere”. Zimmer ha poi criticato Juncker, per “cercare di evitare che i parlamenti nazionali votino l’accordo CETA” e chiesto un programma di “emergenza umanitaria “per le vittime della crisi nell’UE”.
La leader dei Verdi Rebecca Harms (DE) ha criticato i populisti e i nazionalisti che utilizzano i cittadini per raggiungere i propri scopi e li incoraggiano a votare contro i propri interessi: “Posso solo disprezzare i Farage, Le Pen e von Storch di questo mondo, che spingono i cittadini gli uni contro gli altri”, ha detto. Harms ha aggiunto che i restanti 27 Stati membri dell’UE dovrebbero tenere comunque aperta la porta al Regno Unito, ai suoi cittadini e alle sue regioni che desiderano restare in Europa.Paul Nuttall (EFDD, UK) ha detto che l’Unione europea e il Regno Unito dovrebbero intraprendere colloqui “da persone adulte” al fine di ottenere le condizioni migliori per tutti e avere buone relazioni commerciali. In caso contrario, anche gli agricoltori francesi e le case automobilistiche tedesche ne soffrirebbero, ha precisato, riferendosi all’attuale deficit commerciale del Regno Unito nel commercio con l’UE.
Anche Marine Le Pen (ENF, FR) ha chiesto un accordo commerciale equo e ha accusato gli “europeisti” di non rispettare la volontà del popolo. Invece di una maggiore integrazione, i popoli rivogliono la loro sovranità e cooperare liberamente, ha detto, invitando l’Unione europea a “cambiare o scomparire.”
In conclusione, Juncker ha accusato alcuni deputati di aver utilizzato il dibattito su Brexit come pretesto per dire quello che volevano in ogni caso. Né lui né la Commissione nel suo complesso possono ragionevolmente essere ritenuti responsabili per il voto Brexit. Per 40 anni, i governi del Regno Unito hanno negato qualsiasi credito verso l’UE, ha detto. “Alla fine della giornata, non è una sorpresa se la gente crede a ciò su chi si è mentito per decenni: il risultato è ora lì”. Juncker ha anche affermato la sua convinzione che “UE” e “stato-nazione” non sono concetti opposti. “UE e le nazioni vanno di pari passo, non vi è alcuna UE da costruire contro o senza le nazioni”.
Tusk ha detto che il risultato del referendum è stato una conseguenza dell’immagine dell’UE offerta delle élite politiche che è “negativa e spesso ingiusta”. Ha detto che i deputati hanno ripetutamente esortato i capi di Stato e di governo di smettere di accusare l’Unione europea di debolezze e fallimenti e invece di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. “Non possiamo cedere alle emozioni negative create durante i giorni scorsi, ma è necessario fare valutazioni sobrie e prendere decisioni razionali”, ha concluso.

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Il prof. Vescovi al Congresso mondiale WFLD – World Federation for Laser in Dentistry in Giappone

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

NagoyaIl 15° Congresso della WFLD (World Federation for Laser in Dentistry ) verrà ospitato nel luglio di quest’anno in Giappone, nella città di Nagoya, e la nostra Università sarà ampiamente rappresentata in questo importantissimo evento internazionale. Il prof. Paolo Vescovi del Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali-S.Bi.Bi.T. della nostra Università, terrà una lecture nella plenary session sulle recenti applicazioni del laser nella prevenzione e terapia delle osteonecrosi mascellari farmacoindotte e il prof. Marco Meleti tratterà l’impiego dell’autofluoresecenza nelle chirurgia delle ossa mascellari. La dott.ssa Ilaria Giovannacci porterà i risultati di uno studio condotto sui vantaggi intra- e postoperatori del laser nella chirurgia estrattiva dei terzi molari, la dott.ssa Diana Cassi esporrà un caso di carcinoma del labbro inquadrato con le tecniche di autofluorescenza e la dott.ssa Cinzia Barbieri mostrerà i vantaggi delle gestione delle patologie parodontali affrontate con il supporto del laser.Nel Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali-S.Bi.Bi.T. della nostra Università, diretto dal prof. Marco Vitale, è presente da circa due anni il Centro Universitario di Odontoiatria diretto dal prof. Mauro Bonanini. In questo centro è operativo il Reparto di Patologia e Chirurgia Orale Laser il cui responsabile è il prof. Paolo Vescovi, che unitamente alla prof.ssa Maddalena Manfredi, al prof Marco Meleti e allo staff rappresentato dai dottori Giovanni Mergoni, Amin Sarraj, Ilaria Giovannacci, Maura Mureddu e Giovanna Giunta, svolge attività clinica, didattica e di ricerca nell’applicazione della tecnologia laser.
L’Università di Parma si è posta assolutamente all’avanguardia in questo campo. Per gli studenti in odontoiatria del nostro Ateneo già dal 2005, sono previste negli ultimi tre anni di corso lezioni ed esercitazioni pratiche con il laser. Dal 2008 è stato stilato un accordo tra alcune sedi universitarie della Comunità Europea per un progetto comune di formazione specialistica degli odontoiatri all’impiego del laser, il master EMDOLA (European Master Degree in Oral Laser Applications). Si tratta di un progetto didattico innovativo che ha visto coinvolte più sedi universitarie europee: la Francia con l’università di Nizza, il Belgio con Liège, la Germania con Aachen, la Spagna con Barcellona, l’Italia con Parma e Roma e la Romania con Timisoara, unite in un programma formativo comune. Il prof. Paolo Vescovi, Presidente Nazionale della SILO (Società Italiana di Laser in Odontostomatologia), rappresenta l’Italia dal 2008 come Country Rep nel consiglio mondiale della WFLD (World Federation for Laser in Dentistry). La WFLD è stata fondata nel 1988 ed ha raccolto i principali specialisti mondiali del laser nelle differenti branche dell’Odontostomatologia e attualmente i rappresentanti di 54 stati.
Un’ulteriore prova quindi della validità della Scuola Parmigiana e dell’Equipe del prof. Paolo Vescovi che ha curato in questi anni numerosi progetti in collaborazione con altre università europee ed internazionali e che rafforza la promozione in Italia e all’Estero del nostro Ateneo e della nostra Città. (foto vescovi)

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L’arte esce dal museo e trova spazio in uno dei parchi più belli di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

villa ada maneggioRoma Dal 10 luglio al 12 agosto 2016 Via di Ponte Salario 28 – Ingresso Gratuito. L’arte esce dal museo e trova spazio in uno dei parchi più belli di Roma, Villa Ada, con due progetti di arte contemporanea: il primo a cura di Valentina Gioia Levy e il secondo di Fondazione VOLUME!.La Levy arriva nel parco capitolino con Villa Ada Roma Incontra il Mondo per affrontare il tema del rapporto tra il qui e l’altrove, tra utopia ed eterotopia, tra orizzonti reali ed interiori, tra spazi vissuti e sognati, tra luoghi di approdo e luoghi abbandonati; tre le installazioni ambientali della curatrice indipendente, che il pubblico potrà visitare per tutto il mese di luglio: Tout Doit Disparaitre e Le Radeau de la Méduse (Excursion 5) di Arnaud Cohen e Untitled di Federica Di Carlo.
Inoltre, domenica 10, giovedì 14 e, ancora, domenica 24 luglio, incontri con artisti e curatori in cui si svolgeranno performance, talk, approfondimenti, workshop e laboratori per i più piccoli.
Secondo progetto ospitato da Villa Ada Roma incontra il mondo è 3500 CM2, progetto a cura di Fondazione VOLUME! x Crosswise, nato nel 2004 da un’idea di Lorenzo Benedetti. 3500 cm2 sono i centimetri quadrati a disposizione di un artista per realizzare un manifesto 50 x 70, ma è anche l’arte che vive in un luogo urbano, che esce da suoi spazi per raggiungere un pubblico eterogeneo e più vasto di quello che è solito visitare musei e gallerie: una mostra senza confini spaziali e temporali che si sviluppa nel tempo e si diffonde senza controllo, un modo inedito di costruire una piattaforma culturale che amplifica le possibilità comunicative dell’arte, una forma possibile di interazione tra artista e pubblico.Durante sei concerti della rassegna Villa Ada Roma Incontra il Mondo ( Wilco, Calcutta, Tyler the Creator, Tortoise, Gramatik e Niccolò Fabi) saranno distribuiti gratuitamente al pubblico i poster della misura 50×70 realizzati dai 6 artisti diversi: centinaia di copie del manifesto diffuse all’interno della manifestazione che creano nuovi “spettatori/collezionisti” d’arte.
Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016, Villa Ada Roma Incontra il Mondo è realizzato con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con la SIAE ed è inserito nell’edizione 2016 dell’ESTATE ROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”.PROGRAMMA Arte a Villa Ada Roma Incontra il Mondo
villaadaDOMENICA 10 LUGLIO
H. 18.00 Workshop Art’è Ragazzi – Presentazione delle installazioni “Le Radeau de La Meduse” di Arnaud
Cohen e “I See I See #4” di Federica di Carlo.
H. 19.30 “Vu Cumpra” Performance di Jebila Okongwu
H. 20.00 “Le Fil Rouge” Performance con video proiezione di Anna Mapoubi
H 20.30 Video proiezione di “Chasing Boundaries” in presenza degli artisti Zaelia Bishop e Emanuele
Napolitano con talk in chiusura.
GIOVEDÌ 14 LUGLIO
Dalle H. 18.30 alle 20.30presso il Bunker Savoia (ingresso da via Panama) In collaborazione con l’associazione Roma Sotterranea, il Bunker dei Savoia inaugura la prima personale di Arnaud Cohen a Roma, visitabile fino al 12 agosto su prenotazione all’indirizzo: visite@bunkervillaada.it numero di telefono: 3347401467
DOMENICA 24 LUGLIO H. 18.00 Workshop per bambini e presentazione del lavoro di Esther Aldaz
H. 19.00 Performance di Romina De Novellis
H. 20.00 Presentazione del libro “Rome. Nome Plurale di Città” e proiezione di video realizzati in Naked City
Project, nell’ambito di una Conversazione moderata da Valentina Gioia Levy con Giorgio De Finis e Stefano Simoncini. Intervengono anche le artiste Esther Aldaz e Romina De Novellis. Ideazione e coordinamento curatoriale: Valentina Gioia Levy Assistente coordinamento curatoriale: Giulia Pilieci Interventi e contributi curatoriali: Giorgio de Finis, Stefano SimonciniInstallazioni ambientali visibili dal 10 luglio fino alla fine del festival a Villa Ada: Arnaud Cohen, Le Radeau de la Méduse Federica Di Carlo, “I See I See #4”Artisti Invitati: Esther Aldez, Zaelia Bishop e Emanuele Napolitano, Arnaud Cohen, Federica di Carlo, Romina de Novellis, Anna Mapoubi, Jebila Okongwu

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SACE presenta nuovo Rapporto Export 2016-2019

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

verona-city-gateVerona. In un mondo che viaggia a ritmi più lenti, in cui i rischi crescono e diventano più diffusi e la competizione globale si fa più agguerrita, secondo le previsioni di SACE (Gruppo Cdp) l’export italiano potrà mettere a segno una crescita del 3,7% medio annuo nei prossimi quattro anni, raggiungendo il valore di 480 miliardi di euro nel 2019, a patto concentrare gli sforzi sulle geografie a maggior potenziale e rafforzare le proprie strategie d’internazionalizzazione.
Quali dunque le prospettive per l’export del Nord Est, che da solo contribuisce a oltre il 18% dell’export nazionale? Quali i mercati su cui puntare? Quali gli strumenti per affrontarli? È da queste domande che ha preso le mosse oggi al Palazzo della Gran Guardia di Verona il convegno organizzato da SACE in collaborazione con SIMEST per presentare l’ultimo Rapporto export di SACE, quest’anno con un focus particolare sulla meccanica strumentale, settore di punta dell’export nazionale e in particolare del Nord Est, con 15,9 miliardi di export nel 2015 e 3,6 miliardi nei primi tre mesi del 2016.
A questo settore, con il maggior potenziale di crescita davanti a sé, è dedicato il panel al centro dell’evento in cui si sono confrontati gli esperti del Gruppo Cdp e i protagonisti del panorama imprenditoriale del territorio: Marilisa Allegrini per Vini Allegrini (recentemente entrata nel Cda di SACE), Rino Bedeschi per Bedeschi, Francesco Manni per Gruppo Manni, Adriano Vivaldi per Aquafil..Il Convegno è stato l’occasione per presentare le iniziative a cui SACE e SIMEST stanno lavorando nell’ambito del nuovo Piano Industriale del Gruppo Cdp che metterà a disposizione delle imprese italiane ben 63 miliardi di euro per attività di export e internazionalizzazione entro il 2020 e prevede la creazione di una “porta unica” attraverso cui accedere all’offerta di SACE e SIMEST.
Dopo il risultato molto positivo messo a segno nel 2015, sfiorando i 78 miliardi di euro (oltre il 18% dell’export nazionale), nel primo trimestre dell’anno l’export del Nord Est è rimasto sostanzialmente stabile, orientandosi prevalentemente verso i mercati europei.Passando in disamina i settori, la performance delle vendite estere del Triveneto, nonostante i tassi di crescita a due cifre di comparti come i raffinati (+36,4%) e gli apparecchi elettronici (+27%), poggia soprattutto sul contributo di 5 settori chiave dell’economia regionale che da soli valgono oltre il 65% dell’export dell’area: meccanica strumentale (il primo comparto per volumi con un peso sul totale di oltre il 19%), tessile & abbigliamento (pari al 14% delle vendite estere totali), prodotti in metallo (11%), ma anche gioielli (13%), e alimentari & bevande (9%), gli unici settori core a crescere nel primo trimestre rispettivamente dell’1,5% e del 4,3%. Sotto il profilo dei mercati di destinazione, sebbene l’Unione Europea risulti la meta principale, le previsioni di SACE offrono importanti direttrici di crescita verso un paniere diversificato di mercati emergenti, con profili di rischio certamente non trascurabili, che possono tuttavia essere affrontati con successo e profitto, puntando su coperture specifiche e un approccio strategico: Emirati Arabi, Arabia Saudita e in prospettiva Iran per il Medio Oriente, Corea del Sud e Cina in Asia, Messico in America Latina, ma anche Repubblica Ceca e Polonia in Europa. Tra le geografie più rischiose per l’export della regione nel 2016, segnalano invece Grecia e Russia.

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Referendum: calano i si

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

la-costituzione-della-repubblica-italianaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, pubblica sui social l’ultimo sondaggio, effettuato nella giornata dell’1 luglio, di Euromedia Research in merito al referendum sulla riforma della Costituzione: il ‘no’ arriva al 54,1%, mentre il ‘sì’ crolla al 45,9%.
“La forbice a favore del ‘no’ – afferma Brunetta – si amplia ulteriormente, ormai abbiamo sfondato la soglia del 54% e continueremo a crescere costantemente, mentre i ‘sì’ stanno crollando, sono in caduta libera. Diminuiscono gli indecisi.
Per di più, cosa da non sottovalutare, il Partito democratico è quello più ‘saturo’, con oltre l’83% dei suoi elettori che dichiarano di votare a favore della riforma. Cosa vuol dire? Che il margine di crescita per Renzi e i suoi è praticamente nullo. Hanno già fatto il pieno e resteranno al palo nei prossimi mesi. Tutti gli altri partiti hanno invece importanti margini di crescita, che influiranno sull’incremento del ‘no’, destinato ad aumentare ulteriormente.
Gli italiani hanno capito l’imbroglio Renzi, l’equivoco di un presidente del Consiglio mai eletto che ha come unica ragione sociale del suo agire l’occupazione militare del potere. E contro questo rischio di deriva autoritaria stanno dicendo e diranno ‘no’ alla sua riforma per mandarlo a casa e ripristinare la democrazia nel nostro Paese”, conclude Brunetta.

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Renzi ammette che sulla scuola si è creata una frattura. Anief: colpa sua, non ci ha ascoltato

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cIl sindacato replica al premier, secondo il quale il malcontento generale di un anno fa, che portò in piazza oltre 600mila docenti, è stato comunque gestito dal Pd: non è vero, perché la Legge 107/2015 è stata approvata contro il volere della stragrande maggioranza del popolo della scuola. Lo avevamo detto in sede di discussione alla Camera, al Senato e pure nella sede del Partito Democratico. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): eppure ci eravamo espressi contro il “merito”, che si sarebbe potuto adottare a patto di incrementare a tutti lo stipendio del 20 per cento, e contro le assunzioni rivolte a frange di precari. Avevamo messo in guardia l’Esecutivo pure sulla cattiva gestione del “potenziamento”, sulla mancata considerazione del personale Ata, sulla chiamata diretta, già reputata incostituzionale, sull’aggiornamento, che ha inspiegabilmente escluso precari, amministrativi, tecnici e ausiliari. Nulla di quanto abbiamo detto ha avuto seguito. Perché? Finalmente, ad oltre un anno di distanza, Matteo Renzi sostiene quello che sinora era stato clamorosamente negato: sulla scuola, ha detto il premier, “oggettivamente, è stata prodotta una frattura”. Il resto del suo racconto, invece, non trova riscontro nei fatti: dire, infatti, che lo strappo con docenti, studenti e famiglie “è stato gestito dal Pd, con una discussione che ha portato passi avanti”, non corrisponde al vero. Perché la Legge 107/2015, approvata contro il volere della stragrande maggioranza del popolo della scuola, non contiene le rivendicazioni espresse da 600mila insegnanti il 5 maggio del 2015.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “nella stesura di quella che doveva essere la Buona Scuola, non sono stati considerati neanche i pareri dei sindacati che, come l’Anief, in quelle settimane sono stati formulati pure nei due rami del Parlamento. Anche nella stessa sede del Partito Democratico, abbiamo spiegato i motivi per cui certe norme erano e rimangono invise da tutti. Ad iniziare dal ‘merito’ professionale: come si fa a parlare di aumenti per il 10-20 per cento degli insegnanti, quando gli stipendi rimangono 20 punti sotto l’inflazione disattendendo pure all’incremento obbligatorio previsto per legge in fase di mancato rinnovo contrattuale quale è l’indennità di vacanza contrattuale”.“La nostra organizzazione sindacale – spiega Pacifico – aveva fornito ai parlamentari anche altri suggerimenti, tutti puntualmente disattesi. Come quello di stabilizzare tutti i docenti supplenti abilitati, prescindendo dalle graduatorie di collocazione e dando finalmente seguito alle indicazioni provenienti dall’UE e dalla Corte di Giustizia Europea sulla stabilizzazione dei precari con oltre 36 mesi di servizio alle spalle svolti su posti vacanti. Invece, anche su questo fronte si è preferito andare avanti con la logica dello ‘struzzo’, estrapolando i candidati alle assunzioni da graduatorie ormai esaurite e mandando alle ortiche anche quasi 15mila assunzioni per mancanza di candidati. Peccato, che questi c’erano. Solo che sono stati lasciati ai margini per poi essere chiamati come supplenti annuali. Nel caso del sostegno, ad esempio, rappresentano ancora il 30 per cento dell’organico totale”.
“Ad essere penalizzato dalla riforma – continua il sindacalista Anief-Cisal – è stato pure il personale Ata, per il quale non è stata prevista una sola assunzione, completamente ignorato dalla riforma malgrado costituisca una risorsa fondamentale per la sua attuazione e per lo stesso ‘potenziamento’, tanto che ancora oggi stiamo reclamando almeno 20mila immissioni in ruolo. Ma anche altri errori sono stati prodotti sul ‘potenziamento’ degli istituti, realizzato alla rovescia, con i docenti neo-assunti assegnati alle scuole in base alle disponibilità di docenti precari presenti nelle province e non rispondendo alle necessità effettive delle scuole espresse attraverso il collegio dei docenti”.“Gestire positivamente le contestazioni – dice ancora Pacifico – avrebbe dovuto comportare pure una retromarcia sulla scelta del personale da parte del preside anziché sulla base di graduatorie super partes. Tra l’altro, andando contro pure a quanto espresso, nemmeno troppo tempo fa, dalla Corte Costituzionale a proposito della sperimentazione in Lombardia della chiamata diretta, con l’articolo 8 della Legge n. 2/2012 bocciato, perché gli insegnanti possono essere scelti solo in base al merito. Per non parlare del bonus da 500 euro per l’aggiornamento professionale, che ha inspiegabilmente escluso non solo i precari, ma anche tutti gli amministrativi, tecnici e ausiliari”. Anief continua, pertanto, la sua battaglia in tribunale.

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Il Consiglio Regionale all’unanimità ha approvato la mozione a tutela del Lambrusco

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

Milano. La mozione è nata su iniziativa del Movimento 5 Stelle, in particolare del consigliere Fiasconaro. Con il voto di oggi, dunque, si chiude l’iter del provvedimento che punta alla difesa di una delle eccellenze più accreditate del nostro territorio. “La proposta – come spiegato da Fiasconaro in altre occasioni – è quella di salvaguardare la menzione del vitigno Lambrusco, ancorandola cioè alla produzione delle zone geografiche di cui è tipico, per scongiurare la liberalizzazione del nome Lambrusco. Dalla Ue, come noto, ci sono stati segnali confortanti, con il commissario all’agricoltura Hogan che ha confermato l’intenzione di riaprire la discussione riguardante la tutela dei vitigni senza penalizzare l’attuale modello del sistema vitivinicolo italiano di qualità. Ci sono stati accordi politici – prosegue Fiasconaro – e impegni per evitare tale liberalizzazione, però non vi è ancora nulla di scritto e formale. L’obiettivo di questa risoluzione è quello di impegnare anche regione Lombardia a vigilare affinché si formalizzi un accordo che possa tutelare il vitigno e la produzione tipica di Lambrusco. Il testo del documento è chiaro: si impegna il presidente Maroni e la giunta a vigilare affinché l’atto delegato sulla tutela dei vini identitari venga ritirato, e che comunque non si realizzi una indiscriminata liberalizzazione dell’utilizzo della menzione di un vitigno, proponendo misure volte alla tutela del carattere locale e della peculiarità del vitigno Lambrusco, nonché delle produzioni Dop e Igp che da esso prendono il nome».

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Brescia: Visita del ministro Lorenzin

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

Brescia lunedì 11 luglio il ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, visiterà l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia. Il Ministro arriverà alle 13,30 e sarà ricevuta dal direttore generale dell’Istituto, fra Marco Fabello, dal superiore provinciale dell’Ordine Ospedaliero fra Massimo Villa e dallo staff dell’Istituto. In seguito, il Ministro visiterà l’Istituto.

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Permettere ai rifugiati di lavorare: le proposte dei deputati

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

rifugiati sirianiLa risoluzione non vincolante approvata martedì evidenzia come introdurre la possibilità per i rifugiati e i richiedenti asilo di lavorare nei loro Paesi di accoglienza possa non solo aiutarli a ritrovare una dignità, ma anche ridurne – trasformandoli in contribuenti – l’onere sui bilanci pubblici. Le politiche d’inclusione dovrebbero comprendere l’apprendimento della lingua e fare particolare attenzione ai tassi di disoccupazione locali, soprattutto tra i giovani.Il testo, redatto da Brando Benifei (S&D, IT) sottolinea che le procedure per la concessione dell’asilo e le condizioni per l’accesso al mercato del lavoro differiscono notevolmente in tutta l’UE e come anche fra i rifugiati sussistano grandi differenze in età, istruzione e competenze di lavoro. La risoluzione è stata approvata dall’Aula con 486 voti favorevoli, 189 voti contrari e 28 astensioni.I programmi d’inclusione dovrebbero mirare a essere un processo dinamico a due sensi tra rifugiati e comunità di accoglienza, in cui tutti i partner hanno diritti e doveri, mentre lo stesso processo si adatta alla situazione sul campo.
Agevolare l’accesso dei rifugiati e dei richiedenti asilo al mercato del lavoro, all’alloggio, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e alla protezione sociale restituisce loro dignità umana e autostima. Il lavoro li rende economicamente indipendenti e permette loro di ripagare la società, diventando contribuenti. I deputati ritengono che per un rapido inserimento nel mondo del lavoro sia fondamentale una valutazione tempestiva, equa e trasparente, e il riconoscimento delle loro qualifiche.Poiché in alcuni Paesi e regioni la disoccupazione giovanile e di lunga durata è ancora a livelli allarmanti, l’assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo non dovrebbe essere finanziata a scapito di programmi per altri gruppi svantaggiati, ma con nuovi finanziamenti. I deputati si oppongono all’idea di creare mercati del lavoro speciali per i rifugiati, sostenendo che il salario minimo nazionale dovrebbe essere applicato anche a loro.Parlare la lingua del Paese ospitante svolge un ruolo essenziale per un’efficace integrazione. I deputati invitano gli Stati membri a istituire un sistema di formazione linguistica che colleghi strettamente la formazione linguistica generale a quella professionale.
La risoluzione sottolinea che la lotta contro ogni forma di discriminazione, di xenofobia e di razzismo deve essere intensificata. D’altra parte, i rifugiati dovrebbero avere accesso a corsi di orientamento in materia di diritti e valori fondamentali dell’UE e l’inclusione sociale, compresi corsi sui diritti fondamentali, sui valori e sulla cultura.

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Il PE approva limiti di emissione per le macchine mobili non stradali

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo. Le proposte per aggiornare le norme di omologazione e i limiti di emissione europei per i motori a combustione interna per le macchine mobili non stradali, come tagliaerba, bulldozer, automotrici diesel e navi per la navigazione interna, sono state approvate martedì in via definitiva dai deputati.La proposta di regolamento era già stata concordata in modo informale con la Presidenza olandese del Consiglio. I motori a combustione interna delle macchine mobili non stradali producono circa il 15% di tutti i NOx e il 5% delle emissioni di particolato.”Siamo riusciti a raggiungere un accordo definitivo molto positivo: un importante equilibrio tra la tutela dell’ambiente e la competitività delle imprese europee”, ha dichiarato la relatrice Elisabetta Gardini (PPE, IT). La sua relazione è stata adottata con 623 voti favorevoli, 57 contrari e 27 astensioni.”Abbiamo ristretto ancora di più i limiti proposti dalla Commissione europea per le gamme di potenza di molti motori, ma abbiamo mantenuto un approccio abbastanza ragionevole per far sì che l’industria possa rispettare i nuovi requisiti in breve tempo; e questo era l’obiettivo più importante” ha aggiunto.
La normativa definisce alcune categorie di motori, che sono poi suddivisi in sotto-categorie in base alla gamma di potenza. Per ogni categoria, sono stabiliti i limiti di emissione per il monossido di carbonio (CO), gli idrocarburi (HC), gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato (PM), e le scadenze per la loro attuazione, a partire dal 2018.Rispetto alla direttiva vigente, il nuovo regolamento copre più tipi di motori, semplifica le procedure amministrative e migliora la sorveglianza del mercato. Le norme includono inoltre un nuovo sistema di monitoraggio delle che dovrebbe colmare il divario esistente tra i campioni delle emissioni verificate in laboratorio e quelle misurate nel mondo reale.

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