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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

L’UE deve fare di più per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, dicono i deputati durante il dibattito su Brexit

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

parlamento europeoI leader dell’UE devono reagire alla votazione del Regno Unito sull’uscita dall’UE facendo di più per difendere il progetto europeo e renderlo più trasparente, sociale e sensibile alle preoccupazioni dei cittadini. Questo è stato il messaggio principale che è venuto fuori il dibattito di martedì mattina con il Presidente del Consiglio europeo Tusk e della Commissione Juncker. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha esordito sottolineando come i leader europei abbiano discusso anche di una serie di questioni non legate alle future relazioni tra il Regno Unito e l’UE. “Il referendum del Regno Unito non distoglie l’attenzione dell’UE dalla crisi migratoria”, ha spiegato. Tusk ha poi descritto la discussione su Brexit come “calma e misurata”. I leader dell’UE hanno compreso la decisione del primo ministro britannico, David Cameron, di rinviare i negoziati per l’uscita del paese, tuttavia si aspettano che il nuovo governo del Regno Unito presenti il prima possibile la notifica formale. “Nessuna trattativa di qualsiasi natura – ha rimarcato Tusk – avverrà prima di questa comunicazione”.Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha criticato gli attivisti a favore della Brexit: “Si tratta di “retro-nazionalisti”, non patrioti”, ha detto, aggiungendo che “un patriota non abbandona la barca quando la situazione diventa difficile” e che “non avevano alcun progetto su dove andare a partire da qui”. Junker ha poi insistito sul fatto che l’Unione europea debba diventare “l’Unione degli europei” e che sia necessario accelerare le riforme e metter in pratica le decisioni prese.Il leader del gruppo PPE Manfred Weber (DE) ha detto che, dopo il voto Brexit, i 27 stati membri non dovrebbero farsi prendere in ostaggio dal caos politico a Londra. Weber ha osservato che Boris Johnson e Nigel Farage hanno “abbandonato la nave” quando la situazione è diventata difficile e ha definito questo comportamento “vile”. Weber ha chiesto una nuova cultura politica di responsabilità che sfati i “falsi miti” sull’Europa, poiché l’UE offre benefici alla gente, non è antidemocratica ed è in grado di prendere decisioni. Incolpare l’Unione europea per Brexit ora è “follia”, ha concluso Weber.
Gianni Pittella, leader del gruppo S&D, ha elogiato la fermezza mostrata dallo scorso Consiglio europeo nel respingere ricatti e ribadito che “se si vuole accesso al mercato unico bisogna accettare anche la libera circolazione delle persone”. Pittella ha poi criticato la mancanza di ambizione nelle conclusioni del Vertice, poiché “l’unità dei 27 avrebbe dovuto portare a un progetto di maggiore integrazione, mentre si è rimandato tutto a settembre”. “Questo ritardo è l’ennesima prova della debolezza non dell’UE, ma dell’Europa intergovernativa: noi difendiamo Juncker per difendere il metodo comunitario”, ha aggiunto, concludendo: “questo è il tempo dell’ azione, non dei rinvii”.Il leader del gruppo ECR Syed Kamall (Regno Unito) ha detto che il risultato del referendum è stato un “campanello d’allarme” per l’UE. Ha messo in guardia contro l’idea di continuare come nulla fosse accaduto o di mettere troppa pressione sul Regno Unito. I leader europei dovrebbero utilizzare invece la situazione attuale come un’opportunità per ristabilire il contatto con la gente, rendere l’UE più trasparente e prendere in considerazione le preoccupazioni legittime dei cittadini, come la creazione di crescita e occupazione, ha concluso.”I topi stanno abbandonando la nave che affonda”, ha dichiarato Guy Verhofstadt (ALDE, BE). Paragonando l’esito del voto Brexit a un “terremoto”, ha invitato il Consiglio europeo a “smettere di camminare come un sonnambulo verso il disastro: una Federazione di Stati non in grado di svolgere le proprie mansioni. O l’Unione europea cambia, oppure morirà. Il Consiglio deve riconoscere che i cittadini non sono contro l’Europa, ma contro QUESTA Europa”, ha concluso, rilevando che nell’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro i cittadini hanno chiesto più interventi comunitari e non meno.
Per il leader GUE/NGL, Gabriele Zimmer (DE), le conclusioni del Consiglio europeo sono “scandalose”: l’ennesima “fase di riflessione”, come prescritto dai Capi di Stato e di governo, metterebbe ulteriormente a repentaglio la fiducia dei cittadini, dal momento che non hanno ancora indicato “qualcosa di concreto su cui riflettere”. Zimmer ha poi criticato Juncker, per “cercare di evitare che i parlamenti nazionali votino l’accordo CETA” e chiesto un programma di “emergenza umanitaria “per le vittime della crisi nell’UE”.
La leader dei Verdi Rebecca Harms (DE) ha criticato i populisti e i nazionalisti che utilizzano i cittadini per raggiungere i propri scopi e li incoraggiano a votare contro i propri interessi: “Posso solo disprezzare i Farage, Le Pen e von Storch di questo mondo, che spingono i cittadini gli uni contro gli altri”, ha detto. Harms ha aggiunto che i restanti 27 Stati membri dell’UE dovrebbero tenere comunque aperta la porta al Regno Unito, ai suoi cittadini e alle sue regioni che desiderano restare in Europa.Paul Nuttall (EFDD, UK) ha detto che l’Unione europea e il Regno Unito dovrebbero intraprendere colloqui “da persone adulte” al fine di ottenere le condizioni migliori per tutti e avere buone relazioni commerciali. In caso contrario, anche gli agricoltori francesi e le case automobilistiche tedesche ne soffrirebbero, ha precisato, riferendosi all’attuale deficit commerciale del Regno Unito nel commercio con l’UE.
Anche Marine Le Pen (ENF, FR) ha chiesto un accordo commerciale equo e ha accusato gli “europeisti” di non rispettare la volontà del popolo. Invece di una maggiore integrazione, i popoli rivogliono la loro sovranità e cooperare liberamente, ha detto, invitando l’Unione europea a “cambiare o scomparire.”
In conclusione, Juncker ha accusato alcuni deputati di aver utilizzato il dibattito su Brexit come pretesto per dire quello che volevano in ogni caso. Né lui né la Commissione nel suo complesso possono ragionevolmente essere ritenuti responsabili per il voto Brexit. Per 40 anni, i governi del Regno Unito hanno negato qualsiasi credito verso l’UE, ha detto. “Alla fine della giornata, non è una sorpresa se la gente crede a ciò su chi si è mentito per decenni: il risultato è ora lì”. Juncker ha anche affermato la sua convinzione che “UE” e “stato-nazione” non sono concetti opposti. “UE e le nazioni vanno di pari passo, non vi è alcuna UE da costruire contro o senza le nazioni”.
Tusk ha detto che il risultato del referendum è stato una conseguenza dell’immagine dell’UE offerta delle élite politiche che è “negativa e spesso ingiusta”. Ha detto che i deputati hanno ripetutamente esortato i capi di Stato e di governo di smettere di accusare l’Unione europea di debolezze e fallimenti e invece di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. “Non possiamo cedere alle emozioni negative create durante i giorni scorsi, ma è necessario fare valutazioni sobrie e prendere decisioni razionali”, ha concluso.

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