Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 11 luglio 2016

Campagna stop TTIP

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

ttipPer la Campagna Stop TTIP Italia ogni passo in avanti sul negoziato TTIP e sull’approvazione del CETA (l’accordo con il Canada gemello del TTIP) è un ulteriore strappo tra l’opinione pubblica e un’Unione Europea che agisce al solo servizio dei grandi poteri economici.Lo dimostrano le preoccupazioni espresse anche dai deputati italiani che sono entrati nella sala di lettura aperta a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il 30 maggio scorso.
Come hanno ricordato ai nostri governanti le 40.000 persone che sono scese in piazza a Roma il 7 maggio scorso, il TTIP è un colpo di stato travestito da trattato commerciale, che spazzerebbe via le norme per la tutela della salute e dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e dei consumatori. Nonostante l’opposizione di milioni di persone in Europa (in cui sono già state raccolte 3,5 milioni di firme contro il trattato) e negli USA, il governo di Stati Uniti e la Commissione Europea continuano stolidamente a proseguire i negoziati per portare avanti il trattato.Con questa cartolina auguriamo ai negoziatori che si troveranno domani a Bruxelles di trovare il coraggio di segnare un punto a favore della democrazia: prendere atto del fallimento di un progetto che non fa gli interessi dei cittadini ma solo quelli dei grandi poteri finanziari e abbandonare per sempre il TTIP.

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La politica rinuncia a governare i conflitti?

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

Donald Trump«C’è stata in questi mesi una sempre maggiore escalation di episodi di violenza, dal terrorismo, alle stragi negli Stati Uniti, a quelli che hanno come protagonisti gli ultras agli europei di calcio, agli incidenti provocati dai Black Bloc in Francia, fino all’omicidio a sfondo razziale dell’altro giorno a Fermo. Sembra un mondo impazzito in cui tutto ciò alimenta paure e spinge a chiudersi. Sembra di essere impotenti di fronte a questi orrori. Vicende diverse, con matrici diverse che però, forse, hanno un elemento comune nel venir meno della politica a governare i conflitti». Lo scrive il senatore Franco Mirabelli, capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia, in un articolo sull’Huffington Post.
«Se si guarda ai successi dei partiti xenofobi, populisti e antieuropei ma anche al successo di Trump negli USA, viene da pensare che viviamo in un mondo in cui una parte della politica ha rinunciato a governare i conflitti, anzi, preferisce esasperarli per produrre e cavalcare le paure. – prosegue Mirabelli – Da qui deriva anche la scelta di utilizzare linguaggi violenti che stanno imbarbarendo il confronto obamanobel1_intpolitico. Da qui, da questo modo di agire e di comunicare deriva la ricerca continua di un capro espiatorio. Ogni problema diventa una opportunità non per cercare soluzioni ma per scaricare su chi è diverso da noi ogni responsabilità, non ci sono più avversari ma solo nemici».
«Cercare il capro espiatorio per i problemi che ci si trova di fronte invece che la soluzione e non governare i conflitti, preferendo cavalcarli, crea il terreno culturale per la violenza e lo scontro. – evidenzia il senatore PD – Se alle persone si trasmettono continuamente messaggi, in cui si spiegano cose non vere – come ad esempio si spiega che i soldi che potrebbero servire per loro vengono usati per assistere i profughi, o che le cure mediche date ai migranti vengono tolte agli italiani – volenti o nolenti si alimentano, tra chi ha meno strumenti culturali, razzismo e violenza. È evidente, ancor più alla luce di questi ultimi episodi tragici, che la politica deve cominciare ad assumersi delle responsabilità e riflettere sulle conseguenze delle proprie parole e delle proprie azioni. Questo significa che occorre cominciare a spiegare ai cittadini che i problemi sono più complessi rispetto al messaggio semplicistico ed erroneo della propaganda secondo cui le classi deboli hanno difficoltà perché arrivano gli immigrati. Diffondere l’idea che si sta male perché ci sono gli immigrati è sbagliato e pericoloso».

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Sanità, Binetti (Ap): “Nuovi Lea su autismo deludenti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

Paola-Binetti“Sono moltissime le associazioni di genitori di soggetti autistici profondamente deluse dai nuovi Lea presentati in questo fine settimana non solo perché non soddisfano affatto le loro aspettative, ma perché dimenticano completamente sia la legge sull’autismo n.134 del 2015 che la più recente legge n.112 del 2016 sul Dopo di Noi. Certamente dal Parlamento faremo tutto il possibile per migliorane lo spirito e l’assetto concreto. Sorprende che l’allegato finanziario ai Lea azzeri anche i famosi 50 milioni promessi per l’attuazione della Legge n.134 per il 2016. Una promessa fatta il 30 marzo scorso e ribadita il 2 aprile di fronte alle massime autorità dello Stato”. E’ quanto afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, relatrice del ddl sull’autismo alla Camera e da sempre impegnata nella tutela dei diritti dei soggetti disabili.
“Non so per quale ragione misteriosa sia scomparso dall’allegato 8 dei Lea l’autismo, mentre fortunatamente sono previsti tutta una serie di interventi per altre disabilità, come la sindrome di Down. La Legge n.134 del 2015 nell’articolo 2 esigeva l’emanazione dei Lea specifici per l’autismo entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, termine scaduto alla fine di gennaio 2016. Né è condivisibile – prosegue Binetti – l’ipotesi di includere l’autismo tra le psicosi, come conferma tutta la letteratura scientifica sul tema. Ed è davvero grave che non sia ancora partita la nuova elaborazione delle linee guida sull’autismo, come la stessa legge 134 pretendeva, dal momento che la versione precedente ignorava totalmente le problematiche relative all’adolescenza e all’età adulta. In tal senso è stata presentata già da tempo una interrogazione al ministro della Salute per chiedere ragione della mancata attuazione di due dei parametri fondamentali della legge sull’autismo: Lea e Linee guida. Non vorremmo che il governo tanto impegnato sulla tutela di una serie di diritti speciali particolari – conclude Binetti – dimenticasse quelli che tutelano la salute dei soggetti disabili che sono tra le fasce più fragili della nostra popolazione”.

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Conferenza di San Josè sulle migrazioni forzate in America Centrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

america centraleLa Tavola Rotonda ad Alto Livello sulla situazione delle persone che fuggono dalla violenza in aumento in El Salvador, in Guatemala e in Honduras – una regione conosciuta anche come il “Triangolo nord dell’America Centrale” – si è conclusa a San Josè, in Costa Rica, con una serie di azioni complessive per rispondere a vario livello alla situazione, che includono il garantire protezione internazionale a richiedenti asilo e rifugiati, e misure di protezione nei paesi di origine.
Questo è stato il primo evento internazionale dedicato all’attuale fenomeno di sfollamento forzato nella regione. Ha messo in luce l’urgenza di rispondere ai bisogni delle persone costrette a fuggire in modo più sistematico e coordinato tra tutti gli attori coinvolti. Nel suo intervento di apertura, l’Alto Commissario per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha parlato dell’importanza di sviluppare “meccanismi regionali di condivisione della responsabilità, attuando azioni concrete nei paesi di origine, di transito e di asilo, per risolvere gli urgenti bisogni di protezione e individuare soluzioni.”
I partecipanti, tra cui il Governo, organizzazioni internazionali e la società civile, hanno preso accordi su un numero di misure, tra cui:
· Assicurare accesso al territorio e all’asilo e migliorare le strutture per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati, in considerazione di un numero crescente di persone che fuggono dai paesi dell’America Centrale coinvolti;
· Rafforzare le opportunità per l’autosostentamento e l’integrazione locale dei rifugiati, anche attraverso investimenti in fondi per lo sviluppo;
· Migliorare la cooperazione a livello regionale e le partenship attraverso una maggiore condivisione delle responsabilità, inclusi un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni della società civile in ambiti chiave di attività (ad esempio, gestione dei ripari, consulenza legale, etc.).
Il numero di persone che fuggono dalla violenza in El Salvador, Guatemala e Honduras è aumentato fino a livelli mai raggiunti dai tempi dei conflitti armati che hanno devastato la regione negli anni ‘80. Nel 2015, i richiedenti asilo provenienti da questa regione erano stati quasi 110.000 – un aumento di oltre cinque volte in tre anni – e la maggior parte di questi avevano cercato sicurezza in Messico e negli Stati Uniti, così come in Belize, Costa Rica, Nicaragua e Panama. Molte persone sono state costrette a fuggire dalla propria casa e cercare protezione all’interno del loro stesso paese.
Solo in Honduras, 174.000 persone sono state sfollate interne nell’ultimo decennio, in 20 di 292 comuni. Tra la popolazione sfollata della regione, i bisogni di protezione sono più acuti per i minori soli o non accompagnati, per le donne, per coloro che appartengono alla comunità LGBTI, per le persone indigene e di discendenza africana, così come per le persone con disabilità.
L’incontro, copresieduto dall’UNHCR e dall’Organizzazione degli Stati americani, è uno di una serie di eventi chiave in vista del summit di settembre per “Rispondere ai grandi movimenti di rifugiati e migranti” che si terrà durante la prossima Assemblea Generale dell’ONU, e del vertice dei leader mondiali sui rifugiati che si terrà negli Stati Uniti.
“Siamo molto incoraggiati dal clima di apertura e franchezza in cui si è svolta la discussione e speriamo che le diverse azioni annunciate avranno un impatto diretto sulle persone che sono coinvolte in questa situazione di sfollamento,” ha concluso Volker Türk, Assistente all’Alto Commissario per la Protezione.

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Nuovo presidente nazionale di Scienza & Vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

università europea romaE’ stato nominato – con mandato triennale – il nuovo presidente nazionale di Scienza & Vita (S&V): si tratta di Alberto Maria Gambino (Roma, 1967), noto giurista e già membro del Consiglio Esecutivo dell’Associazione. Gambino succede a Paola Ricci Sindoni ‎, filosofa dell’Università di Messina che ha guidato l’associazione nello scorso triennio.Alberto Gambino è Prorettore dell’Università Europea di Roma e professore ordinario di diritto privato; è stato direttore del Dipartimento di Scienze umane e della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali. Ha insegnato come docente di ruolo nell’Università degli studi di Napoli “Parthenope”, e come docente incaricato alla Luiss “Guido Carli” e Sapienza Università di Roma. È anche docente di filosofia del diritto, di diritto dell’informatica e di diritto sportivo. Inoltre, è stato componente dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia presso il Ministero delle Politiche familiari (2007-2008) e della Commissione di studio sulle problematiche relative agli embrioni conservati nei centri di Procreazione medicalmente assistita, istituita presso il Ministero della Salute (2009-2010). Dal 2014 è membro del Comitato etico dell’Istituto Superiore della Sanità. Numerosi i suoi interventi nel dibattito pubblico in materia di legislazione sanitaria, bioetica e biodiritto. È ed è stato nei Comitati scientifici e Cda di: Fondazione Rosselli; Laboratori Sublacensis; Fondazioni Visentini e De Gasperi; Unione Giuristi Cattolici Italiani.“Una nomina che accolgo con gioia e responsabilità – ha dichiarato Alberto Gambino – sapendo che, alla guida di S&V, non si tratta né di rilanciare né di ripartire. Ringrazio la past president, Paola Ricci Sindoni, per l’impegno profuso in questi anni e sono convinto che grazie al lavoro, alle competenze diverse e all’esperienza di tutti coloro che partecipano alla vita dell’associazione sarà possibile affrontare sfide e opportunità che ci attendono con proposte operative e di riflessione improntate al dialogo e al confronto”.

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Nuove frontiere della comunicazione d’impresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

raccontare l'impresaI futuri scenari della comunicazione aziendale e le opportunità di crescita per le imprese attraverso le nuove professioni dell’informazione. Saranno questi i temi affrontati lunedì 18 luglio alle ore 18.30 a Casa Imbastita Campus (Contrada Imbastita 2/E) dal giornalista Gianni Contino in una master lecture dal titolo “Raccontare l’impresa. Dal brand journalism alla news corporation”.
Giornalista dal 1970, Gianni Contino è stato protagonista del mutamento e dell’evoluzione della professione giornalistica in questi anni. Un passato da cronista di agenzie e quotidiani, fondatore e direttore di emittenti radiofoniche e televisive, tra i primi a raccogliere la sfida dell’informazione online agli inizi degli anni Duemila, Contino dirige dal 2007 “Sicilia internazionale”, il primo portale dedicato all’internazionalizzazione delle imprese isolane, ed è responsabile del canale Med News di Italpress che diffonde notizie in lingua inglese dai paesi del Mediterraneo.Nel suo intervento spiegherà come la crisi del giornalismo e dell’informazione rappresenti una ghiotta opportunità per le aziende. Sempre più esse sono chiamate a svolgere un nuovo ruolo nel campo della comunicazione: quello della news corporation. E nella quasi totalità dei casi, sono impreparate a farlo. Preziosa, quindi, può rivelarsi la collaborazione con i giornalisti, la cui offerta sul mercato del lavoro è in continuo aumento a causa dei conti in rosso delle tradizionali imprese editoriali.Rivolgersi a un giornalista d’impresa significa disporre di una qualificata risorsa che ha affinato il senso della notizia, vale a dire quella capacità di cogliere un aspetto nuovo, di immediata presa sul lettore, degno di essere raccontato. Un professionista della comunicazione, insomma, che è in grado di raccontare l’azienda con le parole giuste, di farsi portavoce della sua mission e dei suoi valori, con strumenti che vanno dal brand magazine ai contenuti per i blog e i social, dallo storytelling al business writing.L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, ma poiché i posti sono in numero limitato è necessario prenotarsi al seguente link http://www.casaimbastitacampus.it/eshop.php?action=carrello. (foto: raccontare l’impresa)

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Energia: Come difendersi dai contratti non richiesti di Green Network

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

energiaSono ormai frequentissime le segnalazioni che riceviamo da parte di utenti che si sono ritrovati clienti di Green Network senza che ne avessero fatto richiesta. In molti casi, i venditori porta a porta o tramite call center si spacciano per altre compagnie per carpire i dati dell’utente e attivargli un contratto a sua insaputa. In altri casi, all’utente viene detto che a seguito di fantomatiche modifiche di legge è necessario sottoscrivere un nuovo contratto. In altri casi ancora, viene falsificata la firma dell’utente o la registrazione vocale.
Per combattere questo comportamento vi è solo una strada: denunciare, denunciare, denunciare. Chi si è visto attivato un contratto non richiesto, potrà quindi:
1. denunciare l’accaduto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm)
2. inviare una diffida o una Pec a Green Network per disconoscere il contratto, chiedere il ripristino della precedente fornitura senza costi e copia del contratto e/o registrazione vocale. Se entro 40 giorni Green Network non risponde positivamente, sarà necessario fare un reclamo all’Autorità dell’energia
3. se il contratto o la registrazione vocale sono stati falsificati, o comunque si è stati vittime di un comportamento truffaldino, denunciare l’accaduto all’Autorità giudiziaria (anche tramite Polizia o Carabinieri o Guardia di Finanza). (Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc)

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Sistemi fuori dall’equilibrio e Self-Organized Bistability

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

parma universitàParma I ricercatori del gruppo di Fisica dei Sistemi Complessi del Dipartimento di Fisica e Scienza della Terra dell’Università di Parma, in collaborazione con l’Instituto Carlos I de Física Teórica y Computacional, dell’Università di Granada hanno ottenuto un importante risultato mostrando come sistemi di grande complessità possano auto-organizzarsi in maniera spontanea attorno ad uno stato di bistabilità, chiamato Self-Organized-Bistability (SOB). I ricercatori hanno formulato una teoria matematica che riproduce bene i risultati osservati negli stati di non equilibrio con brusche transizioni, riuscendo quindi ad identificare alcune dei meccanismi principali che generano queste oscillazioni spontanee. La ricerca ha coinvolto una dottoranda del nostro ateneo, che sta svolgendo il suo dottorato contemporaneamente a Parma e all’Università di Granada con un accordo di cotutela. Questo le permetterà di ottenere sia il titolo italiano che quello spagnolo, grazie ad un accordo esistente tra i dottorati della nostra Università e quelli delle più importanti Università Europee.
Siamo abituati a osservare sistemi fisici che subiscono brusche transizioni, in cui un piccolo cambiamento di una condizione produce un improvviso e radicale cambiamento di stato. Spesso questi cambiamenti di stato sono indotti da un fattore esterno conosciuto, come la temperatura, la pressione, e si possono quindi prevedere e controllare.
A volte però, in sistemi di complessità superiore, come gli ecosistemi, o il cervello, che non raggiungono mai uno stato di equilibrio, queste brusche transizioni che generano eventi catastrofici sembrano corrispondere ad una sorta di “oscillazione naturale” del sistema, che in maniera auto-organizzata si sposta da uno stato molto attivo ad uno stato di quasi totale inattività. Questo sembra accadere ad esempio nei processi di desertificazione periodica, nelle variazioni spontanee della barriera corallina e di popolazioni in competizione. L’oscillazione tra stati attivi ed inattivi sembra essere presente anche nella corteccia cerebrale dei mammiferi, in cui l’attività neurale spontanea varia bruscamente da uno stato spento ad uno stato acceso, senza nessuna causa apparente esterna. Perché accade? Nel caso del cervello, sembra che ciò permetta prestazioni ottimali per l’elaborazione delle informazioni e per la reattività agli stimoli. Tuttavia una spiegazione di questi comportamenti non è ancora conosciuta.

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Greenpeace festeggia i 30 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

greenpeace

LEAD Technologies Inc. V1.01

Roma giovedì 14 luglio 2016, alle ore 18,30 al MAXXI (via Guido Reni, 4 Roma) mostra fotografica “30 ANNI E NON METTIAMO LA TESTA A POSTO”, che sarà esposta in seguito in alcune città italiane.
Era il 30 luglio 1986, Greenpeace apriva un piccolo ufficio a Roma. Da allora l’organizzazione non ha mai smesso di crescere e in Italia conta oggi 77 mila sostenitori, oltre 600 mila cyberattivisti e una trentina di gruppi locali in tutta Italia. Non abbiamo mai abbandonato il nostro Dna e ci battiamo in Italia e nel mondo per le foreste, gli oceani, l’agricoltura sostenibile, le energie pulite, contro il cambiamento climatico e l’inquinamento, per un futuro di pace.Da sempre preferiamo agire invece di parlare. Per questo scegliamo di far parlare le immagini. C’è tutto il mondo di Greenpeace in queste foto. Ci sono i volti degli attivisti arrampicati sulle ciminiere, dei volontari e i sostenitori che marciano in piazza per un futuro migliore, ma anche delle persone insieme alle quali e per le quali conduciamo le nostre battaglie, come gli apicoltori in difficoltà per i pesticidi immessi nell’ambiente o le vittime dell’inquinamento industriale.

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Il Sud Sudan compie 5 anni. Un nuovo inizio?

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

sud sudanIl 9 luglio 2016 il Sud Sudan, il Paese più giovane del mondo, celebra i 5 anni dalla sua nascita con il tragico primato dell’aver vissuto nell’ultimo anno e mezzo la più cruenta guerra civile del continente africano: 50.000 morti, oltre 2 milioni di sfollati e profughi, intere città date alle fiamme, stupri di massa e brutalità di ogni genere contro i civili, arruolamento diffuso di bambini soldato. Una guerra che lascia segni profondi in una popolazione già poverissima all’indomani dell’indipendenza.
Alla vigilia dell’anniversario e dopo i recenti accordi di pace e la formazione di un governo di unità nazionale, i Vescovi del Sud Sudan hanno lanciato un messaggio di speranza e incoraggiamento per il futuro. Caritas Italiana, impegnata da più di trent’anni in Sudan e in Sud Sudan, fa eco al messaggio dei Vescovi sudsudanesi con il Dossier “2016: un nuovo inizio?” dove si ripercorrono le tappe più importanti di questo martoriato paese e si offre uno spaccato della situazione socio-economica, delle dinamiche alla base del recente conflitto, delle principali questioni aperte, con uno sguardo anche al Sudan.
Nel 2016 si sono intensificati gli interventi in risposta all’emergenza legata al conflitto grazie al contributo della Conferenza episcopale italiana con fondi dell’8×1000.
In Sudan e Sud Sudan complessivamente dal 2011 al 2016 sono stati impiegati circa 2,5 milioni di euro provenienti principalmente da donazioni private e collette in ambito parrocchiale e diocesano.

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“Dalla Scozia, la Maria Stuarda del 2016”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

via margutta fontanaUn Tableau vivant in Via Margutta 91, fra capolavori dell’arte romana presenti nella Galleria dell’antiquario Valerio Turchi, ecco, dove Vittorio Camaiani è arrivato con il suo viaggio accompagnato dalla sua “Maria Stuarda” regina di Scozia, innovativa e contemporanea. Una capsule collection composta da sei creazioni che lo stilista marchigiano ha immaginato tra highland e castelli e proprio alle torri del maniero di Glamis, residenza natale della regina madre Elisabetta I, fanno pensare gli abiti “conici” che si scostano dal corpo mentre i disegni del ferro battuto delle grate delle finestre si ritrovano nei pizzi vittoriani e nelle lavorazioni di tessuti “non finiti”. Traendo spunto dalla “pietra pitta”, il tartan, tessuto simbolo della tradizione scozzese, viene ricomposto da gomitoli di lana che si appoggiano alla silhouette e si intrecciano a piccoli pied de poule. Oltre alla lana verde come i prati, cinabro e ocra come le foglie d’autunno, grigio come la nebbia che avvolge le valli, la regina del castello è una Maria Stuarda con la camicia bianca in taffetà e il pantalone spinato per il giorno, mentre la sera indossa lunghi abiti di seta dipinta a mano con i rombi classici del tartan che richiamano l’arlecchino di Picasso e si fondono al pizzo rebrodè che pare magicamente staccato dalla silhouette.
Dopo Roma, la regina di Scozia di Vittorio Camaiani sarà ammirata a Montreal, in Canada, nel Museo Mccord, dove nell’ambito di una mostra sulla moda italiana, lo stilista marchigiano sarà poi il testimone della manualità e operosità della sua regione. Inoltre sarà il protagonista con la sua sfilata per buyers presenti ai festeggiamenti della Semaine Italienne, nella seconda metà di agosto.

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Nasce il Master in Europrogettazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

Carla ReyStefano BonacciniCarla Rey e Stefano Bonaccini, rispettivamente Segretario generale e Presidente dell’AICCRE, lo avevano sottolineato subito dopo la loro nomina nello scorso marzo a Montesilvano: l’AICCRE deve ripartire da uno spirito di concretezza e di servizio agli Enti locali. Detto e fatto. Tra le tante iniziative in agenda dell’Associazione, una riguarderà la formazione ad assessori e sindaci per ottenere Fondi europei.“Si parla tanto del ritardo dell’Italia per quanto concerne l’utilizzo dei Fondi. Ora siamo pronti come AICCRE a fornire ai nostri amministratori gli strumenti necessari per essere competitivi in Europa. In una fase come l’attuale, segnata da una regressione del processo di integrazione europea, vogliamo far capire tangibilmente come l’Unione europea sia anche una opportunità per lo sviluppo dei nostri territori”, sottolinea Carla Rey. L’Associazione lancia un Master in europrogettazione pensato appositamente per gli amministratori pubblici locali. Primo appuntamento a Roma, presso la storica sede dell’AICCRE a Piazza di Trevi, dal 7 all’11 novembre prossimi. Il Master pensato dall’AICCRE sarà raffinato e tarato grazie all’esperienza di quello di Venezia, che dal 1999 ha formato più di tremila persone. “L’Europa ci chiede qualità e noi puntiamo su quella e sulla concretezza: vogliamo invitare a partecipare i tecnici comunali ma soprattutto i sindaci. Tecnici ed amministratori sono due ruoli complementari, ma sicuramente la figura del sindaco, in prospettiva europea, è la più importante in quanto essa possiede una visione strategica e di pianificazione del territorio, presupposti importanti per poter ottenere i fondi diretti dall’Europa”. Il Master sarà suddiviso in due moduli. Il primo sarà un’infarinatura di base sul funzionamento delle Istituzioni e dei meccanismi comunitari. Il secondo fornirà una formazione pratica e completa che ha come obiettivo quello di passare dall’apprendimento alla realizzazione di un progetto: elaborazione e sviluppo preliminare dell’idea progetto; monitoraggio e selezione delle opportunità; valore aggiunto comunitario e principi di autovalutazione della proposta progettuale; capofila, partenariato e strutture di gestione del progetto; metodologia di progettazione, Project Cycle Management e Logical Framework; strutturazione di un progetto in pacchetti di lavoro, outputs, outcomes e deliverables, indicatori; formulari di progetto per programmi comunitari diretti; strutturazione ed esposizione del budget di progetto; piano di Comunicazione; modalità di disseminazione e valorizzazione dei risultati; sostenibilità e mainstreaming. Ma non ci si fermerà qui: Il secondo modulo, precisa la Rey, “comprende numerose esercitazioni in piccoli gruppi su casi pratici e formulari di bandi recenti o in essere”. Preparare un progetto, continua la dirigente dell’AICCRE, “richiede preparazione e comprensione dei programmi. Con questo Master si vuole colmare un vuoto evidente in Italia di conoscenza dei Fondi europei diretti e per questo sarà centrato sulle richieste e sulle necessità degli Enti locali”. Durante la settimana a Roma, le lezioni andranno dal lunedì al venerdì, da mattina a sera. Gli amministratori, oltretutto, saranno aiutati dai docenti anche dopo il corso, nell’arco di un intero semestre. “L’obiettivo, infatti, continua la Rey “è quello di gestire passo passo la preparazione del progetto, nel tentativo di ottenere effettivamente le risorse europee. Quando si tratta di fondi diretti, bisogna necessariamente sviluppare idee innovative, creare un progetto europeo eccellente, che sia competitivo. Per questo la preparazione e la conoscenza delle tecniche di progettazione che offriremo con il corso faranno la differenza”. Tra i docenti del Master ci sono i maggiori esperti del settore, tutti con esperienze decennali in campo europeo. Molti di essi fanno parte delle commissioni che a Bruxelles esaminano i progetti presentati all’UE. (foto: Carla Rey, Stefano Bonaccini)

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Codice etico dei prodotti di investimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoIl presidente Adiconsum fa riferimento alla proposta fatta a Roma dal presidente Abi Patuelli nella Relazione per l’Assemblea Annuale, in cui Abi chiede “trasparenza semplice”, fare in modo cioè, che ciascuno, con prospetti identici in Europa, sia pienamente consapevole e responsabile delle proprie scelte di investimento”. In particolare in Italia è necessario un codice condiviso sulle vendite dei prodotti finanziari, perché vengano sempre osservate le migliori regole. E su questo tema chiediamo – continua il presidente – il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella fase di redazione del documento e nell’individuazione delle clausole a tutela dei consumatori.Riguardo alle altre questioni in agenda Abi, in particolare la revisione del Bail in, Adiconsum ritiene che sia il caso di rivedere la normativa che prevede il coinvolgimento dei privati nelle crisi bancarie, innanzitutto per correggere gli elementi di incostituzionalità e poi perché “una modifica oggi sarebbe pienamente giustificata dallo stato di emergenza post Brexit” – conclude Meazza.

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Crisi dell’Occidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

europa-261011-cSono secoli che Africa e Asia soffrono fame, dittature, violenze e persecuzioni. Come mai solo in questi ultimi anni si è innescata una ondata interminabile di fughe dalle loro terre e immigrazione in Europa? Ragioni “locali” sono innegabilmente presenti, eppure non possiamo sottrarci al sospetto che ci sia qualche disegno ulteriore. Qualcuno teme una invasione mascherata. Si tratta di tesi da tenere certo presente, ma ardua da provare. Più realistica pare la tesi della organizzazione di una vera e propria industria della migrazione. Troppi interessi, evidenti, si sono accumulati attorno al fenomeno. Dai traghettatori che continuano comunque ad operare, nonostante perdite, sequestri ed arresti, agli albergatori che ne ricavano gli alberghi pieni, costieri e non, per l’intero arco dell’anno. Dalla criminalità che recluta con facilità nuovo personale, oppure, peggio, alimenta il mercato dei trapianti d’organo, alle imprese che dispongono di mano d’opera a prezzi stracciati. Infine il capitolo delicatissimo delle onlus che pullulano attorno al fenomeno, non tutte in possesso delle caratteristiche di trasparenza e legalità.
L’Italia ha fatto esperienza recente sul tema della incomprensibilità di certo terrorismo. Ci riferiamo ovviamente al terrorismo delle Brigate Rosse e simili. Tutti hanno ormai potuto comprendere che, mentre la manodopera di quel terrorismo era certamente costituita da giovani ideologicamente labili, il cervello dell’intera operazione – non si è mai individuato. Ma non ci vuole molto ad immaginare che si trovasse nei servizi segreti, nazionali e internazionali.
Quelli delle BR erano gli anni in cui, ad ogni tornata elettorale il PCI cresceva, minacciosamente agli occhi degli alleati NATO. Perchè la perdurante Guerra Fredda – terminerà un decennio dopo, con Gorbaciov – impediva all’Italia di …”distrarsi”. L’abortito “compromesso storico” fece due vittime, una virtuale l’altra reale.
Il segretario del PCI Berlinguer aveva procalmato la fine del ruolo guida di Mosca ed aveva pure assicurato che il PCI avrebbe mantenuto (in caso di entrata al governo) l’appartenenza all’alleanza NATO. Due autentiche bombe politiche che non potevano piacere a Mosca. Ed infatti, in occasione dell’ultimo congresso internazionale comunista tenuto in Russia, Berlinguer si salvò per puro miracolo dall’essere investito da un camion che inspiegabilmente investi una macchina vicino alla sua. Specularmente, in Italia, il delitto Moro eliminava in primavera quello che nel novembre dello stesso anno sarebbe diventato il nuovo Presidente della Repubblica ed avrebbe sostenuto il primo governo a partecipazione comunista. Seppure Gorbaciov era alle porte, i tempi erano ancora prematuri ed il povero Moro fu sacrificato sull’altare del realismo politico del momento. La sua morte, avvertita come assassinio brigatista, ebbe l’effetto di bloccare l’ascesa elettorale dei comunisti, con un ritorno di fiducia nella DC.
Perchè ricordiamo tutto questo? perchè l’obiettivo del fenomeno terroristico marchiato “rosso” fu proprio quello di demolire e demonizzare il “rosso”, rendendolo inviso ed odioso agli elettori. L’obiettivo fu storicamente raggiunto. Non è difficile allora reperire paralleli nel caso del terrorismo arabo-islamico. L’argomento non può che muovere dal classico “cui prodest”.
Lo scenario a cui guardare stavolta è internazionale. C’è un paese, il piccolo Israele, che è letteralmente circondato da paesi che vogliono la sua distruzione (come Stato). Per decenni Israele ha goduto dell’appoggio incondizionato dell’Occidente e talora, possiamo dirlo, ne ha anche approfittato. Purtuttavia il minaccioso stato d’assedio perdura mentre l’Occidente non pare più disposto a sacrificare le simpatie dei popoli arabi, coprendo Israele in tutte le sue operazioni, che saranno pure di difesa ma non sempre appaiono tali all’opinione pubblica mondiale. E’ qui che potrebbe inserirsi la lezione del terrorismo brigatista italiano.
Allo scopo distruggere, agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, la simpatia di gui godono palestinesi e popoli arabi, cosa c’è di più intelligente dell’attizzare un movimento fondamentalista che si dedichi al terrorismo con le pratiche più odiose ed abominevoli , sgozzamenti, decapitazioni, esecuzioni tutte in diretta, per le televisioni di tutto il mondo? manodopera disponibile se ne trova senza difficoltà. Occorre solo organizzare e finanziare selzionati innescatori.
Che cosa mi induce ad avanzare una simile ipotesi, che tutti saremmo tentati di definire dietrologica? quello che riesce difficile, quasi impossibile credere è che possa esistere qualcuno tanto stupido da non rendersi conto che atti tanto odiosi per qualsiasi persona normale (dalle torri gemelle ad oggi) stanno danneggiando la indifferente tolleranza con cui nel mondo si guardava all’Islam. Quando Salman Rushdie pubblicò i Versi Satanici che furono ritenuti offensivi del Profeta, ad essere in pericolo fu la sola vita dell’autore, nessun islamico si sognò di seminare morti, facendo esplodere o dando fuoco a case editrici, stamperie, uffici, aeroporti… Ecco perchè l’attuale terrorismo cosiddetto islamico non convince. Idem per l’islamico convertito al cattolicesimo Magdi Allan. Come Rushdie vive sotto scorta, ma solo lui, nessun islamico si sogna di mettere bombe o fare stragi per colpire lui. Perchè allora tanta spettacolarizzazione del terrorismo cosiddetto islamico? Se adottassimo censure sulle notizie di tutti gli attentati, riferissimo semplicemente di incidenti con tot morti, senza specificare altro, vedremmo esaurirsi il fenomeno in quattro e quattr’otto? colpisci la pubblicità e il terrorismo muore… Censura pericolosissima, ma pericolo per pericolo, meglio il secondo?
Qui chiudiamo riportando, tra i tanti commenti sulla incivile ed anticostituzionale legge Cirinnà (legge che di fatto irride alla Costituzione), quello di E.L. per la particolare pregnanza: la legge Cirinnà – scrive E.L. – “…è un indice indiscutibile di declino, non di civiltà. È anche il frutto del capitalismo estremo, che ha come motto: tutto quello che immagini di poter fare, se hai i mezzi, lo puoi fare. Etica, decenza, ragione non sono ostacoli alla potenza del denaro. I figli si fanno in provetta, si comprano, si fanno fare in affitto. Si può essere uomini- madri, donne- padri, figli amanti..a quando la liberalizzazione dell’incesto? “Sarà un caso ma l’impressione di E.L. coincide in modo significativo con quanto dichiara Aldo Masullo, luminare partenopeo di filosofia: “L’umanità sta uscendo sconfitta dal troppo. C’è troppo di tutto. Almeno qui, in Occidente. Cominciamo a viaggiare più leggeri.” (Fausto Carratù fonte: Associazione “Popolo Sovrano”)

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Dallas: Non basta accogliere occorre integrare

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

dallasDallas. “Quello che sta accadendo in questi giorni negli USA con una strana recrudescenza della conflittualità tra le forze dell’ordine e gli afroamericani deve farci capire sempre meglio cosa significhi oggi una vera inclusione all’altezza della dignità dell’uomo e del rispetto per i suoi diritti. Gli afro-americani sono americani a tutti gli effetti, lo stesso presidente degli Stati Uniti è di fatto un afroamericano; occupano posti di rilievo a tutti livelli della società americana. Hanno avuto leader che ancora oggi segnano la passione civile di tutti gli americani, senza distinzione di colore, di razza o di religione, per quel desiderio insopprimibile di libertà che caratterizza tutta la loro Carta costituzionale. Ma ancora oggi, come ai tempi della marcia di Selma, l’aggressione è in agguato e miete vittime tra gli uni e gli altri, nell’impossibilità di capire chi abbia innescato una miccia così pericolosa.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “La grande lezione che ce ne viene è che non basta accogliere, occorre integrare, e non basta integrare occorre davvero fare un altro passo avanti per creare quella coscienza civica che faccia sentire tutti parte di un unico popolo: americano, italiano, francese, tedesco e perfino inglese. Le umiliazioni subite dalle prime generazioni si scaricano inevitabilmente sulle seconde generazioni che mentre cercano una legittima affermazione dei propri diritti, contestualmente devono fare i conti con quel desiderio di vendetta mai del tutto sopito per la sofferenza subita dai padri o dai nonni. La battaglia per la pace, come prerequisito per lo sviluppo, è stata al centro della predicazione di Giovanni XXIII con la Pacem in terris e successivamente di Paolo VI con la Populorum progressio, oltre 50 anni fa e ben prima di Papa Francesco. Ma nessuno ascoltò quelle voci con la concretezza di una attenzione che si fa prassi e attiva cambiamenti radicali di atteggiamenti e di chiavi di lettura dei fenomeni in cui pure siamo immersi. I fatti americani oggi proiettano l’Europa di molti anni in avanti per capire oggi quali errori evitare e quali azioni positive innescare per imparare dalla storia, senza rimanere pigramente e pericolosamente alla finestra. Il nostro governo è ancora attestato sulle primissime fasi del processo: l’accoglienza, ma si tratta di una condizione necessaria ed insufficiente. Forse potremmo davvero provare ad immaginare uno scenario più ampio e più umano”, conclude la Binetti.

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Riforma scuola: Riforma, un anno dal varo della Legge 107/15: le ombre sono diventate problemi irrisolvibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

Pacifico marcelloIl decalogo Anief su dodici mesi di problemi, norme inapplicabili, proteste ad oltranza, bonus professionali e incentivi assegnati solo ad una parte del personale, lavoratori messi uno contro l’altro, organi collegiali operanti nell’incertezza e comitati di valutazione lasciati al loro destino. Per non parlare del boom di supplenze annuali, anche dopo il piano straordinario di reclutamento, e di mancate stabilizzazioni, malgrado vi siano 80mila docenti abilitati che chiedono solo di essere inseriti nelle GaE e di essere immessi in ruolo. Preoccupa lo stallo degli stipendi, sempre più divorati dall’inflazione, e privati pure dell’indennità che per legge avrebbe dovuto tenere il passo. Intanto, tutto il personale Ata continua ed essere dimenticato, compresi i Dsga. E il concorso per dirigenti ancora rimandato. Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): chi vive la scuola tutti i giorni ha trascorso un anno in perenne disagio. In questi mesi abbiamo girato tantissime scuole, riscontrando discriminazioni, sia nell’assegnazione del bonus da 500 euro, sia per le nomine tra personale docente e Ata, da GaE e graduatoria d’Istituto. Come enormi restano gli interrogativi sull’organico potenziato impazzito, sulle tante deleghe ancora in alto mare, sui posti su sostegno bloccati, sulle migliaia di scuole senza dirigenti e Dsga, sui tanti precari mortificati, sull’avvio della chiamata diretta. Ecco perché sono state raccolte tante firme per il referendum.

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Caso Regeni: Non si vince la lotta al terrorismo senza diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

giulio regeni“Le nostre parole e le nostre azioni sono guidate dalla volontà di ottenere verità per Giulio Regeni attraverso il dialogo, non di scavare un fossato tra noi e l’Egitto: confido che questo atteggiamento sia compreso a fondo e fatto proprio anche dal Parlamento egiziano”. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, commentando la richiesta del presidente della Camera dei rappresentanti egiziana, Ali Abdel Al, il quale ha chiesto ai responsabili delle commissioni parlamentari per i Diritti umani, per gli Affari esteri, per la Difesa e la sicurezza nazionale di tenere delle “riunioni urgenti” allo scopo di “rivedere” le relazioni con l’Italia, dopo la decisione del Parlamento italiano di bloccare la fornitura di ricambi per gli F16 quale forma di pressione sul caso Regioni.Per Serracchiani “la saggezza e lo spirito di giustizia dovrebbero sempre guidare ‎Governi e rappresentanti del popolo, ma queste qualità sono ancora più ‎indispensabili quando si è di fronte a un caso tragico e sconcertante come la morte di Giulio Regeni”.”Il brutale assassinio di Regeni si inserisce in uno scenario particolarmente delicato – ha aggiunto – per la stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente e, oltre che un colpo alla giustizia, sarebbe‎ una vittoria delle forze disgregatrici e oltranziste se il risultato ultimo fosse nessuna verità e relazioni deteriorate tra i due Paesi”. “Per questo, con il pensiero rivolto allo strazio dei genitori di Giulio come a quello delle famiglie di Rossi e Tomat, chiediamo uno sforzo all’Egitto. Perché la lotta al terrorismo non si vince – ha concluso – mettendo da parte i diritti”.

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Attenzione a non scivolare sull’olio di Canapa

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

Flour hemp in spoon with oil and bag on board

Flour hemp in spoon with oil and bag on board

Alcuni oli vegetali estratti a freddo da semi (Ribes, Borragine, Enotera, Lino, ecc.) possono esserci di aiuto, e non solo nell’alimentazione, ma anche per certi disturbi, lo sapevamo e li utilizziamo pure, dalla cosmesi alla dermatologia a patologie internistiche). Che poi alcuni vadano più di moda rispetto ad altri, pure, lo sappiamo, lo vediamo anche. Che poi però, ora, si tenti di promuovere l’olio di semi di Canapa quasi quasi come il migliore in assoluto, significa invece che si sta quanto meno esagerando, migliore rispetto ad altri in quanto a rapporto omega 6-omega 3. Mentre invece una valutazione semmai dovrebbe essere fatta relativamente all’insieme delle sostanze contenute, visto che l’olio si assume nella sua complessità (sempre di fitocomplesso trattasi).E proprio questo ha fatto un gruppo italiano di ricercatori (Galasso, 2016) analizzando molti oli di semi di canapa, trovandoli: a) molti ricchi di numerose sostanze nutrienti (acidi grassi, proteine, ecc.), polifenoli, antiossidanti, vitamine, ecc. (aspetto questo certo positivo); b) molto variabili l’uno dall’altro nella loro composizione (ce lo aspettavamo…); c) contenenti sostanze anti-nutrizionali (come acido fitico, anti-tripsina). Problema questo per noi abbastanza insolito, se non altro in questi termini quantitativi.Se poi a ciò aggiungiamo, il fatto, non marginale, che in commercio questi oli di semi di canapa sono spesso reperibili a prezzi che oscillano anche tra i 40-50 euro al litro…forse merita riflettere su quanta importanza “clinica” riservargli, nonostante tutto l’interesse scientifico che rimane. Diventa infatti non semplice pensare se, come, quando o perché proporlo, consigliarlo o addirittura prescriverlo, sic et simpliciter, anche a solo scopo alimentare (per non dire certo salutistico o curativo). Non è forse il caso di progredire prima nella ricerca per non scivolare proprio su quest’ olio?(Fabio Firenzuoli CERFIT, Direttore AOUC – Università di Firenze – fonte:fitoterpia33) (foto: olio di canapa)

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