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Ddl Povertà, Binetti (Ap): “Mancata revisione Isee occasione perduta”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

povertà“La legge di stabilità 2016 ha come obiettivo una serie di interventi strutturali, che vadano oltre l’approccio di provvisorietà, con carattere temporaneo, che aveva finora caratterizzato misure contro la povertà e l’esclusione sociale. Si vuole in questo modo rivedere la normativa nel campo delle integrazioni al reddito anche rispetto alle prestazioni sociali, per introdurre una misura unica che garantisca un vero e proprio contrasto alla povertà. Si tratta di compensare quella differenza che in questi anni si è andata sempre più restringendo tra il reddito familiare del beneficiario e la soglia di povertà assoluta. A tal punto che molte persone, pur avendo un lavoro da cui percepiscono un certo reddito, sono ciò nonostante in un’area di massima prossimità rispetto alla cosiddetta soglia di povertà assoluta”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Il governo e una parte del Parlamento hanno scelto come misura di contrasto alla povertà a carattere universale l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Sono anni però che personalmente mi batto per una revisione proprio dell’Isee, che a conti fatti non riesce a fotografare in modo organico e oggettivo le effettive condizioni di necessità di tante famiglie italiane. Tutti ricorderanno la battaglia fatta pochi mesi fa – prosegue Binetti – in merito all’indennità di accompagnamento e perfino alle borse di studio, che venivano conteggiate tra le font di reddito, alterando vistosamente gli indicatori Isee usati. Fu il Tar a dare ragione alle famiglie e a indurre a modificare il quadro complessivo; cosa che noi chiedevamo almeno da un anno prima, senza trovare ascolto. Temiamo quindi che alla prova dei fatti ancora una volta l’Isee non sia sufficiente a rappresentare una vera e propria misura di contrasto alla povertà. La legge in compenso fa riferimento a possibili progetti personalizzati per un programma di inclusione sociale e lavorativa, che consenta un vero e proprio affrancamento dalla condizione di povertà. In ogni caso è l’impianto complessivo della legge che, in mancanza di revisione degli indicatori Isee, non finisce di convincere. Respinto ancora una volta, come avviene ormai da diverse legislature il fattore famiglia, il contrasto alla povertà si legge più in chiave individuale che non in chiave familiare. Eppure è la famiglia – aggiunge la parlamentare di Ap – il più importante fattore di coesione familiare soprattutto in tempi di crisi: è lei che in questi ultimi anni ha fatto da potente ammortizzatore sociale davanti ad una politica perversa di tagli, spinti fino all’azzeramento quando si è trattato di politiche sociali. E’ vero la legge stanzia un miliardo di euro in questa operazione complessa, ma lo fa introducendo al suo interno tante e tali misure scarsamente collegate tra di loro, riassume e ripropone misure che sono già in atto nel Paese, con una operazione di maquillage, che forse ne migliora l’immagine, ma non ne cambia la sostanza. Vedremo nei fatti cosa diranno le famiglie italiane, quali vantaggi ne trarranno i più poveri tra i poveri e in che modo – conclude Binetti – la loro vita registrerà un miglioramento effettivo, al di là delle promesse ventilate”.

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