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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Ilva: Decreto inadeguato

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

ilva“Sono 11 decreti in quattro anni: stiamo parlando dell’Ilva e di quel complicato rapporto tra ambiente e salute; tra eccellenza industriale nella produzione dell’acciaio e mancanza totale di garanzie per la qualità di vita dei lavoratori. Stiamo parlando di risorse infinite immesse per bonificare i luoghi, per curare i malati, per aggiornare gli impianti, eppure ci troviamo davanti ad un flop gigantesco. Non c’è dubbio che il governo Renzi sull’Ilva non è riuscito ad andare oltre le promesse; gli impegni a scadenza ravvicinata; la perdita secca di un’area che creava lavoro per tanti e ora si trova a fare i conti con disoccupati, malati e una dose massiccia di rabbia che potrebbe esplodere a distanza ravvicinata”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Per essere il governo del fare, bisogna riconoscere che a Taranto si è fatto poco e male. Per essere il governo del Jobs Act, bisogna dire che ai giovani tarantini non resta altro che emigrare verso altri lidi. Per essere il governo dei diritti individuali, bisogna riconoscere che non sono mai stati così calpestati. L’articolo tre della nostra Costituzione qui sembra proprio il convitato di pietra e le discriminazioni sono all’ordine del giorno, soprattutto in fatto di salute e di opportunità concrete. Per essere un governo che parla di presenza italiana in Europa come segno di cultura, di ricerca e di creatività, bisogna ammettere che i suoi esperti a Taranto non ne hanno azzeccata una”.
“Ecco lo scenario in cui noi avremmo voluto vedere riforme vere – prosegue Binetti -, riforme che nella fedeltà alla Costituzione, avessero garantito al Meridione pari opportunità con il Nord. Tutto ciò finora non c’è stato e dubitiamo fortemente che questo ennesimo decreto otterrà risultati, finora millantati, ma mai realizzati. Il Governo Renzi sa bene di essere un osservato speciale in Italia, in Europa e nel mondo intero; succede come per le banche. Per anni ci hanno assicurato che costituivano un sistema solido e sicuro, migliore del resto dell’Europa, però poi scopriamo che ogni giorno abbiamo bisogno di un decreto salva banche per sopravvivere. E’ questa è davvero l’ora dei fatti, quella dei risultati controllati, verificati, soppesati, con quella percezione di sfiducia che si va diffondendo nel Paese e che genera una cultura del sospetto”. “Troppe parole per pochi fatti – conclude Binetti -, troppo ottimismo di facciata per non poche disgrazie che ci minacciano. Varrebbe la pena che il governo ne tenesse conto, evitando i distrattori di massa con la propaganda per il referendum, che dovrebbe garantire la migliore riforma possibile, mentre si alzano dubbi e incertezze”.

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