Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Unione Naz. Consumatori su Istat inflazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

istatL’Istat conferma le stime preliminari. A giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dello 0,1% su base mensile ed una diminuzione su base annua dello 0,4%.
“I consumi sono ancora stagnanti, quindi è ovvio che i prezzi confermino la loro discesa. La spesa per consumi finali delle famiglie nel primo trimestre del 2016 è rimasta ferma rispetto al quarto trimestre 2015. Il rovescio della medaglia è che, grazie alla deflazione, sale il potere d’acquisto delle famiglie, aumentato dell’1,1% nello stesso periodo di riferimento” afferma Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, a giugno sono 12 su 19 quelli in deflazione.
“Il fatto che Milano, solitamente tra le città più care d’Italia, abbia il record della deflazione, è particolarmente grave. Indica che anche i milanesi, nonostante abbiano un reddito disponibile tra i più alti d’Italia, hanno dovuto stringere la cinghia e ridurre le spese. Se non ripartono i consumi a Milano, figurarsi altrove” prosegue Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica dei capoluoghi di regione (cfr tabella) dove, grazie alla deflazione, si risparmia di più.
Il record spetta a Milano, dove l’abbassamento dei prezzi dell’1% consente ad una famiglia di 4 persone di risparmiare 490 euro su base annua in termini di riduzione del costo della vita. Al secondo posto Torino, con una deflazione dello 0,9% ed una minor spesa di 400 euro. Al terzo posto Ancona, dove una tradizionale famiglia di 4 componenti risparmierà 328 euro (-0,8%).
In testa alla classifica delle città più care d’Italia, Venezia, dove l’inflazione dello 0,6% si traduce in un aggravio di spesa, per una famiglia di 4 persone, pari a 269 euro su base annua. Seguono, sempre in termini di aumento del costo della vita, Trento, dove l’inflazione dello 0,5% si traduce in un aumento del costo della vita pari a 232 euro e Bolzano, scalzata dal suo primato storico di città più cara d’Italia (inflazione +0,4%, + 223 euro).
Tra la città più cara, Venezia, e quella meno cara, Milano, si determina una differenza annua, in termini di spesa, pari a 759 euro (490+ 269).

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