Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Cosa succede negli USA? Cosa succede nell’UE? Cosa succede nel mondo? Cosa vogliamo far succedere?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

la voceL’uccisione dei poliziotti di Dallas e l’anticipata partenza del Presidente USA dal vertice della NATO in corso a Varsavia hanno richiamato su grande scala l’attenzione sulla crisi del sistema politico USA e sulla crisi sociale che la determina. La decisione annunciata a Varsavia dal vertice NATO che continuerà l’impegno militare in Afghanistan, sottintende altresì che si continuerà con le guerre in Africa, in Asia e in America Latina per eliminare o destabilizzare gli Stati che non aprono senza riserve il loro paese alle scorrerie del grande capitale e ai loro comitati d’affari.
La decisione annunciata a Varsavia mette in luce anche la crisi di chi non è in grado di creare un nuovo ordine conforme ai propri interessi essendo lacerata da interessi contrapposti: in definitiva ogni gruppo imperialista deve valorizzare il capitale che esso amministra. In questo senso va intesa l’iniziativa della  Goldman Sachs di assumere al suo serivizio José Manuel Barroso.
Dato il suo ruolo mondiale il sistema politico USA influenzerà il corso delle cose in tutto il mondo. Resta, in ogni caso,  la convinzione  che la borghesia imperialista è un gigante dai piedi di argilla, una belva oramai impotente a dirigere l’umanità, anche se ancora capace di fare grandi danni.
L’andamento della crisi del sistema politico USA dipende anche dalle lotte in corso nel mondo, ma la sua soluzione in definitiva dipende dallo sviluppo del movimento comunista negli USA: a questo sviluppo possono contribuire e contribuiscono i comunisti di tutto il mondo, principalmente lavorando alla rinascita del movimento comunista nel loro paese. Il primo paese imperialista che romperà le catene farà scuola anche alle masse popolari americane, come e meglio di come a suo tempo fece l’Unione Sovietica guidata prima da Lenin e poi da Stalin.
La crisi che sconvolge la società USA ha le apparenze della persecuzione e discriminazione razziali, dell’oppressione degli afroamericani e della loro resistenza. Queste sono un aspetto reale e permanente della storia degli USA fin dalla loro fondazione. Ma proprio Barak e Michelle Obama sono la dimostrazione che oramai non è più la razza che fa degli afroamericani il bersaglio della mobilitazione reazionaria negli USA. Se un nero è ricco oppure abbastanza istruito, carrierista e obamanobel1_intintraprendente, l’essere nero non ne fa un bersaglio della persecuzione e discriminazione razziali.
Il corso delle cose, l’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale e lo sviluppo della seconda crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale hanno portato e portano anche negli USA all’eliminazione delle conquiste strappate in tutti i campi dalle masse popolari alla borghesia imperialista nella prima parte del secolo scorso. Da alcuni decenni le condizioni generali del proletariato e del resto delle masse popolari peggiorano anche negli USA nonostante le ricchezze che i gruppi imperialisti USA estorcono nel resto del mondo. E nelle masse popolari americane gli afroamericani pagano il prezzo più caro, come gli immigrati e in altri modi le donne. È un processo analogo a quello di cui sono vittima gli immigrati in Europa. In una società in cui la divisione e l’oppressione di classe si acuiscono, nei gradini più bassi della scala quanto più si scende tanto più cresce la proporzione dei gruppi vittime di discriminazioni ereditate dalla storia e delle vittime della ricolonizzazione dei vecchi paesi coloniali. Non è la xenofobia che aumenta in Europa. Arabi, asiatici e africani ricchi sono accolti a braccia aperte come investitori, come clienti e come turisti. Sono l’oppressione e lo sfruttamento che aumentano in Europa. È l’oppressione di classe che diventa più feroce.
assad-putinA livello internazionale, Cina e Russia sono bersaglio delle manovre aggressive della Comunità Internazionale dei gruppi europei, americani e sionisti. Questo e le loro grandi dimensioni inducono alcuni esponenti e organismi della sinistra borghese, persino alcuni personaggi e organismi che si dichiarano comunisti, ad assumere la Cina e Russia come campioni delle sorti dell’umanità e a schierarsi dalla loro parte. Il loro schieramento è cosa importante ma non perché accresce la forza o la volontà di resistenza della Cina e della Russia (o dei BRICS di cui però oramai la sinistra borghese parla meno, vista la piega presa dalle cose in Brasile, in India e in SudAfrica). Il primo paese imperialista che romperà le catene della Comunità Internazionale dei gruppi europei e americani mostrerà la strada e aprirà la via anche alle masse popolari del resto del mondo e si gioverà del loro appoggio. L’Italia può essere questo paese. L’esito delle recenti elezioni amministrative lo conferma e l’aggrava. Il referendum contro la riforma Renzi della Costituzione e per la sua attuazione offre un ottimo contesto per sviluppare il nostro lavoro. La lotta degli operai metalmeccanici e dei lavoratori di altre categorie per il rinnovo del CCNL crea un contesto favorevole alla moltiplicazione di Organizzazioni Operaie (OO) nelle aziende capitaliste. Le mille proteste in corso contro le misure antipopolari del governo Renzi, i referendum abrogativi e le lotte dei dipendenti pubblici creano un contesto favorevole alla moltiplicazione di Organizzazioni Popolari (OP) in ogni azienda e istituzione pubblica e in ogni zona d’abitazione. L’esito delle elezioni amministrative ha creato un contesto favorevole alla creazione di Amministrazioni Comunali d’Emergenza (ALE). Persino l’Amministrazione Comunale di Roma, centro nazionale della malavita e della speculazione, è finita nelle mani del M5S.
Le nuove amministrazioni comunali (M5S a Roma, Torino e altrove, di rottura con le Larghe Intese come De Magistris a Napoli, di sinistra che ha rotto col PD come a Sesto Fiorentino) si scontreranno ben presto e in modo sempre più acuto con il loro proprio legalitarismo: l’ostinazione ad attenersi alle procedure disposte dall’autorità centrale e alle loro leggi anziché promuovere la mobilitazione e lavoratoril’organizzazione delle masse popolari e far leva sui nuovi rapporti di forza che così nascono per attuare i propositi che hanno dichiarato. I procedimenti giudiziari, le vie legali, i ricorsi alle varie istanze della Pubblica Amministrazione della RP, i referendum sono tutti strumenti ausiliari: limitarsi ad essi è votarsi alla sconfitta e alla cooptazione nel sistema della RP. Un lavoro utile e dignitoso per tutti quelli disposti a lavorare, e una accurata opera di educazione delle nuove generazioni senza risparmio di mezzi: ecco le principali misure contro la malavita, la criminalità e la corruzione. L’assurgere di OO e OP al ruolo di nuove autorità pubbliche, il formarsi di Organismi Giovanili nella Scuole Medie Superiori e nelle Università, il reclutamento degli elementi decisi a compiere la Riforma Intellettuale e Morale necessaria per diventare comunisti: ecco come oggi facciamo avanzare la rivoluzione socialista nel nostro paese. La crisi delle banche, risultato delle speculazione e delle manovre dei banchieri, dimostra che le operazioni bancarie non sono dettate da sacre “leggi dell’economia” ma da interessi di bottega. La criminalità, l’illegalità e la corruzione sempre più diventano loro correnti modi operativi. Occorre che l’opinione pubblica sana osi sognare, pensare, vedere oltre l’orizzonte della società borghese!
Studiare il Manifesto Programma del Partito è la prima attività di chi si organizza per diventare comunista. Stabilire un contatto con il Centro del Partito è la seconda. Promuovere la costituzione di OO e OP e il loro orientamento a costituire il GBP è la terza. (il comunicato è stato ripreso in parte. Chi è interessato alla sua lettura integrale collegarsi al sito http//:www.nuovopc.it)

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