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Archive for 19 luglio 2016

San Vito lo Capo dal 19 al 24 luglio 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

sicilia ambientesicilia ambiente1San Vito Lo Capo (Trapani-Sicilia). L’ottava edizione di SiciliAmbiente Documentary Film Festival, dal 19 al 24 luglio 2016, vede 40 film in concorso sul tema dell’ambiente e dei diritti umani tra documentari, corti, animazioni, e i “Bike Shorts”, corti dedicati alla bicicletta come simbolo della mobilità sostenibile, più la sezione di corti per i bambini, “SiciliAmbiente for Kids”, e proiezioni speciali organizzate con i partner. Le opere in concorso, selezionate tra centinaia di proposte provenienti da tutto il mondo, comprendono sottotitoli per il pubblico italiano realizzati dalla produzione e dal team di volontari SiciliAmbiente, impegnato inoltre in diversi altri aspetti fondamentali dell’organizzazione.Tra i film in concorso l’anteprima italiana per due produzioni francesi, i documentari Changement de propriétaire di Aurélien Lévêque e Luba Vink e La bibliothèque est à nous di Kaspar Vogler, e per la produzione italiana Dert dei fratelli Stefano e Mario Martone. Fukushima, a nuclear story di Matteo Gagliardi viene trasmesso in tv da Sky Cinema Cult in Italia, Al Jazeera negli USA, e in altri 11 paesi. Tra i corti più premiati finora Sk- Sonderkommando di Nicola Ragone, vincitore del Nastro D’Argento 2015 come miglior film per il formato breve, e Asòmate a la Ventanita (Venezuela) di Tito D’Aloia Galante, Miglior corto internazionale all’Hollywood International Independent Documentary Awards (HIIDA) 2015. Il film di animazione Panorama di Gianluca Abbate vince il Nastro d’Argento 2016, e My grandfather was a cherry tree (Russia) di Olga e Tatiana Poliektova riceve il Jury Award al New York International Children’s Film Festival 2016.
sicilia ambiente2La sei giorni è ricca inoltre di eventi collaterali di alta rilevanza culturale, come la proiezione di un video inedito di Pier Paolo Pasolini dal titolo “Netturbini”, in collaborazione con AAMOD. L’improvvisazione del sassofonista Gianni Gebbia accompagna musicalmente questo evento in anteprima assoluta domenica 24 luglio, dopo la premiazione finale.La Filmoteca Regionale Siciliana contribuisce all’offerta culturale con una proiezione speciale e un’installazione. Il montato tratto dagli archivi di Mauro Rostagno dal titolo La rivoluzione in onda offre testimonianze pregnanti dell’impegno di Mauro che lavorava per non far cadere la coltre del silenzio sul nulla. La proiezione di venerdì sera, 22 luglio, sarà seguita da un incontro con Laura Cappugi, direttrice della filmoteca, e Alberto Castiglione, regista del filmato. A partire invece dal primo giorno, martedi 19, all’interno degli uffici della Pro Loco il pubblico ammirerà per tutto il Festival una video-installazione realizzata dall’artista visivo Salvo Cuccia intitolata “Deja Vù. Viaggio Fuori Rotta”.
sicilia ambiente3Una tavola rotonda a cura di Arpa Sicilia e Laboratorio Infea nella giornata di sabato 23 luglio mette insieme alcune delle istituzioni e organizzazioni più attente alle tematiche ambientali e agli audiovisivi, tra cui la Fondazione Unesco Sicilia, l’Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo/Sicilia Film Commission, la Filmoteca Regionale Siciliana, l’Arpa Friuli Venezia Giulia, ARCI Commissione Ambiente, FIAB e altri. L’obiettivo è firmare la “Carta di San Vito Lo Capo” in cui si ci impegna ad avviare politiche che favoriscano la produzione di audiovisivi a tematica ambientale al fine di utilizzarli come strumento di educazione ambientale.
Amnesty International realizza due appuntamenti speciali: per tutto il Festival la mostra “Sanaa: la città dai vetri infranti e dai sogni distrutti” sulla guerra in Yemen, a cura della giornalista e fotografa britannico-yemenita Rawan Shaif al-Aghbari.
E sabato 23 la proiezione del film “Né Giulietta Né Romeo” (2015) alla presenza della sceneggiatrice/produttrice/interprete/regista Veronica Pivetti.
A cura dell’ARCI la presentazione di una serie di produzioni del network O.R.A. (Observe Rethink Act), nato nel 2009 da diverse organizzazioni europee tra centri giovanili, riserve naturali, O.N.G. ambientali, organizzazioni di sviluppo sociale, cooperative, collettivi artistici, organizzazioni culturali ed eco-centri. Il concetto di base di ORA è quello di fornire ai giovani la possibilità diretta per osservare il loro contesto (sia a livello locale che internazionale), di ripensare il proprio ruolo (sia come individui che come membri della società) e di agire come cittadini responsabili a rafforzare le loro comunità.
Matteo GagliardiDomenica 24 verranno presentati i primi episodi della web serie collettiva “Sicilia Misteriosa. Ambiente, affari e salute pubblica spiegata ai bambini”, un progetto a cura di Alessandro Aiello e Zoltan Fazekas.Di sera, la piazza diventerà il palcoscenico per assistere al mapping del Santuario sul tema dell’immigrazione, realizzato da Fabrizio Lupo, con musiche di Mario Bajardi.
Come ogni anno, Navarra Editore organizzerà a SiciliAmbiente presentazioni di libri che seguono un filo conduttore con le tematiche delle proiezioni, alla presenza degli autori. Aperitivi e degustazioni offerti al giardino di Palazzo La Porta precederanno le presentazioni grazie ai partner Olis Geraci e Vini Lauria.Per il pubblico più ‘dinamico’, FIAB Palermo Ciclabile e YMCA organizzeranno passeggiate ed escursioni in bicicletta tutti i giorni, mentre giovedì 21 ci sarà la “Passeggiata Ecologica” in collaborazione con Legambiente, dal porto al faro per pulire la spiaggia di San Vito Lo Capo.Imperdibile anche il Market-Lab 2016, mercato laboratorio per beni realizzati seguendo criteri legati alla sostenibilità, al riciclo e all’uso di materiali poveri, allestito in Piazza del Santuario e lungo Via Savoia, il corso principale del paese.
Altre possibilità di acquisti “green” all’Infopoint SiciliAmbiente, dove saranno presenti i gadget sostenibili esclusivi di Grin Eco Gadget, partner del Festival.
Infine per concludere SiciliAmbiente 2016, la serata delle premiazioni si terrà domenica 24 luglio. I premi delle sezioni Documentari e Cortometraggi verranno offerti da Arpa Sicilia e Laboratorio Infea, mentre la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) sponsorizzerà il premio Bike Shorts. Ulteriori premi verranno offerti dai partner AAMOD, TTPixel, e Scuola Fuorinorma.
A giudicare la sezione dedicata alla mobilitá sostenibile saranno alcuni degli studenti di Ingegneria dell’Universita degli Studi di Palermo grazie alla collaborazione con il Prof. Ing. Marco Migliore. La sezione cortometraggi e quella animazioni verrà invece giudicata da Laura Renzi (Amnesty International Italia), Alessandro Aiello (regista) e Salvo Cuccia (regista). La giuria della sezione documentari per quest’anno è composta Paola Scarnati (AAMOD), la sopracitata Veronica Pivetti e l’attore Valerio Mastandrea. (foto: sicilia ambiente, Matteo Gagliardi)

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Mostra internazionale, intitolata “Monte Carlo Calling”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

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(Fidest) Montecarlo. C’è grande attesa per la mostra internazionale, intitolata “Monte Carlo Calling” che aprirà dal 2 al 4 settembre 2016, con la presenza straordinaria di Amanda Lear, che nell’occasione proporrà le sue suggestive creazioni pittoriche. L’evento, è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes e riunisce un selezionato gruppo di artisti contemporanei di fama, italiani e stranieri. L’evento si svolge presso l’esclusivo Hotel Metropole, situato nel centro di Monte Carlo, in avenue de la Madone 4, proprio accanto alla famosa piazza del casinò. L’inaugurazione, è fissata per il 2 settembre 2016. L’organizzatore Salvo Nugnes montecarlospiega “Anche a Monte Carlo vogliamo creare un’esposizione d’impronta cosmopolita, dando la possibilità agli artisti partecipanti di esprimere il loro estro e la loro fantasia creativa con grande libertà e spontaneità. La presenza eccezionale di un personaggio di spicco del calibro di Amanda, valorizza ancora di più l’iniziativa e offre l’occasione di visionare una serie interessante di sue opere, caratterizzate da un’esecuzione originale e versatile, che rispecchiano in pieno l’indole della carismatica e vulcanica Amanda.” E precisa “Monte Carlo con la sua affascinante atmosfera, è una location ideale per ospitare esposizioni di questo tipo e siamo molto soddisfatti nel vedere, che stiamo già riscuotendo forte risonanza mediatica e c’è grande aspettativa generale. Certamente, Monte Carlo Calling diventerà un appuntamento immancabile nel nostro calendario di eventi artistico-culturali, per dare ancora più diffusione al messaggio a favore della libera espressione creativa”. (Christian Flammia) (foto: montecarlo, amanda lear)

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Il Giappone di Fosco Maraini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

fosco maranifosco marani1Cisano di San Felice del Benaco (BS) 30 luglio – 2 ottobre 2016 Inaugurazione: sabato 30 Luglio 2016 ore 18.00. Fondazione Raffaele Cominelli Negli spazi del palazzo benacense si svilupperà un percorso che metterà in risalto la complessa e poliedrica figura di Fosco Maraini: etnologo, antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore, esploratore e poeta. La mostra, a cura di Rosanna Padrini Dolcini e Nicola Rocchi, si focalizzerà sul legame profondo di Maraini con il Giappone, legame che ha inciso in maniera determinante su tutto il suo percorso esistenziale e culturale.Il rapporto di Fosco Maraini con il Giappone ha inizio alla fine degli anni ’30, quando si trasferisce nell’isola di Hokkaido per studiare l’arte, la religione tradizionale e la cultura del popolo degli Ainu. Da quel momento la sua vita professionale e privata si intreccerà profondamente con il Giappone, che sarà fonte inesauribile di ispirazione per documenti di vario tipo (libri, appunti, fotografie, etc).La mostra sarà realizzata grazie al consenso delle eredi di Fosco Maraini e alla collaborazione del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux di Firenze, cui lo stesso Maraini affidò la propria biblioteca orientale e i preziosi materiali prodotti nel corso della sua vita di viaggiatore e studioso: oltre 100 mila fotografie, i carteggi e la corrispondenza, i quaderni con gli appunti di viaggio e molte altre carte relative all’archivio di lavoro, gli scritti e le pubblicazioni, i documenti personali e familiari.
fosco marani2fosco marani3All’interno del palazzo Cominelli verrà esposta una selezione di fotografie, taccuini e altri documenti “giapponesi” di Maraini, oltre ai libri da lui dedicati al Giappone e all’Asia. Le fotografie, in bianco e nero, si riferiscono in particolare alla permanenza in Giappone negli anni Cinquanta: mostrano templi, riti e cerimonie religiose, ritratti e paesaggi. Agli scatti fotografici sono accostati alcuni dei taccuini sui quali Maraini annotava i propri appunti, accompagnandoli con schizzi, disegni e schemi. L’obiettivo della mostra è di evidenziare inoltre, il composito metodo di lavoro dello scrittore, la sua curiosità inesauribile e la pressante necessità interiore di comprendere a fondo la realtà.
L’esposizione sarà incentrata intorno a tre nuclei tematici, ai quali è dedicata una sala ciascuno.
Nella prima sala verranno raccolte immagini e agende con appunti e disegni relativi agli anni 1953-54: tutti materiali poi confluiti nel libro “Ore giapponesi” (1956), testo ancor oggi imprescindibile per chi desideri avvicinarsi alla cultura giapponese.
La seconda sala sarà dedicata alle fondamentali ricerche condotte sulle Ama, le pescatrici delle isole Hekura e Mikuriya – dell’arcipelago delle Nanatsu-to – e alle fotografie in cui Maraini le ritrasse nel fosco marani41954. Alcuni materiali documenteranno inoltre gli studi sui matsuri, le feste tradizionali giapponesi.
Nell’ultima sala verrà data testimonianza di un progetto a cui Maraini lavorò a lungo e non riuscì a concretizzare: saranno esposte alcune schede, parte del materiale preparatorio per un dizionario e un libro sui kanji – i caratteri di origine cinese utilizzati nella scrittura giapponese. “La presenza sibillina, alchemica, bellissima degli ideogrammi” è il primo indicatore che segnala a Clé – il protagonista del romanzo autobiografico “Case, amori, universi” – che il viaggiatore sta “davvero saltando oltre i valli del mondo indoeuropeo”. E l’interesse per gli ideogrammi, insieme alla profonda fascinazione per la religione scintoista, sono una costante nel rapporto tra l’etnologo fiorentino e la cultura giapponese.La mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente, oltre a numerose immagini, brevi testimonianze dei familiari sulla figura di Fosco Maraini e il suo rapporto col Giappone.
Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano, rientra nel programma espositivo che la Fondazione Raffaele Cominelli, per l’estate 2016, ha dedicato interamente al rapporto tra Giappone e Italia, e si aggiunge agli altri due eventi, dedicati rispettivamente alla mostra “Dialoghi – Gioielli contemporanei” e alla mostra “Eterne Stagioni” allestita al Museo D’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani, in cui si indaga il rapporto tra i più significativi artisti visivi del panorama contemporaneo e gli antichi paraventi giapponesi. Orari: sabato: dalle 17.00 alle 20.00 domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00 Ingresso libero (foto: fosco marani)

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Camera dei deputati: si stringe la cinghia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

camera deputati2“Chissà se la notizia che la Camera ha apportato significativi tagli al suo bilancio, con un risparmio netto di parecchie decine di milioni, convincerà i cittadini che c’è una buona politica che lotta contro la corruzione e si oppone concretamente agli sprechi a tutti i livelli, cominciando da quanto sta nelle sue mani. I risparmi della Camera ammontano a 270 milioni di euro dal 2013 al 2016. Arriva oggi in Aula la Relazione 2015 del Collegio dei Questori e si procederà all’approvazione del bilancio della Camera“.
Lo dichiara l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Il risparmio effettuato – prosegue – chiama in causa tutta una serie di comportamenti virtuosi messi in atto quest’anno, intervenendo su tutte le voci del bilancio, a cominciare dal personale: siamo passati in pochissimo tempo da circa 1.900 dipendenti a poco più di 1.200 persone. Molti sono andati in pensione e non ci sono state nuove assunzioni, con la conseguenza immediata che il lavoro si è andato ridistribuendo sulle spalle di quanti sono rimasti in servizio. E credo che non ci si possa spingere oltre su questo fronte, anche per rispetto della qualità del lavoro fatto dagli Uffici Studi e dai funzionari delle diverse commissioni. Molti tagli sono stati fatti nei benefits offerti ai deputati e anche a questo livello è difficile immaginare ulteriori riduzioni. Dove invece si possono invece fare ancora tagli molto consistenti è sotto il profilo del modello organizzativo dei lavori della Camera: anche qui occorre innovare se si vuole risparmiare. Giorni di lavoro alla Camera e orari più chiari, sul modello del Parlamento europeo, potrebbero creare un risparmio sostanziale in termini di viaggi programmati per tempo e quindi realizzati a basso costo. Una diversa programmazione del lavoro delle commissioni, potrebbe rendere più spedito l’iter dei provvedimenti in Aula; una digitalizzazione più avanzata dovrebbe consentire enormi risparmi sul materiale cartaceo prodotto: basterebbe che sui banchi ci fossero dei monitor su cui compaiono emendamenti da votare, aggiornamenti, dichiarazioni di voto, sintesi degli interventi, senza dover ristampare ogni giorno tutto il materiale necessario per tutti i parlamentari”.
“Sono convinta infatti – conclude Binetti – che i costi della politica in Parlamento siano già stati tagliati a sufficienza: proseguire in ulteriori tagli, significherebbe compromettere un accesso effettivamente democratico al ruolo parlamentare. Occorre garantire la qualità del lavoro parlamentare, che non rappresenta un costo della politica, ma piuttosto un costo della democrazia, che è tutt’altra questione”.

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Al Padova Pride Village con Cristina D’Avena, Cesare Bocci, Josefa Idem e Saleem Haddad

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

cristina d avenabocciDa mercoledì 20 a sabato 23 luglio si apre al Padova Pride Village un’altra settimana ricca di appuntamenti firmata Pride Village alla Fiera di Padova. La quinta settimana del Festival si apre con la regina incontrastata dei cartoons: Cristina D’Avena. Una carriera incredibile quella di Cristina che già inizia a tre anni con il “Il valzer del moscerino” allo Zecchino d’Oro fino ad arrivare alla sua recente apparizione come ospite d’onore sul palco del Teatro Ariston durante la serata finale del sessantaseiesimo Festival di Sanremo. In mezzo oltre 700 canzoni incise, 5 dischi di platino, 1 disco d’oro ed un totale di oltre 7 milioni di copie vendute. Dai “Puffi” a “Kiss Me Licia” da “Occhi di Gatto” a “Lady Oscar”, canzoni conosciute ed amate da amata da grandi e piccoli, Cristina D’Avena farà tornare bambino il pubblico del Padova Pride Village proponendo una ricca selezione della sua sterminata discografia che include le più famose sigle dei cartoni animati di tutti i tempi.
La serata del Village inizierà alle 19.00 con un aperitivo tra i grandi successi musicali. Prima del concerto il pubblico sarà intrattenuto da “You choose. We Play”: richieste musicali, notizie strane dal mondo e brevi show. Al termine dello spettacolo spazio alla musica dance sul palco esterno con Milla De La Soul DJ e RRose. [Ingresso gratuito tra le 19:00 e le 20:00, 5 € tra le 20:00 e le 2:00]
Giovedì 21 luglio saliranno sul palco del Boulevard Josefa Idem, campionessa sportiva ed ex ministro delle Pari opportunità, sport e politiche giovanili, Luisa Rizzitelli, presidente di “Assist – Associazione Nazionale Atlete” e Milena Bertolini, allenatrice nella massima divisione di calcio femminile e cinque volte Panchina d’Oro. L’occasione è il dibattito “Cartellino Rosso. Omofobia nello sport” moderato dal giornalista Marco Campanale, e organizzato dal Circolo Tralaltro Arcigay di Padova e dal Circolo ArciLesbica Il Riparo Padova. La discussione tratterà il tema dello sport dal punto di vista dell’omofobia e della parità di genere. Con l’occasione, infatti, verrà anche presentato il volume “Giocare con le tette”, pubblicato dalla Compagnia Editoriale Aliberti e curato da Milena Bertolini. L’opera, il cui autore è voluto rimanere anonimo, è una denuncia contro la discriminazione nei confronti dello sport al femminile e segnatamente del calcio in gonnella: “Questa non è una storia del calcio femminile – si legge nel libro- questa è una storia al femminile del calcio, e un po’ anche del mondo”.Al termine dell’incontro, salirà sul palco Cesare Bocci, attore di teatro noto per varie partecipazioni a film e fiction, tra cui Il Commissario Montalbano e Il Bello Delle Donne. Oltre alle tappe della sua carriera, il talk, condotto da Lorenzo Bosio, sarà l’occasione di parlare del libro, scritto da Cesare Bocci insieme alla compagna Daniela Spada “Pesce d’aprile. Lo scherzo del destino che ci ha reso più forti” (Sperling e Kupfer, 2016), in cui la coppia racconta la propria vita prima e dopo l’ictus che colpì Daniela nel 2000, a solo una settimana dal parto della loro figlia Mia.I cancelli come sempre saranno aperti alle 19.00. Al termine dei talk musica dance sul palco esterno con Raul De la Renta DJ [Ingresso gratuito tra le 19:00 e le 20:00, 5 € tra le 20:00 e le 2:00]
Gli incontri culturali del Padova Pride Village proseguono, venerdì 22 luglio, alle 21.30, alla Casa Tralaltro che ospiterà la presentazione di “Ultimo giro al Guapa” (edizioni e/o, 2016), libro d’esordio di Saleem HaddadSaleem Haddad. Classe 1983, Saleem è nato in Kuwait da madre iracheno-tedesca e padre palestinese-libanese. È cresciuto in Giordania, Canada e Gran Bretagna. Per Medici Senza Frontiere ha lavorato in Yemen, Siria e Iraq. Ha collaborato con il Centro di Studi Strategici dell’Università della Giordania. Vive a Londra dove si occupa di politica, rapporti stato-società, processi di transizione e peacekeeping per conto di Safeworld, dove lavora come Conflict and Security Advisor per le aree del Medio Oriente e del Nord Africa. Tradotto in tutto il mondo, il libro “Ultimo giro al Guapa” racconta la gioventù araba e i cambiamenti politici e sociali dopo le “Rivoluzioni di Primavera”, attraverso le vicende di Rasa un giovane omosessuale. Nella drammatica vicenda umana del giovane, l’omosessualità, repressa dai regimi dittatoriali e dai fondamentalisti islamici, diventa una chiave di lettura obbligata del mondo, un punto di vista privilegiato per smascherarne le ipocrisie e le contraddizioni. Il Guapa, il luogo di ritrovo dei deviati e degli esclusi, diventa il cuore stesso della città di Rasa, il simbolo della strada e della sua ribellione.La serata prosegue con “Drag Your Talent” gara all’ultima parrucca presentata da Pink Logan e Krystian. A seguire, doppio appuntamento con la dance. Alla consolle del palco esterno Mattia Matthew DJ, mentre all’interno si esibirà Dat Villa DJ.[ingresso gratuito tra le 19:00 e le 21:00, 6 € tra le 21:00 e le 4:00]
Sabato 23 luglio dopo l’aperitivo musicale, che dalle 19 accoglie il pubblico dei “villegggianti”, sul Boulevard prenderà il via “I Migliori D-Anni Show”, un gioco che ripercorre i decenni del costume e Al di là dello specchiodella storia condotto da Leo e Miss Linda. Una sfida tra due squadre capitanate da Mizzy Collant e Giusva.Il “Cinevillage”, rassegna di film d’autore in collaborazione con il Queer Lion Award, premio collaterale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, organizzato da Daniel N. Casagrande, propone il documentario Al di là dello specchio di Cecilia Grasso (Italia 2015, 54’). “Eyes Wild Drag” è un gruppo di performer e attiviste che realizza spettacoli e laboratori per diffondere l’arte e la cultura legata al mondo delle drag king. Avvalendosi del sostegno del Centro Sperimentale di Cinematografia, la regista Cecilia Grasso ci mostra i vari ‘dietro le quinte’, sia professionali che umani. Sul Boulevard si balla al ritmo della Disco Pop con Dee DJ. Nel Palavillage & Village Privè domina Enrico Meloni Dj e producer romano ma con influenze musicali che arrivano da tutto il mondo. Lavora in numerosi club in tutta Italia dove suona un perfetto mix di progressive & tribal house. Durante l’Europride di Roma ha curato l’opening dj set del concerto di Lady Gaga. Tra i club in cui ha suonato figurano: Gay Village (Roma), Picador (Gallipoli), Fresh! (Roma), Frutta&Verdura (Roma), H.U.B (Lucca), Classico (Roma), Piper (Roma), Folies Scandal (Torino).[Ingresso gratuito tra le 19:00 e le 21:00, 6 € tra le 21:00 e le 23:30, 15 € con 1 consumazione inclusa tra le 23:30 e le 4:00] (foto: bocci, cristina d avena, Saleem Haddad, Al di là dello specchio)

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Giffoni 2016: inizia l’avventura CGS

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

Giffoni-Valle-PianaCelebrazione del Decennale, in questo Luglio 2016, per la Giuria C.G.S. delle “magliette rosse” al Festival internazionale del Cinema per ragazzi di Giffoni Vallepiana. L’edizione dal suggestivo tema “DESTINAZIONI”, vedrà anche l’avvio di un Campus C.G.S. “Percorsi Creativi” modulare, animato da 32 presenze provenienti dal C.G.S. Dorico di Ancona, dall’Istituto Salesiano “S. Maria degli Angeli” di Alassio e “A. T. Maroni” di Varese. I partecipanti all’esperienza formativa, coordinata dal responsabile nazionale della formazione Fabio Sandroni e dal preside salesiano di Alassio don Cesare Orfini, saranno impegnati a partire dal 16 luglio in un laboratorio di 8 giorni di giornalismo web di documentazione e, per la prima volta, in due corsi modulari: uno per i componenti della giuria +13 “Percorsi creativi” (fascia 13-16 anni) sui linguaggi del Videoclip, ed uno per i più esperti, “Percorsi Master”, sui codici dell’Inquadratura, sulla storia del Cinema e sul Cinema come strumento di animazione e di educazione. Alcuni Giurati +13 delle prime edizioni, infatti, sono cresciuti ed hanno proseguito sulla strada dell’animazione socioculturale, tanto da poter coordinare, già dallo scorso anno, il Laboratorio per i più giovani e trovare da quest’anno anche un’opportunità di aggiornamento personale. Così, le giornate saranno scandite da analisi di prodotti, produzione di video e seminari di approfondimento, in un singolare itinerario formativo per ragazzi dai 13 ai 20 anni; si procederà con un lavoro “a catena”, documentato sul sito http://www.sentieridicinema.it, in cui i più esperti guideranno i più giovani, sotto la supervisione dei responsabili, fino all’assegnazione del Premio C.G.S. Percorsi Creativi (XV Edizione) al film della categoria +13 valutato come più interessante della rassegna dai nostri giovanissimi giurati.L’intera iniziativa è parte del progetto speciale SENTIERI DI CINEMA coordinato dal CGS Marche. Chi vorrà, potrà seguire i lavori in tempo reale sul sito http://www.sentieridicinema.it; per tutti l’appuntamento con la condivisione dell’esperienza sarà ancora su queste finestre, al ritorno dal Festival. (foto: Giffoni-Valle-Piana)

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A Roma la seconda edizione del Fashion Connection Lounge

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

fashionRoma Sabato 23 luglio h. 21.30 OS Club Via delle Terme di Traiano 4A torna a Roma il Fashion Connection Lounge di StyleBook con una serata dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti del fashion design. Fashion Connection Lounge non è la solita sfilata ma un evento coinvolgente, incentrato sul confronto costruttivo tra stilisti e blogger: ogni stilista, dopo aver esibito alcune creazioni della propria collezione, sarà intervistato dalle blogger ospiti della serata che “investigheranno” sul suo lavoro, dando modo anche al pubblico di conoscere meglio e più da vicino cosa c’è dietro la professione del designer e dietro la creazione di un abito o di un accessorio di moda.Sotto la direzione artistica di Federica Bernardini saranno presentate le creazioni di nove designer: Dadiva Jewels, Drusilla, Emanuela Forte, Federico Mameli, Hilda Falati, Marina Margaryan, Naïve by Erica Iodice, Pinda Kida e Simona Bellardinelli.A coordinare le blogger e moderare gli interventi sarà Claudia Giordano, storica collaboratrice di StyleBook e autrice del blog BlondyWitch.Fashion Connection Lounge è un format ideato da StyleBook (www.stylebook.it), il social network della moda che opera sul territorio capitolino come associazione culturale attiva nel favorire l’incontro e la collaborazione tra artisti ed operatori appartenenti a campi creativi diversi, con particolare attenzione alla moda, al design e alla fotografia. La prima edizione del Fashion Connection Lounge si è svolta nella stagione 2013-2014 con con una rassegna di quattro eventi che ha visto la presentazione di diciannove creativi e il coinvolgimento di oltre sessanta blogger. (foto: fashion)

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Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini: Keziat “In punta di penna”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

KeziatFrascati (Roma).Inaugurazione: 23 luglio 2016 ore 18:00. Dal 23 luglio al 13 agosto Keziat espone “In punta di penna”, a cura di Barbara Pavan, nel bellissimo spazio espositivo del Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini Piazza Marconi, 6 di Frascati (Roma), ristrutturato dall’architetto Massimiliano Fuksas. Hybrids si chiuderà a Bangkok con “The invisible ink”, dal 30 settembre al 21 ottobre 2016. La mostra farà parte del cartellone del prestigioso festival italiano organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok; manifestazione di assoluto valore che porta ogni anno i migliori artisti italiani in Thailandia. Hybrids, secondo ciclo espositivo internazionale di Keziat segue quello del 2012-2014 intitolato Visionaria, con mostre al MAT, Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo (Foggia), Casa Italiana Zerilli-Marimò di New York, Centro Culturale Elsa Morante di Roma, Sabiana Paoli Art Gallery di Singapore e all’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam.
Di questa terza tappa romana -In punta di penna- scrive la curatrice Barbara Pavan: “La punta della biro di Keziat attraversa leggera e sinuosa la tela come una ballerina classica attraversa il palcoscenico. Scorre veloce, volteggia, torna indietro sulla scia dell’intima narrazione che l’artista – di tratto in tratto – dipana, tra dimensione onirica, piano emozionale e pensiero, senza soluzione di continuità. Le opere di questa mostra sono, appunto, attraversamenti: attraversano paesaggi dove la contemporaneità di piani spaziali e temporali differenti genera un caos apparente popolato di strane creature, sintesi e proiezione di realtà e fantasia, di paure e desideri. Nella complessità dell’articolata costruzione delle opere Keziat non cede mai al decorativo, non concede nulla al lezioso e non si concede mai il superfluo: tutto è parte del tutto, di quel racconto di arte, vita, visione al quale l’artista da forma ma che appartiene e attraversa l’esistenza di tutti noi.”
Hybrids è un progetto Violipiano Visual, realizzato in collaborazione con il MAT – Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo, il Comune di San Severo, la Società Dante Alighieri di Miami (Usa), il Consolato d’Italia a Miami (Usa), il Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini di Frascati (Roma), il Comune di Frascati (Roma), l’Ambasciata d’Italia a Bangkok. Catalogo in mostra. Orari:
martedi – venerdi 09:00 – 18:00 sabato e domenica 10:00 – 19:00 (foto: Keziat)

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La Brexit non ferma Erasmus

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

erasmusL’Agenzia Nazionale per i Giovani ha reso nota la graduatoria della seconda scadenza dell’anno, relativamente alle azioni di scambi di giovani, servizio volontario europeo, formazione di animatori giovanili e dialogo strutturato.“Vorrei rassicurare tutti coloro che dovranno realizzare progetti che prevedono attività con la Gran Bretagna perché, per quanto riguarda Erasmus+, nulla cambia in riferimento alla gestione e realizzazione delle attività – dichiara Giacomo D’Arrigo , Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani- Il programma infatti non è rivolto solo a Paesi UE, ma anche ai Paesi dello Spazio economico europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein), quelli candidati (Turchia, Ex-Repubblica iugoslava di Macedonia) ed anche a Paesi Extra UE. Quindi le attività di mobilità potranno proseguire anche con il Regno Unito grazie a risorse messe a disposizione dalla Commissione Europea, altro che Brexit”.“Il voto inglese sul Brexit – prosegue D’Arrigo – ha portato alla luce sentimenti contrapposti proprio tra le nuove generazioni: quelli che per anni hanno idealizzato, sognato, immaginato e costruito la loro Europa, ragazze e ragazzi che hanno votato e scelto di restare, convinti dell’importanza dell’Europa e delle opportunità che offre. Poi ci sono i disillusi, che vedono nell’Unione Europea, non un sogno per il quale impegnarsi quotidianamente, ma solo un sistema fatto di tecnicismi e burocrazia. Ora più di prima sta a noi il compito, anche e soprattutto attraverso strumenti come Erasmus+, di portare tutti nella direzione di sentirsi sempre più cittadini europei.”“Proprio con l’obiettivo di rafforzare la cittadinanza europea delle nuove generazioni l’Agenzia ha approvato, tra la prima e la seconda scadenza del 2016 risorse per oltre 6.537.737,96 euro approvando 307 progetti in favore dei giovani” conclude D’Arrigo. Per l’azione relativa ai partenariati strategici per l’innovazione (KA2) occorre attendere la prima metà di settembre e siamo certi che saranno progetti che porteranno un valore aggiunto alla nostra Europa. http://www.agenziagiovani.it

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Inps e pensioni: 157 miliardi di contributi non versati

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

inps157 miliardi di mancati versamenti previdenziali (pensioni). Il dato e’ contenuto nella relazione annuale della Commissione parlamentare di controllo sulle attivita’ degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.
157 miliardi che l’Inps potrebbe incassare e che risolverebbero molti problemi, ad iniziare dalla copertura del proprio disavanzo fino alla integrazione delle “pensioni povere”. Chi non versa i contributi? Il mondo della imprenditoria. Si capisce, allora, perche’ i media (televisione, radio, giornali, ecc.), partiti ed esponenti istituzionali, abbiano concentrato la propria attenzione sulle “pensioni d’oro” (figuriamoci i vitalizi!) che devono essere diminuite a favore delle “pensioni povere”. Non e’ questa la soluzione. Per fare un esempio, dal contributo di solidarieta’, prelevato dalle “pensioni d’oro”, si ricavano 160 milioni e dalla proposta di detrazione dei vitalizi parlamentari si otterrebbero 76 milioni, che sono briciole nei confronti dei 157 miliardi (non milioni) di evasione contributiva. Far luce sulle cause vere dei problemi dei pensionati non e’ conveniente, mettere sotto accusa gli imprenditori e’ alquanto spiacevole (nessuno vuole scontrarsi), meglio dare la caccia all’untore, trovare capri espiatori da offrire in pasto all’opinione pubblica. Insomma, una vera e propria cortina fumogena e’ stata sollevata per nascondere la realta’: la responsabilita’ dell’attuale situazione non e’ dei “pensionati d’oro” ma di chi non ha versato i contributi previdenziali, cioe’ degli imprenditori. Se i media, invece di parlare alla pancia dei cittadini, per aumentare l’audience e quindi i ricavi pubblicitari (cosi’ credono), si rivolgessero alla testa, farebbero quell’opera di informazione che manca in questo Paese e ci guadagnerebbero. Se la RAI, che dovrebbe svolgere un servizio pubblico, si applicasse a questi compiti, darebbe un senso al canone che i cittadini pagano. Un avviso ai cittadini che navigano tra giornali, televisioni, internet, ecc: se qualcuno sollecita la vostra riprovazione nei confronti un capro espiatorio (pensionati d’oro, vitaliziati, in questo caso, ma anche stranieri, persone di altra religione, diversi, ecc.), sappiate che vi sta raggirando e qualcun altro sta guadagnando. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Da Pictet Asset Management: Aggiornamento sulla strategia di investimento Luglio 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

banca centrale europeaL’evento principale di questo mese è stato il referendum inglese del 23 giugno: la Gran Bretagna, a dispetto delle previsioni della vigilia, ha scelto di uscire dall’Unione Europea (Leave ha vinto con un 52%). La reazione immediata degli asset di rischio è stata fortemente negativa (Eurostoxx -10%, Sterlina -10%, rendimento Bund -0.15%). I titoli obbligazionari e l’oro hanno guadagnato. Tuttavia, è positivo notare il movimento privo di panico sui mercati soprattutto nella componente creditizia/spread BTP che si è allargato moderatamente (da 150 a 160bp dopo aver toccato 200bp in apertura). Il voto inglese evidenzia le fratture geografiche, anagrafiche e politiche UK e crea grande instabilità finanziaria, con la costituzione di un premio per il rischio destinato a durare a lungo.Non mancano le ripercussioni a livello europeo: dall’area Euro, è richiesto un veloce passo in avanti sui temi dell’Unione Bancaria. La settimana successiva al voto inglese è stata migliore del previsto con spread BTP e creditizi di nuovo su livelli pre-Brexit e S&P500 di nuovo vicino ai massimi. Più preoccupante invece il comparto azionario europeo (soprattutto banche italiane).
Lo scudo delle Banche Centrali ha permesso di reggere l’urto e lo stato di calma sui mercati potrebbe durare anche nelle prossime settimane, tuttavia è importante non sottostimare le conseguenze di lungo termine del voto. Difficilmente ci saranno sviluppi significativi fino alla fine dell’estate; le negoziazioni ufficiali (2 anni di tempo per gestire l’uscita dall’EU, una volta invocato l’art.50 della Trattato di Lisbona) inizieranno (forse?) una volta nominato il nuovo PM.Appare chiaro che le banche Centrali possono ormai avere solo un ruolo di garanzia al buon funzionamento della liquidità dei mercati, ma fatichino a fornire ulteriore stimolo. Le mosse della FED avranno un impatto decisivo sui mercati: le attese di mercato pre-referendum erano di un rialzo entro la fine del 2016, aspettative che sono drasticamente cambiate dopo il 24 giugno e che adesso vedono il mercato incorporare nessun rialzo fino al 2018. (a cura di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e di
Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management)

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Legge elettorale e posizione F.I.

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

maria elena boschiDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Stupisce il titolo con il quale il ‘Corriere della Sera’ apre un articolo a firma Paola Di Caro: ‘Italicum: FI ‘studia’ la proposta della sinistra Pd’. Nulla di più falso. Forza Italia non sta affatto studiando alcuna proposta né della minoranza dem, né di altre componenti politiche. Questa legge elettorale, l’Italicum, non ci piace e siamo assolutamente per una sua modifica, ma questa dovrà avvenire solo dopo il referendum costituzionale del prossimo autunno. Solo dopo la vittoria del ‘no’, che farà di fatto decadere una legge elettorale pensata dal governo per una sola Camera elettiva, si potrà ragionare su un nuovo sistema di voto. Fino ad allora tutto il nostro impegno e le nostre energie saranno rivolte al ‘no’ alla cattiva riforma Renzi-Boschi.
L’articolo con il quale la Di Caro racconta lo stato dell’arte all’interno di Forza Italia, tramite le parole di Romani e di Toti, rispecchia la realtà e analizza con precisione le prospettive. Peccato che al ‘Corsera’ qualcuno voglia ad ogni costo tirare per la giacca il presidente Berlusconi attribuendo al nostro partito ipotetiche trattative segrete con questa o quella fazione del Pd (renziani o minoranza dem) che non esistono.
Risibili e spudorate, infine, le parole del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e della sua prediletta, Maria Elena Boschi: ‘La legge c’è. Se ci sono i numeri per cambiarla in Parlamento, allora si valuterà’. Ricordiamo che sull’Italicum il governo ha posto per tre volte la questione di fiducia. Come può un esecutivo smentire se stesso e aprire a modifiche alla legge elettorale tanto fortemente voluta? Se ciò si dovesse verificare Renzi e Boschi dovrebbero trarne le conseguenze, e dimettersi”.

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Agricoltura: Coltiviamo Diritti

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

senato-della-repubblica[1]Roma Martedì 19 luglio 2016 dalle ore 11,30 alle ore 12,30 Senato della Repubblica, Palazzo Madama, Sala Caduti di Nassyria Piazza Madama 11 conferenza stampa di presentazione. Ogni anno circa 430 mila lavoratori e lavoratrici vivono condizioni di sfruttamento e lavoro nero. Di questi, almeno l’80% sono stranieri e 100 mila di essi vivono in condizioni di grave sfruttamento sino a comprendere casi accertati di riduzione in schiavitù. Una situazione non più accettabile e che richiede uno sforzo collettivo per essere superata. Con questo obiettivo è nato il network “Coltiviamo Diritti” costituito da Aiab Nazionale, Asgi, Arci, Cgil Nazionale, Flai Cgil, Fondazione Di Vittorio, In Migrazione, Legambiente, Nidil Cgil, Parsec, e Res. Le organizzazioni vogliono affrontare il problema in maniera organica, ognuna a partire dalle proprie specificità e competenze, perché la difesa dei diritti di chi lavora in agricoltura è frutto di una cultura che va sviluppata su piani diversi, solo apparentemente lontani.
Il 19 luglio in Senato sarà presentata la Campagna Coltiviamo Diritti che, realizzerà azioni locali concrete per combattere il lavoro illegale e le situazioni di sfruttamento in agricoltura.
Lo scopo della Campagna è quello di curare il monitoraggio del fenomeno, di allargare la partecipazione ad iniziative già in essere e creare occasioni di confronto orientate alla costruzione di policies a livello nazionale, di individuare nei contesti territoriali soluzioni praticabili per rendere più competitive le filiere pulite, creando e rinforzando le reti locali di protezione dei lavoratori gravemente sfruttati, sostenendo le imprese sane e valorizzando le esperienze regionali positive.
“Gli obiettivi principali che ci proponiamo – dice Sergio Giovagnoli Portavoce della Campagna “Coltiviamo Diritti” – sono quelli di promuovere lo sviluppo di politiche e normative per un’agricoltura di qualità e rispettosa dei diritti; stimolare le imprese a comportamenti più attenti e eticamente sostenibili; dare ai consumatori migliori strumenti per compiere scelte di consumo più responsabili; costruire un’ampia rete multidisciplinare contro lo sfruttamento in agricoltura per rafforzare le lavoratrici e i lavoratori, al fine di favorire l’emersione e la legalità del lavoro, nonché di aiutare e proteggere chi reagisce e denuncia; sostenere una informazione responsabile che favorisca una maggiore attenzione sul tema.Alla conferenza stampa interverranno:
Sergio Giovagnoli – Portavoce della Campagna “Coltiviamo Diritti”
Sara Palazzoli – Segretaria FLAI CGIL
Vittorio Cogliati Dezza – Legambiente
Sen. Loredana De Petris – Presidente del Gruppo Misto (Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia e Libertà)
Sen. Giovanni Barozzino – componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e della Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato (Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia e Libertà)
On. Davide Mattiello – membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere
On. Massimiliano Bernini – membro della Commissione Agricoltura della Camera
Gennaro Migliore (in attesa conferma) – Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia
Andrea Olivero – Viceministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

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Hotspot e CIE, divieto di ingresso nella Giornata Mondiale del Rifugiato

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

lasciateci entrareRoma venerdì 22 luglio, ore 11.00 presso la sede dell’FNSI, Corso Vittorio Emanuele II, conferenza stampa di LasciateCIEntrare. In concomitanza della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno scorso e nelle date immediatamente successive, come attivisti della Campagna LasciateCIEntrare abbiamo chiesto di poter entrare insieme a operatori dell’informazione, legali esponenti a vario titolo della società civile, in circa 60 centri dell’accoglienza e spesso del trattenimento di uomini e donne migranti giunti in Italia per sfuggire a guerre e repressioni. Avevamo preannunciato tale richiesta alle massime autorità istituzionali, inviato richiesta di ingresso alle locali prefetture, rispettando in pieno le norme non scritte che regolano e spesso limite tale diritto. Lo abbiamo fatto nello spirito che è alla base della nostra Campagna: informare e verificare gli standard del sistema di accoglienza, la corretta applicazione delle normative in corso, il rispetto dei diritti umani nei diversi centri. Siamo riusciti ad entrare soprattutto nei CAS e nei CARA, dove abbiamo riscontrato numerose problematicità. Ci è stato invece negato l’accesso in alcuni CIE come Roma e Caltanissetta e in tutti gli Hotspot. Ci interroghiamo sulle ragioni che precludono non solo a noi tale possibilità di verificare le condizioni di vita di chi di fatto è in condizione di trattenimento, restiamo perplessi di fronte alle numerose prefetture da cui neanche è giunta risposta alla nostra richiesta e consideriamo entrambi i fatti un vero vulnus democratico.La nostra mobilitazione, pacifica e tesa a continuare un lavoro che portiamo avanti ormai da 5 anni si è ritrovata, per l’ennesima volta di fronte ad ostacoli di cui ci sfuggono il senso e la ragione. Avvertiamo attorno a noi segnali inquietanti di vera e propria intimidazione rivolti a chi denuncia i limiti di un sistema di accoglienza prossimo al collasso e a chi si prodiga nell’aiutare chi fugge a poter esigere i propri diritti. Accanto a noi abbiamo trovato la FNSI, l’Ordine dei Giornalisti, l’Usigrai, associazioni come Art. 21 e la Carta di Roma, un numero enorme di realtà locali e nazionali. Crediamo che in un Paese dove atti di razzismo sono giunti alle estreme conseguenze, restituire una percezione reale e onesta delle condizioni concrete di chi giunge in Italia in cerca di un futuro, sia un nostro dovere civico che continueremo a perseguire. E nella conferenza stampa a cui vi invitiamo proveremo a diffondere il materiale raccolto, le testimonianze, i fatti che dovrebbero, in un paese democratico essere posti a conoscenza di ogni cittadino/a. (foto: lasciateci entrare)

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Unica band italiana invitata a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

Cracrovia venerdì 29 luglio alle ore 21 in Piazza Szczepanski per il Festival Internazionale Halleluja e il 31 luglio sul palco del Campus Misericordiae di Brzegi, prima della Santa Messa celebrata da Papa Francesco alla presenza di tantissimi giovani provenienti da ogni parte del mondo. Dopo l’uscita in radio lo scorso 18 giugno di “Il mio miglior difetto”, nuovo singolo dei The Sun, estratto dall’album “Cuore Aperto”, prosegue l’intensa attività della rock band vicentina.
I The Sun, ovvero Francesco Lorenzi (autore, cantante e chitarrista), Riccardo Rossi (batterista), the sunMatteo Reghelin (bassista) e Gianluca Menegozzo (chitarrista), saranno infatti a Cracovia in Polonia a fine luglio, unica band italiana invitata alla Giornata Mondiale della Gioventù (25/31 luglio 2016) per prendere parte da protagonista a due importanti appuntamenti di aggregazione internazionale.
I The Sun, attraverso la loro attività sostengono decine di attività solidali e campagne di successo, tra le quali ricordiamo “A Natale ritorna alle origini” promossa con ATS Pro Terra Sanctae, raccolta fondi destinata alle popolazioni disagiate della Palestina, le campagne di solidarietà #10forSyria e Campagna Tende della ONG AVSI a sostegno dei profughi siriani, oltre al supporto diretto del Caritas baby Hospital e l’Hogar Ninos Dios di Betlemme.
Per il brano tratto dall’album Cuore Aperto del 2015, “Le case di Mosul” sul tema della guerra di religione, i The Sun hanno ricevuto la nomination da Amnesty International Italia al Premio Voci per la Libertà 2016.
I The Sun sono costantemente in tour e vantano un’intensa attività live con oltre 600 concerti in carriera tra Europa, Giappone, Israele e Brasile. Si sono esibiti dal vivo anche davanti a Papa Francesco e al suo predecessore Papa Benedetto XVI, incontrando personalmente entrambi i pontefici. (foto: the sun)

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Quale integrazione per l’Europa?

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

MaastrichtSe le istituzioni europee sono state tutte ripensate a Maastricht (politica estera, sicurezza, cittadinanza, cooperazione, giustizia, moneta) nella prospettiva di un’unificazione politica, l’esperienza degli ultimi anni ha mostrato che le differenze, le patologie, e le incoerenze (fra gli Stati membri e tra questi e la Commissione) sono difficili da sanare e che, a quanto sembra, rendono quegli obiettivi difficili da realizzare. Si è reso evidente che la legislazione di Strasburgo, il sistema di voto e l’efficacia reale delle decisioni relative negli Stati nazionali sono cose molto complesse: diverse materie sono affidate a decisori differenti, gli ordini del giorno, l’agenda dei lavori parlamentari e le votazioni finali si giocano fra il Consiglio, la Commissione e la Corte Europea.
Ad esempio l’Atto Unico e il Trattato di Maastricht prevedono un voto a maggioranza per alcune materie. Poiché le decisioni relative, in virtù della supremazia delle legislazione europea, divengono vincolanti per lo Stato e per il giudice nazionale, può accadere, e di fatto accade, che un particolare Stato, rivendicando la propria sovranità, si trovi a rifiutare politiche alle quali è contrario.
In questa prospettiva l’imposizione di un cammino a tappe forzate verso la sempre più ampia sovranità della Ue (soprattutto del Parlamento europeo), sempre che ciò sia possìbile, si presenta assai remota nel tempo. Obbligare gli Stati nazionali a calibrare le loro politiche a tappe forzate verso un obiettivo troppo lontano (incertus an, incertus quando) può minare seriamente gli obiettivi fin qui raggiunti. Il timore è che prima che l’Alpha si combini con l’Omega, le differenze, le patologie e le incoerenze di cui sopra possano avere in Europa un effetto disintegrativo anziché integrativo, e causare per alcuni Stati inadempienze e infine il vero e proprio rigetto. E poiché l’integrazione dell’Europa “sempre più stretta” resta esigenza primaria nello spirito dei padri costituenti, degli Stati membri, e dell’aspirazione della massima parte dei popoli, bisognerebbe adottare altre misure più realistiche che diano solidità alle conquiste irrinunciabili fin qui raggiunte senza danneggiarne il valore.
Integrare non vuol dire soltanto integrare gli Stati nazionali alla Ue; nelle aspettative europee significa compenetrazione, armonizzazione, cioè integrarsi degli Stati fra loro. Il ruolo attuale dei parlamentari europei presenti a Strasburgo è di partecipare alle le decisioni europee, ma non quello di integrare fra loro l’agenda e le politiche dei rispettivi parlamenti. Per ciò fare dovrebbero essi stessi integrarsi direttamente nei parlamenti nazionali, viverne il dibattito e i lavori. Il “passo da gigante” avvenuto a Maastricht (1992) – cuore politico del Trattato di Lisbona – proponendo in modo perentorio il ruolo delle istituzioni europee, ha reso questi temi particolarmente spinosi. I problemi qui accennati e discussi fra politici e studiosi si stanno tingendo delle vecchie ideologie.
Da una parte vi sono gli entusiasti {les ardents secondo Chardin) fautori del rafforzamento delle istituzioni europee per raggiungere a ogni costo la vetta degli Stati Uniti d’Europa; il loro slogan è semplice; “più Europa!”. Costoro bollano gli euroscettici e insistono sulla validità dell’attuale road map che non intendono, o non possono cambiare. La vedono solo momentaneamente interrotta dalla crisi economica e finanziaria europea e da quella specifica dell’eurozona. Dall’altra gli euro-critici (più numerosi degli euroscettici), questi temono il dirigismo europeo, diffidano di decisioni prese dall’alto e temono il ruolo prorompente del diritto comunitario, la disuguaglianza di fatto fra Stati forti e deboli, temono le manipolazioni speculative dell’alta finanza sul debito pubblico degli Stati e sopratutto le sorti dell’Euro. Quest’ultimo viene percepito da alcuni dei 19soci-monetari come controproducente di interessi nazionali immediati e una trappola dalla quale alcuni Stati già studiano come uscire senza troppi danni.
Agli ardenti occorrerebbe ricordare che l’inarrestabile macchina politica della Eu avrebbe fatto bene, in occasione di alcuni incroci importanti (Maastricht), ad arrestare la “locomotiva”, ancora non pienamente sperimentata, per valutare meglio gli effetti preterintenzionali, potenzialmente negativi generati dal “passo da gigante” verso l’unità politica della Ue; gli errori, divenendo endemici (producendone altri per correggerli) potrebbero divenire irreversibili. La stessa idea di pensare all’Europa come un “gigante” o descrivere la geopolitica del mondo, come molti ragionano, in termini di imperi (americano, europeo, cinese, russo, brasiliano) potrebbe non essere la più realistica aspettativa per il futuro equilibrio del mondo nel quale gli attori economici e politici sono sempre più ravvicinati e i centri di decisione sempre più interdipendenti. Come ha osservato Vaclav Klaus: […] esistono paesi molto piccoli che hanno creato grande prosperità ed avuto successo e la storia racconta di grandi imperi assolutamente inefficienti… non vi è mai stato un rapporto fisso tra successo economico e la dimensione dell’entità politica”.
Ai critici, dovendo ammettere che alcune loro critiche sulla prassi fin qui adottata si sono dimostrate tutt’altro che errate, si può osservare che sarebbe un crimine ‘gettare via il bambino con l’acqua del bagno’ e che se l’Europa raggiungerà l’unità politica si tratterà di un’unità politica nuova, consona ai tempi e diversa da quelle fin qui conosciute. Ai fedeli tutori della sovranità nazionale, come se questa realmente esistesse, è utile ricordare che non esiste alcun esempio nella storia di Stati che avessero contemporaneamente il controllo politico, quello territoriale esclusivo, quello monetario, il riconoscimento internazionale, l’autonomia militare. Per questo la sfida di integrare gli Stati nazionali dell’Europa e lavorare per un mondo migliore, potrebbe essere appena cominciata. (di Marco Antonio Patriarca del Comitato Scientifico Società Libera http://www.societalibera.org)

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La strage ferroviaria di Ruvo di Puglia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

TRENOdi Giorgio Cremaschi. Di fronte alla strage ferroviaria di Ruvo di Puglia, di fronte a quei ragazzi, lavoratori, donne e uomini assassinati solo perché su un treno per poveri, io urlo che la sola colpa è di tutti coloro che hanno tagliato gli investimenti sulla sicurezza e lo stesso personale. Invece sento già parlare di errore umano, come se questo esistesse davvero nel 2016 nei treni. In Svizzera la maggior parte delle linee ferroviarie sono a binario unico, quanti incidenti ci sono? Il sistema dei controlli informatici, la manutenzione continua, i meccanismi di sicurezza e di arresto immediato della circolazione, non appena qualche cosa non vada, il rinnovamento del materiale rotabile e delle infrastrutture, i turni umani per il personale, tutto costruisce un sistema di salvaguardia che impedisce disastri, come quelli che invece sempre più spesso accadono nelle ferrovie italiane. Ma da noi si parla di errore umano, vergogna!
A Crevalcore anni fa c’è stata una strage, si è data la colpa ai macchinisti, ma fatalmente morti nel’incidente. A Viareggio invece i macchinisti sono sopravvissuti, e hanno contribuito a mettere in luce le criminali gestioni della sicurezza che hanno provocato 31 morti bruciati vivi. Ma il processo per i responsabili delle Ferrovie si avvia verso la prescrizione.
Quanti soldi si stanno buttando via per il traforo della Valle di Susa che non serve a niente e neppure sarà completato? Se con quei soldi si fossero duplicate le linee ferroviarie ad alta pendolarità, si fosse investito in sicurezza, in semafori di blocco, in personale, quanti morti in meno ci sarebbero oggi? Ma i NoTav e tutti coloro che hanno sollevato la questione degli sprechi per le ferrovie ad alta velocità e dei tagli per quelle per i pendolari, sono stati tacciati di essere nemici della modernità. E i ferrovieri che per anni con i sindacati di base si sono battuti perché a guidare i treni fossero due macchinisti e non solo uno, sono stati accusati di corporativismo e fannullaggine. E ora grazie alla legge Fornero un solo macchinista dovrà condurre fino a 67 anni.
Tutte queste ragioni ed altre ancora alla fine risalgono ad un’unica semplice causa: i tagli al trasporto pubblico ferroviario a favore del profitto sulle tratte più redditizie e delle privatizzazioni. Così il nostro paese, che nel trasporto ferroviario negli anni 70 e 80 del secolo scorso era diventato il più sicuro, ora sta diventando uno dei più pericolosi d’Europa. E la UE vorrebbe che ancora più tagliassimo sul trasporto pubblico.
Questi sono i ragionamenti semplici e brutali che dovrebbero essere fatti di fronte ai nuovi poveri morti. Invece si parla di errore umano, di accertamento delle responsabilità e soprattutto di evitare troppo facili semplificazioni, perché la realtà è complessa. Ma almeno tacete!

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Napoli 28-31 luglio Festa della Riscossa Popolare 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

napoliNapoli La Festa nazionale della Riscossa Popolare 2016 è un laboratorio di dibattito e di autorganizzazione popolare per costruire l’alternativa politica nel nostro paese a partire da una città e da un’Amministrazione che metta al centro i beni comuni, il lavoro, il territorio, la solidarietà di classe. Il Partito dei CARC insieme ad associazioni del territorio organizza per il 5° anno la Festa, che si tiene nuovamente al Parco dei Camaldoli, uno dei pochi polmoni verdi della città di Napoli che proprio la Festa della Riscossa Popolare, a partire dal 2013, ha cominciato a far rivivere, riqualificandolo dall’abbandono attraverso il lavoro collettivo di centinaia di volontari e restituendolo alla città.
E’ una festa di autorganizzazione popolare, che valorizza quella parte di associazioni e di organizzazioni popolari presenti sul territorio, che concepiscono la propria terra bene comune e per questo si organizzano e sono attive nella difesa dell’ambiente, nell’autorganizzazione del lavoro, nell’emancipazione dei giovani e delle donne, della solidarietà tra i popoli.
Quella parte avanzata e organizzata delle masse popolari che si mobilita per fare fronte agli effetti della crisi economica, politica, culturale e ambientale in corso e che costruisce nei fatti un nuovo modello di vita e di società.Tavoli tematici sulle questioni di più stretta attualità politica e sociale dal protagonismo dei giovani, alla lotta e all’autorganizzazione per la difesa del lavoro, dall’editoria come strumento di organizzazione e di lotta, all’autorganizzazione degli artisti e dell’arte del popolo e per il popolo. Assemblee e dibattiti sulla difesa e applicazione della Costituzione e il ruolo delle amministrazioni locali, nonché una giornata dedicata alle questioni internazionali dell’America Latina e alla Solidarietà internazionale e di lotta alla guerra promossa e organizzata con il Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela di Napoli.La Festa è caratterizzata anche da concerti e esibizioni, teatro, mostre, proiezioni, bar e ristorazione. Oltre a questo momenti di socialità e di vita collettiva, free camping, spazio bimbi, attività ludiche e sportive e per chiudere il grande pranzo popolare al Parco del 31 luglio. (foto: riscossa popolare)

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More voices from Islamic countries call for Iran to stop persecuting Baha’is

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

BangladeshDHAKA, Bangladesh — A group of Bangladeshi lawyers have joined the increasing numbers of Muslim intellectuals, religious leaders, and professionals worldwide who have called for an end to the persecution of Baha’is in Iran.In a letter dated May 29, 2016, signed by a dozen “law professionals of Bangladesh”, the group says it wishes to “express our condemnation to the government of Iran for the arrests of the Baha’is, including their seven leaders, only because of their religious belief and their imprisonment without any recourse to justice.” They continue: “The fact that The Baha’is are a peaceful community and the largest minority of Iran and being subjected to a premeditated program of hostility especially by the government who have closed the doors of all socio-economic opportunities including jobs, education and security for them is contrary to the norms of any civilized society, and, absolutely unacceptable!”

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Il clima, il territorio, il cibo raccontano le azioni degli uomini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

ciboNella storia della Terra, come dicono gli studiosi, tutto ha avuto un’origine e una fine, un processo segnato da cinque epoche, ognuna delle quali caratterizzata da un’estinzione di massa, con l’ultima (65 milioni di anni fa), quella che ha visto la scomparsa dei dinosauri.
Sempre a detta degli scienziati, la terra sta accelerando i tempi per arrivare alla sesta estinzione e questa volta, a differenza delle precedenti, è l’uomo la causa scatenante, il principale responsabile della forte accelerazione in atto. L’uomo che continua, senza sosta, a rubare, trasformare e distruggere le risorse primarie del pianeta che i differenti territori esprimono, nonostante gli impegni solenni presi dai rappresentanti della quasi totalità dei 196 Stati sovrani alla Conferenza sul clima tenutasi, lo scorso mese di dicembre, a Parigi.Anche i più distratti cominciano a percepire questo processo di accelerazione in atto, ma sono ancora pochi quelli che riescono a rendersi conto delle conseguenze di questi cambiamenti e della loro accelerazione che riguardano e rivoluzionano la vita di ognuno. Ecco che il clima, come il territorio e il cibo, racconta le azioni degli uomini, sia di quelli (pochi) che hanno in mano e decidono le sorti del pianeta, sia di quelli (la stragrande maggioranza) che subiscono gli effetti della voracità dei primi.
Un comportamento scellerato, quello che porta l’uomo a continuare nella sua azione di distruzione delle foreste pluviali; cementificazione e asfalto del territorio; accumulo di plastica e veleni negli Oceani; inquinamento delle acque e dei terreni con quantitativi crescenti di fertilizzanti e pesticidi; la perdita di biodiversità.
La verità è che anche quest’anno 17 milioni e più di ettari di foreste scompariranno per fare posto alle coltivazioni e ai pascoli, cioè alla produzione prevalente di cibo destinato agli allevamenti super intensivi (industrializzati) che danno carne a spese delle falde acquifere e della poca acqua potabile; del benessere degli animali allevati e, per colpa delle forti emissioni di CO2, del clima. E’ il territorio nel suo complesso, non solo le foreste, che viene ridotto secondo dopo secondo (l’Italia consuma 8mq. ogni secondo) e ciò fa pensare subito al grande rischio di non essere più nelle possibilità di dare il cibo necessario alle generazioni future, a una popolazione di oltre nove miliardi di persone che, secondo le previsioni, nel 2050 animeranno il pianeta.
Già oggi i governi sono nel pallone nell’affrontare il fenomeno degli immigrati non avendo idee di quale integrazione e, soprattutto, della necessità dell’inclusione di questi uomini, donne, bambini, che – c’è da ripeterlo a chi non lo sa – sono persone.
ambienteAumenta ogni giorno il numero di persone che vengono cacciati dai loro territori e spinti a rischiare il mare e/o a camminare, quando sotto il sole cocente e quando con il freddo o sotto la pioggia, per raggiungere quel nord che, con il passare dei giorni, diventa sempre più sud.E, tutto per colpa dei cambiamenti climatici, la riduzione di spazi di territorio e di biodiversità, la carenza di cibo. Una carenza, cioè, dell’energia primaria per gli uomini e gli animali che l’industrializzazione dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca, non ha risolto ma aggravato, visto che essa rappresenta la seconda causa, dopo le energie fossili, dei problemi – solo accennati all’inizio – che vive il clima. Un processo di industrializzazione che insiste a emarginare i contadini, i pastori e i pescatori, cioè quelli che, toccando con mano la terra e il mare e conoscendo l’equilibrio fragilissimo della natura, hanno dato, con il senso del rispetto, alla terra e al mare quella sacralità che meritano.
La crisi che il mondo vive mostra chiaramente che è la conseguenza di uno sviluppo sbagliato, pieno di luci accecanti che hanno stordito tutti e lasciato al buio il futuro. Uno sviluppo che ha mostrato il suo fallimento e che il sistema vuole riproporre a tutti i costi sprecando, così, quel poco tempo che resta per invertire la rotta.
È tempo di uscire dallo spazio dello spreco, illuminato da queste luci abbaglianti e cercare di adattarsi al buio per ritrovare, tutt’insieme, la luce sulla strada che porta a vedere, conoscere e vivere il territorio e trovare in esso non solo i valori della nostra identità ma le risorse possibili per ripartire, progettando e programmando il futuro che appartiene a tutti, alle nuove generazioni in particolare. Il solo modo per salvaguardare, proteggere, spendere e valorizzare il territorio è conoscerlo e capire i valori e le risorse che mette a disposizione dell’umanità, come una straordinaria miniera che, se ben utilizzata, ha la capacità di rinnovarsi.(Pasquale Di Lena: L’articolo è in uscita sulla bella rivista “Oinos -viveredivino”, numero di Luglio) (foto: cibo, ambiente)

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