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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Legge elettorale: Rivedere Italicum

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

urne-vote“Mano a mano che il Referendum si avvicina, si accentua anche il dibattito sulla legge elettorale, quel famoso Italicum, che non ha mai convinto pienamente nessuno, se non il candidato virtuale a vincere le elezioni, che immagina di poter fare una sorta di asso piglia tutto. L’Italicum ha sollevato fin dall’inizio dubbi e perplessità e ha segnato una linea di frontiera tutt’altro che irrilevante nel famoso patto del Nazareno, in cui si è manifestata tutta la capacità di compromesso di cui il governo è capace. Ma che l’Italicum funzioni non può dirlo nessuno, perchè gli manca la prova sperimentale che mostra nei fatti se una cosa funziona davvero o no… Eppure oggi il ministro Boschi aprendo alla possibilità di rivedere la legge elettorale, su richiesta e sollecitazione della minoranza Dem ha affermato in tono deciso che l’Italicum funziona e garantisce ai cittadini il tipo di maggioranza scelto direttamente da loro. Che l’Italicum funzioni è però tutto da vedere. Che quel premio di maggioranza ad un unico partito sia realmente in grado di rappresentare davvero la volontà degli italiani, è fortemente messo in discussione. Che Renzi ora apra una riflessione sulla legge elettorale è in gran parte da attribuire alla strepitosa rimonta dei Cinquestelle. Sono i due ostacoli con cui deve misurarsi in questa ultima fase della legislatura: l’attacco interno degli scontenti e l’attacco esterno di quelli che sono fin troppo contenti di come stanno andando le cose. Peccato che degli alleati di Area popolare o di Scelta Civica non si faccia menzione. Eppure in questi anni il loro contributo al Governo è stato ampio e documentato, anche se quasi mai adeguatamente valorizzato. Continua nel Partito di maggioranza quella assoluta autoreferenzialità che gli sta alienando una gran parte delle simpatie iniziali di cui godeva; c’è un livello di insofferenza crescente che si traduce nella pericolosa percentuale dei simpatizzanti per il No al referendum, che si va attestando su posizioni sempre più critiche per il governo. Manca però quella capacità di leggere in modo unitario i tanti fatti che si stanno accumulando intorno ad una legislatura che volge al termine, sia pure in termini fisiologici, avendo dissipato tante speranze, che ora sui rivelano pure illusioni, sulla effettiva possibilità di riformare il Paese, restituendogli dignità e sicurezza, ripresa economica e quel senso dell’etica pubblica, che solo può sconfiggere una corruzione che nonostante tutto dilaga, come confermano le ultime drammatiche vicende. Chissà che non si possa davvero capire meglio cosa sia un governo di larghe intese e non di piccole sudditanze”.

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