Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 22 luglio 2016

Serve un piano per salvare le PMI agricole

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

agricolturaLe Pmi agricole italiane sono in grave crisi. E da questa crisi – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – non si può uscire con l’esigua somma assegnata a queste imprese dalla Pac (la maggioranza delle sue risorse sono state date alle multinazionali), ma bisogna farlo con un piano strategico nel medio-lungo periodo che salvaguardi quelle aziende che garantiscono produzioni di qualità. Di tutto questo – prosegue Tiso – si sta discutendo da diverso tempo, ma senza intraprendere nessuna azione tangibile, anzi, il ministero dell’Agroalimentare e il governo non fanno altro che speculare su operazioni come Expo che non hanno nulla a che vedere con il comparto agroalimentare nostrano.
Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che le istituzioni inizino a guardare alla vera spina dorsale del settore primario e del Paese, per l’appunto le Pmi agricole, e che inizino finalmente a lavorare a loro supporto.

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In Sicilia strade e ferrovie vecchie

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

messina8“Oltre ad un alto indice di franosità del territorio, sul fragile sistema dei trasporti, incide il contributo legato alla vetusta di oltre il 40% di strade e ferrovie che si sbriciolano come grissini; tutti ricordiamo della Sicilia divisa in due per il crollo di un viadotto sulla autostrada Catania Palermo e del ponte ferroviario di Contrada Angeli di Niscemi polverizzatosi oltre cinque anni fa e non ancora ripristinato”. Lo ha affermato il geologo siciliano , Fabio Tortorici, Consigliere Nazionale dei Geologi.
“Riguardo il rischio sismico a cui sono soggette strade e ferrovie, va detto che buona parte di queste sono state realizzate in assenza di norme sismiche (ante 1974) – ha proseguito Tortorici – quindi presentano un elevato grado di vulnerabilità; comprendiamo bene come tale situazione nel caso scongiurabile di eventi sismici anche di media intensità, metterebbe in crisi il sistema di soccorso e di protezione civile.
Se non si inserisce tra le priorità di intervento e di azione, il monitoraggio ed il rifacimento delle strutture più vetuste (viadotti, gallerie ecc.), le cronache saranno costrette a parlare più che di binario “unico”, di binario “morto” per il mancato buon funzionamento del mercato interno e per uno scadente rafforzamento della coesione economica e sociale dell’intera regione”.
“Una innovativa e migliore gestione dei trasporti, non può ignorare una pianificazione delle problematiche di natura geologico-ambientale – ha concluso Fabio Tortorici – direttamente collegata con le reti stradali e ferroviarie della Sicilia. Ad ogni evento meteorico, anche di modesta intensità, o per una normale evoluzione dei fenomeni franosi, si ripete troppo frequentemente la solita storia: strade e ferrovie sono investite da dissesti, classificati “idrogeologici”, di varia importanza e gravità, che generano disfunzioni nella circolazione di persone e merci ed elevati costi per la rimessa in servizio”.

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Afghanistan: Save the Children chiede la fine dei matrimoni precoci

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

Afghanistan1Save the Children sta sollecitando il governo afghano affinché ponga fine alla pratica del matrimonio precoce, dopo che una ragazza di 14 anni è stata data alle fiamme la scorsa settimana e successivamente è morta in ospedale.Secondo quanto riportato dai media, Zahra – questo il nome della ragazza – era già sposata da anni ed era incinta di 4 mesi quando è morta.“Quella vissuta da Zahra è una situazione di incomprensibile sofferenza che va oltre ogni limite”, ha commentato Ana Maria Locsin, Direttore di Save the Children in Afghanistan.“La storia di Zahra rappresenta un caso estremo di ciò che può accadere quando una bambina viene fatta sposare forzatamente, ma sappiamo che il suo non è un caso isolato e che questa pratica è fin troppo comune in molte parti del Paese.”La legge afgana, infatti, stabilisce che l’età legale per il matrimonio sia 16 anni per le ragazze, ma il 15% delle donne afgane sotto i 50 anni si sono sposate prima del loro quindicesimo compleanno, mentre quasi la metà prima dei 18 anni.“Save the Children chiede al governo afgano di adoperarsi affinché ragazze come Zahra possano rimanere a casa con le famiglie di appartenenza, dove sono protette”, ha affermato Ana Maria Locsin.“I matrimoni precoci sono una violazione sostanziale dei diritti fondamentali di un bambino. Zahra e tante altre bambine che sono date in sposa in giovane età sono private del loro diritto all’istruzione, alla sicurezza e della possibilità di scegliere il loro futuro.“Il caso di Zahra deve diventare un catalizzatore per il cambiamento, in modo che nessun’altra bambina sia vittima di un destino simile.”Il matrimonio precoce in Afghanistan è anche fortemente legato all’accesso all’educazione. Le giovani donne senza un’istruzione, infatti, hanno una possibilità di sposarsi prima dei 18 anni tre volte superiore alle loro coetanee con un’istruzione secondaria o superiore.

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Gioco d’Azzardo: al I° Tavolo Nazionale finalmente l’accordo tra le associazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

slot machinesRoma. Si sono ottenuti buoni risultati e può per questo definirsi di successo il “Iº Tavolo nazionale sul gioco d’azzardo” organizzato dall’Associazione La Sentinella (Bolzano), con il patrocinio di SIIPaC (Società italiana per l’intervento delle Patologie Compulsive) e tenutosi in data 13 luglio a Roma presso l’ Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio in Roma, alla presenza di tutte le associazioni di categoria del mondo del gioco, dei concessionari e di alcuni rappresentanti istituzionali. Questi i punti salienti emersi dal lavoro del tavolo e su cui si è trovata amplia convergenza, con l’auspicio questi possa essere un contributo utile alle decisioni di questi giorni. “Tralatro alcuni di questi, apprendiamo con soddisfazione, sono già stati accolti dal Governo, e per questo ringraziamo il sottosegretario Baretta” commentano dall’associazione La Sentinella. 1. Lotta e contrasto del gioco d’azzardo irregolare ed illegale: si rende necessario l’impegno di tutti per scongiurare i pericoli emersi e che emergeranno nel prossimo futuro, in particolare deve essere tenuta alta l’attenzione sui “totem” ed altri attività irregolari. 2.Contingentamento delle slot machines presenti nei pubblici esercizi: l’impegno per ottenere una normativa che imponga la riduzione del numero degli apparecchi presenti presso i singoli locali pubblici, in quanto esercizi accessibili a tutti, anche ai minori (2 o 3 slot machine al massimo per ogni locale). 3.Informazione, prevenzione, formazione e cura: queste devono divenire, grazie all’impegno solenne di tutti, le tre parole d’ordine per contrastare il gioco d’azzardo patologico. I corsi di formazione e l’informazione devono divenire una realtà seria per tutti, possibilmente istituzionalizzata da un protocollo sancito dalle istituzioni competenti, ma in ogni caso i privati hanno il dovere di promuovere delle iniziative serie e non soltanto finalizzate all’ottenimento di un “documento” dimostrativo dell’iniziativa fine a se stesso. Per essere tutelato dal gioco d’azzardo irregolare ed illegale il giocatore deve avere sempre la possibilità di poter giocare legalmente, a qualsiasi ora, almeno in un luogo dedicato al gioco. Quindi andrebbero garantite le 24 ore di apertura delle sale dedicate non soltanto le 12. “Anche noi come il Governo crediamo che per quanto riguarda le attività certificate non debbano valere i limiti orari o di distanza dai punti sensibili. Non è possibile che il giocatore resti privo di un’offerta di gioco lecito seria, controllata e certificata, nemmeno per delle ore, perché in quelle ore andrebbe a cadere nell’offerta irregolare od illegale ed in un maggiore compulsività” ha commentato il Dott. Luigi Nevola, presidente dell’associazione La Sentinella. “Per quanto riguarda il contingentamento delle slot presenti presso tutti i pubblici esercizi generalisti, riteniamo che la diminuzione numerica delle slot machine va calcolata riducendo il numero massimo di slot machine installabili per ogni singolo pubblico esercizio generalista, non riducendo soltanto nel complesso ed in modo percentuale il numero totale di slot machine installabili. Soltanto così si può evitare una diffusione delle dipendenze patologiche anche tra i giovanissimi o tra le persone deboli che non si sono ancora affacciate al gioco” ha commentato ancora il presidente. I locali che non hanno come attività prevalente il gioco non possono diventare delle “mini sale slot” perché non sono attività certificate e non è il gioco la loro natura imprenditoriale principale. Per questo serve una netta distinzione tra le attività dedicate e attività di altro genere. “Questo spirito è anche quello che caratterizza le attività istituzionali del Governo e del Tavolo tecnico in questi giorni, pertanto, ad eccezione che per alcune sfumature su cui chiediamo di approfondire condividiamo l’indirizzo e la visione sul futuro del settore” ha dichiarato infine il Dott. Luigi Nevola. (foto: gioco d’azzardo)

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Referendum sulla riforma costituzionale. Le ragioni del No

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

costituzione1«La nostra Nazione ha un assoluto bisogno di riformare la Costituzione ma è fondamentale capire come si intende modificarla. La riforma Renzi è una grandissima occasione persa ed è utile solo a lui per far finta di aver fatto qualcosa e per forzare i meccanismi di rappresentanza democratica. Io mi sono battuta quando il testo è arrivato in Aula alla Camera spiegando che cosa avrei fatto io: dal presidenzialismo e dall’elezione diretta del capo dell’Esecutivo al superamento del bicameralismo perfetto con una vera abolizione del Senato, dal tema del federalismo municipale al rapporto con la Ue. Ho sentito dire al ministro Boschi che non sappiamo cosa dire nel merito della riforma. Io sono in grado di farlo e la sfido: invece di fare solo monologhi venga a confrontarsi e glielo spiegherò volentieri. Di tutto questo parleremo sabato 23 luglio ad Arezzo in una grande manifestazione del fronte del ‘no’ partendo dal governo del territorio. Con noi ci saranno circa 200 tra sindaci, presidenti di regione e amministratori locali».Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervenendo a “L’aria d’estate” su La 7.
«Le critiche di Napolitano a chi si oppone alla riforma? Le sue scelte politiche non sono esattamente quelle della mia agenda nell’Italia di oggi: parliamo dello stesso Giorgio Napolitano al quale dobbiamo per esempio il Governo Monti», ha concluso il presidente di FdI.

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Ergastolo ostativo: il vero “fine pena mai”

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

carcereSe qualcuno di voi crede che in Italia l’ergastolo non esista e che “dopo un po’ di anni escono tutti”, si sbaglia di grosso. E’ il caso dei condannati al c.d. “ergastolo ostativo”, che altro non è che la pena perpetua che viene comminata a chi si è macchiato di delitti particolarmente gravi, previsti dal famigerato art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario (da non confondersi con l’ancor più famigerato 41bis), relativi, per la gran parte, a fatti di criminalità organizzata e terrorismo. L’unico modo che questi condannati hanno per uscire dal carcere è la collaborazione con lo Stato, a meno che essa non sia impossibile od inesigibile.
L’occasione di affrontare la questione ci è data dalla recente pubblicazione del bel libro Gli ergastolani senza scampo. Fenomenologia e criticità costituzionali dell’ergastolo ostativo (prefazione di G. Silvestri, appendice di D. Galliani- Giappichelli, Torino, 2016), scritto a quattro mani da Andrea Pugiotto, docente di diritto costituzionale e Carmelo Musumeci, ergastolano, che ripropone all’attenzione di tutti il paradosso di un Stato di diritto che nega i suoi stessi fondamenti costituzionali. Ne abbiamo avuto una recente dimostrazione col trattamento riservato a Bernardo Provenzano, al quale è stato prorogato dal Ministro della Giustizia il regime del carcere duro previsto dall’art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario, nonostante le condizioni di palese infermità, che lo rendevano praticamente un vegetale.
Le ragioni di questo interesse ce le fornisce lo stesso autore (Come e perché eccepire l’incostituzionalità dell’ergastolo ostativo – Dalle pagine di un libro a Palazzo della Consulta di Andrea Pugiotto in http://www.penalecontemporaneo.it):
carmelo-musumeci-face2“La mia risposta affonda nei fondamentali del costituzionalismo liberale, laddove si insegna che la Costituzione ammette la forza (di cui lo Stato ha il legale monopolio) ma nega la violenza, ovunque la dignità dell’uomo subisca la mortificazione dell’assoggettamento fisico all’altrui potere. Ecco perché, quando la pena (minacciata dal legislatore, irrogata dal giudice, eseguita dalla polizia penitenziaria sotto il controllo della magistratura di sorveglianza) travalica il confine che separa la forza dalla violenza, è la legalità costituzionale ad essere violata, cioè violentata. È allora che il costituzionalista, che crede nel diritto come violenza domata, deve dire la sua. Ecco perché cerco di usare quel che so, e quel che so fare, per evitare che lo Stato potente diventi prepotente rendendo impotente la Costituzione dietro le sbarre. Il volto costituzionale della pena guarda (cioè riguarda) tutti, anche Caino, perché la persona non è mai tutta e soltanto
nel suo errore: nessun individuo «è uguale a quell’io che era venti o trent’anni fa, e perciò è ragionevole che il nostro giudizio sia diverso a seconda che si appunti su quella o su questa figura. […] Ciò che oggi sembra indegno di qualsiasi atteggiamento benevolo, può diventarne creditore dopo molto tempo e moltissimo patire». Distinguere l’errore dall’errante è sforzo cui dovremmo applicarci sempre, se non altro per una forma di altruismo interessato, perché nella vita tutti facciamo esperienza dell’errore (e molti dell’orrore). E nessuno ne uscirebbe bene se fosse ricordato esclusivamente per la cosa peggiore che ha fatto”.
Perché – come ricorda Gaetano Silvestri, nella sua eloquente prefazione al volume – “la dignità umana, come non si acquista per meriti, non si perde per demeriti”.
Nel libro, dopo una prima, drammatica, parte dedicata alla giornata tipo dell’ergastolano scritta da Carmelo Musumeci, vengono spiegate le ragioni giuridiche dell’incostituzionalità del regime del carcere perpetuo, undici capitoli, “uno per ogni criticità costituzionale”. Sino ad oggi i nostri giudici, di merito e costituzionali, hanno “salvato” questa norma – così come le altre norme, purtroppo numerose ancora oggi, che instaurano nel nostro ordinamento discipline di “doppio binario”– perché secondo loro l’ergastolo ostativo non è de jure una pena perpetua, ma soltanto de facto, essendo ciò imputabile all’ergastolano che preferisce la morte dietro le sbarre a una collaborazione esigibile. E tuttavia questa impostazione si scontra con numerosi precetti costituzionali e convenzionali (Convenzione Europea per i diritti dell’uomo in primis) perché – diversamente da quanto avviene per la pena detentiva “a termine” – finisce col rendere ammissibile nel nostro ordinamento una pena che esclude definitivamente il condannato dal circuito rieducativo e rende irrilevante ogni progressione nel c.d. “trattamento inframurario”, finendo con l’equivalere, come pena fino alla morte, alla pena di morte, in violazione dell’art. 27 comma 4 cost., essendo entrambe “privazione di vita, perché cancellazione di futuro, azzeramento di ogni speranza, amputazione dal consorzio umano”. Basteranno i titoli degli argomenti richiamati, che l’autore ha condensato in una sorta di vademecum rivolto agli operatori del diritto con lo scopo di veder finalmente rimuovere la preclusione del beneficio della liberazione condizionale all’ergastolano ostativo ed ironicamente intitolato “Come e perché eccepire l’incostituzionalità dell’ergastolo ostativo” (pubblicato in http://www.penalecontemporaneo.it), per capire le tante ragioni per il superamento dell’ergastolo ostativo:
incostituzionale perché pena perpetua (in violazione dell’art. 27 comma 3, Cost.);
incostituzionale perché pena perpetua non riducibile (in violazione dell’art. 117 comma 1, Cost. integrato dall’art. 3 CEDU);
incostituzionale perché pena fissa che rende irrilevante il percorso rieducativo del reo (in violazione dell’art. 27 comma 3, Cost.);
incostituzionale perché pena conseguente a illegittimo automatismo normativo (in violazione degli artt. 2, 3 comma 1, 19, 21 e 27 commi 1 e 3, Cost.);
incostituzionale per irragionevolezza dell’equivalenza tra collaborazione e ravvedimento (in violazione degli artt. 3 comma 1, 27 comma 1, Cost.);
incostituzionale per violazione del diritto alla difesa (art. 24 Cost.);
incostituzionale perché pena fino alla morte (in violazione dell’art. 27 comma 4, Cost.);
incostituzionale perché trattamento equivalente alla tortura (in violazione degli artt. 10 comma 1, 13 comma 4, 117 comma 1, Cost.).
Speriamo vivamente che i Tribunali di Sorveglianza facciano tesoro di queste preziosi indicazioni e che, prima o poi, nell’inerzia del legislatore, la Corte Costituzionale metta davvero la parola fine al “fine pena mai”. (Adriano Saldarelli, avvocato penalista e consulente Aduc)

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Baobab: pericolosità sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

tiburtinaRoma “Con questi finti blitz al Baobab, il ministro Alfano comincia davvero a essere imbarazzante. Forse non ha presente il livello di disagio sociale che attraversano il quartiere limitrofo alla stazione Tiburtina e i residenti che lo abitano. Abbiamo avuto già modo di segnalare al ministro criticità territoriali che poi sono diventate vere e proprie polveriere assurte agli onori delle cronache. Ma Alfano continua a ignorare le nostre denunce e come palliativo fa interventi parziali e non risolutivi. Ci sono continue intimidazioni nei confronti dei residenti, le vie intorno a via Cupa sono fuori controllo, bivacchi ovunque. Il sindaco Raggi dovrebbe svegliarsi dal suo torpore cognitivo da prima nomina e rimboccarsi le maniche convocando un tavolo con il ministero dell’Interno per arrivare a una definitiva soluzione, per trovare una sistemazione decente e alternativa ai migranti che vi stazionano, sgomberare i 105 edifici occupati a Roma e liberare strutture, come il Baobab, che ospitano immigrati in sovrannumero e senza titolo”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli che sta predisponendo un’interrogazione al ministro dell’Interno Angelino Alfano.

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