Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Greenpeace nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

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Greenpeace activists protest in front of Siemens office in Buenos Aires, against the company’s plans to get involved in the new mega dam project at the Tapajos River in the Amazon. The Munduruku indigenous people inhabit rainforests in the banks of the Tapajós river where the Brazilian government intends to build a large complex of more than 40 dams that would force the Munduruku to leave their traditional home against their will, losing their livelihood.

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Siemens inaugurates its new headquarters in Munich. The company, which will be climate neutral by 2030, claims that the new building also sets standards for climate-friendly construction and a modern corporate culture even though Siemens is planning to get involved in the building of the new Brazilian mega dam at the Tapajos river in the Brazilian Amazon. The environmentally and socially highly controversial project would destroy large forest areas and home to thousands of indigenous Munduruku. 

Dall’Italia al Messico, dal Brasile al Giappone fino alla Germania, nelle ultime settimane Greenpeace è entrata in azione in 16 sedi di Siemens per chiedere al gigante tedesco di non partecipare alla costruzione della diga idroelettrica di São Luiz do Tapajós, mega progetto che devasterebbe il cuore dell’Amazzonia.
Questa opera, la più grande tra le 43 dighe previste sul fiume amazzonico Tapajós, potrebbe sommergere 400 chilometri quadri di foresta pluviale incontaminata, portando inoltre alla deforestazione di un’area di 2.200 chilometri quadri per la costruzione di strade e infrastrutture necessarie alla realizzazione della diga. Un grave pericolo per la biodiversità della regione, che priverebbe gli indigeni Munduruku e le comunità tradizionali delle loro terre e dei loro mezzi di sussistenza.L’organizzazione ambientalista, supportata da un milione di persone che hanno aderito all’appello, chiede inoltre a Siemens – una delle poche aziende a livello mondiale in grado di realizzare turbine idroelettriche per mega dighe – di assumere una posizione netta contro la distruzione della foresta, ed esprimersi in favore del rispetto dei diritti delle popolazioni indigene, dichiarando pubblicamente che non parteciperà al progetto di costruzione della mega-diga di São Luiz do Tapajós. «Lo scorso 7 luglio siamo entrati in azione anche in Italia, a Milano, per spingere Siemens a non replicare quanto fatto con la diga di Belo Monte, nota per il suo devastante impatto ambientale, e includere la protezione delle foreste nelle proprie innovative politiche di sostenibilità ambientale», dichiara Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. «Investire nello sviluppo di tecnologie capaci sfruttare il potenziale dell’energia solare ed eolica del Brasile sarebbe di gran lunga una mossa meno dannosa e più lungimirante», conclude.

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