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Archive for 24 luglio 2016

Artisti sulle vie del Giubileo: Mons. Giorgio Brancaleoni

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

artisti giubileo1artisti giubileoAlbenga. Siamo andati ad Albenga per incontrare Mons. Giorgio Brancaleoni, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Albenga-Imperia. Nella città di Albenga, ricca di palazzi storici e torri medioevali, si trova il Battistero ottagonale del secolo V, unico edificio paleocristiano rimasto in Liguria con vasca battesimale e mosaici coevi e la maestosa Cattedrale romanica di San Michele.
Artisti sulle vie del Giubileo: Mons. Giorgio Brancaleoni
Chiediamo a Mons. Brancaleoni di raccontare ai nostri lettori la storia di queste due affascinanti architetture religiose e quali tesori sono custoditi al loro interno.
“Nell’antica Cattedrale di San Michele troviamo tre livelli: il primo livello risale ai tempi della cosiddetta Chiesa paleocristiana del V secolo, i cui resti più importanti si trovano sotto la pavimentazione attuale e sono accessibili solo a tecnici specializzati tramite un angusto cunicolo costruito diversi anni fa. La prima Chiesa di San Michele, che ai tempi si chiamava di San Giovanni, è sorta nello stesso periodo della costruzione del Battistero. Il secondo livello risale ai tempi della Chiesa Longobarda dell’ottavo secolo, mentre il secondo livello, che vediamo attualmente, è quello romanico-medioevale. I più importanti restauri furono voluti ed eseguiti intorno agli anni ’60 dal Dott. Lamboglia in collaborazione con il Vescovo di allora Mons Gilberto Daroni e l’Ente per i Monumenti Ingauni. Sotto l’attuale pavimentazione si trovano resti di alcuni mosaici in pietra bianca e nera. Il Presbiterio della Chiesa Longobarda, composto da basamenti e colonne, è attualmente parzialmente visitabile sotto il l’Altare.
Vorrei soffermare la vostra attenzione su alcuni particolari della Chiesa. Anzitutto un magnifico bassorilievo del secolo XV, dedicato alla figura di Leonardo Marchese, illuminato Vescovo di Albenga per 39 anni. La pregevole opera dimostra quanta attenzione e amore avesse il Vescovo per il gusto e l’arte e anche per la stessa Cattedrale. All’interno della Chiesa posto su una colonna troviamo una porzione di un antico affresco. Era parte di un sistema molto più vasto di scene bibliche, sistema molto in voga durante il medioevo per comunicare con la popolazione, che non sapeva nè leggere nè artisti giubileo2scrivere. Il dipinto raffigura due protagonisti della nostra storia: San Giovanni Battista, a cui come artisti giubileo3dicevo fu intitolata la prima chiesa, e San Sebastiano, protettore contro la peste, che a quei tempi infuriava e mieteva tantissime vittime.
Un altro particolare importante della Cattedrale si trova in fondo alla Chiesa: un’edicola decorata con un ex-voto che ha come sfondo il mare e rappresenta Santa Chiara. Infine all’esterno della Chiesa, la porta laterale presenta un portale in tipico stile romanico con influenze pisane. Nella parte più alta, scolpita in pietra bianca e nera, troviamo capitelli con la classica foglia d’acanto, l’Agnello simbolo di Gesù e diverse figure alari come grifoni e aquile, tipiche del Medioevo.
Il Battistero di Albenga risale al V secolo d.c., anche se recenti studi ipotizzano una datazione ancor più antica. L’ edificio religioso presenta all’esterno dieci lati, mentre all’interno sono otto. Numero non a caso perchè, l’ottavo giorno è il giorno della resurrezione e pertanto quello del battesimo. I bambini venivano immersi completamente nella vasca centrale, i cui ruderi sono sopravvissuti fino ai nostri giorni. Accanto a questa fonte battesimale, se ne trovano altre più recenti, medioevali e di epoca rinascimentale. Il punto focale del Battistero è il mosaico, che fa leggere a chi lo guarda i principali misteri della fede, che sono l’Unità e la Trinità di Dio. La Croce gemmata, con a fianco le pecorelle che rappresentano il gregge di Gesù, sotto la volta domina la scena. Nell’arco che racchiude il mosaico ci sono i nomi dei Santi e dei Martiri nella maggior parte legati alla Chiesa Ambrosiana perchè in quel tempo la Diocesi di Albenga era dipendente da quella di Milano e solo nel 1181 venne posta sotto l’autorità di Genova. (Christian Flammia da portale.lombardinelmondo.org)

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Seconda edizione di “Sale in zucca”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

sale in zuccaRiva Ligure lunedì 25 luglio al via la seconda edizione di “Sale in zucca”Il comune di Riva Ligure, in collaborazione con la casa editrice Zem, promuove anche quest’anno “Sale in Zucca”, una manifestazione che propone incontri e conversazioni con autori e personaggi, che ci aiutano a conoscere e capire il territorio e la società in cui viviamo. Lunedì 25 luglio prenderà il via questa rassegna letteraria, che nella prima edizione ha riscosso un grande successo di pubblico. Tutti gli incontri si svolgeranno in piazza Matteotti per tutti i lunedì del mese di agosto fino al 29. La formula della manifestazione prevede conversazioni tematiche con autori, che si soffermeranno sulla loro attività letteraria e saggistica, in dialogo con il conduttore ed il pubblico. Tutti gli incontri saranno a ingresso libero, inizieranno alle 21.15 e saranno condotti dal giornalista Claudio Porchia, ideatore della manifestazione. Diversi i temi di questa seconda edizione: dalla gastronomia con l’ironia di Rocco Moliterni all’esperienza di due donne blogger di successo, Raffaella Fenoglio e Simonetta Chiarugi, dall’omaggio al Festival della Canzone con Marisa Fagnani all’ultima opera dello scrittore Marino Magliani e lunedì 8 agosto l’incontro con Giancarlo Caselli, cittadino onorario di Riva Ligure che presenterà il suo ultimo libro. “La rassegna vuole essere una vetrina culturale aperta a tutti e, grazie alle importanti proposte letterarie, crediamo in grado di stimolare l’attenzione e l’interesse dei residenti e dei turisti – dichiarano il Sindaco Giorgio Giuffra e l’assessore Francesco Benza – Una iniziativa per noi di grande valenza culturale, perché crediamo che la cultura rappresenti uno strumento per promuovere il territorio e per rilanciare il turismo“Programma:
25 luglio: “Omaggio al Festival di Sanremo” con Marisa Fagnani
1 agosto: Moliterni Rocco “Non basta la pasta”
8 agosto: Caselli Giancarlo “Niente altro che la verità”
22 agosto: Donne blogger, con Fenoglio Raffaella “Abbasso l’indice glicemico” e Simonetta Chiarugi “ Più orto che giardino”
29 agosto “Dal fondo della tana” conversazione con Magliani Marino (foto: sale in zucca)

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Italia: Verso una nuova recessione?

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

paesaggio industrialeCi risiamo: stiamo lentamente ma inesorabilmente scivolando verso una nuova recessione. I bruttissimi dati di maggio relativi all’industria, fatturato e soprattutto ordinativi, fanno intravedere una seconda parte dell’anno pesante, dopo che nel secondo trimestre la produzione industriale ha chiuso in rosso. Siamo partiti prevedendo di crescere dell’1,6% – che già sarebbe stato troppo poco – e ora le ultime stime che ci avevano già portato sotto l’1% (l’ultima quella di Bankitalia) dovranno essere inevitabilmente riviste al ribasso. Considerato che si è calcolato che la politica monetaria espansiva della Bce produce circa mezzo punto all’anno di pil, ecco che se a fine 2016 avremo il segno più davanti all’indicatore di crescita, sappiamo fin d’ora che quella miseria di incremento del pil sarà da ascrivere tutto a Mario Draghi. Altro che l’Italia che ha svoltato! E non ci si venga a raccontare dell’effetto Brexit, di Nizza o della Turchia, perché ammesso e non concesso che questi avvenimenti producano effetti significativi sull’economia, sono ancora tutti da vedere. E non si attacchi il solito refrain su “anche l’Europa rallenta”, perché la Bce ha appena confermato la stima di una crescita del pil dell’eurozona dell’1,6%, a questo punto oltre il doppio del dato italiano. La verità è che già dal deludente 2015 l’Italia, per ragioni tutte sue, non ha agganciato la ripresa, se non in modo disomogeneo e parziale, e viaggia – al netto delle politiche e dei fattori extra nazionali, al confine tra la stagnazione e il ritorno alla recessione. Tutto questo mentre da mesi l’economia è uscita dall’agenda del governo e dall’attenzione dei media – se non per le questioni bancarie, osservate più dal buco della serratura che soppesate per le valenze sistematiche di cui portatrici – a favore di tematiche, referendum costituzionale e legge elettorale, che sono certo decisive – noi proponiamo da anni la convocazione di un’Assemblea Costituente, figuriamoci se ci sfugge l’importanza di dare una risistemata al nostro vetusto sistema istituzionale – ma che non possono in alcun modo rendere subordinata la politica economica, anche perché non ve n’è nessuna ragione logica e pratica.
Le difficoltà (autoctone) dell’economia, sottaciute, hanno tra l’altro risvolti più diretti di quanto non si pensi (o di quanto non pensi Renzi) proprio sulla cifra delle due riforme di governance cui il governo annette importanza vitale. Essa consiste nel credere possibile governare il Paese costruendo una maggioranza parlamentare in provetta, attraverso gli additivi del premio di maggioranza e del doppio turno da un lato e della riduzione ad una sola camera del vaglio del voto di fiducia, pur non corrispondendo, quella maggioranza artificiale, ad una sostanziale nella società? In altri termini, è pensabile che avendo il consenso di circa un quinto degli italiani si riesca a imporre, senza subire crisi di rigetto, le proprie scelte (o non scelte) agli altri quattro quinti? Forse, ma è un forse sottolineato con la matita rossa, si può in un paese normale – cioè stabile e ben organizzato – che vive una condizione storica normale, cioè una congiuntura, prima di tutto economica ma non solo, fatta di certezze e consolidata nel tempo. È inutile dire che l’Italia è dalla fine degli anni Ottanta che non ha il piacere di potersi definire così, e tantomeno in questi anni di trapasso al buio dalla Seconda Repubblica a qualcosa che non ben definito. L’Italicum, legge elettorale senza precedenti nel mondo occidentale e che è parente stretta di quel Porcellum che la Corte Costituzionale ha bocciato senza remissioni, pretende, grazie al premio di maggioranza del 15% nell’unica Camera che vota la fiducia al governo, di creare la governabilità. Attenzione, non ci stiamo stracciando le vesti in nome della democrazia calpestata e del pericolo autoritario (tema non infondato ma paradossalmente meno importante), stiamo dicendo che senza consenso diffuso e pazientemente costruito, la società rifiuta le scelte di governo che non sente proprie. Una volta erano i corpi intermedi a fare da cuscinetto, spesso imponendo rituali di confronto paralizzanti che di fatto si trasformavano in diritti di veto. Oggi è l’antipolitica che raccoglie lo scontento e in un batter d’occhio trasforma in casta anche chi si è imposto e affermato come rottamatore. Non capirlo, credere che un governo di minoranza sostenuto da deputati nominati e con il contorno di senatori non eletti in dopolavoristica missione cui sono affidate materie delicate e decisive come le normative europee possa reggere alla prova del fuoco dei fatti, significa – specie in un contesto economico che richiede invece scelte ben più radicali che la distribuzione a pioggia di soldi che si spera (invano) si trasformino in consumi e investimenti – portare il Paese allo sfascio.
Un uomo di grande esperienza come Giorgio Napolitano non poteva non aver capito che Renzi si è infilato in un cul de sac, e pur avendolo appoggiato anche oltre ogni ragionevolezza, alla fine è uscito allo scoperto suggerendogli apertamente di cambiar strada. Cioè quello che, privatamente e con parole più sorvegliate, gli ha fatto capire il successore di Napolitano al Colle. Solo che nel farlo, il presidente emerito – probabilmente sentendo l’esigenza di salvare la dignità del suo vecchio endorsement per l’Italicum e la riforma costituzionale – ha indicato la strada dell’eliminazione del ballottaggio per sottrarre ai Cinque Stelle il loro vero punto di forza. Così come ieri la sinistra interna del Pd e i centristi chiedevano il passaggio dal premio alla lista a quello alla coalizione, oggi Bersani, con il suo Bersanellum, propone una versione aggiornata e corretta del sistema a collegi uninominali previsto dal Mattarellum, in cui il premio di maggioranza arriverebbe a un massimo di 90 deputati, si tratta pur sempre di aggiustamenti che non superano (pur limitandone la portata e quindi il danno) il nodo di fondo di quel maledetto premio di governabilità, scorciatoia che consente di vincere ma non di governare. E finchè l’illusione della maggioranza artificiale non sarà sgombrata dal campo, vedrete che saranno i populisti di ogni risma a fare bottino pieno. (Enrico Cisnetto direttore di http://www.terzarepubblica.it)

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Blood of King Albert I of Belgium identified after 80 years

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

King Albert IThe death of King Albert I of Belgium in 1934 – officially a climbing accident – still fuels speculation. Forensic geneticist Maarten Larmuseau and his colleagues at KU Leuven (University of Leuven, Belgium) have now compared DNA from blood found on the scene in 1934 to that of two distant relatives. Their analysis confirms that the blood really is that of Albert I. This conclusion is at odds with several conspiracy theories about the king’s death.
On 17 February 1934, King Albert I – the third King of the Belgians – died after a fall from the rocks in Marche-les-Dames, in the Ardennes region of Belgium near Namur. Albert I was popular and world famous due to his role during the First World War. The fact that there were no witnesses to his death soon fuelled speculations about the king’s ‘real’ cause of death.
Conspiracy theories are circulating to this very day, ranging from a political murder to a crime of passion: the king is said to have been murdered elsewhere, his dead body has allegedly never been in Marche-les-Dames, or his fall is believed to have been staged only later. Evidence for these theories, however, has never been found.
After the death of Albert I, Marche-les-Dames virtually became a place of pilgrimage, and relics turned up with the king’s trails of blood, said to have been collected during the night of 17 to 18 February by people living in the neighbourhood.
VTM journalist Reinout Goddyn, who works for the Flemish television programme Royalty, bought one of these relics: blood-stained tree leaves. He wanted to know if this could really be the blood of Albert I, given the conspiracy theories. In 2014, UGent Professor Dieter Deforce had already confirmed that the blood was definitely human.
Forensic geneticist Maarten Larmuseau and his colleagues from KU Leuven (University of Leuven, Belgium) continued the investigation and found two living relatives of Albert I:
“King Simeon II of Saxe-Coburg and Gotha, the last tsar and former prime minister of Bulgaria who is related to Albert I on his father’s side, and Anna Maria Freifrau von Haxthausen, a German baroness who is related to Albert I on her mother’s side, were willing to cooperate. They gave up DNA samples, which we compared with the DNA of the trails of blood. We found that the blood is indeed that of Albert I.”
This confirmation has historical importance. “80 years after the fact, everyone involved has passed away, and most material is gone; we will probably never be able to dismiss all speculations concerning this ‘cold case’. This study was one of the last possibilities to gather additional data. The authenticity of the trails of blood confirms the official account of the death of Albert I. The story that the dead body of the king has never been in Marche-les-Dames or was only placed there at night has now become very improbable. Furthermore, the results show that conducting a perfect legal investigation at the time was impossible right from the start, because souvenir hunters had disturbed the scene.” This type of genetic family-tree research confronts researchers with quite a few ethical questions, adds bioethicist Pascal Borry from the KU Leuven Interfaculty Centre for Biomedical Ethics and Law: “We have to take into account the consequences of this study for living relatives. After all, in addition to the actual identification, a genetic profile can reveal quite a bit of sensitive information, in the context of a kinship analysis or in terms of hereditary conditions. This particular case concerns someone who’s deceased and has obviously never given permission for a genetic profile.”
“We only focused on the identification of the trails of blood and deliberately avoided deducing unexpected results from the DNA,” Larmuseau continues. “The latter was the most difficult aspect of this study. We also want to protect the privacy of everyone involved and of living relatives, and avoid commercialization of the genetic information, following international guidelines for biomedical research. Therefore, the genetic profiles have not been published, but they were double-checked by independent experts. The DNA samples of our study have been destroyed. What is left of the relic will be entrusted to an institution for cultural heritage or to a scientific institution.” (photo: King Albert I)

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“The Smile of the Child”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

the smile of the childDuring a press briefing, held on 20 July 2016 at the Commercial and Industrial Chamber of Athens, “The Smile of the Child” announced its data on the number of supported children as well as provided services for refugee and migrant minors during the 1st semester of 2016.“The Smile of the Child” based on 437 scientific staff members and 2.770 volunteers, tireless work and with respect to the public institutions and the support of ordinary citizens has managed to provide steady and quality services for children in Greece despite the enormous difficulty to find the necessary resources for the implementation of its actions, whereas based on its own resources and with no additional funding it provided specialized services for thousands of refugee and migrant children across the country.
The President of “The Smile of the Child”, Costas Yannopoulos, presented the statistical data of the nationwide activities of the Greek Organization and highlighted that these actions were the result of the work of the scientific staff members as well as the precious support of volunteers provided on a longstanding basis, but also over the recent months on the occasion of the emergency activities to assist refugee and migrant minors.More specifically, Mr. Yannopoulos pointed out: “Always with respect to the public institutions and based on our unnegotiable transparency, consistency and quality and the support from people we managed for one more semester to assist 52.200 children and their families, responding with 100% rate to the incoming requests, whilst we stood by the thousands of refugee children who-as every child- have the right to life and a future, providing substantially, and not occasionally, 28.326 services on every level (material support, medical and pharmaceutical support, immediate assistance in the case of a child disappearance or any other risk, transfers to and from hospitals, support at hospitals etc.).However, the difficulties are numerous. “The Smile of the Child” is making an effort to find solutions. The main issue is the exemption from the unreasonable taxation (ENFIA real estate tax, circulation tax etc.) which deprives our resources from actions directed to children in need of support. We hope that the commitments received will be respected and within this month we will have a positive response. At the same time, we are facing the plaguing issue of the Home of Ancient Corinth, where 40 children and 30 staff members are running the risk to be “thrown” on the street violently and unreasonably. We are struggling, having in our side the whole of society of Corinth and we hope that soon the matter would be solved. And we also have been confronted with individual cases of clergy servants –and I repeat only individual cases in order to avoid misinterpretations- who have issued circulars according to which relatives who have lost their loved ones are not allowed to support “The Smile of the Child” with a donation in our piggy banks instead of a wreath.
Ambassador Marc Van den Reeck, Head of International Programs and Cooperation at “The Smile of the Child” and former Ambassador of Belgium to Greece, pointed out: “The Smile of the Child” has been recognized in Greece and abroad for its work and quality. Today the main challenge is to assist all children in Greece, children victims of the financial and social crisis in the country, but also refugee and migrant minors. We need to balance between this double challenge and we have managed to do so up to now. We always need to take into consideration that our goal is not to ensure occasionally a simple meal, but to develop quality-based actions. (foto: The Smile of the Child)

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“Brexit”: a British drama, a challenge for the EU/Le “Brexit” : drame britannique, défi européen

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

brexitThe British people’s decisive vote in favour of leaving the European Union has triggered a myriad of different reactions which we need to put into focus on the basis of a few simple considerations: the “Brexit” is first and foremost a British drama; it is the result of a national democratic choice that is a specific, unique case; and it constitutes an additional challenge for the EU, whose supporters need to better assert why we are stronger together.
The Jacques Delors Institute takes a stand in this Viewpoint and focuses on 3 main issues:
1. The “Brexit” is primarily a British drama: render unto Shakespeare that which is Shakespeare’s
2. The “Brexit” is a national democratic choice, thus a specific case
3. The “Brexit” must encourage emphasis on why we are stronger together
The EU does not only need firemen, summoned by the “Brexit” to fight the blaze of a new crisis: its next step forward requires more than ever the mobilisation of architects and of prophets capable of restoring a compass and a soul to this unparalleled Union, forged in postwar grief but still making perfect sense in a globalised world for young people and future generations.
Le vote clair du peuple britannique en faveur d’une sortie de l’Union européenne a suscité une multitude de réactions qu’il importe de mettre en perspective sur la base de quelques constats simples : le “Brexit” est d’abord un drame britannique ; il découle d’un choix démocratique national qui relève du cas d’espèce ; il constitue un défi supplémentaire pour l’UE, dont les promoteurs doivent mieux souligner pourquoi nous sommes plus forts ensemble.Tel est l’objet de ce Mot qui se concentre sur 3 points essentiels :
1. Le “Brexit” est d’abord un drame britannique : rendre à Shakespeare ce qui est à Shakespeare
2. Le “Brexit” est un choix démocratique national, donc un cas d’espèce
3. Le “Brexit” doit inciter à souligner pourquoi nous sommes plus forts ensemble
L’UE n’a pas seulement besoin de pompiers, appelés par le “Brexit” au chevet d’une nouvelle crise : son sursaut passe plus que jamais par la mobilisation d’architectes et de prophètes capables de redonner un cap et une âme à cette union inédite, forgée dans la douleur des après-guerres, et qui conserve pleinement son sens dans la mondialisation pour les jeunes générations et celles à venir.(photo: Brexit)

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Ruggero Cappuccio incontra Luca Zingaretti

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

luca zingaretti2Borgo di Valle (Sessa Cilento) 25 luglio Palazzo Coppola ore 21,00Segreti d’Autore – Festival dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti inaugura quest’anno la sua sesta edizione il 25 luglio con Il lavoro dell’attore, dialogo tra Ruggero Cappuccio e Luca Zingaretti, un suggestivo incontro che ha come cornice il meraviglioso borgo di Valle (Sessa Cilento) e Palazzo Coppola nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Lo scrittore e regista Ruggero Cappuccio ripercorre con il celebre attore, amatissimo dal pubblico, la sua carriera tra televisione, cinema e teatro.L’immediatezza della TV, con la quale si diventa parte integrante del quotidiano del pubblico. Il cinema che è fotografia, luci, location naturali, sfumature, micromovimenti. Il teatro come luogo dove tutto accade, dove finzione e realtà si confondono perché non ci sono filtri, l’altrove dove tutto ebbe inizio. Tre mondi apparentemente diversi dove la parola e la comunicazione fanno da comune denominatore al percorso attoriale. Molti e diversi sono i paesaggi interni alla parola, ma non meno importanti ed interessanti sono le atmosfere che dalla parola si promanano, i climi che da essa si percepiscono. Ed è da questa prospettiva di senso che Ruggero Cappuccio e Luca Zingaretti si confronteranno, accompagnando il racconto con immagini video della carriera dell’attore. Durante l’incontro sarà conferito il Premio Segreti d’Autore 2016 a Luca Zingaretti, opera realizzata da Mimmo Paladino. La serata sarà introdotta da Elisabetta Nepitelli Alegiani.L’ingresso agli eventi è gratuito. http://www.festivalsegretidautore.it

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Art to the world

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

colagrandefilardiRoma RossoCinabro Via Raffaele Cadorna 28 apertura no-stop da lunedì a venerdì 11:00-19:00. La Mostra presenta una raccolta di autori con diversi modi di espressione, che portano però ad un’unica destinazione, la sensazione della vita nel suo complesso. Autori con linguaggio contemporaneo ma che si distinguono per conoscenze che si concentrano sulla consapevolezza della grande ricchezza ereditata e hanno lavorato al fine di esaltare la loro forza creativa, poetica, inventiva, emotiva e i flussi critici inerenti alla vita di ciascuno di loro; propongono una diluizione tra Arte e Vita. The Exhibition brings together authors with different ways of expression, leading to a single destination, the feel of life as a whole. Authors with contemporary language and differentiated themselves, of knowledge that focus on awareness of the vast inherited wealth and worked in order to enlarge each the power increasingly creative, poetic, inventive, emotional and critical flows inherent in the life of each; proposing a dilution between Art and Life. A cura di Geni Settanni. (foto: colagrande, filardi)

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Restauro del trittico con l’Incoronazione della Vergine e quattro santi

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

tritticotrittico1Firenze. Il grande trittico con l’Incoronazione della Vergine e quattro santi di Giovanni dal Ponte della Galleria dell’Accademia sarà la prima opera ad accogliere i visitatori della mostra monografica dedicata all’artista, che aprirà nel celebre museo fiorentino il 22 novembre prossimo. Si tratterà certamente di una bellissima sorpresa, poiché il restauro dell’opera attualmente in corso sta offrendo risultati sorprendenti.
trittico3Il bellissimo tappeto su cui poggiano i sacri personaggi, che era di un colore scuro, è stato rivelato dalla pulitura di un verde assai brillante, su cui campeggiano i ricchi racemi dorati (Figg. 1-4). Anche il gradino di base era stato nei secoli completamente ricoperto dalla sporcizia e dalle ripassature: grande è stata pertanto la sorpresa di constatare che l’artista aveva dipinto accuratamente anche questa parte, utilizzandola, anzi, per offrire dei brani bellissimi di naturalismo pittorico (Fig. 2).
Davvero emozionante risulta la trovata di dipingere in piano le stole degli angeli musicanti ai piedi della Vergine e del Cristo (Fig. 5), con un effetto illusionistico e spaziale di grande interesse, che conferma l’intensa partecipazione del pittore ai fermenti rinascimentali che si andavano diffondendo verso il 1430 nella pittura fiorentina.
Un altro importante risultato del restauro è dato, inoltre, dal recupero del modellato della cappa di San Domenico, figura all’estremità destra (fig. 6), che prima della pulitura appariva assolutamente piatta.
L’intervento di restauro conferma quest’opera nel nucleo dei capolavori dell’estroso artista fiorentino, che la dipinse molto probabilmente per l’altare di una cappella della chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo. (foto: trittico)

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A Torino il Centro di Sviluppo per l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

lussemburgoLussemburgo. Amazon ha annunciato oggi che aprirà un nuovo Centro di Sviluppo a Torino per mettere a punto le capacità di Intelligenza Artificiale e apprendimento automatico di Alexa, l’assistente vocale basata su cloud di Amazon, che supporta Amazon Echo, Echo Dot, Amazon Fire TV e Amazon Tap.Il nuovo centro, che aprirà entro la fine del 2016, sarà dedicato al progresso del riconoscimento vocale e della comprensione del linguaggio naturale. Torino è stata scelta per la quantità di talenti a cui poter attingere e per la presenza delle università in città.“Siamo felici di lanciare un centro di Machine Learning a Torino, città ricca di talenti nel campo delle tecnologie di apprendimento automatico, di diretto interesse per Alexa”, dichiara Rohit Prasad, Vicepresidente e Chief Scientist per Alexa. “Il nostro centro di Torino avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo delle capacità di comprensione del linguaggio da parte di Alexa”.Il Machine Learning è una branca dell’informatica e si basa su algoritmi che consentono ai sistemi di effettuare analisi predittive a partire da ampie raccolte di dati, senza che questi sistemi vengano appositamente programmati. Alexa usa l’apprendimento automatico in campi come il rilevamento delle parole di attivazione, il riconoscimento vocale basato sul cloud e la comprensione del linguaggio naturale.Amazon può contare su ricercatori di Machine Learning in tutto il mondo, tra cui Seattle, Boston e Palo Alto (Stati Uniti), Aquisgrana, Berlino, Edimburgo e Cambridge (Europa) e Bangalore (India).Le assunzioni per il Centro di Sviluppo di Torino inizieranno a breve e i candidati interessati potranno visitare il sito Amazon jobs per avere maggiori informazioni (www.amazon.jobs/it). Per iniziare, saranno 10 le posizioni aperte per i ricercatori dedicati al riconoscimento vocale e alla comprensione del linguaggio naturale.“Continuiamo a investire in modo rilevante in Italia e stiamo creando centinaia di posti di lavoro” spiega Francois Nuyts, Country Manager di Amazon Italia e Spagna. “Innovare per conto dei nostri clienti è alla base di tutto ciò che facciamo qui ad Amazon in Italia. Siamo felici che Torino sia stata scelta come sede principale per alcune delle attività tecnologiche più interessanti tra quelle su cui stiamo lavorando in diverse parti del mondo”.Oggi Amazon ha annunciato, inoltre, l’apertura di un nuovo Centro di Distribuzione nel Lazio, investendo 150 milioni di euro in un edificio di 60.000 mq che aprirà nell’autunno del 2017 e che ci si aspetta possa sviluppare 1.200 posti di lavoro.Il 2015 è stato un anno record per la creazione di posti di lavoro per Amazon in Europa, con oltre 10.000 nuovi contratti a tempo indeterminato, che hanno portato il totale della forza lavoro dell’azienda a oltre 40.000 dipendenti nel Vecchio Continente. Dal 2010, Amazon ha investito in Europa oltre 15 miliardi di euro.Dalla sua apertura in Italia nel 2010, Amazon ha investito oltre 450 milioni di euro e creato 1700 posti di lavoro. Gli impieghi attualmente sono stati creati nel Centro di Distribuzione di Castel San Giovanni, nel Centro di Distribuzione di Milano per i clienti di Prime Now, negli uffici corporate nel capoluogo lombardo, aperti nel 2012, e nel Customer Service di Cagliari.

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Italia ancora in deflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

istatDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Gli ultimi dati Istat ci hanno purtroppo confermato che l’Italia è in deflazione. Il tasso di inflazione relativo all’anno 2016 acquisito a giugno è -0,2, il che vuol dire non solo che i consumi sono a picco, ma anche, e soprattutto, che i conti pubblici sono tutti, completamente, da rifare.Nel Documento di economia e finanza (Def) di aprile, infatti, il governo Renzi-Padoan aveva stimato, ottimisticamente, per il 2016 un’inflazione pari a +1%. Cosa che, come è ormai palese, non si verificherà. Anzi, addirittura si rischia una inflazione negativa. Una iattura per la nostra economia.Vuol dire che mancano alle casse dello Stato almeno 16 miliardi di euro, che si aggiungono a tutta la polvere sotto il tappeto già messa dal governo nel passato per altri 30-40 miliardi, clausole di salvaguardia in primis.La situazione economica del nostro paese è, pertanto, tragica: crescita del Pil reale sotto l’1% per quest’anno e per l’anno prossimo, consumi in caduta, Pil nominale (che è dato dalla somma del Pil reale più l’inflazione) più basso del Pil reale, quindi caduta del gettito fiscale.E la situazione può solo peggiorare, se si aggiungono gli effetti della Brexit e della grave crisi in cui versa il sistema bancario italiano, che si manifesterà ancora di più dopo la pubblicazione dei risultati degli stress test della Banca centrale europea del prossimo 29 luglio. Con questi chiari di luna Renzi arriva al referendum di ottobre/novembre con l’economia al collasso. E gli italiani voteranno ‘no’ per mandarlo a casa. Renzi fa male alle istituzioni, alla democrazia, alle loro tasche e fa male all’economia”.

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Amazon investe in un nuovo Centro di Distribuzione nel Lazio che aprirà nel 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

amazonAmazon ha annunciato l’avvio della realizzazione di un nuovo Centro di Distribuzione a Passo Corese, frazione del Comune di Fara in Sabina (RI), a 30 km da Roma, per soddisfare la crescita della domanda in Italia. Il nuovo polo logistico, che sarà il secondo Centro di Distribuzione di Amazon nel Paese, inizierà l’attività nell’autunno del 2017.Amazon investirà 150 milioni di € nella nuova unità operativa da 60.000 mq, dando un impulso anche allo sviluppo dell’economia locale. L’azienda ha in programma di creare fino a 1.200 nuovi posti di lavoro entro tre anni dall’avvio delle attività.
“Negli ultimi cinque anni abbiamo creato più di 1.000 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato nel nostro centro di distribuzione attivo a Castel San Giovanni e oggi siamo lieti di annunciare che ne creeremo altri 1.200 nel nuovo polo di Passo Corese nei prossimi tre anni” ha dichiarato Roy Perticucci, Amazon Vice-President Operations Europe. “Questa nuova unità operativa – ha proseguito Perticucci – sarà integrata nel network di Amazon che conta ventinove Centri di Distribuzione in sette Paesi europei, che ci permettono di rispondere alla crescita della domanda e di mantenere le nostre promesse di consegne veloci e affidabili ai clienti in Italia. Sono convinto che da questo investimento trarrà vantaggio anche l’economia locale, con nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per le imprese di collaborare con uno dei più avanzati network logistici al mondo, che raggiunge milioni di clienti in tutta Europa”.“Siamo felici ed orgogliosi di questa notizia, che ripaga il lavoro della nostra amministrazione e quello di tutti i soggetti pubblici e privati che si sono impegnati per la realizzazione di questo progetto che oggi finalmente è divenuto realtà”, ha commentato Davide Basilicata, Sindaco di Fara in Sabina. “Per Fara in Sabina e per il nostro territorio questo è un risultato decisivo per il rilancio economico e occupazionale che questa straordinaria occasione produrrà. Da oggi questo diventerà uno degli hub logistici più significativi d’Italia e tra i più strategici del Centro-Sud”.Insieme al centro di distribuzione di Castel San Giovanni, la nuova unità operativa di Passo Corese consentirà ad Amazon di gestire la domanda attuale e futura, sia in Italia, dove un numero crescente di famiglie sceglie Amazon.it per i propri acquisti, sia in Europa. Entrambi i Centri di Distribuzione garantiranno ai clienti di Amazon in tutto il mondo il servizio rapido e affidabile a cui sono abituati, in particolare in occasione dei periodi di picco antecedenti le vacanze.
L’avvio delle attività del nuovo Centro di Distribuzione è previsto per l’autunno del 2017. I salari dei dipendenti Amazon si collocano tra i più alti del settore della logistica e comprendono anche benefit quali sconti sugli acquisti su Amazon.it, assicurazioni sanitarie e cure mediche private. Amazon propone anche opportunità come il programma Career Choice, che offre ai dipendenti che intendono specializzarsi in un ambito specifico fino al 95% del costo delle rette e dei libri di testo per frequentare corsi professionali per quattro anni.
Il 2015 è stato un anno record per la creazione di posti di lavoro da parte di Amazon in Europa: sono infatti stati creati oltre 10.000 nuovi posti fissi, che hanno portato il personale europeo della società a superare complessivamente i 40.000 dipendenti. Dal 2010 Amazon ha investito oltre 15 miliardi di € in Europa in infrastrutture e servizi per la distribuzione, in servizi ai clienti, in data center regionali come Amazon Web Services, nella ricerca e sviluppo e altro ancora.
A partire dall’avvio delle sue attività in Italia nel 2010, Amazon ha investito nel Paese più di 450 milioni di € e creato 1.700 posti di lavoro.Il Centro di Distribuzione di Castel San Giovanni, che impiega più di 1.000 dipendenti, è stato aperto nel 2011, un anno dopo il lancio di Amazon.it. Inizialmente esteso su 26.000 mq, oggi copre un’area di 86.000 mq per poter gestire la crescente domanda dei clienti e far fronte alla crescita del catalogo Amazon.it, che oggi offre più di 136 milioni di prodotti. A novembre 2015 Amazon ha aperto il Centro di Distribuzione urbano di Milano (1500 mq) per il servizio ai clienti Amazon Prime Now.
Oltre a questi investimenti negli impianti logistici del Paese, Amazon ha aperto i suoi uffici a Milano nel 2010, nei quali impiega oltre 300 persone e attualmente ha più di 60 posizioni aperte (https://www.amazon.jobs/it). La società ha inoltre scelto la città di Cagliari quale sede del Customer Service, che impiega circa 300 persone.

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Restrizioni su foto e video nei siti museali siciliani

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

sicilia-regione-default-120718100156_big“In diversi musei siciliani le disposizioni impartite al personale sull’uso, da parte dei visitatori, di apparecchi fotografici e video è improntato a criteri restrittivi, che appaiono irragionevoli”.
Lo dichiara l’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci che, insieme ai deputati del Gruppo Lista Musumeci, Formica e Ioppolo, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore ai Beni culturali, nella quale sottolinea come sia necessario “adeguare le norme che disciplinano l’uso di dispositivi elettronici per foto e video negli spazi museali regionali a quanto previsto dalla legge 106/14, lungimirante e innovativa, che autorizza a poter eseguire ogni fotografia utile, purché non si utilizzino cavalletto e luci aggiuntive e purché sia escluso lo scopo di lucro delle stesse foto”.
“In Sicilia – sottolinea Musumeci – avviene che musei informati (come il Paolo Orsi di Siracusa, il Museo archeologico di Gela, il Castello Ursino di Catania, il Museo di Agrigento e altri) non pongano problemi, mentre in molti altri spazi museali dell’Isola i visitatori sono costretti ad aggirare l’ostacolo, eseguendo, di volta in volta, foto e riprese in modo furtivo, quando invece la legge dello Stato consente di effettuare ogni ripresa, nel rispetto dei limiti previsti dalla stessa”.
“Molti – si legge nell’interrogazione – i casi assurdi avvenuti in Sicilia negli ultimi mesi: il 21 giugno scorso all’interno del Museo di Ravanusa il personale addetto ha impedito a un visitatore – munito di autorizzazione ad usare il cavalletto per le riprese – l’uso dell’apparecchio fotografico, richiedendo addirittura l’intervento dei carabinieri che, alla fine, con buonsenso, hanno consentito le stesse; a Messina, per eseguire riprese nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Agrò, a un visitatore è stato chiesto di pagare una tassa di 250 euro; a Caltanissetta, al Museo archeologico, sarebbe stato imposto di poter eseguire foto in generale del museo ma non dei singoli reperti; al Palazzo Abatellis di Palermo è stato impedito di usare la videocamera e di non insistere sullo stesso quadro con più di una foto; la Soprintendenza di Caltanissetta si sarebbe risentita per avere visto divulgato un video su Polizzello, senza che nessuno abbia chiesto autorizzazioni ad effettuare riprese nell’area archeologica”.
Musumeci chiede se il governo regionale sia informato degli episodi avventi negli ultimi mesi in Sicilia, sollecitando un intervento urgente, “tenuto conto – si legge ancora – che le foto o le riprese che ogni visitatore può eseguire possono avere libera divulgazione attraverso i social o la rete internet (purché senza scopo di lucro), determinando così maggiori opportunità per far conoscere il nostro patrimonio monumentale a livello mondiale”.

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Unione Naz. Consumatori su Istat commercio: Non si salva nessuno

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

confcommercio consumiSecondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite al dettaglio diminuiscono su base annua sia in valore (-1,3%), sia in volume (-1,8%), sia per gli alimentari (-1,8% in valore, -2% in volume) sia per i non alimentari (rispettivamente -1% e -1,6%).
“Non si salva nessuno! La cosa più preoccupante è che nessuna forma distributiva registra valori positivi, né gli ipermercati (-2,5%) né, men che meno, i piccoli negozi. Persino i discount, gli unici a salvarsi durante la crisi, segnano una battuta d’arresto, registrando un -0,2% su base tendenziale” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Questo indica che non bastano più offerte, sconti e prezzi bassi. E questo perché le famiglie hanno finito i soldi!” conclude Dona.

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Scuola: Sostegno alunni disabili

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

scuolaStorica decisione del tribunale di Caltanissetta ottenuta dai legali Anief, in difesa di un’alunna della scuola primaria con disabilità grave: il Tribunale del capoluogo siciliano, accertata l’ennesima mancata tutela del diritto allo studio di una ragazza con handicap in situazione di gravità, ha sanzionato sonoramente la condotta discriminatoria del Miur per la mancata attribuzione di un insegnante di sostegno pari al numero di ore richiesto dalla scuola al fine di tutelare il suo diritto all’integrazione e all’istruzione.Appello del giovane sindacato a dirigenti scolastici, docenti e genitori: sorvegliate sin da subito sulla formazione delle cattedre che nelle prossime settimane verranno assegnate dagli uffici periferici del Miur alle scuole e soprattutto sulla corretta assegnazione delle ore di sostegno. Le premesse non sono positive, perché è notizie di queste ore che l’organico di fatto del prossimo anno scolastico è stato tagliato di 1.200 posti. Laddove risultassero delle discrepanze rispetto a quanto stabilito dalle Asl di competenza e dal Piano educativo individualizzato, vanno segnalate all’Anief aderendo all’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”, presso il Tribunale di Caltanissetta è stato raggiunto un risultato importante. Il Ministero dell’Istruzione deve solo vergognarsi per aver pensato di fare “cassa” in presenza di una bambina disabile che, attraverso i genitori, rivendicava solo il giusto diritto a un’istruzione adeguata alle sue necessità.

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Banche: “Serve coesione nazionale. Renzi prenda iniziativa come per sicurezza e terrorismo”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

salva banche“Sulle questioni nelle quali è in gioco la tenuta del sistema paese dovremmo mettere da parte le pur legittime posizioni dettate dallo schieramento politico e cercare invece la coesione”. Lo dichiarano in una nota congiunta Maurizio Lupi e Laura Bianconi, capigruppo di Area popolare alla Camera e al Senato. “Leggiamo invece con preoccupazione le parole con le quali il presidente della commissione Bilancio della Camera ha attaccato il nostro ministro dell’Economia. Proprio nel giorno in cui il governatore della Bce Mario Draghi dice di apprezzare il lavoro fatto dall’Italia e riconosce in casi eccezionali la necessità di una garanzia pubblica sui crediti deteriorati, l’uscita dell’onorevole Boccia risulta stonata. Auspichiamo che il presidente del Consiglio, la maggioranza e l’opposizione accolgano l’invito del ministro dell’Interno Angelino Alfano che sulla questione bancaria chiede di coinvolgere tutte le forze parlamentari in un’ottica di coesione nazionale come già fatto per il terrorismo”.

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Il governo si ritiri dalla competizione referendaria

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

la-costituzione-della-repubblica-italianaNota informativa di Raniero La Valle sulla Conferenza stampa dei Comitati del NO del 20 luglio scorso alla Camera dei Deputati:
Si è tenuto il 20 luglio alla Camera dei Deputati una conferenza stampa dei Comitati per il NO nel referendum costituzionale. Hanno parlato per il Comitato dei popolari il presidente Giuseppe Gargani, per il Comitato per il NO del Coordinamento per la democrazia costituzionale il prof. Alessandro Pace, Alberto Benzoni per i socialisti per il NO e un rappresentante dei “presidenzialisti per il NO”. Sono intervenuto anch’io a nome dei Comitati Dossetti per la Costituzione e dei Cattolici per il NO.
Ho ricordato che i Comitati Dossetti per la Costituzione in più occasioni hanno chiesto il rinvio delle riforme costituzionali alla prossima legislatura, nella quale esse potranno essere condotte a buon fine con uno stile diverso, contenuti diversi e con un Parlamento legittimato.Quanto al Comitato dei Cattolici per il NO ho ribadito le ragioni dell’opposizione alla riforma in atto, come hanno fatto gli altri relatori, ciascuno a partire dalle proprie posizioni.
Ho sollevato però una questione ulteriore. Gli avvenimenti in corso confermano la diagnosi, formulata per primo dal papa, secondo la quale è cominciata la terza guerra mondiale “a pezzi”.Essa però ha cambiato natura, non è più formalmente una guerra tra Forze Armate opposte – anche se con vittime “collaterali” sempre più numerose tra la popolazione civile – ma una guerra di Entità armate, regolari e irregolari, contro le popolazioni civili. Pertanto la strage dei civili, già preponderante nelle precedenti guerre, è diventata il contenuto stesso della guerra attuale. Nessuno la mattina può più uscire di casa sapendo che di sicuro ci potrà tornare, che sia a Nizza, a Parigi, a Bruxelles o a Dacca. Il mondo è diventato troppo pericoloso per continuare a farlo andare così. Per molto tempo il mondo è stato pericoloso per i popoli delle colonie, per quelli che chiamavamo ed erano sottosviluppati. Adesso il mondo è diventato pericoloso anche per noi, non solo i ricchi hanno le armi, ormai ogni persona, se ha perso ogni valore della propria vita, può diventare un’arma contro tutti gli altri.
La popolazione civile, diventata uno dei soggetti belligeranti, non può né combattere, né vincere questa guerra come facevano i soggetti armati protagonisti delle guerre precedenti. Slogan come: tutti uniti nella guerra al terrorismo, non hanno alcun significato, e l’appellarsi alle stragi di Nizza o alla repressione in Turchia per propagandare il SI al referendum è del tutto pretestuoso e offensivo della verità e del buon senso. Però proprio l’appellarsi al terrorismo ai fini della riforma, come ha fatto la ministra Boschi, permette di mettere in luce la vera responsabilità del governo. Il modo per la popolazione civile di combattere questa guerra è la politica, e la sua vittoria è il conseguimento della pace. Per fare una politica di uscita dalla guerra e di costruzione della pace ci vuole un governo, che se ne faccia strumento facendo valere l’unità del popolo. Allora la proposta è questa: per uscire dalla terza guerra mondiale che ha il suo epicentro nel Mediterraneo e in Medio Oriente, occorre ripetere l’esperienza della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che ad Helsinki dal 3 luglio 1973 al 1 agosto 1975 realizzò il miracolo di mettere fine alla guerra fredda e alla minaccia reciproca di distruzione nucleare. Alla conferenza parteciparono tutti i Paesi europei più Stati Uniti e Unione Sovietica. Cardini degli accordi per realizzare la sicurezza e mantenere la pace fu l’impegno a non modificare con la forza le frontiere esistenti, e il rispetto dei diritti umani. Oggi l’Italia potrebbe farsi promotrice, e preparare diplomaticamente, una Conferenza per la sicurezza e la cooperazione nel Mediterraneo e in Medio Oriente, con la partecipazione di tutti gli Stati interessati e anche della Umma musulmana e delle Chiese cristiane d’Oriente. Anche qui i cardini sarebbero il rispetto della integrità territoriale degli Stati dell’area nelle loro legittime frontiere (compresi Iraq, Siria, Libano, Israele e Palestina) e il rispetto dei diritti umani.
Però questo il nostro governo non lo può fare perché invece di essere espressione dell’unità del Paese, oggi ne è esso stesso il primo divisore, spaccando il Paese nella contrapposizione tra fronte del SI e fronte del NO nella cruciale partita della Costituzione su cui è stata costruita l’unità della Repubblica. In tal modo il governo rinunzia al suo vero ruolo e combatte una partita del tutto estranea alle vere urgenze poste dalla crisi in atto mentre l’Italia e il mondo tutto sono in condizioni di massimo pericolo.
Perciò la proposta che ho formulato è che il governo si ritiri dalla competizione per il referendum costituzionale, assuma una posizione neutrale, lasci combattere questa partita ai Comitati del Si e del No e alle forze politiche e partiti esistenti, lasciando la riforma costituzionale al suo destino. Il governo potrebbe allora ricomporre l’unità del Paese per giocarla sul piano internazionale – europeo e mondiale – in una grande iniziativa e un grande progetto di unità e di pace, adempiendo veramente al dettato degli articoli 10 e 11 della Costituzione, per la costruzione di un ordine di giustizia e di pace tra le nazioni.

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Toscana: Confindustria unica

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

confindustriaSiglato il protocollo d’intesa per la costituzione dell’Associazione industriali di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Siena. Con la firma a Firenze, Massimo Messeri, presidente di Confindustria Firenze, Andrea Fabianelli, presidente di Confindustria Toscana Sud e Alberto Ricci, presidente di Confindustria Livorno – Massa Carrara hanno avviato il percorso di fusione delle tre associazioni territoriali “sentendo la necessità di affrontare insieme le sfide aperte dal processo di globalizzazione per realizzare economie di scala, mantenendo l’identità ed il radicamento nel territorio”.“Pur ritenendo”, si legge nell’accordo sottoscritto dai tre presidenti, “che la dimensione organizzativa ottimale per il sistema della rappresentanza imprenditoriale dovrebbe coinvolgere un perimetro regionale, considerano il presente progetto l’ulteriore tappa di un processo di evoluzione in tale direzione”. Spetterà adesso alle assemblee delle tre Confindustrie “deliberare in merito alla proposta di costituzione di una Associazione unica. L’obiettivo è quello di convocare, entro l’anno 2017, le Assemblee Straordinarie cui sottoporre il Progetto di fusione”. La firma del protocollo dà il via alla più grande associazione industriali della Toscana e una delle prime d’Italia che (con la fusione delle tre Confindustrie) conterà più di 3500 imprese iscritte per oltre 120mila dipendenti. (foto: confindustria)

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Renzi l’equilibrista

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

“Ho detto ad Alfano ‘fai cadere Renzi, e dopo ne riparliamo’. Questo è il momento della chiarezza. Io voglio chiarezza. Chi è per il ‘no’ lavorerà per il futuro, chi sostiene il ‘sì’ andrà a casa con Renzi”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo alla conferenza stampa “Le ragioni del No al referendum costituzionale”, organizzata dal Comitato Regionale e Grande Città di Torino di Forza Italia, nel capoluogo piemontese. “Renzi può cadere domani, in Senato si balla: Cesa, Schifani, l’Ncd, l’Udc. Questo è il potere di Renzi, è appeso a transfughi eletti con il centrodestra che lo possono mollare da un momento all’altro. Mandiamolo a casa. Questo sì che scalda il cuore: votiamo ‘no’ per mandare a casa Renzi e per ripristinare la democrazia nel nostro Paese. E Renzi se ne andrà a Firenze con Verdini, la Boschi tornerà a fare l’avvocato. Cancelliamo questi ultimi tragici anni per la nostra democrazia.
Andiamo di casa in casa a spiegare le nostre ragioni, mobilitiamo la nostra gente. Questa è la battaglia della vita. Hanno provato a farci fuori, hanno provato ad ammazzarci il leader. Siamo ancora qui. E siamo pronti a vincere ancora una volta”.

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Terapia contro la caduta dei capelli

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

capelliGrazie alla ricerca eseguita al Mammalian Cell Biology and Development Laboratory della Rockefeller University, e pubblicata su PNAS, è stato individuato il ruolo delle cellule staminali nella terapia contro l’alopecia. In primis, è stato identificato lo stato di quiescenza delle cellule staminali presenti nel bulbo pilifero che, a differenza di quelle presenti in organi come la pelle o l’intestino che sono perennemente attive, determina una fase stallo nel processo rigenerativo del capello.
Si è costatato, inoltre, che lo stato dormiente delle cellule staminali presenti nel bulbo può essere interrotto, e quindi può essere attivata un’azione di ricrescita del capello, mediante l’impiego di cellule staminali mesenchimali prelevate, ad esempio, dal grasso. L’azione che le cellule staminali mesenchimali compiono, una volta iniettate nello scalpo, è definita “paracrina”, ed è una delle tre funzioni, insieme a quella rigenerativa e immunomodulante, che rendono queste cellule particolarmente efficaci ed attraenti per tutto il mondo scientifico. L’azione paracrina è costituita dall’emissione di un segnale chimico di attivazione che viene inviato dalle nuove cellule staminali mesenchimali iniettate nel derma a quelle già residenti e dormienti.Il segnale chimico che induce l’attivazione le cellule dormienti si ottiene grazie alla secrezione di fattori di crescita e citochine rilasciati all’interno dei tessutiuna volta che le cellule staminali mesenchimali sono state somministrate nelle zone calve.
Le staminali che rigenerano i capelli risiedono fisiologicamente nell’Area di Bulge, una zona anatomica che si trova di sotto il muscolo erettore del pelo. E’ un vero e proprio serbatoio di cellule staminali che, al termine di ogni ciclo, nella fase Catagen, sotto lo stimolo di particolari segnali biochimici, migrano verso la papilla dermica per dare luogo a un nuovo capello.
Questo ‘deposito’ è il vero ‘segreto di giovinezza’ della chioma: si è visto, infatti, che anche se viene distrutta una papilla, ma si lascia integra l’area di Bulge, le staminali in essa contenute sono in grado di differenziarsi, mentre se ad essere distrutta è la nicchia di staminali, quel follicolo non produrrà più capelli.
Le cellule staminali mesenchimali prelevate dal tessuto adiposo (ADSCs) sono le più adatte a svolgere l’azione di “risveglio” di quelle già presenti nell’area di Bulge in quanto, oltre ad avere le adeguate caratteristiche funzionali, si ottengono facilmente da un piccolo prelievo di grasso di soli 10-20cc. La procedura prevede che le cellule staminali del grasso vengano riutilizzate sulla stessa persona da cui sono state prelevate dopo estrazione, coltura ed eventuale crioconservazione.
Queste cellule, una volta iniettate nello scalpo, diventano un’inesauribile sorgente difattori di crescita e citochine che vengono continuamente rilasciate nell’ambiente circostante andando a stimolare ed attivare le capacità rigenerative delle staminali che erano già presenti nel Bulge. In passato, hanno tentato invano di riprodurre la funzione delle staminali usando i fattori di crescita ricavati dalle piastrine del paziente dopo un processo di centrifugazione del sangue periferico, ma si trattava di un prodotto biologicamente diverso dalle staminali e dotato di una vita che si esauriva nel momento stesso in cui il prodotto veniva utilizzato. I risultati dello studio realizzato dalla Rockefeller University, inoltre, confermano quelli in precedenza pubblicati sulla rivista Eplasty da Fukuoka e Suga che hanno trattato l’alopecia androgenetica isolando ed iniettando settimanalmente nello scalpo i soli fattori di crescita secreti durante la coltura dalle cellule staminali del tessuto adiposo, ottenendo risultati particolarmente significativi (un aumento in media di 29 nuovi capelli nei maschi e 15,6 nelle donne, nella zona misurata prima del trattamento).
L’uso diretto delle cellule staminali, anziché dei soli fattori di crescita, evita l’iniezione settimanale e gestisce la somministrazione fisiologica degli stessi per tempi prolungati generando risultati più importanti e duraturi. Le cellule staminali del grasso, unite ad un medium condizionato portato a destinazione, rilasciano numerosi fattori di crescita (GF vascolare-endoteliale, GF piastrinico, IGF 1 ecc.). Per essere utilizzate devono essere isolate e coltivate in una Cell Factory dotata di standard di qualità molto alti che ne garantisca la sicurezza del successivo impianto. Le cellule umane non sono infatti sterilizzabili, e questo rende necessarie procedure ed ambienti che garantiscono la sterilità dal prelievo del grasso fino all’impianto delle cellule estratte ed espanse.In Italia l’unica Cell Factory che è in grado di rendere utilizzabili le cellule del grasso per il trattamento dell’alopecia è Bioscience Institute che è situata in San Marino e che da non molto si è replicata anche negli Emirati Arabi.

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