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Il Dipartimento di Bioscienze partecipa al progetto europeo INTENSE sull’agricoltura sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

biblio università parmaParma. Il Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma è partner nel progetto internazionale INTENSE per la ricerca di pratiche agricole innovative che tutelino l’ambiente e favoriscano la sostenibilità.Sette Istituzioni Europee (da Germania, Francia, Spagna, Belgio, Polonia, Norvegia e Italia) collaboreranno per tre anni nel campo dell’agricoltura di precisione e conservativa, al fine di salvaguardare la risorsa suolo, risparmiare acqua e fertilizzanti, e sfruttare le potenzialità dei microrganismi del suolo nel promuovere la fertilità. A questo scopo verranno utilizzate al meglio le competenze e le conoscenze di gruppi di ricerca noti a livello internazionale, tra cui il gruppo di ricerca del prof. Nelson Marmiroli, Direttore del Dipartimento di Bioscienze e coordinatore dell’Unità di Biotecnologie Ambientali che partecipa al progetto.
L’agricoltura convenzionale ha consentito di incrementare la produzione grazie anche a un massiccio uso di fertilizzanti e di acqua. Il progetto INTENSE si propone di rovesciare questa logica e di “intensificare” la produttività di siti agricoli, anche di siti marginali poco produttivi, ricorrendo invece maggiormente all’impiego dei microrganismi del suolo e alle loro proprietà di fertilizzanti per le piante. Questo è il messaggio nelle parole del prof. Arne Sæbø dell’Istituto norvegese NIBIO (Norwegian Institute for Bioeconomy), coordinatore del progetto: “l’uso sostenibile di suoli europei degradati a causa di inquinamento, siccità, erosione e salinità richiede la scelta di piante e di ammendanti appropriati, in accordo con le parti interessate, per intensificare la produzione di piante alimentari e per la produzione di energia alternativa”. Nelle azioni previste dal progetto è lo studio dell’aggiunta di materia organica per il recupero della fertilità dei suoli. Ad esempio il biochar, carbone vegetale ottenuto da processi di pirogassificazione e reforming, verrà utilizzato per valutarne le proprietà ammendanti. Nel biochar, che ha una nanostruttura con microscopici pori e cavità, possono essere alloggiati batteri, funghi, protozoi, e con la distribuzione del “char” al suolo portati vicino alle radici delle piante.Il Dipartimento di Bioscienze è impegnato nel progetto per quanto riguarda soprattutto lo sviluppo di strategie per un’agricoltura conservativa e sostenibile, analizzando gli effetti di stimolazione che diversi tipi di biochar possono produrre sulla crescita di microrganismi del suolo, e sulla resistenza delle piante a stress ambientali, biotici e abiotici, e in ultimo sulla produzione.Il progetto è finanziato nell’ambito dell’iniziativa FACCE SURPLUS anche dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e terminerà nel 2018. Il prossimo settembre si terrà ad Aarhus in Danimarca il primo convegno in cui il coordinatore del progetto presenterà le azioni intraprese. I primi risultati del progetto verranno presentati dal gruppo di Parma al convegno PHYTOTECH 2016 che si terrà il 26 settembre a Hanghzhou in Cina. Questo progetto e le sue finalità complessive si inquadrano perfettamente con la “missione” sulla sostenibilità che l’Ateneo di Parma, per volontà del Rettore Loris Borghi, ha assunto con il nuovo Statuto.

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