Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 31 luglio 2016

Tratta e sfruttamento minori

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

I minori vittima di schiavitù e grave sfruttamento nel mondo sarebbero, secondo le stime, un milione e 200 mila. Una vittima di tratta su cinque è un bambino o un adolescente. Una realtà drammatica, che resta però fortemente sommersa, registrando, al di là delle stime e delle proiezioni, un numero molto inferiore di casi realmente identificati. Basti pensare che gli ultimi dati ufficiali disponibili parlano di 15.846 vittime di tratta accertate o presunte tali in Europa, di cui il 15% è un minore. In Italia, sono 1.125 le persone inserite in programmi di protezione e il 7% di loro ha meno di 18 anni. Sono questi i principali numeri che fotografano il fenomeno della tratta e dello sfruttamento in Italia e nel mondo che emergono dal Dossier 2016 “Piccoli schiavi invisibili – I minori vittime di tratta e sfruttamento: chi sono, da dove vengono e chi lucra su di loro” di Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti, diffuso oggi alla vigilia della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani che si celebra il 30 luglio. La maggior parte dei minori vittime tratta minoridi tratta, però, non rientra in queste statistiche: quello della tratta è un fenomeno estremamente complesso, soprattutto in Italia, che spesso coinvolge minori stranieri non accompagnati, cioè senza adulti di riferimento, molti dei quali sono in transito nel nostro Paese e si spostano da una città all’altra, non consentendone l’emersione e il tracciamento reale. Basti pensare che in Italia, tra gennaio e giugno 2016 sono arrivate via mare 70.222 persone in fuga da guerre, fame e violenze. Di queste 11.608 sono minori, il 90% dei quali (10.524) non accompagnati, un numero più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (4.410 da gennaio a giugno 2015). In particolare, questi ultimi rappresentano un potenziale bacino di sfruttamento per coloro che cercano di trarre profitto dal flusso migratorio, speculando in vari modi sulla vulnerabilità dei più piccoli.Il profilo dei minori vittima di tratta e sfruttamento in Italia vede una presenza significativa di ragazze nigeriane, rumene e di altri Paesi dell’Est Europa, sempre più giovani, costrette alla prostituzione su strada o in luoghi chiusi. Attraverso le attività delle unità mobili e di outreach, Save the Children ha inoltre intercettato gruppi di minori egiziani, bengalesi e albanesi inseriti nei circuiti dello sfruttamento lavorativo e nei mercati del lavoro in nero, costretti a fornire prestazioni sessuali, spacciare droga o commettere altre attività illegali. A destare particolare preoccupazione sono i minori “in transito”, tra i quali spiccano eritrei e somali che, una volta sbarcati sulle nostre coste, in assenza di sistemi di transito legali e protetti, si allontanano dai centri di accoglienza e si rendono invisibili alle istituzioni nella speranza di raggiungere il Nord Europa, divenendo facili prede degli sfruttatori.Se da un lato è difficile dare un quadro numerico reale delle vittime di sfruttamento, dall’altro lo è ancora di più quantificare il numero degli sfruttatori. Nel nostro Paese, però, la tratta di persone costituisce la terza fonte di reddito per le organizzazioni criminali, dopo il traffico di armi e di droga. Il numero dei procedimenti a carico degli sfruttatori, e soprattutto quello delle condanne in via definitiva, rimane però piuttosto limitato, per la capacità delle organizzazioni criminali di agire adeguando le proprie strategie per aggirare gli interventi legislativi dei vari Paesi. In Italia, in particolare, dal 2013 al 2015, sono stati denunciati per reati inerenti la tratta e lo sfruttamento un totale di 464 individui, alla maggior parte dei quali viene contestato il reato di riduzione in schiavitù. Per lo specifico reato di tratta di persone sono stati arrestati più di 190 soggetti di nazionalità prevalentemente rumena, albanese e nigeriana. Secondo i dati riportati dal Ministero della Giustizia, il 12% degli autori di reati connessi alla tratta e allo sfruttamento sono di nazionalità italiana.“Sono tantissimi i minori che raccontano ai nostri operatori di essere vittime di drammatiche forme di sfruttamento, nella maggior parte dei casi assimilabili alla schiavitù, e che anche qui in Italia troppo spesso si affidano a persone senza scrupoli”, spiega Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. “È importante che questi ragazzi trovino punti di riferimento affidabili per decidere del loro futuro: per questo motivo, oltre alle nostre attività di protezione dei minori migranti in frontiera Sud, a Roma, Milano e Torino, abbiamo attivato un nuovo servizio di helpline[6] dedicato ai minori migranti, un numero gratuito che risponde in sei lingue, fornendo orientamento legale e psicologico, e che vuole essere un punto di riferimento per tutti i minori che possono trovarsi in situazioni di rischio e per tutti coloro che vogliono aiutarli.” (foto: tratta minori)

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Festa dei nonni

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

Nonno Angelo con monsignor ScirpoliIl 2 ottobre 2016 si festeggia la Festa dei Nonni (Legge 31 luglio 2005, n. 159), occasione per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale.Senior Italia FederAnziani sostiene l’evento dedicato ai Nonni del nostro Paese con una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale. Un’occasione di celebrazione, ma anche di riflessione per rappresentare il valore insostituibile che i Senior costituiscono per la nostra società.Le iniziative per il 2016 per la FESTA DEI NONNI di Senior Italia FederAnziani sono già state insignite della Medaglia del Presidente della Repubblica e godranno dei patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del CONI, dell’ANCI, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
La campagna MILLE PIAZZE FESTA DEI NONNI D’ITALIA è realizzata in collaborazione con ANLA (Associazione Nazionale Seniores di Azienda), DOMINA (Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico), FederCentri , FIT (Federazione Italiana Tabaccai), AIDE (Associazione Indipendente Donne Europee) e Federfarma.Inoltre la campagna godrà del supporto di primarie aziende, tra cui GSK Consumer Healthcare – che commercializza il marchio Polident -, Poste italiane e Yakult.
La FESTA DEI NONNI sarà portata all’attenzione del pubblico con tre diverse attività che copriranno un arco temporale di tre settimane.Si inizierà il 26 settembre con la PARTITA PER I NONNI, realizzata grazie al supporto del Frosinone Calcio: allo stadio Matusa di Frosinone si incontreranno la NAZIONALE ATTORI e una rappresentativa di ex calciatori di Roma, Lazio e Frosinone. L’incasso sarà integralmente devoluto all’acquisto di defibrillatori per i Centri Anziani.
Nel week end del 1° e 2 ottobre si terrà MILLE PIAZZE FESTA DEI NONNI D’ITALIA.In molte piazze italiane e in oltre 500 Centri Anziani sull’intero territorio nazionale sarà possibile acquistare, con offerta libera, una confezione speciale contenente 1 pacco da 500 gr di pasta di grano duro di Altamura. L’attività è stata resa possibile grazie alla collaborazione con PASTA LORI PUGLIA. Il ricavato delle vendite sarà integralmente devoluto al sostegno dei Centri Anziani che potranno così autofinanziarsi e, in particolare, provvedere all’acquisto di defibrillatori.Momento conclusivo e nel contempo centrale della campagna sarà l’incontro con il Santo Padre, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, il 15 ottobre. Papa Francesco si è sempre dimostrato particolarmente sensibile al tema dell’attenzione verso la Terza Età e frequenti sono state le Sue testimonianze contro la cultura dello scarto.

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RcAuto. Portarsi sempre dietro la polizza? Il Paese dei quaquaraqua

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

Era il 18 ottobre 2015, ed era entrata in vigore una norma che stabiliva il non obbligo di esposizione del pagamento e della validità della polizza RcAuto, nonche’ di non doversi portare dietro nulla: tutto centralizzato e informatizzato e, in caso di controllo da parte dell’autorita’ di polizia, i controlli avrebbero confermato o meno l’ottemperanza dell’automobilista all’obbligo dell’assicurazione. Ma qualcosa non ha quadrato e, a quasi un anno di distanza, l’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha emesso una circolare con cui ha evidenziato che, essendo alti ed aumentati i rischi di essere trovati in difetto pur essendo in regola, e’ meglio portarsi dietro il certificato di assicurazione da esibire, l’attestazione di avvenuto pagamento del premio e copia del contratto (tre cose 3), per due motivi:
– le banche dati dell’autorità non sono sempre aggiornate;
– alcune assicurazioni estendono la copertura assicurativa, in attesa del rinnovo, oltre le due settimane rituali successive alla scadenza; e questo nelle banche dati dell’autorita’ -ammesso che la propria polizza risulti- non e’ riportato.
Questo perche’, nonostante l’informatizzazione operativa da quasi un anno, “carta canta”, cioe’ il supporto cartaceo e’ prevalente rispetto a tutto; e non e’ possibile effettuare il sequestro del veicolo per mancata assicurazione solo rifacendosi ai dati online: se qualcosa non torna, prima di multare/sequestrare occorrera’ procedere ad ulteriori approfondimenti.
Questa circolare dell’Ivass sembra che sia frutto di alcune istruzioni in merito diramate dall’ordine di coordinamento dei servizi di polizia stradale.Non e’ questo il Paese dei quaqaraqua? Una norma che doveva servire a semplificare la vita e la sicurezza di accertati ed accertatori, ecco che nella sua applicazione -A QUASI UN ANNO DALLA SUA ENTRATA IN VIGORE- dimostra essere una complicazione in più.
Ed ora, visto il clamore mediatico che a suo tempo ebbe questo provvedimento della possibile non esposizione sul veicolo e che tutto era risolto con un click, chi glielo va a dire a tutti gli assicurati che non c’e’ da fidarsi e che -soprattutto- se dovessero incorrere in un qualche controllo, se si sono attenuti alle disposizioni di legge, non avranno fatto altro che complicarsi la vita: tempi di fermo, accertamenti con domande piu’ o meno imbarazzanti -per accertati ed accertatori- da parte della polizia, tempo da perdere per dimostrare successivamente di essere in regola (portare documenti agli uffici o trasmetterli in qualche modo che sia credibile e legale per entrambi), etc.
E -ultima e piu’ importante- caduta sottozero della fiducia da parte degli amministrati verso lo Stato. Con conseguente codazzo di: utenti furbetti, burocrati annoiati di aiutare i malcapitati, code per di qua e per di la’. Con ogni malcapitato che come minimo ordira’ piani di vendetta da mettere in atto alla prima occasione.
Che fare? Ci aspettiamo una massiccia e capillare campagna informativa per tutti gli assicurati, su tutti i maggiori mezzi di comunicazione….. ma forse siamo un po’ illusi, perche’ queste campagne -quando avvengono- sono quasi esclusivamente quando lo Stato deve incassare qualcosa in piu’, mentre nel nostro caso, meno informazione c’e’, piu’ lo Stato incassa. Siamo certamente prevenuti, ma sono rare le occasioni che ci vengono fornite per cambiare un’idea che molto volentieri vorremmo modificare. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Ronald S. Lauder welcomes Pope Francis’ visit to Auschwitz

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

auschwitz-ii-birkenau-4NEW YORK – World Jewish Congress (WJC) President Ronald S. Lauder has hailed Pope Francis’ upcoming visit to Auschwitz-Birkenau as “a strong signal” against hatred and called the Catholic Church leader “one of the closest allies Jews have today in the fight against anti-Semitism and bigotry.”Lauder said ahead of Pope Francis’ visit to the former Nazi German death camp this Friday: “The World Jewish Congress welcomes Pope Francis’ historic visit to Auschwitz. Although there are no grave markers, this is the world’s largest Jewish graveyard.“It is also one of the most horrific places on the planet, and we find it appropriate that Pope Francis does not wish to make a speech during his visit, but to hold a silent prayer service together with over 1,000 survivors and representatives from around the world, as tribute to the 1.1 million men, women and children murdered at the camp.“Auschwitz is an eternal reminder of what can happen when hatred is allowed to fester, when the world remains silent in the face of evil and looks the other way as unspeakable crimes are being committed nearby,” declared the WJC president.“Pope Francis is one of the closest allies Jews have today in the fight against anti-Semitism, bigotry and hatred. He is a true friend of the Jewish people, a man who reaches out to others and embraces them. Never over the past 2,000 years have Catholic-Jewish relations been better.“We thank him for going to Auschwitz. His visit there sends an important signal to the world that this dark chapter must never be forgotten and that the truth about what happened seven decades ago must not be obfuscated,” he said.Referring to the murder of French priest, Jacques Hamel, earlier this week, as well as other terrorist acts that have taken place around the world, Lauder added: “This brutal attack in a house of worship, against an elderly priest, has come as a shock to all of us, and at a time when our societies are shaken by evil acts of terror, we must stand as one.“We must speak out and not be silent. We must defend each other, and we must look after one another: one religious community after the other, one country after the other. The scourge of terrorism, fanaticism and intolerance won’t be defeated unless we are united in our resolve to defeat it, across religious and cultural divides.”

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C’è qualcosa che proprio non convince nella giunta capitolina

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

Non si tratta solo del fatto che sono passati pochissimi mesi dal suo insediamento, del fatto che il suo sindaco è fin troppo giovane per governare una città come Roma Capitale, oppure del terribile stato di abbandono in cui Roma è stata lasciata negli ultimi anni dalle giunte precedenti. Non è questione di destra o di sinistra e neppure di commissariamento: Roma è davvero complicata da governare, ma la nuova giunta non sta facendo nulla, proprio nulla per mostrare di sapersi prendere cura della città. Nè materialmente, nè culturalmente, nè sul piano dell’etica pubblica, così cara al M5S, almeno nelle affermazioni di principio”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“I litigi iniziali, un certo qual nepotismo di stretta marca familistica, il millantato credito, che non fa mai seguire i fatti alle promesse, tutto, per quanto disdicevole poteva starci in una città come Roma. Cominciata con un litigio tra fratelli gemelli, cresciuta all’ombra del marchese del grillo, la Roma papalina può ben dire di essere stata lei ad aver inventato il termine nepotismo. Ma è davvero troppo per qualunque romano scoprire, davanti ai mucchi di rifiuti di cui traboccano quei cassonetti ai cui piedi scorrazzano i topi, che l’attuale assessore ai rifiuti era da oltre quattro anni consulente della municipalizzata AMA, e per di più era pagata a peso d’oro. Impossibile credere che l’attuale sindaco non lo sapesse. Gli oltre tre anni di esperienza parlamentare accanto ai colleghi grillini ci portano a credere che loro sanno sempre tutto; tanto più quando c’è odore di malgoverno, di conflitti di interesse, di sprechi e di corruzione. Forse peccano di giustizialismo, ma mai di mancanza di informazione. Le loro antenne sono potentissime, sono in grado di ricostruire vicende giudiziarie fino alla quinta generazione; sanno intessere reti trasversali per cogliere collegamenti che in genere sfuggono ai più; hanno numeri, percentuali, derivate che suggeriscono intrecci economico-criminali aggiornati fino a pochi secondo prima. Impossibile credere che non conoscessero i protagonisti della montagna di rifiuti che minaccia di diventare l’ottavo o il nono colle di Roma. E allora la domanda, tutt’altro che ingenua, è la seguente: perchè quella nomina con una incompetenza documentata dai fatti e visibile agli occhi di tutti; perchè quell’ambigua trasformazione di una consulenza in un assessorato, che conferma una strettissima continuità tra il prima, tanto vituperato, e l’adesso, tanto osannato. Ma allora è vero che a Roma non cambierà nulla negli intrecci che legano conflitti di interessi, trasversalità politica e plateale incompetenza. Il sindaco, se può, se sa, dica qualcosa”, conclude Binetti. (n.r. l’on.le Binetti è una persona che stimo molto per cui devo considerare le sue osservazioni, sulla gestione del comune di Roma da parte del nuovo sindaco, solo rivolte a un interesse generale e non certo di parte. Fatta questa doverosa premessa devo sommessamente osservare che mi sembra prematuro pretendere che i problemi della capitale si possano risolvere in pochi mesi anche perché non vi è l’intenzione di molti a sostenere l’attuale giunta per incoraggiarla a operare ma solo l’intenzione di contrastarla in tutti i modi e la vergognosa campagna dei media (in specie le televisioni) che hanno fatto vedere una Roma sommersa dall’immondizia, dai topi e quanto altro è stata una vergognosa forzatura su una realtà che pesa sui romani da decenni e non è certo demerito dell’attuale sindaco. Circa l’età di chi ci amministra posso dire che è una forza e non certo una debolezza. Renzi per altro è passato da sindaco di Firenze a presidente del consiglio nel giro di qualche anno e nessuno ha obiettato che era giovane e impreparato, e non si venga a dire che è un “genio” e uno statista sin da quando era in culla. Allora lasciamo da parte le critiche (ricordo a questo proposito l’aneddoto illuminante del figlio, del padre del mulo e dei loro critici) e cerchiamo insieme di dare una mano a questo sindaco dimenticando la sua appartenenza ma ricordandoci che Roma non si può salvare da sola e a volte sono proprio i romani a remarle contro per una sorta di autolesionismo davvero sconcertante. Una ricerca a questo proposito di un’associazione di consumatori (Aduc) la dice davvero lunga raccogliendo le dichiarazione di alcuni romani come quello di una vecchietta che colta a gettare il sacchetto dell’immondizia accanto al cassonetto vuoto ha obiettato: “aiuto Roma a restare sporca”. (Riccardo Alfonso)

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Messe in Francia e a Cracovia in nome della pace

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

la Moschea di Forte Antenne, Roma

la Moschea di Forte Antenne, Roma

“Per una di quelle coincidenze che la storia ogni tanto è in grado di creare, domani ci saranno due Messe straordinarie: una in Francia con i musulmani e un’altra a Cracovia con il Papa e con i giovani della GMG. Due diverse messe, intensamente desiderate, preparate con cura, anche per i rispettivi dispiegamenti delle forze di polizia. Non c’è dubbio che creeranno un forte impatto nell’opinione pubblica. Da un lato la strage di Rouen, un massacro per cui nessuno vuol parlare nè sentir parlare di guerra di religione. Dall’altro un popolo di giovani in cammino da oltre 30 anni per testimoniare la propria fede, o per lo meno la propria ricerca di fede, il proprio insopprimibile bisogno di amicizia e di solidarietà”.
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Sono due modi diversi di abbattere steccati, di rilanciare il dialogo e di aprirsi alla speranza. Il Dio a cui si riferisce costantemente Papa Francesco, il Dio dei Cristiani, è il Dio di tutti gli uomini, un Dio venuto per perdonare e per offrire a tutti gli uomini un’altra opportunità di salvezza. Perché questo ponte mistico che si stabilirà domani attraverso la Santa Messa tra Francia e Polonia deve servire a tutti noi a far risuonare con forza le parole di Giovanni Paolo II, indimenticabile inventore delle GMG: Mai più la guerra, neppure quella a pezzetti, e meno che mai una guerra che volesse apparire come una guerra di religione”.
“Da domani – prosegue Binetti – si può e si deve voltare pagina. Speriamo che siano molti i musulmani moderati, credenti o non credenti, che entreranno domani in Chiesa in segno di riparazione, per la terribile morte di Padre Jacques, e questo sarà già il primo miracolo di questo santo sacerdote, ma saranno anche moltissimi quelli che pregheranno per la pace nel mondo, per la libertà di professare la propria fede. E da Cracovia, giovani di tutti il mondo, stretti accanto al Papa, rilanceranno questo sogno di pace e di fraternità. Felice coincidenza che ha predisposto per il bene di tutta l’umanità il Dio della Storia e della Provvidenza”, conclude.

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